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  1. 21 points
    Ron Dennis nasce a Woking il 1° giugno 1947. Fin da piccolo alimenta la sua passione per la meccanica e la sua creatività sperimentando con il Meccano. Il fratello maggiore Michael lo porta a Brands Hatch per una gara di Formula Libera e rimane affascinato da una monoposto. Divenuto adolescente comincia a frequentare nei weekend l'officina della Brabham, situata nella vicinissima Byfleet, in qualità di curioso. Qui entra nelle simaptie di due meccanici, Tim Wall e Roger Billington, che gli insegnano la precisione e la meticolosità come metodo di lavoro, indipendentemente da ciò che vorrà fare nella vita. Desideroso di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, Ron lascia la scuola a 16 anni per andare a fare l’apprendista alla Thomson & Taylor di Byfleet, azienda famosa anche per la costruzione di prototipi da record di velocità su terra, edificata a pochi metri dall’anello di Brooklands. Contento del proprio lavoro il giovane Dennis frequenta la scuola serale presso il Guildford Technical College dove si diploma in meccanica automobilistica e quando la Thomson & Taylor viene rilevata dal Chipstead Group chiede ed ottiene di essere trasferito in una delle loro aziende, la Cooper Car Company, ceduta da John Cooper al gruppo stesso alla morte del padre Charles avvenuta nel 1964. Alla Cooper, Ron costruisce monoposto di F2 e F3, il suo entusiasmo viene notato dai colleghi più anziani e a soli 19 anni viene aggregato alla squadra di F1 e inviato a Monza per il GP d'Italia nel classico ruolo di garzone di bottega: porta il tè ai colleghi, tiene pulito il box e fa tutti i piccoli lavoretti necessari per imparare l’arte del meccanico da corsa. Dimostrando le sue capacità, Ron viene promosso a vice-responsabile della macchina di Jochen Rindt nel quale però non nutre molta fiducia perchè non lo ritiene sufficientemente preparato in tecncia meccanica. Dennis lo vedrebbe meglio su una F2 piuttosto che su una F1 oltretutto dotata di un motore scorbutico come il Maserati V12 e il rapporto tra i due non è sempre dei più sereni. 1967 Kyalami Zandvoort Silverstone Nel 1968 l’austriaco passa alla Brabham e si porta dietro Dennis (gli piaceva molto il modo in cui gli teneva la macchina sempre pulita e in ordine) che lo segue ma, nella speranza di diventare capo-meccanico, si mette al servizio dello stesso Jack Brabham insieme ad un altro giovane meccanico: Neil Trundle. 1968 Monza Mont-Tremblant Watkins Glen Ron si dedica anima e corpo al suo lavoro, tanto da non avere il tempo per spendere i soldi guadagnati nei normali divertimenti dei suoi coetanei e a soli 21 anni può permettersi di acquistare una Jaguar E-type con i propri risparmi. 1969 Montjuic Parc In alcune gare segue il giovane Jacky Ickx, pilota subentrato a Rindt che è passato alla Lotus. Zandvoort Brands Hatch Nella seconda parte del campionato Ickx vince due GP e conclude il mondiale al secondo posto mentre Jack sviluppa la BT26A e prepara il 1970 nel migliore dei modi. La BT33 è infatti un'ottima monoposto e solo una serie sfortunata di episodi, insieme alla costanza e all'opportunismo di Rindt, impediscono al vecchio Black Jack di combattere fino alla fine per quel quarto titolo mondiale che avrebbe potuto coronare la sua lunga carriera. Ormai Ron è diventato un valido punto di riferimento sia per Brabham che per Ron Tauranac e si occupa dell'organizzazione del team in pista, delegando ai colleghi le operazioni tecniche. Quello a destra nell'ultima foto qui sopra è Nick Goozée, protagonista di un episodio famoso avvenuto a Brands Hatch e che è costato a Brabham la vittoria in quel GP. Prima del via Tauranac calcola il quantitativo di benzina necessario a disputare il GP e fa eseguire il rifornimento poco prima della partenza. Goozée si dimentica di regolare adeguatamente la carburazione della vettura. Infatti nel warm-up del mattino, a causa della temperatura decisamente fresca, la carburazione è esageratamente ricca e lui si dimentica di riportarla in posizione normale, dato che per il GP la temperatura dell'aria si è alzata. La conseguenza è che il Cosworth consuma più del dovuto e proprio all’ultima curva Brabham rimane a secco, viene superato dalla Lotus di Rindt e perde un GP già vinto. Durante la corsa, Black Jack si accorge del problema “sentendo” il motore. Dennis realizza di aver fatto una discreta cappella e si avvia verso la vettura con gli attrezzi per cercare di modificare la carburazione di nascosto e cercare così di coprire il collega ma Jack lo vede con la coda dell’occhio e gli urla un “DON'T EVEN THINK ABOUT IT!” che lo spettina. Continua...
