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  1. Leggevo che il Safari potrebbe saltare anche nel 2021. Al suo posto si correrebbe a Ypres e fa decisamente strano, perché è un rally totalmente opposto come caratteristiche... E anche il RAC, che si sarebbe dovuto spostare dal Galles all'Irlanda del Nord, dovrebbe essere escluso.
  2. Questo è vero, sono d'accordo. Il segreto del successo di tanti regolamenti turismo o rally ha avuto sede proprio nella somiglianza con le vetture stradali, proprio perché l'appassionato si identificava con la macchina che vedeva in pista. Ma del resto le vetture utilizzate come base per le WRC Plus sono delle utilitarie o poco più...
  3. A Carlos sfuggì una vittoria praticamente in cassa nell'ultima prova speciale dell'Acropoli. Stava recuperando su McRae e aveva vantaggio di terreno, poi il motore lo ha abbandonato. Stesso identico problema patito poi in Kenya, possibile podio sfumato. In Portogallo invece venne battuto da Mäkinen in volata. Sesto a 11 punti da un titolo che avrebbe potuto vincere, con un pizzico di fortuna in più. La vittoria di Didier l'ho raccontata anche sul nostro sito. Fu probabilmente il vero protagonista mancato di quel mondiale ma penso che anche Peugeot non abbia creduto molto in lui, lasciandolo talvolta anche fuori dalle vetture eleggibili per il costruttori. Ah, ovviamente fu anche l'anno del primo podio iridato di Loeb, secondo a Sanremo. Nel 2001 vinse il mondiale junior.
  4. Sui rally ancora più brevi non so chi lo abbia detto, ma non mi pare che sia così. Spero che non si vada oltre, ma io stesso sono il primo a dire che bisognerebbe metterne almeno 500 di chilometri, queste vetture potrebbero reggerli. Il format attuale non mi dispiace ma qualche chilometro in più non farebbe male e non costerebbe tutto questo sforzo, ci mancherebbe altro. Non lo vedo come un dramma, ecco, mi piacciono i rally attuali come mi sarebbero piaciuti quelli di 30 anni fa se ci fossi stato. Non bisogna per forza tirare in ballo rally locali. Basta parlare semplicemente dell'europeo (che ha una copertura televisiva ma non prova per prova come il mondiale) o anche dello stesso Safari, che da quando ha perso il mondiale (non dall'altroieri, quindi) ha cominciato a svilupparsi su una lunghezza perfettamente paragonabile ai 300 chilometri e spicci di cui si parla oggi. Ok, ora un pilota non può rimontare ma non bisogna basarsi solo sul chilometraggio secondo me. 40 anni fa c'era pure molta più discrepanza prestazionale, anche tra i piloti che occupavano la top ten di un rally. Oggi, per tante ragioni, non è più così. I piloti sono più allenati e quindi livellati, c'è meno differenza anche tra le vetture. Che poi, soprattutto nei rally fuori dall'Europa con un livello di piloti più basso e magari meno WRC Plus in gara (dunque una differenza prestazionale tra vetture che c'è sempre stata, tra categorie differenti), è frequente vedere pure piloti che ripartono con il Super Rally e arrivano in top ten. Il concetto è cambiato, ma io non sarei tanto drastico da cambiare anche il nome alla disciplina. I rally si sono evoluti, per alcuni in meglio, per altri in peggio mentre ad altri ancora piace sia la concezione dei rally "antichi" che quella dei rally attuali. Il paragone che fai tu con altri sport, almeno in questi termini, secondo me non ha gran senso. Il calcio si è sempre giocato su 90 minuti ma questo non significa che un rally debba misurare sempre 5000 chilometri di base e nemmeno che il calcio attuale sia identico a quello del 1900. Alle origini non c'erano le sostituzioni e men che meno il VAR, per fare i primi due esempi che mi vengono in mente, anche qui c'è stata un'evoluzione dovuta alla sicurezza e alla tecnologia, esattamente come nel motorsport dove queste due cose hanno ovviamente un'influenza e una rilevanza maggiori. Capirei il tuo paragone se bandissero totalmente, chessò, le ricognizioni sulle prove speciali o addirittura la presenza dei copiloti. Così sarebbe già diverso.
