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Showing content with the highest reputation on 04/07/16 in all areas

  1. straquoto, ci sono meno appassionati su qualsiasi materia, c'è una generazione dai 15 ai 55 di gente che come hobby ha passare un dito su uno smartphone per sapere tutto senza conoscere nulla
  2. Spero che mi scuseranno tutti gli amici del forum per quella che può sembrare presunzione, ma io credo che nessuno al mondo sia più appassionato di corse automobilistiche del sottoscritto. Mettiamola così: potrà esserci qualche milione di persone ugualmente appassionato come me, ma non più di me. Oggi sostanzialmente vivo un periodo (da anni a questa parte...) interlocutorio. Nell'adolescenza, tra i 13 e i 19 anni (1989-1995) la mia bestiale passione per la F1 trainava anche alcuni amici, che però non erano realmente appassionati: si entusiasmavano, ecco, ma non erano addicted. Nell'inverno 90-91 in una sala giochi locale organizzammo un campionato (con squadre di due piloti ciascuna) col videogioco "Super Monaco Grand Prix", che in versione coin op era largamente superiore a quello da console. Negli anni successivi al 1995, con la divisione "universitaria", rimasi a parlarne prevalentemente con mio padre (responsabile della mia cocente passione motoristica, intendo proprio il motore a scoppio), finché dopo il 2001 lui non seguì più nemmeno i GP (forse perché Alesi si era ritirato). Proprio nel 2001, in primavera, non ricordo esattamente il perché, ma ricordo la foto che diede il via al tutto, decisi di cominciare a interessarmi delle epoche precedenti al 1950, che a livello statistico già conoscevo a grandi linee, diciamo al 20-30%. Ma nel 2001 mi "esplose" letteralmente l'entusiasmo per quelle epoche e contemporaneamente (anzi, no, a Natale) mi imbattei nel simulatore "Grand Prix Legends" sugli anni '60, più l'eccezionale e avventuroso ritrovamento del film omonimo, che cercavo da dieci anni. Sì, diciamo che il 2001, con quei due avvenimenti (imprecisamente ma per dare un'idea: anni '30 e anni '60), fu uno spartiacque. Mi resi conto che la mia passione automobilistica, concentrata sulla F1 ma in realtà per fortuna spesso deviata verso i rally (una passione parallela tuttora viva, ma dagli anni '60 al 1996, dopo non sono più rally) la Indy (89-95), la Nascar (1991-98), era una passione inconsapevole di una deriva senza via d'uscita. Sì, nella seconda metà degli anni '90 stavo inconsapevolmente galleggiando su qualcosa che non c'era più, la F1 era già falsa, coi sorpassi ai pit stop, con l'imposizione del V10, e io ingollavo acriticamente. La mancanza di cultura, non parlo delle statistiche ma della profonda consapevolezza "filosofica" delle varie epoche automobilistiche, mi stava rendendo un inconsapevole bevitore di sbobba artificiale, senza ragioni e senza motivi, dimenticati o ormai inesistenti. Questo lo capisco ora. Il declino del mio interesse verso la F1 ecclestoniana televisiva dal 2001 è stato più o meno costante. Oggi non faccio drammi se mi perdo un GP. Se mi imbatto nella differita, la TV resta accesa, ma non seguo, non riesco a piegarmi all'interesse per una gara dove le gomme sono concepite per fare casino, dove le auto (a parte le differenze cronometriche) sono tutte molto simili e in realtà sono semplici "attrezzi, strumenti" che nulla hanno a che vedere con l'automobilismo propriamente detto. La Ferrari? Nessuno più di me continua da da decenni a fare ricerche, a interessarsi dei motori di tutti i modelli: ecco, gli appassionati di oggi cosa se ne fottono del V8 di Bellei e del V12 di Forghieri, ma non il boxer, bensì del 1964-65? Niente!! E' come se parlassi da solo, oppure con mio padre, appassionato del motore in quanto tale, ma ormai lui sta invecchiando ed è stanco. Ogni tanto mi imbatto in alcuni appassionati su facebook o sul web, ma è sempre rarissimo. Ho letto da qualche parte su AS che Andruet ha detto che i veri piloti sono quelli che hanno guidato su strada, e che i circuiti "naturali" sono quelli che insegnano a guidare. Ha ragione. Ma oggi fare questo discorso è come parlare di una edizione rilegata della Divina Commedia stampata nell'800 a chi è abituato a leggere Anna Todd sullo smartphone. Non ci si può intendere. Parlo proprio della passione, dell'odore, dell'urlo che ti sale dal petto, della tensione, della febbre, che la velocità ti trasmette.