  2. 19 points
    Vorrei far notare che siamo stati tra i primissimi a scriverlo. Tanto che su Facebook ci prendevano per il culo.
  3. 19 points
    Praticamente...un report tipo quelli che devo scrivere per lavoro Ad ogni modo son partito giovedi mattina assieme a mio nipote (che ringrazio davvero perchè sua è stata l'idea e buona parte dell'organizzazione), un suo amico più un mio carissimo amico da ben 38 anni accompagnato da suo figlio dodicenne. Arrivati a Parigi-Beauvais da Orio al serio, ci attendeva la vettura a noleggio (una C Max che i passeggeri posteriori hanno trovato scomodissima) con la quale siamo giunti a Le Mans attesi da un caldo appiccicaticcio, subito alla ricerca del nostro camping Beausejour dove siamo stati accompagnati al nostro posto da un solerte addetto, montaggio tende e via! ad assistere alle prove serali; e qui ci siam resi conto dell'infelice scelta della tribuna, la 12 a fine del rettifilo principale: sulla carta pareva una buona scelta ma non ci potevamo rendere conto che la visuale è compromessa dalla "storica" tribuna in cemento (ora Dunlop)...quindi non si vedeva l'intero rettifilo principale e le macchine sbucavano all'improvviso . Un giro appena oltre e siamo sulla prima curva Venerdì mattina un acquazzone insistente ha un poco rovinato la mattinata (ma ha rinfrescato!), spesa a gironzolare nel villaggio tra vari stand e bancarelle, più un bellissimo spazio dedicato alle sfide Ferrari-Ford negli anni sessanta Veramente ci sarebbe dovuto essere il Pitwalk...ci siamo andati nel pomeriggio ma siamo stati rimbalzati indietro boh...in nottata rientro al camping dove all'esterno inglesi e locali fulminati dall'alcool conciavano la rotonda d'ingresso in una discarica puzzolente. Sabato mattina: warm up alla curva Porsche vicino al nostro campeggio e per vedere la Le Mans Legend pensiamo di andare a piedi ad Arnage....peccato non ci si riesca! Reti dappertutto, tentiamo di raggiungere il rettifilo dell'Hunaudieres ma è proibito.... chilometri a piedi invano. Ce la siamo persa . Prima delle 15 postazione in tribuna (zeppa),imponente cerimonia vista dal megaschermo e via alla 24 ore, i primi giri sono da GP tra Porsche e Audi, le Toyota sin da subito danno l'impressione di non tenere il passo, dopo circa 3 ore decidiamo di spostarci passando verso il ponte Dunlop, chicane e arriviamo a Tertre Rouge: bella curva in discesa verso Hunaudieres dove più che mai sono evidenti i problemi delle Nissan Nismo, al confronto delle avversarie parevano ferme, peccato perchè la vettura mi ispirava simpatia sia per la linea (io la trovo bellissima...) sia per le soluzioni tecniche un poco azzardate. La Porsche n°17 di Webber/Bernhard/Hartley è in testa seguita dall'Audi n°7 di Lotterer; bella la Porsche n°19 che in qualche modo ricorda la livrea del Team Salzburg, vincitore nel 1970. Usciamo per mangiare un boccone (altra scarpinata) e al ritorno è buio ma l'atmosfera è suggestiva Ritorniamo in tribuna (semideserta) dove passiamo la notte al freddo e vento, dormito si e no un'ora in tutto (e come sarebbe stato possibile col frastuono di quella dannata Corvette ) con qualche passeggiata di fronte ai box, c'è stato un breve intervallo con l'Audi di Lotterer in testa e poi la Porsche n°19 di Hulkenberg/Bamber/Tandy prende la testa e non la mollerà più. Intanto albeggia Tornati alla curva Porsche per un ultimo diversivo prima dell'arrivo e ritorno alla tribuna 12 per il gran finale, applausi ai vincitori (ma anche agli altri,) premiazione vista dal megaschermo e incomincia a piovere...chiudiamo la giornata all'interessante museo del circuito Ringraziamo....il Buffalo Grill nei pressi di Tertre Rouge (costine-costate-texmex), i baracchini vari con baguettes farcite, ottimi hamburgher e scatole di birra. Lunedi mattina assieme agli ultimi reduci sbaracchiamo, direzione Parigi Beauvais e il volo ci riporta a casa. Dormito: poco e dove capitava. Mangiato: tanto e alla faccia del colesterolo. Sigarette: non le ho contate.... Ma ne è valsa la pena
