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sundance76

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About sundance76

  • Birthday 05/16/1976

Informazioni di Profilo

  • From
    Isola d'Ischia
  • Following F1 since
    1983
  • Driver
    B. Cetinkaya
  • Former Driver
    Moll-Gil-Alesi
  • Team
    Ferrari 1929-1995
  • Track
    Spa 1924-1970
  • Best Race
    G.P. Germania 1994

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  1. Io ormai, lo dico sinceramente e senza esagerare, non ricordo più quale è stato l'ultimo GP che ho visto. E magari stamane mi sono perso l'ennesima gara straordinaria.
  2. Siegfried Stohr: "Dopo le prove ufficiali del GP del Giappone a Suzuka i commenti a caldo dall'abitacolo dei piloti che ho potuto ascoltare da casa si possono dividere in 3 categorie: 1. "La macchina scivolava da tutte le parti". "La macchina era inguidabile". 2. "Questo è il meglio che potevo fare". 3. "Non so dove andare più veloce: dove possiamo trovare quel decimo che ci manca"? 1. Questo tipo di commenti non da nessuna indicazione ai propri tecnici e tradiscono solo irritazione e scoramento. Inutili generalizzazioni. 2. Informazioni utili: il pilota non è scontento della macchina e dice che lui ha lavorato bene ma il risultato non lo soddisfa. 3. Domande: il pilota si pone e pone alla squadra delle domande. Questi commenti a caldo hanno il pregio di esprimere uno stato d'animo sincero perché, una volta rientrati ai box, le riflessioni saranno lunghe, mediate e più pacate. Ma è in questi commenti a caldo che traspare la capacità del pilota di ragionare. In gara si sente Sainz che suggerisce al team di non allungare troppo il suo stint. Non sappiamo cosa risponde la squadra ma poco dopo Sainz arriva lungo. Sono le due prospettive diverse: quelle del pilota che è dentro l'auto ed è in evidente difficoltà e quella del muretto che fa i suoi freddi calcoli, magari sperando in un momento favorevole per ragioni di bandiere. Credo che il muretto dovrebbe ascoltare di più il pilota e meno la matematica."
  3. Oggi sono 90 anni dal GP di Monaco 1934, corso il 2 aprile, lunedì di Pasqua, quando Moll ottenne la sua prima vittoria, all'esordio con la Scuderia Ferrari.
  4. In azione al GP di Svizzera 1954 sul pericoloso circuito di Bremgarten alle porte di Berna.
  5. Ahimè, non l'ho ancora letto, sono circondato da pile di libri non letti...
  6. Per completezza lo riporto anche nel thread dei libri: https://www.motoremotion.it/2024/03/12/tre-giorni-di-vento-di-luca-dal-monte/ "Lo scorso 4 marzo, al Centro Svizzero di Milano, è stata presentata in anteprima la nuova opera Fucina: “Tre giorni di vento”, di Luca Dal Monte. Un avvincente romanzo nato dall’abile penna di Dal Monte e ispirato alla vita di un talentuoso pilota degli anni ’30: l’amore e il rifiuto del nazismo fanno da sfondo alle corse dell’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, dove ad ogni corsa si giocava la vita. È un libro in cui ci sono tre storie che si intersecano. Viene descritto il periodo d’oro delle corse degli anni ’30, le grandi marche tedesche: Mercedes, Auto Union, con i loro piloti, eroi innamorati della velocità e delle sfide. È un romanzo d’amore del protagonista, innamorato di sua moglie con un storia che si interrompe in maniera brusca, tragica e la successiva rinascita con un nuovo amore che continuerà per sempre. C’è anche una storia di coscienza civile, la Mercedes era una delle auto del regime nazista ed il protagonista è costretto a subire una serie di condizionamenti dai personaggi politici. Rudolf Carrano è uno dei più forti piloti degli anni ’30, ma anche di un uomo capace di dare amore e di difendere la civiltà contro la barbarie del nazismo, senza mai abdicare al suo modo di pensare. Rudi, il protagonista, passa la sua convalescenza a Lugano dopo un grave incidente a Montecarlo con la sua Alfa Romeo. Mesi lunghi, con una grande volontà di rinascita ed una gamba più corta per le conseguenze dell’urto. La amata moglie scompare sotto una valanga durante una gita sugli sci e questa tragedia aprirà le porte al nuovo amore, ma Rudi, un tedesco di origine italiana, sceglie di risiedere in Svizzera per non essere condizionato dal regime nazista con i suoi diktat. La storia romanzata di Rudolf Carrano è derivata da quella vera di Rudolf Caracciola, l’eroe della Mercedes, il pilota più forte della sua epoca. Questo libro nasce dopo avere scritto “La Scuderia” il mio romanzo esordio e dopo avere letto “Il numero uno” scritto da Hans Ruesch – esordisce Luca Dal Monte – romanzi ambientati in quel periodo di corse fantastiche degli anni ’30. “Tre giorni di vento” è stata la mia reazione personale al romanzo di Ruesch ed il titolo è ispirato ad un racconto di Hernest Hemingway “The Three Day Blow”, dove il senso del racconto è quello che c’è sempre una possibilità. La stessa cosa capita