Jump to content

sundance76

Moderators
  • Content Count

    8530
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    70

sundance76 last won the day on December 22 2019

sundance76 had the most liked content!

Community Reputation

15789 Guru

About sundance76

Informazioni di Profilo

  • From
    Array
  • Following F1 since
    Array
  • Driver
    Array
  • Former Driver
    Array
  • Team
    Array
  • Track
    Array
  • Best Race
    Array

Recent Profile Visitors

7688 profile views
  1. In barba ai vari uomini Lotus e Brm, con un anticipo di mezzo secolo un francese aveva ipotizzato l'effetto-suolo per le auto. Un servizio su questa intrigante idea (del 1928), in doppia lingua inglese-tedesco, lo potete leggere da pag. 70 a questo link: https://issuu.com/motorsport-guide/docs/msg-13/73 Vi posto il particolare estrapolato dal servizio, con la lettera che René Prévost inviò a un periodico: Qui invece sono parti ingrandite delle ultime due pagine del servizio del link:
  2. A questo punto perché non fanno un sub-campionato mediorientale? https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2020/01/14-2638008/gp_arabia_saudita_potrebbe_corrersi_gia_nel_2021/
  3. Ricordo che un anno lo Svezia fu annullato proprio per mancanza di neve, sarà stato la fine degli anni '80.
  4. Velocità rilevate sul chilometro: Stuck (Auto Union) 319 km/h Varzi (Auto Union) 318 km/h Fagioli (Mercedes) 308 km/h Caracciola (Mercedes) 308 km/h Nuvolari (Alfa Romeo) 296 km/h Chiron (Alfa Romeo) 282 km/h Una curiosità che citai tempo fa, è che il 4° classificato Nuvolari fu abbinato a un biglietto della Lotteria venduto a Ischia (l'isola dove vivo), facendo vincere a una signora ben 600mila lire dell'epoca (quasi un milione di euro al cambio attuale). Nel 2005 rintracciai la nipote di questa signora e dieci anni dopo, nel 2015, scrissi un articolo per il giornale locale.
  5. Belle e preziose immagini dell'edizione 1935 appena sintetizzata: In inglese: In italiano:
  6. Un servizio sul telaio 50007 dell'Alfa Romeo P3 che, ormai pensionata nei GP europei, gareggiò per vari anni a Indianapolis:
  7. Come era nelle previsioni, i team tedeschi hanno dominato il Gran Premio. La differenza tra Auto Union e Mercedes è stata minima, e la vittoria è stata decisa dalle infinite disavventure ai pneumatici. Difficile da interpretare l'elemento delle gomme. Varzi all'inizio non ha avuto guai , ma poi nel finale ha subìto numerose forature rivelatesi decisive. Al contrario, Caracciola è stato costretto più volte al box nei primi giri, ma poi negli ultimi 13 giri non ha avuto nessun guaio di gomme. L'altra Mercedes al traguardo, quella di Fagioli, ha addirittura compiuto senza problema i primi 19 giri (praticamente metà corsa) senza cambi, ma poi dopo il primo pit stop ha sofferto numerose forature, privandolo di una possibile vittoria. Le due Bimotore hanno sofferto più di tutti l'inadeguatezza dei pneumatici, ed è chiaro che l'inferiorità delle macchine italiane non avrebbe certo potuto risolversi in tempi brevi. Tanto più che le normali Alfa P3 della Scuderia Ferrari hanno chiuso al sesto (Dreyfus) e decimo posto (Tadini), ed è con quelle che si dovranno disputare tutti gli altri GP della stagione, escluso l'Avus dove si potrà utilizzare, per l'ultima volta, la Bimotore. I sei milioni di lire della Lotteria (oggi corrispondenti a circa 5 milioni e mezzo di euro) vennero intascati da un cittadino romano, Gaetano Giacomini, dipendente dell'Ufficio del Registro di Roma, abitante in via Quintino Sella. Giacomini, dopo aver appreso della vincita, subito andò con la moglie a prendere il figlio che lavorava da un barbiere, annunciando che il ragazzo lasciava per sempre il posto di lavoro. La famiglia cercò poi di sfuggire ai tanti giornalisti che davano loro la caccia. Eppure, prima di metà gara, con Caracciola sprofondato in decima posizione, Giacomini non avrebbe mai pensato di poter vincere. Fece bene a non stracciare il biglietto..
  8. Ripristinate le immagini del primo post.