  4. 18 points
  5. 16 points
    Come ben sapete tutti, nel 1934 entrava in vigore la nuova Formula Internazionale per i Gran Premi, che prevedeva un peso massimo di 750 kg, lasciando libera la cilindrata. Contemporaneamente, Mercedes e Auto Union (cioè la Germania) con la strapotenza dei loro marchi-oro e della loro tecnologia scendevano in pista a sfidare il dominio Alfa Romeo. Le macchine tedesche si presentarono all'AVUS a fine maggio 1934, ma solo l'Auto Union partecipò alla gara ( arrivò terza con Momberger nel giorno della vittoria di Guy Moll con l'Alfa P3 Aerodinamica), mentre la Mercedes si ritirò subito dopo le prove. Quindi la successiva gara dell'Eifel, a inizio giugno ‘34, fu il vero debutto della Mercedes, che vinse la corsa con Manfred von Brauchitsch, mentre Stuck su Auto Union giunse secondo. Questa gara (l'Eifel si disputava al 'Ring, una sorta di anteprima primaverile rispetto al GP di Germania che si correva a luglio sulla stessa pista) rappresenta anche la sede di un episodio ormai avvolto nei fumi della leggenda. La Mercedes, secondo le parole del non sempre attendibile Neubauer (ds Mercedes), risultò essere oltre i limiti del peso nelle prove, e quindi per evitare l’inglorioso ritiro del team prima della gara, si decise di lavorare tutta la notte per grattare via la vernice bianca (colore nazionale tedesco fino ad allora) risparmiando 5 chili e rientrando così nel peso consentito e, sempre secondo la leggenda, da quel giorno le macchine tedesche (quindi anche l'Auto Union? ) sono sempre state di colore argento, cioè il colore della carrozzeria grezza senza la vernice bianca grattata via. Eppure, foto alla mano, sappiamo che da parte sua l’altra squadra tedesca, l'Auto Union, già nella gara precedente, cioé all'AVUS (dove la Mercedes non partecipò) aveva già la carrozzeria argento. Dunque è già anomalo pensare all’episodio dello “sgrattamento” al Ring come origine dell’argento eletto a colore nazionale tedesco. Inoltre, questa “storia” a livello documentale viene citata per la prima volta nel libro autobiografico che Neubauer scrisse insieme al giornalista Harvey T. Rowe nel 1959 e che da allora è regolarmente ristampato in Germania (“Manner, frauen und motoren”, cioè “Uomini, donne e motori”, esistente anche in inglese, francese e spagnolo, ma non in italiano). Un’altra anomalia è che i piloti Mercedes come Caracciola, Lang e Brauchitsch abbiano iniziato a parlare di questa storia soltanto dopo il 1959, mentre nelle loro autobiografie, scritte in anni precedenti, non c’era traccia di questo episodio della vernice. In sostanza, sembra che solo a partire dalle interviste successive al 1958 anche i piloti (Brauchitsch è morto nel 2003, Lang nel 1987, mentre Caracciola scomparve già nel ’59) abbiano “introiettato” la versione resa celebre dalle memorie di Neubauer, e l’abbiano a loro volta diffusa. Ma un giornalista tedesco, Eberhard Reuss, in un servizio giornalistico teso a smontare la versione-Neubaer, portò la testimonianza raccolta nel 1999 dall’anziano Eugen Reichle, che nel 1934 era meccanico del team Mercedes, il quale fu categorico: “Le macchine non erano mai state dipinte di bianco”. Eppure, dopo il libro di Neubauer nel ’59, anche la seconda edizione del libro di Brauchitsch (’64) e un’intervista a Lang nell’80, riportano sempre la storiella della vernice grattata. Certo, anche l’ingegner Uhlenhaut (quello che nei test andava talvolta più veloce dei piloti titolari, ricordate?), negli anni della pensione ripeteva quella versione, ma, come faceva notare il giornalista Reuss, l’ingegner Uhlenhaut prima del 1936 non era mai presente in pista. Inoltre, alcune foto dell’Avus ’34 (la gara dove la Mercedes partecipò solo alle prove) dimostrano che la Mercedes era già argento, senza dover attendere la settimana successiva al ‘Ring. Altra anomalia: ben due anni prima, all’Avus ’32, Manfred von Brauchitsch vinse la gara al volante di una Mercedes privata a cui aveva fatto costruire un’apposita carrozzeria, che nelle cronache viene descritta come un “pesce d’argento” e che dalle foto (in b/n) sembra appunto d’argento. Sembra dunque vacillare pesantemente la storia di Neubauer. E il “colpo di grazia”, se così si può dire, viene da un dato tanto semplice quanto ignorato per decenni: l’Eifel ’34 era una gara di Formula libera, dunque non rispondeva alle regole della Formula internazionale dei Gran Premi, e non c’era quindi nessun limite di peso da rispettare… Eppure, la leggenda resiste ancora, e comunque non è ancora detta la parola definitiva. Un giornalista dell’epoca in un report del venerdì primo giugno ’34 definisce la vettura “bianca”, quindi in accordo con la versione di Neubauer e con una foto d’archivio dell’azienda in cui la vettura appare bianca, anche se taluni esperti ritengono che la foto sia stata modificata a posteriori per avvalorare la leggenda. Inoltre, la Mercedes avanza l’ipotesi che la storia non fu mai raccontata fino al dopoguerra perché sotto il regime nazista la cosa sarebbe stata interpretata negativamente, come testimonianza di una carenza di progetto o di preparazione delle vetture… Insomma, probabilmente ci sono ancora indizi da vagliare, e altrettanto probabilmente la parola definitiva non verrà mai scritta, ma anche questo fa parte del fascino della storia delle Frecce d’Argento. Di seguito, la versione "Neubauer" nelle tavole dell'artista olandese "Marvano" nel primo volume della trilogia "Grand Prix":
  6. 15 points
  7. 15 points
  8. 15 points
    definizione per il nuovo format delle qualifiche L'accanimento terapeutico consiste nell'esecuzione di trattamenti di documentata inefficacia in relazione all'obiettivo
  9. 15 points
    Leggendo il topic delle risate, mi è venuta in mente la barzelletta preferita di Nelson, gliel'ho sentita raccontare decine di volte ! cercherò di raccontarla con il suo modo di parlare ! La iscitoria du gorillao U cacciatore parte per fare caccia grossa in Africa e per giorni sta ali fermo ascpettando u liao che non arriva. Un bel momento arriva da dietro u gorillao e........(la censura del forum mi impone di dire solo che abusa di lui sessualmente) U povero cacciatore torna in sua casa e si chiude per mesi. Gli amici non sanno più cosa fare e vanno da lui e dicono..... da quando sei tornato da Africa non sei più lo stesso.....ma cosa è sussesso ? Non potrà essere niente di così terribile ! La vida continua..... U povero cacciatore allora responde......Lo so, lo so amici, ma sono passati già due mesi e u gorillao nun screve, nun telefona!
  10. 15 points
  11. 15 points
    si, ti traduco cosa ha risposto lui alla domanda della giornalista riguardo alle ragioni della sua mancata presenza al funerale : Innanzi tutto sottolineo il fatto che la morte di Aytron è stata una grave perdita per tutti, quindi è stato bello che ci fosse tanto calore e affetto da parte di una nazione intera, dopotutto lui come me e Fittipaldi, ha rappresentato il Brasile nel mondo. Io ho deciso di non partecipare, in primoluogo perchè non sopporto i funerali, poi il mio carattere e la mia educazione, mi hanno impedito di metterci la faccia,non mi sono sentito di essere ipocrita come Prost, che ha parlato male di Senna fino all'ultimo giorno, anche nel suo libro, per poi andare al suo funerale a dire che aveva perso un punto di riferimento. Quale diritto avevo io di esserci? Forse per apparire? Non mi interessa ! Ho preferito rimanere in disparte. Per me Ayrton era un collega ma non si può certo dire che fossimo amici.
