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sundance76

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  1. Sì, anche se parla anche delle epoche in cui lui non era pilota in attività, passate e attuali. Insomma, mi pare sia più un omaggio al rallysmo come disciplina.
  2. Ne fece uno con Giovanni Bertizzolo, "La mia storia e i segreti per diventare un asso dei rally", che non ho mai visto. Poi nel dicembre 1989, subito dopo il secondo titolo mondiale consecutivo, uscì il bellissimo "Una favola mondiale" con Maurizio Ravaglia. Nel 2010 uscì "Storia inedita di un grande campione" con Beppe Donazzan, che penso tu abbia già. E ora questo.
  3. Peggio: nella stessa annata di fascicoli di AS, trovo il servizio sul rally di Costa Smeralda '88 (valido per l'Europeo): le 27 prove speciali fanno un totale di 412 km cronometrati (su 956 del percorso complessivo) che il vincitore Markku Alen (tenetelo a mente, uno dei più grandi di sempre, pur con zero titoli e solo 20 vittorie) ha coperto in 4 ore e mezzo. Europeo, non Mondiale.
  4. Sfogliavo gli AS dell'annata '88, e mi imbatto in una garetta del Campionato Italiano Rally di quell'anno, il Limone Piemonte. 28 prove speciali, che i vincitori Cerrato-Cerri su Lancia hanno completato nel tempo complessivo di 3 ore e mezza. Tanak nel recente rally del Galles (valido per il Mondiale) ha fatto 22 prove in 3 ore.
  5. E' appena uscito un nuovo libro di Miki Biasion sulle sue vittorie valide per il Mondiale Rally. Non l'ho ancora visionato:
  6. L'Auto Union schierava due vetture Tipo B, una per Hans Stuck, che nel '34 aveva disputato una grande stagione (quella d'esordio per la Casa dei quattro anelli) vincendo i GP di Germania, Svizzera e di Brno (Cecoslovacchia), e una per Achille Varzi, che veniva anch'egli da una stagione ricca di successi (sette vittorie nelle varie categorie con le Alfa di Enzo Ferrari). La potente vettura, a motore posteriore, era una delle favorite La Mercedes aveva iscritto tre vetture modello W25, che nel '34 avevano dato ottima prova di sè, dominando insieme all'Auto Union la seconda parte di stagione. I piloti erano l'italiano Luigi Fagioli, che l'anno prima aveva vinto i G.P. di Pescara, Spagna e Italia, che in questo 1935 aveva già trionfato al G.P. di Monaco, poi Manfred Von Brauchitsch, colui che aveva assicurato alla Mercedes la vittoria all'esordio al GP dell'Eifel '34, e infine Rudolf Caracciola. Il grande Rudi era l'incognita di questa stagione. Aveva già alle spalle moltissime vittorie colte tra il '26 e il 1933, anno in cui subì il tremendo incidente alla curva del Tabaccaio a Monaco, che gli distrusse l'anca e il femore. Dopo oltre un anno di ospedali, stampelle e rieducazione, con una gamba rimasta più corta di 5 cm e dopo essere stato colpito dalla morte della moglie, Caracciola ebbe comunque un posto nella squadra Mercedes dove rientrò a metà del 1934, cercando pian piano di rimettersi in forma, nonostante la gamba che rimase per sempre dolorante. Il 1935 per lui era la stagione della verità. La Scuderia Ferrari, oltre alle due già illustrate Bimotore riservate a Nuvolari (di 6300 cc) e Chiron (5800 cc ), schierava altre quattro vetture, le normali Alfa P3 (macchine che, pur modificate nel telaio e potenziate nel motore, avevano già tre stagioni sulle spalle) di cui 2 col motore 3200 per Dreyfus e Brivio, e 2 col motore 2900 per Tadini e Pintacuda, ma senza molte speranze contro le veloci macchine tedesche. Queste erano le tre squadre al top in grado di lottare per le posizioni di vertice. Il resto dello schieramento era composto da ottimi piloti che però non avevano vetture competitive (Taruffi, Farina, Ruesch, Sommer, Zehender, Etancelin) oppure onesti gentlemen drivers.
  7. Vedo una contraddizione senza speranza.
  8. Io spero sempre in una fagiolata/safety car/vittoria Alfa Romeo.
  9. Non capisco che combine ci possa essere nelle vittorie in serie McLaren '88...
  10. Tipo la vittoria al GP di Cina 2012 della Mercedes?
  11. Una vittoria di Raikkonen o Giovinazzi aiuterebbe a spingere il gruppo Psa-Fca a mantenere il marchio Alfa Romeo nei GP?
  12. Ho comprato questo libro di Luca Dal Monte (lo stesso di "Ferrari Rex" e "La Scuderia"), ho iniziato a leggere qualche pagina. Tratta del ritorno in F1 dell'Alfa Romeo in forma ufficiale dapprima come fornitore di motori al team Brabham di Ecclestone nel 1976 e poi con una propria vettura dal 1979. Sullo stesso argomento c'è in edicola lo speciale di questo mese di AS Gold Collection, che ho finito di leggere ieri sera:
  13. E come si fa? Quelle... "vetture" costano cifre stellari.
  14. Regalando loro biglietti vincenti del Superenalotto?
  15. Però quel meccanico era stato categorico: "le W 25 non sono mai state bianche". E poi, se era una gara di Formula Libera, perché scervellarsi per il peso? Non so, ci sono troppe cose strane.
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