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Elio11

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  1. Ah ah, non l'avevo mai visto. A sua difesa va detto, però, che per un decennio buono, tra la fine degli anni Ottanta e quella degli anni Novanta (più o meno, il 1998-1999) la moda prevedeva le taglie larghe, dei veri e propri "sacchi", tendenza che contagiò tutti i capi di abbigliamento. Cioè, se vi ricordate una 'L' di allora era volutamente una sorta di "XXL" odierna (con tutte le differenziazioni del caso tra marca e marca a seconda del modo di lavorare del produttore e dei tessuti). Anzi, certe volte, oggigiorno, confezionano delle "XXL" che paiono più delle 'M'.
  2. Con tutto il rispetto per chi li produce ma fanno ribrezzo. Un vero schiaffo al vero made in Italy nel settore delle calzature.
  3. Eh già ... si sente anche dire che la Romania sia bagnata dall'Adriatico (una giovane insegnante liceale di geografia a 'L'eredità') o che la marcia su Roma sia avvenuta nel 1985 (sempre lo stesso gioco della RAI, questa volta un giovane laureato con tanto di faccia ammiccante nell'atto di pronunciare con tutta sicumera l'anno).
  4. Proprio laddove, nel lontano 1950, ebbe luogo il primo Gran Premio della storia. L'arrabbiatura deve essere abbastanza grossa se glissi su questa frase.
  5. Sono d'accordo su Castroneves e Rossi. Se dovessi fare due nomi ulteriori direi Newgarden e VeeKay.
  6. "Ho ancora in mente quegli attimi tremendi di Buenos Aires, non li scorderò mai. Sono tanti mesi che il rimorso, il dubbio mi tormenta anche alla notte impedendomi di dormire. Però certe volte sono abbastanza tranquillo, quando penso che è successo a lui, come poteva succedere a me. Bastava un attimo prima e sarei morto anch'io. Forse sarebbe stato meglio ... Sono stato bollato come un cane rabbioso da certa gente e questo mi dispiace molto. Nella disavventura che mi è capitata non c'è stata serenità nei giudizi nei miei confronti" Sempre Beltoise, dopo Monaco e prima del GP della Repubblica Italiana (a Vallelunga), programmato per il giugno 1972. Aggiunse anche che avrebbe voluto dedicare la vittoria monegasca a Ignazio. ---- Al di là di questa dichiarazione di segno opposto alla prima, ci sono spunti per credere che fosse una persona schietta, mossa da quella spontaneità che, a volte, può essere scambiata con l'ingenuità. Altre volte le sue considerazioni, nella loro semplicità, sono molto lucide. "Ciò che conta è non essere cattivi col prossimo. Se si è buoni col prossimo, tanto meglio, in caso contrario si deve vivere soli per non essere di peso agli altri".
  7. Credo che l'ultimo posto se lo giochino Kimball, De Silvestro ed Enerson. Vedo Simona leggermente favorita sugli altri due.
  8. In ottica FantaIndy va benone. 😃
  9. "Quando si ha un incidente di cui non si ha colpa, è soltanto un peccato. Mi spiego: lo choc che ho avuto è stato uguale a quello che avrei se un giorno, guidando prudentemente su strada, uccidessi qualcuno per colpa sua ... insomma, mettiamo un bambino che attraversi un'automobile rapidamente, per cui non si può evitare d'investirlo. È esattamente la stessa cosa ... non c'è problema". Beltoise, un anno e mezzo dopo l'incidente Giunti, ritorna sull'argomento.
  10. Ecclestone, nuovo patron della MRD, e un giovanissimo Murray, ancora 'a scuola' da Bellamy e Jessop (e anche Tauranac), sono a colloquio in uno scatto risalente al 1972. A Gordon viene affidato il compito di modificare il retrotreno della BT38 F2 per adattarvici il Weslake V12, annunciato a luglio. Nasce la BT39, una vera e propria meteora. Il proposito è partecipare all'edizione 1972 del Gran Premio d'Italia. Dopo un solo test condotto a Silverstone, a fine agosto, con Hill al volante, si rinuncia. Gordon, in seguito, commenterà: «Non furono collaudi probanti per il motore, la vettura fu approntata in fretta e furia»
  11. Era inserita nel contesto di una più ampia risposta inviata al direttore di Autosprint, pubblicata alla pag. 5 del n. 50/1972. Il discorso verteva in merito a quel gioco di cui parlasti in un'altra discussione qui nel forum, quello dell'incoronazione, in base a dei risultati di fantasia, del presunto miglior pilota di sempre.
  12. Riposi in pace. Sul sito c'è l'ottimo editoriale di scuse di Alessandro Secchi. "Lanciare la notizia di una persona morta (...) quando si hanno i numeri di telefono pronti per avere una conferma o una smentita è oggettivamente grave. Solo chi aveva i contatti diretti poteva ricevere una risposta immediata: se proprio chi ne aveva la possibilità non si è fatto uno scrupolo in più significa che c’è un problema."