  3. Esempio idiota: quando capitava (fortunatamente poco spesso) che io andassi male a scuola, quando rientravo a casa prendevo il resto. Oggi i genitori accusano gli insegnanti di non capire i figli che invece sono perfetti così come sono. Se i ragazzi non rendono è sempre colpa degli insegnanti che sono incapaci e mai dei ragazzi che non si impegnano. L'ignoranza è legittimata dalla società al giorno di oggi. Leggevo un articolo pochi giorni fa che sosteneva il fatto che in Italia abbiamo il record di analfabeti funzionali e basta farsi un giro su Facebook, prendendo pagine a caso, per capire come sia del tutto ignorato l'uso dei verbi ausiliari, quello del congiuntivo e della punteggiatura (le virgole sembrano essere diventate un qualcosa di vintage). Non è una missione impossibile pretendere che tutti gli abitanti di un paese sappiano scrivere correttamente (almeno) nella propria lingua.
  4. Posso essere un pò critico? Ok la F1 è quello che è ma oggi i giovani a che cavolo si appassionano? Al calcio che se poi ci scambi due parole ne sanno meno di me?! Penso che la F1 abbia moltissime colpe ma anche lo spettatore medio è profondamente cambiato. Di appassionati veri ce ne sono sempre meno.
  5. L'automobile è sempre più vista come una specie di elettrodomestico, uno scaldabagno, una capsula tondeggiante che deve portarci da qualche parte e amen. Non è più l'oggetto del desiderio o lo status symbol di una volta (ovviamente non del tutto). Una volta l'auto era la "conquista di libertà", come la definiva Enzo Ferrari. Oggi è un nemico da eliminare, dalle città, dalle strade. Le corse una volta entravano nelle case della gente, perché si correvano su strade chiuse al traffico, la Mille Miglia attraversava i paesini di mezza Italia, la Targa Florio. Oggi sono relegate in circuiti disegnati a tavolino su zone piatte, come animali in laboratorio o come equilibristi in un circo pieno di materassi e di reti. E poi i rallyes, che oggi sono visti solo come brevissime esibizioni col pubblico lontano. Una volta chiamavano a raccolta regioni intere. Purtroppo l'andazzo è questo. Come ha detto Gio66, se la nave va alla deriva, è praticamente impossibile che ritorni in porto.
  6. Presente! Non sai quante ne ho disegnate nel corso degli anni... avevo pure fatto un'intera gamma di vetture tutte mie, con logo annesso. Poi un sacco di circuiti di F1 che manco Tilke. Qualche anno fa poi mi venne una malsana idea
  7. Sky UK annuncia che dalla Cina si torna indietro al format qualifica 2015
  8. ben contento. Ne salvo un 20%, il resto per colpa loro o di chi le educa sono perfetti menagrami. Basti vedere come sono ridotte le scuole. Già nel 2002, quando mi sono diplomato io, quelli di prima erano dei terroristi. Ho ancora contatti con dei professori e rimpiangono i tempi in cui c'eravamo noi. Tranne rarissimi casi sono prepotenti, altezzosi, pensano di comandare il mondo e vengono spalleggiati dai genitori che, invece di fare il loro ruolo, fanno gli avvocati difensori per farsi belli e poi proprio dei figli se ne sbattono le palle. Se una volta queste cose si vedevano solo nei campetti della Juniores, adesso funziona così anche a scuola. Figuriamoci quando ne escono.
  9. Putacaso ho trovato uno dei disegnini che facevo nel '93..per l'esattezza settembre 1993. Quando un secondo posto era oro colato..ahh, che ricordi..oggi un secondo posto è m... In ogni caso..quanti di voi disegnavano le macchine?? Io ho passato anni a schizzare macchinine dappertutto, forme strane futuristiche, soluzioni innovative..sognavo il futuro, la monoposto del 2000, roba da fantascienza.. Oggi esisterà qualche ragazzo che disegna le F1? Esisterà qualcuno che disegna? Ok pretendo troppo..esisteranno ancora le matite? L'auto ha perso il suo fascino, così come il futuro..non per nulla la fantascienza è in coma profondo. I ragazzi vivono immersi in un perenne presente social, un cono chiuso di avvenimenti istantanei che impediscono il sogno e la fuga in avanti...