  12. 14 points
    Questo invece è della mia ... E non ci ho ancora capito un cazzo...
  13. 14 points
    Il cerchione "scoperto" di Nuvolari è sbagliato, era il posteriore sinistro e non il destro.
  14. 14 points
    Io credo ci sia un problema davvero di fondo. In questo Forum, eccezione vera per il mondo del Web, c'è un'ampia forbice di differenza di età tra gli utenti. Si parte dai ventenni e si arriva agli ultrasessantenni. E' cosa rara e straordinaria per un ambiente come questo. L'esperienza che ne consegue è illimitata, perché ci sono persone che hanno memoria di gare corse 40 anni fa, quando molti di noi non erano ancora nati e nemmeno previsti. Ora, io personalmente non mi permetterei mai di mettere in dubbio i pensieri di chi ha visto dal vivo le corse degli anni 80, perché benché sia nato in quegli anni non ho memoria storica per poter controbattere. E anche riguardare ad oggi quelle gare aiuta fino ad un certo punto, perché si è condizionati da quello che è il presente. Il presente si vive una volta sola, poche palle. Detto questo, entrare in un ambiente simile come un elefante in una cristalleria e smontare sistematicamente tutto quello che viene detto non solo da noi, ma che viene confermato con dati alla mano, è abbastanza sconcertante. Sto ancora aspettando una risposta alla domanda "perché ci sono 10 milioni di persone in meno" negli ascolti rispetto a 15 anni fa. E non mi si dica che c'erano la Ferrari e Schumacher che vincevano, perché potevano influire e ok ma fino ad un certo punto. Nel 2010 e nel 2012, anni in cui la RAI era unica emittente a trasmettere in chiaro e in diretta, all'ultima gara c'era la concreta possibilità che la Ferrari vincesse il titolo con Alonso, eppure da questo grafico non risultano ascolti milionari al pari di quelli degli anni 2000. Quindi "la Ferrari che vince" c'entra a convenienza e non è un metro di paragone per valutare gli ascolti. La verità, oggettiva, è che l'appeal della Formula 1 è andato calando in modo inversamente proporzionale ai tentativi di spettacolarizzarla artificialmente, tentativi mirati a conseguire più ascoltatori (anche occasionali) con un duplice risultato negativo: non riuscire a trattenere gli occasionali e perdere gli storici, tramortiti dalla serie di puttanate inventate appunto per avvicinare la F1 ad uno show allontanandola dallo sport. Andate nei bar, nelle edicole, e chiedete perché la Formula 1 non la si segue più, sentite cosa vi dice la gente. Il DRS, le gomme a scoppio programmato, i motori ibridi in una categoria sprint quando c'è un WEC che incarna il ruolo dell'ibrido a tutti gli effetti. Io non so rispondere a chi mi dice "sai te come cazzo fai a seguirla ancora", perché hanno tutti ragione. I coglioni non sono i 10 milioni che si sono stancati e seguono altro, siamo noi che siamo ancora qui a subire tutto questo. Molinari, per quanto mi riguarda, può esprimere qualsiasi parere: può dire che le vetture 2015 sono più fighe di quelle del 1995, può dire che "le vecchie generazioni erano migliori" è una stronzata perché si dice sempre così, ma i fatti oggettivi lo sbugiardano ora e lo sbugiarderanno sempre di più. E' la sua opinione, e probabilmente ci saranno altre persone che la pensano come lui, ma per quanto mi riguarda quello che lui sostiene è totalmente senza senso, fuori da ogni logica e contesto e a tratti irrispettoso dell'esperienza di chi segue le corse da 30 o 40 anni, perché basta semplicemente riguardare uno dei video postati in precedenza per capire quanto le F1 di 20 anni fa fossero delle puttane per le quali ci volevano palle cubiche per andare in pista, mentre adesso sono dei taxi: al netto del fatto che nessuno di noi sarebbe comunque in grado di portarli al limite. Solo il fatto che siamo qui a discuterne significa che un problema c'è, ed è reale. L'ultima pagliacciata delle qualifiche e la semi ribellione di team (spesso collusi con il potere) e piloti significa che si è arrivati all'insostenibilità di una situazione patetica. Tutte le corde prima o poi si spezzano, qui siamo attaccati ad un filo e nessuno mi convincerà MAI che le mie e le nostre sono fantasie passeggere.