  13. Firma d'autore da parte di un pilota nerooro a una tifosa verdeoro (Gran premio del Brasile 1973).
  14. Mi sono accorto soltanto oggi che quei documenti si possono acquisire in formato '.pdf': - selezionare il numerino blu (cliccando sul giorno, mese e anno che interessa); - attendere l'apertura della nuova scheda nella quale verranno visualizzate le immagini in miniatura: in alto a destra c'è l'icona 'pdf' che qui ho evidenziato con un rettangolo blu ; - a questo punto bisogna rimanere in attesa per un minuto circa, mentre viene creato il documento in quel formato; - in alto a destra comparirà l'icona per il salvataggio.
  15. «Noi tedeschi abbiamo trovato, dopo circa un secolo, la risposta giusta a questo tipo di domanda. Alla domanda: "Chi dei due grandissimi poeti Goethe e Schiller era il più grande?" Rispondiamo: "Accontentiamoci di averli entrambi"». Questo è il mio ragionamento, per quanto riguarda tutti i campioni del volante del mondo. Dobbiamo ringraziarli tutti per avere portato le vetture al livello in cui si trovano oggi». Alfred Neubauer
  16. Sul ruolo del pilota in grado di mettere a punto la vettura: «È un aiuto. Ho detto mille volte che equivale a un malato che dica: 'Dottore, sono malato'. E il dottore fa un mucchio di analisi, ma una settimana dopo non ha ancora capito dove è il guaio. Se, però, il paziente dice: 'Ho male qui, mi succede questo e questo', il medico si fa un' idea per cominciare il suo lavoro e trova una cura molto più rapidamente. Il compito viene svolto impiegando metà del tempo. Certi piloti sentono le cose, altri no.» Mario Andretti
  17. «Per guidare bene una formula uno occorrono tre anni. All'inizio sembra facile ma non si riesce a farla andare forte come potrebbe. Poi, si passa un anno in cui si impara a conoscerla e man mano ci si accorge di potere arrivare con naturalezza a limiti che prima non si raggiungevano. È il terzo anno che si conosce tutto: circuiti, macchine e comportamento degli avversari.» Emerson Fittipaldi
  18. 'Ormai, la vettura è da museo.' Un caustico David "Dave" Walker dopo l'incidente nelle prove del 'BRDC International Trophy' 1972 alla 'Club'. Si riferisce alla Lotus 72D.
  19. Sì, tra l'altro, rimanendo nell'orto di casa nostra, per la RAI di allora il problema non si sarebbe nemmeno posto viste le resistenze a dare spazio allo sport automobilistico, anche nei notiziari o nelle rubriche sportive serali della domenica. Comunque, volendo contestualizzare quella proposta, si inseriva nell'ambito del tira e molla creatosi dalle decisioni unilaterali della CSI dopo l'incidente di Siffert. Nel dicembre 1971 aveva introdotto, a partire dal 1973, le soste e la riduzione del carburante a bordo senza consultare nessuno (piloti, costruttori e organizzatori/proprietari dei circuiti). Poi, fece dietrofront sulla scia di proposte simili a quella di cui sopra, ammettendo alternative (le gare doppie) al rifornimento e, infine, rinunciò del tutto nella primavera 1972 sulla scia dei duri comunicati delle tre associazioni. Infatti, le date di quella lettera sono indicative: gennaio e maggio.
  20. «Il 26 gennaio 1972 ho proposto all'Associazione costruttori di F1 quanto segue circa i grandi premi '73: (...) Si propone, onde favorire le opportunità spettacolari sollecitate, ed in previsione di un aumento di concorrenti F1, di far disputare i gran premi in due batterie eliminatorie delle massima durata di 45' ed una finale di '60. Si ammetteranno alle batterie, per sorteggio, i concorrenti che hanno effettuato le prove regolamentari e in base ai tempi ottenuti occuperanno i posti di partenza. Alla finale verranno ammessi i primi dodici di ogni singola batteria allineati secondo l'ordine di arrivo nelle due batterie: i primi due in prima fila e così di seguito. Fra la seconda batteria e la finale non dovrà intercorrere un tempo inferiore ad ore una. (...) Questa la proposta Ferrari che perorai il 9 maggio 1972 anche con il Presidente della CSI Principe Metternich e che non trovò accoglimento.» Lettera di Enzo Ferrari pubblicata su AS n.29/1972 pag. 27. _______________ Non facciamola vedere a quelli di Liberty Media.
  21. «Ho scritto e ve lo confermo, che la sfortuna non esiste, in quanto non è altro che il compendio di quanto non abbiamo saputo fare o prevedere. E la fortuna è la conseguenza di quello che abbiamo saputo predisporre.» Enzo Ferrari, ospite alla premiazione Casco d'Oro Autosprint 1972
  22. Non ne sono sicuro al 100% ma Dallenbach iniziò a vincere (1973) con quella Eagle 72 della Patrick Racing sponsorizzata da Granatelli ed ereditata da McRae dopo la Indy 500 di quell'anno. Intendo quel McRae spesso cercato dai costruttori di punta della Formula Uno dei primi anni Settanta per fare da tappabuchi.
  23. «La proliferazione dei motori boxer è un po' come il fenomeno dei pinguini, che stando seduti sulla neve hanno tutti il sedere bianco. È un fenomeno di mimetismo, è l'ambiente che lo ha creato.» Enzo Ferrari alla conferenza di fine anno 1972.
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