  10. Se ci sono figli deficienti in giro io la colpa la darei anche ai genitori e in alcuni casi risalirei fino ai nonni.
  11. Per me la questione è molto più semplice: come mai il calcio non viene abbandonato da nessuno, anzi lo vedono praticamente quasi tutti? Semplice: le regole quelle sono, la partita è quella, ti devi solo accomodare e goderti lo spettacolo. In F1 è difficile stare appresso a tutte le minchiate che propongono, le regole cambiano dalla mattina alla sera, il tutto è percepito come artificiale per cui è difficile trovare nuova gente che si appassioni. Resistono solo quelli della vecchia guardia che pure si stanno iniziando a rompere le palle.
  12. Anche io presi la patente a 19 anni e mezzo, il 27 novembre 1995 (ricordo che quel giorno scomparve Giancarlo Baghetti, l'unico pilota a vincere all'esordio in F1: trionfò nelle prime tre corse a cui partecipò: Siracusa, Napoli e Francia, quest'ultima valida per il Mondiale).
  13. Ragazzi, m'è venuta una nostalgia di quella che era una passione bruciante..la passione per la velocità, la meccanica, il rombo del motore, la bellezza quasi pornografica delle linee disegnate dal vento..e che si è interrotta contro un muro nel 1994. Ora tutto questo si è tramutato in distaccato interesse per l'evoluzione attuale, e in amara nostalgia per un passato clamoroso.. Sull'onda lunga del reperto archeologico postato sopra e del "booster" a gas più o meno nobili di simster sono andato a sfogliare antichi papiri ammuffiti, e volevo condividere con voi questi scarabocchi pre/adolescenziali, che allargano un po' il discorso al "futuro immaginato" Anno 1990. È il mio primo disegno delle formula 1. Prima non mi piacevano affatto. Seguivo con molto interesse i rally e gli Sport Prototipi. Ma Prost a Spa fece scoccare la scintilla. Non avevo mai comprato Autosprint..ricordo disegnai le vetture su dei fermo-immagine di una videocassetta che avevo registrato.. Anno 1991. Il futuro è un richiamo irresistibile. In pista la 642 viene doppiata da Zermiani sulla Duna..e allora ecco la 660, il futuro remotissimo, verso il 2009..direi che non c'ho troppo azzeccato... Anno 1992. La macchina è un cesso, la F92A non va neanche a spinta. E allora vai con la rivoluzione: motore con cilindri a moto rotatorio alternativo con pistoni in cilindri toroidali e doppia camera di scoppio. L'aerodinamica fallimentare? Ci penso io! La forma a goccia è perfetta in natura..ovvio che bisogna rifarsi a quella! Che sciocchi gli aerodinamici a non esserci arrivati...Ed ecco il futuro vicino, il 1995 è dietro l'angolo. E siamo al 1994, il mio vero ultimo anno di passione bruciante. Senna è il mio idolo. Deve venire in Ferrari prima di subito! Ma l'anno inizia male, per lui e per tutta la F1. Gli incidenti non si contano, Alesi quasi si rompe il collo..le macchine non stanno in strada. Che ci sia un problema di sicurezza? Ma chi lo dice che la F1 debba essere sicura? Non sarebbe più emozionante ancora più instabile e pericolosa? Ed eccoci in un immaginario anno 2000, in cui Ayrton è costretto a correre in una F1 resa particolare da alcuni dispositivi piuttosto discutibili (mannaggia..vedere quel disegno mi fa venire i brividi, sapendo com'è andata a finire..)
  14. In effetti c'erano carattere e carisma a profusione. Una certa rozzezza genuina.
  15. Pensa, fino al 2001 questo era a grandi linee il mio medesimo pensiero. Quando ero in buona, perché se optavo per una versione meno democratica del mio pensiero sapevo andare ben oltre. Bella la discussione, molto. Dal canto mio posso aggiungere alcune cose La prima è che ora esiste internet, una volta no. Ma a quelle gare, a quella società, a quello stato di cose il web non serviva. Era una epoca talmente bella che poteva anche fare a meno di un mezzo così potente Non sono d'accordo con chi predica che i piloti di epoche diverse non possono essere paragonati fra di loro. Quelli odierni sono IMHO esageratamente inferiori, sotto ogni singolo aspetto, sui protagonisti del tempo che fu (parto da Szisz e sto largo, arrivo alla fine del secolo). Tutti, nessuno escluso. Infine la osservazione piu' stupida, se vogliamo Ho visto un servizio sulle magagne che sta avendo El Rato con la finanza brasiliana. Si sono notati alcuni trofei ed alcune monoposto portate via dal museo di proprietà di Fitti. Hanno inquadrato la Copersucar del '78 che veniva spinta indietro. Bè, nulla e dico nulla di ciò che appartiene a questa scalcagnata epoca riuscirà mai a darmi lo stesso sottile brivido che mi ha dato la visione di quelle gomme larghe come un banco delle elementari
  16. Domanda: ma un giovane d'oggi sogna ancora di diventar pilota da corsa?
  17. Ho paura che le moto abbiano più successo perchè ti puoi aspettare sempre la caduta. Tanti guardano solo la partenza della F.1 per vedere l'incidente e poi dormono. Che brivido ci può essere nel vedere correre 20 schifi col muso a pisello in una pianura padana d'asfalto con 2 righe a delimitare la pista?
