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  1. Curiosissimo il fatto che a trionfare con una vettura McLaren adorna, per gran parte della livrea, della vernice colore papaya sia colui che è soprannominato "The honey badger". Prima di oggi, l'ultimo a riuscirci era stato un altro famoso pilota conosciuto con il soprannome di un differente animale ghiotto, però, della stessa delizia apiaria. Questo limitatamente alla Formula Uno, senza scomodare Rutherford oppure la livrea Yardley con i flebili richiami alla variante dell'arancione del 1973. Chissà se Vanzini lo ha detto.
  2. Ah ah, non l'avevo mai visto. A sua difesa va detto, però, che per un decennio buono, tra la fine degli anni Ottanta e quella degli anni Novanta (più o meno, il 1998-1999) la moda prevedeva le taglie larghe, dei veri e propri "sacchi", tendenza che contagiò tutti i capi di abbigliamento. Cioè, se vi ricordate una 'L' di allora era volutamente una sorta di "XXL" odierna (con tutte le differenziazioni del caso tra marca e marca a seconda del modo di lavorare del produttore e dei tessuti). Anzi, certe volte, oggigiorno, confezionano delle "XXL" che paiono più delle 'M'.
  3. Con tutto il rispetto per chi li produce ma fanno ribrezzo. Un vero schiaffo al vero made in Italy nel settore delle calzature.
  4. Eh già ... si sente anche dire che la Romania sia bagnata dall'Adriatico (una giovane insegnante liceale di geografia a 'L'eredità') o che la marcia su Roma sia avvenuta nel 1985 (sempre lo stesso gioco della RAI, questa volta un giovane laureato con tanto di faccia ammiccante nell'atto di pronunciare con tutta sicumera l'anno).
  5. Proprio laddove, nel lontano 1950, ebbe luogo il primo Gran Premio della storia. L'arrabbiatura deve essere abbastanza grossa se glissi su questa frase.
  6. Sono d'accordo su Castroneves e Rossi. Se dovessi fare due nomi ulteriori direi Newgarden e VeeKay.
  7. "Ho ancora in mente quegli attimi tremendi di Buenos Aires, non li scorderò mai. Sono tanti mesi che il rimorso, il dubbio mi tormenta anche alla notte impedendomi di dormire. Però certe volte sono abbastanza tranquillo, quando penso che è successo a lui, come poteva succedere a me. Bastava un attimo prima e sarei morto anch'io. Forse sarebbe stato meglio ... Sono stato bollato come un cane rabbioso da certa gente e questo mi dispiace molto. Nella disavventura che mi è capitata non c'è stata serenità nei giudizi nei miei confronti" Sempre Beltoise, dopo Monaco e prima del GP della Repubblica Italiana (a Vallelunga), programmato per il giugno 1972. Aggiunse anche che avrebbe voluto dedicare la vittoria monegasca a Ignazio. ---- Al di là di questa dichiarazione di segno opposto alla prima, ci sono spunti per credere che fosse una persona schietta, mossa da quella spontaneità che, a volte, può essere scambiata con l'ingenuità. Altre volte le sue considerazioni, nella loro semplicità, sono molto lucide. "Ciò che conta è non essere cattivi col prossimo. Se si è buoni col prossimo, tanto meglio, in caso contrario si deve vivere soli per non essere di peso agli altri".
  8. Credo che l'ultimo posto se lo giochino Kimball, De Silvestro ed Enerson. Vedo Simona leggermente favorita sugli altri due.
  9. In ottica FantaIndy va benone. 😃
  10. "Quando si ha un incidente di cui non si ha colpa, è soltanto un peccato. Mi spiego: lo choc che ho avuto è stato uguale a quello che avrei se un giorno, guidando prudentemente su strada, uccidessi qualcuno per colpa sua ... insomma, mettiamo un bambino che attraversi un'automobile rapidamente, per cui non si può evitare d'investirlo. È esattamente la stessa cosa ... non c'è problema". Beltoise, un anno e mezzo dopo l'incidente Giunti, ritorna sull'argomento.
  11. Ecclestone, nuovo patron della MRD, e un giovanissimo Murray, ancora 'a scuola' da Bellamy e Jessop (e anche Tauranac), sono a colloquio in uno scatto risalente al 1972. A Gordon viene affidato il compito di modificare il retrotreno della BT38 F2 per adattarvici il Weslake V12, annunciato a luglio. Nasce la BT39, una vera e propria meteora. Il proposito è partecipare all'edizione 1972 del Gran Premio d'Italia. Dopo un solo test condotto a Silverstone, a fine agosto, con Hill al volante, si rinuncia. Gordon, in seguito, commenterà: «Non furono collaudi probanti per il motore, la vettura fu approntata in fretta e furia»
  12. Era inserita nel contesto di una più ampia risposta inviata al direttore di Autosprint, pubblicata alla pag. 5 del n. 50/1972. Il discorso verteva in merito a quel gioco di cui parlasti in un'altra discussione qui nel forum, quello dell'incoronazione, in base a dei risultati di fantasia, del presunto miglior pilota di sempre.
  13. Riposi in pace. Sul sito c'è l'ottimo editoriale di scuse di Alessandro Secchi. "Lanciare la notizia di una persona morta (...) quando si hanno i numeri di telefono pronti per avere una conferma o una smentita è oggettivamente grave. Solo chi aveva i contatti diretti poteva ricevere una risposta immediata: se proprio chi ne aveva la possibilità non si è fatto uno scrupolo in più significa che c’è un problema."
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