  5. E i quattro punti di Marcus nei primi otto rally. Qualche errorino lo fece anche lui, ma la 206 #1 non finiva una gara tutta intera. Poi c'erano le colorite presenze della Octavia e della Accent. Programmi raffazzonati da parte di una Casa che ha vinto gli ultimi due mondiali costruttori e di un'altra che se ora si impegnasse ufficialmente otterrebbe ben altri risultati rispetto a quelli del 2001 e dintorni. In quell'anno poi andò in scena uno dei rally più meteorologicamente folli e disumani che il WRC abbia mai visto, in Portogallo.
  6. Ne parlammo tempo fa nel topic della storia. Un mondiale incredibile. Sbagliarono tutti e in maniera variegata. McRae che fece praticamente tutti i suoi punti nei sei rally tra Argentina e Nuova Zelanda e perse il titolo con il clamoroso incidente del RAC, Burns che sembrava perduto dopo essersi infossato a Sanremo, Sainz che ruppe in Grecia a pochi chilometri da una vittoria certa, Rovanperä che si ritrovò in lotta per il mondiale con un impegno part-time costringendo Peugeot a dargli una macchina per gli ultimi rally su asfalto (nei quali era praticamente fermo), Mäkinen che fece 40 punti nei primi otto rally e uno solo nei successivi sei con il passaggio a quel cassone della Lancer WRC. Ci fu davvero di tutto.
  7. Le R5 non sono molto appetibili come categoria principale, anche se era circolata pure l'idea delle R5 Plus che comunque a loro volta non entusiasmavano le Case. Sarebbe una categoria molto più accessibile, su questo non ci sono dubbi, penso soprattutto ad un marchio come Škoda che in questa classe ha vinto tutto e sarebbe ora che tornasse all'attacco anche nella categoria principale. L'idea delle Rally1 comunque è piuttosto semplice, per l'ibrido ci sarà un monofornitore e i costi non dovrebbero diventare così terrificanti. Certo è che già ora gestire una WRC Plus non è facile, dal punto di vista economico, con l'ibrido la situazione peggiorerà per forza. Ed è una cosa che è stata detta da subito: al massimo si può lavorare per mantenere intatti i costi, ma di certo non possono diminuire. Il discorso che facevo su Neuville è proprio quello: ha sempre sbagliato tanto e tutte le volte che ha corso in maniera più prudente ha avuto una marcia in meno. Il problema è che fino al 2018 a capo del progetto Hyundai c'era Nandan, che lo portava in palmo di mano, ora c'è Adamo che non mi sembra esattamente la persona più caritatevole del mondo. Per il 2021 è confermato, ma a mio parere rischia molto in questo momento. La Francia in generale ha una selva di piloti molto competitivi, è una scuola molto florida. Peccato che stiano tutti nei posti sbagliati, tra Fourmaux in Ford e tutti quelli che corrono con Citroën, che non ha più un impegno ufficiale nella top class. L'unico piuttosto ben messo è Loubet.
  8. L'ho notato anche io. Abbastanza impressionante come escalation. E come dici tu, non è assolutamente detto che sia una cosa positiva.