  18. Tutte cose che al giorno d' oggi non dipendono dai piloti scenario: non sono i piloti a scegliere dove si va a correre...anzi, per il grande capo devono solo guidare e stare zitti battaglie epiche: a parte qualche raro caso, non se ne vedono piu' perchè questa Formula 1 non le permette...vuoi perchè sorpassare è sempre piu' difficile, vuoi perchè ci si accontenta piuttosto che sforzare la monoposto che non può permettersi di rompere, vuoi perchè al minimo contatto scattano le sanzioni (t' immagini Villenueve vs. Arnoux ai giorni d' oggi quante penalità avrebbero preso per la loro epica battaglia a Digione nel 1979?)...vuoi perchè i regolamenti non permettono sviluppi significativi in corso di stagione, quindi chi scazza il progetto è "condannato" e difficilmente può lottare...in classifica si vedono generalmente compagni di team appaiati infatti dialettica: se parlano è perchè parlano, se non parlano è perchè non parlano, le critiche arrivano in ogni caso...poi oggi sono costretti ad andare in giro con gli addetti stampa, quindi è tutto dire... Forse sbaglio, ma in questo scenario anche i piu' carismatici delle epoche passate farebbero fatica a far emergere certe emozioni...in una F1 dove tutto è ovattato
  19. Questa discussione è una meravigliosa boccata d'aria
  20. Voglio spendere due parole anch'io (il mio pensiero vale come una goccia nel mare). Come molti di voi, continuo a seguire questo scialbo spettacolo. La fiamma non si è mai sopita del tutto, forse perchè sono affetto da senso patriottico: guardo ancora la Ferrari, ma con molto distacco. Mi prometto sempre di seguire altre categorie simili ma, vuoi per lavoro, vuoi per pigrizia, non mantengo mai la parola. La società è cambiata, ovviamente in peggio: sono ormai pochi i valori rimasti che tengono a galla varie passioni. A volte si tratta ormai di tifo estremistico: si gode soprattutto degli avversari che cadono piuttosto che celebrare le prestazioni di casa nostra. Un po' mi dispiace, ma non ne faccio una tragedia... snobbo e vado avanti. Quello che mi fa più rabbia piuttosto è che noi abbiamo una storia automobilistica sconfinata, la migliore al mondo (pari forse solo al boom delle case inglesi anni '60), ma che da un po' di tempo giace in uno scaffale impolverato. E come se si fosse azzerato tutto, e che tutto questo non sia mai stato esistito: mi viene il magone pensandoci. Sono poco socievole nel forum e me ne scuso, ma vi leggo sempre con molto interesse.
  21. Qui c'è un elemento fondamentale di cui nessuno ai piani alti sembra tenere conto. Il livello di professionismo raggiunto oggi dalla Formula 1 è tale che, a meno di sviste clamorose, anche il format più complicato del mondo viene compreso e digerito dalle squadre in non più di 3/4 gare; ciò significa che dopo un periodo iniziale di assestamento, in cui effettivamente la griglia può essere "insolita" rispetto ai valori in campo, alla lunga questa differenza tenderà sempre più ad assottigliarsi e a portare a degli schieramenti di partenza che rispecchiano in tutto e per tutto la forza delle singole squadre e dei singoli piloti. Quel che voglio dire è che se l'ordine di partenza non cambia a seconda del format di qualifiche scelto, tanto vale tornare ad un regolamento semplice, pulito e di chiara comprensione per il pubblico: ne gioverebbero tutti
  22. Adesso le prendono gli insegnanti. Facebook è un cancro, la gente pensa che la vita sia lì dentro.
  23. Oggi non c'è bisogno di approfondire subito le cose. La conoscenza, almeno a livello di nozione, è accessibile immediatamente grazie a dispositivi sempre connessi ad internet. Qualche anno fa (diciamo fino a 17/18 anni fa) questa accessibilità non c'era e quindi si cercava di carpire tutto quanto possibile leggendo un articolo su un giornale o ascoltando ciò che dicevano in quella trasmissione TV. L'occasione di capire era quella e perciò si drizzavano meglio le antenne. Oggi non abbiamo più difficoltà ad accedere alla conoscenza e paradossalmente, secondo me, siamo diventati più superficiali.