a Rudi dopo avere subito l’incidente che condizionerà il suo modo di camminare e di pilotare e la drammatica scomparsa della amata moglie. Luca Dal Monte ha scritto una storia avvincente, sempre in bilico tra realtà e fantasia, tra vero e verosimile, dove si potranno riconoscere gli eroi dell’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, un tempo in cui, tra la partenza e la bandiera a scacchi, ci si giocava la vita mentre la morte aspettava ad ogni curva. Un libro in cui vengono descritti i cavalieri del rischio che disputavano ogni gara come fosse l’ultima e le sfide tra Alfa Romeo, Scuderia Ferrari, Auto Union, Mercedes, Maserati che con le loro vetture hanno scritto alcune tra le più belle pagine di storia motoristica". (Massimo Campi, Motoremotion)
  7. E' appena uscito questo nuovo romanzo di Luca Dal Monte, dal titolo "Tre giorni di vento". Vi linko una recensione e riporto il testo. https://www.motoremotion.it/2024/03/12/tre-giorni-di-vento-di-luca-dal-monte/ "Lo scorso 4 marzo, al Centro Svizzero di Milano, è stata presentata in anteprima la nuova opera Fucina: “Tre giorni di vento”, di Luca Dal Monte. Un avvincente romanzo nato dall’abile penna di Dal Monte e ispirato alla vita di un talentuoso pilota degli anni ’30: l’amore e il rifiuto del nazismo fanno da sfondo alle corse dell’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, dove ad ogni corsa si giocava la vita. È un libro in cui ci sono tre storie che si intersecano. Viene descritto il periodo d’oro delle corse degli anni ’30, le grandi marche tedesche: Mercedes, Auto Union, con i loro piloti, eroi innamorati della velocità e delle sfide. È un romanzo d’amore del protagonista, innamorato di sua moglie con un storia che si interrompe in maniera brusca, tragica e la successiva rinascita con un nuovo amore che continuerà per sempre. C’è anche una storia di coscienza civile, la Mercedes era una delle auto del regime nazista ed il protagonista è costretto a subire una serie di condizionamenti dai personaggi politici. Rudolf Carrano è uno dei più forti piloti degli anni ’30, ma anche di un uomo capace di dare amore e di difendere la civiltà contro la barbarie del nazismo, senza mai abdicare al suo modo di pensare. Rudi, il protagonista, passa la sua convalescenza a Lugano dopo un grave incidente a Montecarlo con la sua Alfa Romeo. Mesi lunghi, con una grande volontà di rinascita ed una gamba più corta per le conseguenze dell’urto. La amata moglie scompare sotto una valanga durante una gita sugli sci e questa tragedia aprirà le porte al nuovo amore, ma Rudi, un tedesco di origine italiana, sceglie di risiedere in Svizzera per non essere condizionato dal regime nazista con i suoi diktat. La storia romanzata di Rudolf Carrano è derivata da quella vera di Rudolf Caracciola, l’eroe della Mercedes, il pilota più forte della sua epoca. Questo libro nasce dopo avere scritto “La Scuderia” il mio romanzo esordio e dopo avere letto “Il numero uno” scritto da Hans Ruesch – esordisce Luca Dal Monte – romanzi ambientati in quel periodo di corse fantastiche degli anni ’30. “Tre giorni di vento” è stata la mia reazione personale al romanzo di Ruesch ed il titolo è ispirato ad un racconto di Hernest Hemingway “The Three Day Blow”, dove il senso del racconto è quello che c’è sempre una possibilità. La stessa cosa capita a Rudi dopo avere subito l’incidente che condizionerà il suo modo di camminare e di pilotare e la drammatica scomparsa della amata moglie. Luca Dal Monte ha scritto una storia avvincente, sempre in bilico tra realtà e fantasia, tra vero e verosimile, dove si potranno riconoscere gli eroi dell’epoca d’oro dell’automobilismo sportivo, un tempo in cui, tra la partenza e la bandiera a scacchi, ci si giocava la vita mentre la morte aspettava ad ogni curva. Un libro in cui vengono descritti i cavalieri del rischio che disputavano ogni gara come fosse l’ultima e le sfide tra Alfa Romeo, Scuderia Ferrari, Auto Union, Mercedes, Maserati che con le loro vetture hanno scritto alcune tra le più belle pagine di storia motoristica". (Massimo Campi, Motoremotion)
  8. Un quaderno scolastico d'epoca, che raffigura la vittoria di Hermann Lang al GP di Tripoli 1938, al volante della W 154.
  9. Un saluto sincero, e altrettanta sincera ammirazione, a chi ancora paga per assistere a questa cosa.
  10. Chris Amon, leader della corsa, si ritira per rottura del motore della sua Ferrari.
  11. "No" al team Andretti. Calendario avviato verso le 32 gare, con persino alcune infrasettimanali. Per quanto mi sforzi, nemmeno nell'epoca dei serbatoi illegali, del sotto-peso, delle sudicissime lotte FISA-FOCA, ho mai visto tale schifo complessivo in F1. Complimenti a chi ha ancora modo di interessarsi ed entusiasmarsi per questa "cosa" che impunemente porta lo stesso nome di quella che era ben altro.
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