  15. 14 points
    Le curve del circuito di Interlagos hanno nomi, capisco che sono passate di moda e che i mitici piloti odierni parlano cosi, ma io avrei scritto ' S do Senna' e 'Descida do Lago'. OT sai, io e molti dentro qui,in mancanza di social network, siamo cresciuti con alcune filastrocche. La mia si chiamava ' Variante Goodyear, Curvone, Variante Roggia, Prima di Lesmo, Seconda di Lesmo, Serraglio, Variante Ascari, Rettifilo opposto, Parabolica, Rettifilo delle tribune'. Per altri la filastrocca era 'Tamburello, Villeneuve, Tosa,Piratella, Acque Minerali, Variante Alta, Rivazza, Variante Bassa' Fine OT
  16. 14 points
    straquoto, ci sono meno appassionati su qualsiasi materia, c'è una generazione dai 15 ai 55 di gente che come hobby ha passare un dito su uno smartphone per sapere tutto senza conoscere nulla
  17. 14 points
    35 anni. Patente mai presa per scelta, visto che odio profondamente le auto stradali e odio guidare. Forse sarò, diciamo, costretto a prenderla da qui a poco, ma solo per un motivo: quando mi sbatteranno fuori dal mio attuale lavoro (e questo accadrà, senza ombra di dubbio...), l'assenza di patente è un problema mica da ridere nell'eventualità (tra l'altro comunque molto complessa anche disponendo di patente) della ricerca di un nuovo lavoro... Per quanto riguarda il resto, l'interesse c'è ancora perché certe fiamme sono piuttosto difficili da spegnere. Ma sicuramente il livello di "attenzione" è molto molto calato. Non riesco ancora a fare a meno totalmente di quella che è decisamente la "punta di diamante" (perché come sappiamo benissimo tutti, o meglio quasi tutti, il motorsport non è solo F1... Ma è innegabile che questa categoria si guarda sempre con un certo "occhio di riguardo". Nel bene e soprattutto nel male...) della passione della mia vita. Arriverà il giorno in cui, probabilmente (se l'andazzo continuerà ad essere questo... E sono sicuro che continuerà ad essere questo... Anzi, forse arriverà addirittura il giorno in cui le boiate odierne arriveremo a rimpiangerle. E questo è tutto un dire...) la spina con la F1 riuscirò a staccarla. Ma penso che una minima, infinitesimale percentuale d'interesse rimarrà sempre. Faccio molta fatica ad immaginarmi un futuro assolutamente privo di F1. Magari non la guarderò più, né m'interesserò più direttamente, né vorrò parlarne o sentirne parlare. Ma non penso che riuscirò mai ad ignorarla completamente al pari di cose che non mi hanno mai interessato. Un piccolo tizzoncino di brace, anche minuscolo, resterà. E quindi, per esempio, dovessi trovarmi un giorno a sfogliare un quotidiano, o una rivista, o qualsiasi cosa di qualsiasi genere, di certo una notizia o una foto o quant'altro riguardante la F1 (se esisterà ancora, è chiaro) non potrà mai passare, da parte mia, totalmente inosservata come una, chessò, di golf o di altre robe che ho sempre ignorato. E penso che la stessa cosa valga un po' per tutti, anche per quelli che pubblicamente dichiarano senza mezzi termini che non gliene frega più un cazzo di niente. Avere (o avere avuto) una passione o non averla non è la stessa cosa. La passione è come una ferita che rimane sempre aperta (e se la passione non c'è, non esiste nemmeno la ferita). Può arrivare il giorno in cui quella ferita si chiude definitivamente. Ma la cicatrice resterà per sempre, e non c'è proprio niente da fare...
  18. 14 points
    Vero. Come ho scritto altre volte, ho avuto modo di conoscere gli amici di mia figlia(ora 19enne) in questi anni: della F.1 non frega un cazzo a nessuno.QUando è successo l'incidente a Schumacher molti di loro pensavano corresse ancora per la Ferrari. Decisamente l'interesse si è spostato verso le moto....ma con un tifo assolutamente acritico verso " il Vale."