  9. Boh. A me questo Rally di Monza è piaciuto. Difficile e insidioso al punto giusto. Condizioni differenti anche all'interno di una stessa prova, tutti i piloti si sono trovati in difficoltà nell'interpretare al meglio il percorso. Ci vorrebbe qualche prova speciale in più fuori dall'autodromo e per me potrebbe stare benissimo in questo calendario. Quest'anno con il Covid non si poteva fare molto diversamente, è oggettivo. Più seguo il WRC e più mi rendo conto di quanto siano inappropriati i paragoni col passato. Il WRC di 30-40 anni fa e questo sono praticamente due sport diversi e non vedo come si possa tornare indietro. Si verrà anche incontro alla gente, ma mi pare che i rally non teletrasmessi come quelli iridati non siano più lunghi di questi, è anzi vero il contrario. Semplicemente è cambiato lo sport, fine. Piacerebbe molto anche a me se i rally mondiali fossero lunghi il doppio di adesso, emergerebbe di più anche il fattore resistenza che ora si è praticamente azzerato. Ma in questo weekend abbiamo visto piloti guidare macchine da 380 cavalli (che evidentemente non sono progettate per rally da 600 chilometri, ma su questo credo non ci siano mai stati dubbi) a 150 all'ora su strade ai limiti della praticabilità, non mi sembra una cosa da poco, con le dovute proporzioni abbiamo visto un rally d'altri tempi e non mi pare il caso di sminuire i rallisti di oggi. Io ho seguito con molto piacere questa corsa. Si può e si deve puntare il dito contro la FIA, d'altro canto, che non si è organizzata a dovere per quanto riguarda la questione gomme. Michelin e Pirelli hanno portato gomme invernali ma in alcuni tratti sarebbero servite pure le chiodate, la penultima prova di sabato si sarebbe quantomeno disputata. L'altra è stata cancellata perché la macchina di Veiby era in mezzo alla strada e aveva portato detriti su una strada già malmessa, non c'erano grosse alternative. Detto questo, congratulazioni a Ogier che per me è una leggenda totale. Nelle condizioni più difficili è ancora il numero 1, sul ghiaccio come quello incontrato sabato può tenergli testa giusto Neuville, gli altri se spingono sbagliano quasi sempre. Onore anche ad Evans che ha corso un campionato eccezionale. Sembrava dovesse finire macellato dai due fenomeni che si ritrova sotto la tenda, invece si è giocato il mondiale e penso che anche l'anno prossimo sarà lì. Non ho mai mancato di evidenziare la sua competitività fin dal 2017, ai tempi si parlava sempre delle gomme DMACK, di condizioni favorevoli, tre anni dopo siamo ancora qua e avevo ragione io. Un pilota che va forte in ogni condizione, dall'asfalto alla neve. Ho una mezza idea che in Hyundai siano un po' stanchi dei botti di Neuville. Se Adamo è andato a prendersi Tänak dopo neanche un anno di gestione della squadra rally, un progetto nato a immagine e somiglianza di Thierry sin dal giorno 1, ci sarà un motivo. E se ho un po' capito il personaggio.... Ott ha fatto un'annata strana, l'incidente del Monte lo ha influenzato ma l'anno prossimo sarà al top, con la i20 è stato veloce da subito e sappiamo quanti piloti abbia "tritato" questa macchina negli ultimi anni. Fourmaux da tenere d'occhio, già dal debutto in zona punti del Monte 2019 lo avevo notato e sta iniziando ad andare forte un po' ovunque. Le WRC Plus sono un'altra cosa, ma se avrà un'occasione troverà il modo di sfruttarla bene. Speriamo che il vecchio Malcolm riesca a tenere botta ancora.
  10. Vincere un titolo piloti nel WRC? Ma sicuramente sarebbe una personalità di quelle forti... Edit: ah, mi ero perso la parte sopra. Mah, dovrebbero pensarci in FCA.
  11. Nicolas Todt.
  12. È stato sanzionato su qualcosa che non si può rivelare perché l'imputato non vuole che venga rivelato qualcosa di irregolare lo hanno trovato eccome, figuriamoci, solo che per mantenersi in qualche modo puliti (la FIA e pure la Ferrari) hanno deciso di insabbiare tutto alla bell'e meglio. Il problema è che, evidentemente, gli altri team non erano stati avvisati e ora la FIA dovrà convincerli in qualche modo che è meglio tacere.
  13. Non diciamo nulla di questo?
  14. Diciamo che aveva ragione e basta Detto ciò, bisogna capire quanto la FIA abbia messo le mani nella marmellata. Sono stati fessi a non rendersi conto della magagna, sapevano tutto e sono stati zitti o hanno addirittura "propiziato" la cosa?
  15. Nei casi che hai citato tu, specie quelli riguardanti la Mercedes, era tutto regolare o comunque "non irregolare" (cit. cerchi forati). Nei casi riguardanti la Ferrari sono uscite le direttive tecniche, ben indirizzate ma sempre "anonime", e ora la supercazzola di cui sopra. Qui, per me, hanno trovato il modo di insabbiare nella maniera migliore una gran porcata e lo hanno fatto semplicemente perché non ha avuto alcuna influenza sul mondiale 2019. In caso contrario, le cose sarebbero andate in maniera diversa. Parere mio.
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