  24. Bravo Sun. E grazie per la tua passione di cui sono intrise le pagine dei siti e forum DI TUTTO IL MONDO, in cui ogni tanto mi imbatto e da cui mi abbevero come fossi un viandante assetato che attraversa l'attuale piatto deserto dell'automobilismo sportivo.
  25. 35 anni. Patente mai presa per scelta, visto che odio profondamente le auto stradali e odio guidare. Forse sarò, diciamo, costretto a prenderla da qui a poco, ma solo per un motivo: quando mi sbatteranno fuori dal mio attuale lavoro (e questo accadrà, senza ombra di dubbio...), l'assenza di patente è un problema mica da ridere nell'eventualità (tra l'altro comunque molto complessa anche disponendo di patente) della ricerca di un nuovo lavoro... Per quanto riguarda il resto, l'interesse c'è ancora perché certe fiamme sono piuttosto difficili da spegnere. Ma sicuramente il livello di "attenzione" è molto molto calato. Non riesco ancora a fare a meno totalmente di quella che è decisamente la "punta di diamante" (perché come sappiamo benissimo tutti, o meglio quasi tutti, il motorsport non è solo F1... Ma è innegabile che questa categoria si guarda sempre con un certo "occhio di riguardo". Nel bene e soprattutto nel male...) della passione della mia vita. Arriverà il giorno in cui, probabilmente (se l'andazzo continuerà ad essere questo... E sono sicuro che continuerà ad essere questo... Anzi, forse arriverà addirittura il giorno in cui le boiate odierne arriveremo a rimpiangerle. E questo è tutto un dire...) la spina con la F1 riuscirò a staccarla. Ma penso che una minima, infinitesimale percentuale d'interesse rimarrà sempre. Faccio molta fatica ad immaginarmi un futuro assolutamente privo di F1. Magari non la guarderò più, né m'interesserò più direttamente, né vorrò parlarne o sentirne parlare. Ma non penso che riuscirò mai ad ignorarla completamente al pari di cose che non mi hanno mai interessato. Un piccolo tizzoncino di brace, anche minuscolo, resterà. E quindi, per esempio, dovessi trovarmi un giorno a sfogliare un quotidiano, o una rivista, o qualsiasi cosa di qualsiasi genere, di certo una notizia o una foto o quant'altro riguardante la F1 (se esisterà ancora, è chiaro) non potrà mai passare, da parte mia, totalmente inosservata come una, chessò, di golf o di altre robe che ho sempre ignorato. E penso che la stessa cosa valga un po' per tutti, anche per quelli che pubblicamente dichiarano senza mezzi termini che non gliene frega più un cazzo di niente. Avere (o avere avuto) una passione o non averla non è la stessa cosa. La passione è come una ferita che rimane sempre aperta (e se la passione non c'è, non esiste nemmeno la ferita). Può arrivare il giorno in cui quella ferita si chiude definitivamente. Ma la cicatrice resterà per sempre, e non c'è proprio niente da fare...
  26. Parlando da "giovane d'oggi", credo che salvare il 20% dei miei coetanei sia anche troppo...
  27. Io invece di disegnare all'età di 7 anni mi scrivevo su un quaderno tutte le classifiche di prove e gare prese dagli autosprint degli anni 92 e 93 e mi ero creato un quaderno con griglie e classifiche :).....in quanti oggi farebbero così?