  9. ( @djbill ho ripristinato tutte le immagini della discussione). La durissima corsa aveva già eliminato metà delle macchine in gara (14 su 28 ). Caracciola continuava a recuperare terreno, e al 25° giro si issò in seconda posizione con un distacco di 1'32" dal leader Varzi. Ormai la lotta era circoscritta a loro due, con Fagioli terzo incomodo. Al 27° giro (13 alla fine) Caracciola rientrava ai box per il suo quarto e ultimo pit stop, mentre Nuvolari galleggiava al quarto posto dopo l'ennesimo guaio alle gomme. Al 30° giro l'ordine era: 1° Varzi 2° Caracciola a 42" 3° Fagioli 4° Nuvolari 5° Dreyfus 6° Chiron A quel punto, Nuvolari diede fondo ancora una volta all'unico punto di forza della sua Alfa Bimotore, sfruttando cioè al massimo la mostruosa velocità sul rettifilo e arrivando a sfidare Varzi, al comando, in un testa-a-testa. Era ovviamente un'illusione, ma il pubblico sembrò rivivere per un attimo uno dei tanti famosi duelli tra i due fuoriclasse italiani. Una mossa che Nuvolari pagò puntualmente al giro successivo, fermandosi per l'ennesima volta ai box con le gomme posteriori a terra. Dopo il colpo di teatro di Nuvolari, Varzi al 35° giro era in testa con un vantaggio su Caracciola cresciuto a un minuto. Al 36° Varzi si fermò a un punto di emergenza allestito sul rettilineo costiero per cambiare le gomme. Il pit stop durò in tutto 46", e Achille rientrò in pista ancora con 14" su Caracciola, che sul lungo rettilineo delle tribune poteva ormai quasi vedere l'avversario e che cominciò a spremere tutto il possibile dalla sua Mercedes, incurante delle conseguenze. A parte la vittoria ottenuta in condominio con Fagioli a Monza '34, Caracciola non vinceva un Gran Premio da quasi tre anni: ora sentiva che il digiuno poteva essere cancellato, nonostante la gamba martoriata dall'incidente del Tabaccaio (Monaco '33). L'entusiasmante rimonta di Caracciola si compì al 38° giro, due alla fine, quando riuscì a superare l'Auto Union di Varzi, ma non era finita: mancavano ancora 26 chilometri, l'italiano non rinunciava a tentare di vincere per la terza volta consecutiva la "Corsa dei Milioni" e rimaneva attaccato alla Mercedes del tedesco. Dai box uscivano i cartelli VAR(zi) CAR(acciola) ma senza l'indicazione del distacco, erano praticamente incollati. Caracciola diede fondo a tutte le risorse sue e della macchina, compiendo quel 38° giro alla stratosferica media di 220,167 km orari. Al 39° e penultimo giro Varzi recuperò alcuni decimi e davanti alle tribune sembrava ormai prossimo al sorpasso, ma all'ultimo giro sul rettilineo apparve Caracciola da solo: Varzi era stato tradito un'altra volta da una gomma e arrivò dopo un minuto. Caracciola vinse così il Gran Premio di Tripoli 1935, tornando alla vittoria che gli mancava dal GP di Monza 1932, e spazzava via ogni dubbio sul suo ritorno al vertice tra gli assi del circo dei Grand Prix. Da quella vittoria, Caracciola partì per un anno trionfale: sei vittorie (Tripoli, Eifel, Francia, Belgio, Svizzera, Spagna) e il titolo di Campione d'Europa (equivalente all'attuale Mondiale di F1). La sua stagione più vittoriosa. 9° Gran Premio di Tripoli, 12 maggio 1935 Circuito: Mellaha, Tripoli Giri: 40 x 13,100 km = 524 Km Starter: Duca di Spoleto Cronometristi: Ottolini, Radice, Piovella, Fraschetti, Oarasecola. Ordine d'arrivo 1° Caracciola (Mercedes) 2.38'47"06 2° Varzi (Auto Union) a 1'06"6 3° Fagioli (Mercedes) a 2'16"3 4° Nuvolari (Alfa) a 7'48"8 5° Chiron (Alfa) a 10'26"4 6° Dreyfus (Alfa)a 10'27"6 7° Sommer (Alfa) a 11'33"2 8° Zehender (Maserati) a 2 giri 9° Carraroli (Maserati) a 3 giri 10° Tadini (Alfa) a 3 giri Giro Più Veloce: il 38° di Caracciola in 3'34"02, media di 220.167 km orari (nuovo record)
  10. @djbill comunque penso sia saltato l'antico tracciato delle edizioni anni '20 e molte altre immagini, che dovrò "ripristinare".
  11. Al quinto giro, anche Caracciola era costretto ai box da una foratura, mandando a pallino ogni tattica che prevedeva il primo cambio tra i dieci e i quindici giri. Invece all'Auto Union le cose sembrarono mettersi meglio. Infatti dopo la sosta di Caracciola, passò a condurre Varzi davanti a Stuck (entrambi su Auto Union) davanti a Fagioli e allo stesso Caracciola, rientrato in quarta posizione. Intanto si erano già ritirati Siena, Soffietti, Barbieri. Al quinto giro anche la Mercedes di von Brauchitsch si arrendeva col motore cotto. Un'altra manciata di giri ed erano fuori gara anche Ruesch, Premoli, Bonetto e Ghersi. Al 7° giro Nuvolari doveva fermarsi di nuovo a cambiare le gomme: la pesantissima e micidiale Bimotore distruggeva i pneumatici ogni tre giri. Ma al giro successivo anche Caracciola incredibilmente era di nuovo vittima del distacco del battistrada: una nuova sosta lo fece sprofondare in decima posizione doppiato di un giro dal leader Varzi. Rudi poi riuscì quasi subito a sdoppiarsi, tuttavia le sue possibilità sembravano ormai nulle. Achille Varzi, infischiandosene