Sono malato di questo sport e ho provato a buttare un occhio ai test. Sono preso da botte di sconforto ad ogni tentativo di capire: velocità di picco raggiunte sul traguardo, e tutto il resto del rettilineo percorso in clipping/lift&coast; delta velocistici di 30-40 km/h tra un rettilineo e l'altro, tra una macchina e l'altra, tra un giro e l'altro. Norris che fa il tempo più veloce contro Verstappen arrivando 15 km orari più piano alla prima staccata, ma 15 più forte all'ultima... Magari tra un po' gli algoritmi tireranno fuori il profilo ideale dell'erogazione della potenza (pardon, "energia") nell'arco del giro e le differenze si appianeranno. Resta che i piloti andranno a tutta per metà, o meno della metà, dei rettilinei più lunghi, scaleranno talvolta in rettilineo, freneranno dopo qualche centinaio di metri di lift (addio duelli in staccata), disporranno di potenze diverse su tratti diversi del tracciato... Questo non solo in gara, ma anche nel giro di qualifica, divenuto esercizio del tutto inutile a fini della ricerca del limite di guida. Dovranno fare il compito dettato dal software di simulazione per mettere insieme il tempo migliore possibile con l'energia limitata che hanno. Di base queste macchine possono fare velocità mostruose in rettilineo, ma saranno sfruttate sporadicamente (situazione anche pericolosa, con possibili differenziali di velocità improponibili per vetture di una stessa categoria). Mah... In effetti sono malato, non c'è altra spiegazione