  28. Eddai sarebbe una fottuta figata
  29. Ma tu sei un pazzo Da (ormai - vedasi post di ieri ) 23enne, ti do' ragione. Nella mia compagnia, formata da circa 15 persone, pochissimi hanno passioni. Fermorestando che tutti seguono il calcio (ma è difficile capire se siano appassionati veri per me che non seguo nulla), nessuno è appassionato a qualcosa e nessuno pensa al proprio futuro se non io e altre 2-3 persone. Per gli altri esiste solo ed esclusiavente il divertimento. Poi certo, fondamentale avere un lavoro, ma non importa quale lavoro. Non si pensa ad una crescita, al futuro insomma. E la cosa mi dispiace Son d'accordo La F1 è sempre stata definita noiosa. Mi trovi d'accordo su quanto dici, ma lo metterei in secondo piano (seppur importante eh)
  30. Ricordo di aver fatto, nel 1994, su due Fabriano F4, i profili laterali di Mclaren, Williams, Benetton e Ferrari. Un po' come li fa adesso Sauro, ovviamente immaginateli fatti da un bambino di 11 anni con pennarelli e quant'altro. Però ricordo di aver usato i righelli riportando le misure da foto prese su Autosprint
  31. @Ferrari F1 Vero ma anche il contenuto delle notizie è enormemente sceso. @Phosphoros In parte hai ragione e come dice @alessandrosecchi i genitori nella crescita di un bambino fanno una differenza enorme. Genitori smidollati creano figli smidollati. Però permettimi di portare una parte della mia esperienza personale. Do qualche ripetizione e ci sono certi ragazzi che sono seguiti dai genitori però non c'è verso di smuoverli. Altri invece a mio parere hanno talmente tanto e troppo dai genitori che non fanno altro che rovinare i loro figli rendendoli apatici a tutto, scuola sport ecc... Senza dimenticare che li difendono sempre e comunque invece di responsabilizzarli! @sundance76 Prendi me, a 13 anni prendevo 2/3 riviste specializzate (Quattroruote Alvolante GenteMotri) insomma sapevo tutto sulle auto nuove e sulle nuove uscite e fantasticavo non poco sulla mia prima auto. Chiaramente se vai all'uni non hai i soldini per prenderla e adesso che inizierò a lavorare ti assicuro che valuterò per bene la spesa per la mia prima auto. Meno spendo e meglio è. Con le paghe che ci sono non ha senso spendere per un oggetto che costa molto e con lo stato che lo vede come un bancomat mobile. @gio66 il problema è che il DRS e le gomme di pastafrolla hanno reso la F1 incomprensibile perfino per gli addetti ai lavori. Il telespettatore della domenica, se si ferma sulla Rai perchè catturato dal movimento in pista 5 minuti dopo gira canale perchè non ci sta capendo una mazza.
  32. considerato il fatto che in ogni altro paese europeo ne parlano due... Il resto concordo: i genitori sono diventati non gli educatori ma i sindacalisti dei figli. Per questo motivo, colpevolizzo entrambi
  33. E il DRS e le gomme pastafrolla non hanno neanche fatto breccia tra chi segue la f1 in maniera occasionale. Resta un diffuso scetticismo sul rumore delle PU, ma non è un problema da risolvere a tutti i costi, ormai la strada è stata intrapresa, basterebbe a parità di rumore avere motori più potenti, meno strozzati da flussometro e limiti sulla parte elettrica (aumenterebbe anche il sound...). e avremo agli occhi di chi segue, appassionato o meno uno spettacolo che merita di essere visto. con una guida più brutale, più controsterzi di potenza, e non sarebbe sola estetica, ma anche sostanza... A patto che non si torni indietro con l'aerodinamica.
  34. A quanto pare i più stoici sono i vecchi appassionati, i casual viewers hanno già mollato da un pezzo... Molto bene, coglioni forse no ma un po' masochisti lo siamo
  35. Questo è un punto molto interessante. Forghieri diceva a RaceAnatomy che ai suoi tempi si faceva carte false per guidare l'auto, mentre oggi non si fa nemmeno la patente all'inizio dei 18 anni perché non interessa più.
  36. Resta il fatto che avevano ragione. I nonni dicevano ai figli che erano dei fancazzisti, e infatti i figli dei fancazzisti sono fancazzisti a loro volta e, oltretutto, protetti dai genitori. I nonni hanno sempre ragione Comunque è un bell'argomento ma conviene tornare sui binari della discussione Al limite ne parliamo in altro 3d
  37. Gli adolescenti non sono diversi da 10-20-30 o 50 anni fa. O pensate che negli anni 50 o 60 fossero tutti santarellini? La differenza era che se sgarravi ti beccavi la vergata se non dal prof dai tuoi, oggi se riprendi un alunno i genitori arrivano con Taormina e Bongiorno. Oltre alle caratteristiche individuali è l'ambiente circostante in cui uno cresce che fa una grossa differenza, e di certo l'epoca attuale, immersa in un individualismo e buonismo imperante, non aiuta. Le frasi su "Ah le nuove generazioni di fancazzisti" si sentono da sempre: lo dicevano i nostri nonni ai nostri padri, i nostri padri a noi e noi lo diremo ai nostri figli.
  38. Comunicato ufficiale FIA e FOM: At the unanimous request of the teams in a letter received today, Jean Todt, President of the FIA, and Bernie Ecclestone, commercial rights holder representative, accepted, in the interests of the Championship, to submit a proposal to the F1 Commission and World Motor Sport Council to revert to the qualifying format in force in 2015. This proposal, if approved by the F1 governing bodies, will take effect as from the Chinese Grand Prix and will apply for the rest of the season. Jean Todt and Bernie Ecclestone welcomed the idea put forward by the teams to have a global assessment of the format of the weekend for 2017. L'ultima frase mi lascia parecchie preoccupazioni.