dei calcoli dei tecnici della Continental, aveva adottato una tattica istintiva, favorita dal suo stile di guida: andatura veloce ma prudenziale nei primi giri, per aumentare la velocità man mano che i pneumatici nuovi si adattavano al calore della pista. Con questo sistema e con la sua guida pulita, Varzi riuscì ad arrivare al suo primo rifornimento di carburante, regolarmente fissato al 13° giro, con i suoi pneumatici incredibilmente ancora quasi integri e in grado di continuare la corsa. Durante il pit stop, però, avvenne uno di quegli scontri classici tra la mentalità dei tedeschi e degli italiani: quei pneumatici, secondo i calcoli dei tecnici, non dovevano durare più di tanto e quindi dovevano essere assolutamente cambiati; e non ci fu nulla da fare. In quel momento Varzi era in testa e con solo un rapido rifornimento avrebbe certamente accumulato un vantaggio incolmabile su Caracciola (già dietro di quasi un giro). Invece, ritardato dal cambio gomme, Varzi rientrò in pista nervoso e, senza rodare adeguatamente i pneumatici, dopo pochi giri era di nuovo in difficoltà con le coperture. Sempre al 13° giro vi fu un serio incidente, per fortuna senza conseguenze gravi: l'Alfa P3 di Brivio stava per sorpassare il bravo Farina (che nei primi giri era stato anche 4°) ma fu colpito violentemente sulla fronte da un sasso lanciato dalla Maserati del futuro iridato 1950. Brivio perdeva il controllo della vettura che usciva di strada a oltre 200 km/h. La macchina faceva alcuni testacoda, e prima di fermarsi proiettò il pilota fuori dall'abitacolo. Brivio rotolò più volte nella sabbia, e veniva raccolto con la tuta quasi del tutto strappata, ma fortunatamente solo con escoriazioni non gravi. Al 15° giro si ritirava Pintacuda sulla sua Alfa P3 della Scuderia Ferrari, imitato nei due giri successivi da Magistris e da Taruffi. Al 18° giro Hans Stuck passava in testa, ma dopo due giri la sua Auto Union accusava un principio di incendio al motore e dovette ritirarsi: per alcuni km il pilota non si era accorto delle fiamme, e al momento di rallentare i freni erano ormai andati. Per fortuna Stuck fu soccorso senza danni. Intanto Caracciola, dalle retrovie, stava recuperando costantemente. Al 20° giro, metà gara, con 257 km percorsi, le posizioni erano: 1.Varzi (Auto Union)1h19m47s(197.0 km/h) 2.Fagioli (Mercedes-Benz)1h21m35s 3.Dreyfus (Alfa Romeo)1h22m18s 4.Caracciola (Mercedes-Benz)1h22m18s 5.Zehender (Maserati)1h22m23s 6.Nuvolari (Alfa Romeo)1h23m12s 7.Tadini (Alfa Romeo)1h23m40s 8.Farina (Maserati)1h23m44s 9.Sommer (Alfa Romeo)1h23m46s
  12. Il giorno della gara, i timori per la durata delle gomme la facevano da padrone. La Continental aveva portato ben 300 pneumatici per le due squadre tedesche. Gli ottimistici piani di gara della Mercedes prevedevano tre pit stop, mentre l'Auto Union addirittura solo due... Nel pomeriggio del 12 maggio, le tribune erano piene fino all'ultimo posto disponibile. Nella tribuna d'onore siedeva il Governatore della colonia Italo Balbo, e le massime autorità della vicina Tunisia francese, venute in visita di cortesia nella persona del Residente Generale monsieur Peyrouton, accolto sul circuito con le note della Marsigliese. Era presente inoltre il Duca Aimone di Spoleto, in qualità di presidente del RACI (Real Automobil Club d'Italia. Sulla terrazza della torre delle segnalazioni vi furono le estrazioni dei biglietti della Lotteria da abbinare ai piloti in gara, cosa che, come sappiamo, veniva ora fatta nell'imminenza della corsa per evitare "pastette" come quella clamorosa che abbiamo visto nell'edizione 1933. Il cielo era nuvoloso e la temperatura insolitamente fresca quando, alle 15, il Duca di Spoleto scese nella pista e diede il via alle 28 macchine. 40 i giri in programma sull'autodromo della Mellaha, per complessivi 524 km. Sullo scatto il più pronto fu Luigi Fagioli su Mercedes: Ma dopo pochi chilometri il suo compagno-rivale Caracciola prese già il comando. Dietro di loro, incredibilmente, c'era Nuvolari, il quale sapeva di non aver nulla da perdere e forzò l'andatura; al secondo passaggio, davanti alle tribune, superò di slancio Fagioli e fu addirittura secondo assoluto, nel tripudio della folla: Ma era un fuoco di paglia: al terzo giro, Nuvolari sostava ai box per il primo dei suoi tanti cambi-gomme, e la corsa assunse la sua fisionomia, cioè lotta esclusiva Mercedes-Auto Union, vale a dire Caracciola, Brauchitsch e Fagioli contro Stuck e Varzi.
×
×
  • Create New...