  39. Vedi, per me la frase "l'80% dei giovani di oggi sono degli stronzi" (che non è quello che hai detto, lo so, ma è per capirci..) ha la stessa valenza di "l'80% degli immigrati sono dei farabutti". Sono percentuali tirate a caso e basate solo sulla propria percezione, non su dati verificabili. Per questo dico che non mi piace questo tipo di pensiero. Il che non significa negare che effettivamente i problemi che tu e altri avete evidenziato esistano..
  40. A prescindere dal discorso F1, leggo qui dentro delle generalizzazioni davvero sorprendenti sui "giovani d'oggi".
  41. Facciamo anche anni 2000. Io nel 2000 avevo cinque anni e fidati che da allora il mondo si è rovesciato un'altra volta. Adesso ai bambini di cinque anni dai in mano un iPhone e tanti lo sanno pure usare bene io a malapena riuscivo a giocare a Snake
  42. @Krusty Auguri anche se in ritardo!!
  43. Per quanto mi riguarda interesse che già di suo andava scemando di anno in anno, per i motivi che tutti sappiamo. Ero già passato sopra tutto: l'esasperazione aerodinamica, il ritiro di Schumi, i GP in notturna, il drs, il fatto di correre in mezzo al nulla cosmico, posti in cui tradizione e passione per i motori non esistono, su piste di merda disegnate con la squadretta, i motori congelati, la benzina da risparmiare, le gomme da gestire, le interviste tutte uguali, ma a tutto c'è un limite, e con questo format di qualifiche per quanto mi riguarda si è superato. E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, m'è venuta la nausea. Ti credo che poi non c'è ricambio generazionale... A prescindere dal fatto che un bambino di oggi ha gusti e orientamenti diversi da un bambino cresciuto negli anni 80 (ma anche 90 direi), come si fa ad appassionarsi a questo vomito? Al di là del "nostalgismo", solo chi si era appassionato alla F1 quando ancora poteva definirsi tale continua a seguirla, più per inerzia che per altro.
  44. Dibattito interessante. Penso che siano tante le variabili che possano avvicinare o allontanare gli spettatori da qualsiasi competizione sportiva. Quella più importante in F1 è senza dubbio la passione per le auto e la velocità (qualcuno al riguardo ha fatto giustamente notare che in una società in cui tutto è sempre più raggiungibile, anche se spesso soltanto sotto il profilo virtuale, che molti confondono col reale, tale interesse vada parzialmente a scemare). Poi, essendo uno sport individuale e di squadra allo stesso tempo, la maggior attrazione deve provenire dai personaggi che vi gravitano attorno. La presenza della Ferrari da questo punto di vista è una garanzia, non solo per gli italiani, così come quella di colossi come Mercedes, Renault, ed Honda, o team privati storici come McLaren e Williams. Ma il fascino dell'uomo ha sempre una marcia in più, e proprio per questo la svolta voluta da Ecclestone e soci, che da oltre vent'anni hanno reso il paddock un luogo sempre più irraggiungibile e i piloti sempre più figurine hollywoodiane (vedere Hamilton per credere) ha provocato un disamore da parte degli appassionati di lunga data. Non che manchino personaggi o potenziali storie, ma manca il modo di poterle raccontare. Schumacher ai tempi della Ferrari da molti, anche dal sottoscritto, veniva visto come un robot privo di sentimenti; adesso, con tutti gli aneddoti che escono, scopriamo che è un personaggio molto più umano e "raggiungibile" di quanto non si potesse pensare. Non potendo conoscere i piloti per quel che sono davvero si finisce con l'affezionarsi a loro in misura sempre minore. E se in F1 non hai un pilota che ti fa battere il cuore, per quanto appassionato della categoria tu possa essere, difficilmente resisti. Io dopo l'abbandono di Montoya ce l'ho fatta per due anni grazie a dei campionati combattuti sino all'ultima gara; poi, dal 2009, tra cervellotici cambiamenti regolamentari che hanno reso sempre meno meritocratici i gp ed annate dominate dalla potenza di turno, ho cominciato a spegnere il televisore senza tanti rimpianti, come ha fatto qualcun altro che è intervenuto qui, salvo poi riaccenderlo nel 2010 e nel 2012 quando c'è stato più equilibrio (che è un altro dei fattori di attrazione più importanti). Condivido comunque il pensiero di fondo (bellissimo) di Davide Hill: se hai avuto una passione, per quanto tu possa allontanarti, è impossibile staccare completamente la spina. Magari ora certi gp li seguo per caso, ma quando capita, nonostante l'acredine nei confronti dei cambiamenti ai quali assisto, l'interesse non manca, e difficilmente rinuncio ai riti di inizio anno (acquisto di speciali, ricerca di notizie sulla composizione del nuovo parco piloti e informazioni sulle new entry, ecc). Certo, è un peccato che quasi ogni anno il picco di interesse si esaurisca dopo il primo, o forse i primi due-tre gp (salvo sporadiche lotte per il mondiale), ma è un segnale che mi dimostra che, qualora dovesse tornare l'equilibrio in pista ed apparire sulla scena un personaggio in grado di conquistarmi, probabilmente sarei già lì a puntarmi la sveglia per seguire i gp agli orari più disparati come ai "bei tempi". Quanto alle nuove generazioni, ho un fratello di quasi 11 anni che pur privilegiando il calcio non rinuncia mai a seguire la F1 insieme ad un compagnetto. Sull'andamento delle gare attuali sono sempre più informati di me, ed hanno molta curiosità sulla F1 del passato, in merito alla quale mi tartassano di domande. La tradizione che questa categoria ha, indipendentemente dalle derive recenti, può e dev'essere l'ancora di salvezza per mantenere un consistente numero di appassionati anche nel futuro. Come disse Aragorn ad Halet, figlio di Hama...c'è sempre speranza
  45. Pare che la proposta di determinare la griglia sulla base della somma dei due migliori tempi di ogni pilota sia destinata ad essere rigettata. Con ogni probabilità anche in Cina si correrà col format in stile Need For Speed
  46. Negli anni '90 ero l'unico che seguiva la F1. Nei duemila mi pareva di essere l'unico a non seguirla più.. XD (perché non funziona il tasto delle faccine??) Qui siamo molto umorali..mi piacerebbe vedere un grafico bello come quello sopra ma pluridecennale. Credo vedremmo picchi da metà settanta e crolli decennali in accordo con i risultati della rossa.. Certo che il motorsport nel mondo è in crisi nera..gli ascolti americani delle ruote scoperte sono mortificanti. Probabilmente i tempi d'oro sono finiti, l'auto in sé non tira più..non c'è più il brivido, l'ebbrezza di vedere mostri indomabili, forme diverse e affascinanti, sfide incerte, tecnologie diversificate, nazioni una contro l'altra..mancano troppe variabili per rendere affascinanti e unici i singoli Gran Premi. Poi oggi sono una marea, è inflazione nel vero senso della parola.."Gran Premio" ha perso significato..e ricordiamo che il Grand Prix per eccellenza è quello di Francia, che non si corre nemmeno più. È tutto sbagliato, ma forse è inevitabilmente sbagliato..la crisi si vede perché nessuno ha la lucentezza per offrire un contenuto coerente con la storia e adatto ai tempi attuali. Forse il futuro sarà sempre più di plastica, finto, spettacolarmente artificiale un pò come i millemila sorpassi "finti" degli ultimi GP, e questo perché la folla (non gli appassionati, da sempre pochi!) gradisce solo questo tipo di competizione.
  47. Non vedo alcuna strategia o pianificazione, ho la sensazione che Bernie stia sparando gli ultimi colpi, totalmente disinteressato al futuro a lungo ma anche a breve termine. Un po' come fanno in alcune aziende quando vengono messe sul mercato, svuoti il reparto commerciale/marketing e spingi sulla produzione per far fare un bello zompo al bilancio e venderla meglio... Poi so cazzi di chi se la piglia...
  48. a parte le persone che incontro all'autodromo ( con le quali comunque il discorso cade spesso sulla f1 del passato). son poche le persone con le quali parlo di f1 e motorsport in generale. e spesso il discorso inizia e finisce con la domanda 'come sono arrivate le ferrari nel gp di ieri'?
  49. All'ultima cena di classe di 5 anni fa i miei vecchi compagni di scuola con cui sfogliavamo avidamente Autosprint sotto ai banchi si chiedevano come facessi a seguire ancora quella buffonata. Nel bar, gli unici che ne parlano sono un ex pilota di 70 anni, il suo meccanico che ne ha più di 80 e un amico comune che fa i 65 quest anno. I giovani appassionati di motori seguono il drifting e il time attack e si meravigliano del fatto che io non vada mai con loro ad Adria a vedere quelle cose li...
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