  19. 14 points
    Quando leggo che al GP non ci sono i "tifosi della domenica"(daltronde tifare il GP al ...mercoledi' la vedo dura...).Mi cascano le braccia. Potrei scrivere un libro sugli aneddoti che mi sono accaduti in quasi 40 anni di frequentazione degli autodromi italian. 2 su tutti (ma ve ne sono centinaia a dimostrare che la maggior parte del pubblico del GP non capisce una mazza di motorsport). Anno 2002 mi pare:al sabato Pantano sulla Coloni si gioca le poche speranze di battere Bourdais in F.3000.Durante il giro di formazione il tipo di fianco a me mi chiede:"ma quella rossa (la Coloni) è la Ferrari?"...... Anno 2004:prove de sabato;allaGoodyear interna arriva la famiglia bardata con divisa Ferrari d'ordinanza....dopo un po', il papa' impazinete mi chiede "Da dove arrivano le macchine...?" Anno 1996:Gran Premio .Per tutta la gara un paio di ragazzotti hanno sentenziato, al passaggio della Ferrari, che "si vede che Schumi è di un altro pianeta...".Gia' peccato che era Irvine....
  20. 14 points
    Memorandum 2 Ricordatevele queste belle facce sorridenti quando ognuno di loro si dirà affranto ma sicuro di aver fatto tutto quanto in loro potere per salvare l'Autodromo Nazionale. Tutte le foto sono state scattate in occasione dello scorso GP d'Italia. In ordine crescente di potere: Un figlio di papà a cui il padre ha dato le chiavi di casa solo dopo la morte (e un motivo ci sarà). Il sciur Alberto Bombassei, presidente della Brembo nonchè consigliere di amministrazione di Italcementi, Atlantia (ex Autostrade), Pirelli e NTV (Italo). Deputato della Repubblica (Scelta Civica). Portatore sano del medinìtali alla Montezuma. I fratelli De Rege Federico Bendinelli (AD della SIAS), uomo di fiducia di Bernie (e di Pierferdinando Casini che lo aveva messo a capo dell'ACI di Bologna e della SAGIS). Visto l'ottimo lavoro svolto a Imola fino al 2006 (fallimento della SAGIS) è stato giustamente premiato con la promozione a Monza. Oltughèder: Angelo Sticchi Damiani (presidente ACI), Sergio Marchionne (presidente FCA e Ferrari), Bernie Ecclestone, Matteo Renzi (televenditore), Gianluca Galletti (amico di Casini e casualmente ministro dell'ambiente), Jean Todt e Giovanni Malagò (presidente CONI). Se facevano gestire tutto a lui, almeno c'era da divertirsi.
  21. 14 points
    Immagino che molti di voi non sappiano cosa sia. Quando Nelson ha smesso di correre in seguito all'incidente che gli è costata la quasi ricostruzione dei piedi, si è trovato di fronte alla realtà di inventarsi un nuovo lavoro. Ha avuto l'opportunità di acquisire l'esclusiva di questa tecnologia satellitare che serve a monitorare i camion, tipo scatola nera degli aerei. Ha subito capito la potenzialità della cosa visto che in Brasile gran parte del trasporto di merce si effettua con i camion. Le enormi distanze e le strade non proprio perfette, fanno si che un trasporto possa durare molti giorni, durante i quali i camionisti non subiscono nessun controllo. Spesso per recuperare tempo perso chissà come, si gettano in corse pazze con conseguenze di perdita dei carichi se non peggio! La tecnologia permette un controllo totale di tutto quello che succede sul camion. Quindi il buon Nelson decise di investire tutti i suoi risparmi e altro denaro prestato dalle banche in questo progetto. Per molto tempo viaggiò su e giù per il Brasile per promuovere la cosa e come era auspicabile ebbe successo. Ricordo che mi diceva " Con il mio nome mi rendo conto che potrei vendere anche la merda (tipica finezza sua) !" Proprio m...a non era visto che oggi ha 600 persone che lavorano per lui e ha "sistemato", dando un lavoro a tutti, i suoi vecchi amici .
  22. 14 points
    Andrea Bertolini
  23. 14 points
    Probabilmente non ero sulla barca in quel momento. A Monaco venivano molti amici in barca e sarò stata a salutare qualcuno. Se ci fossi stata Reginaldo Leme mi avrebbe sicuramente chiesto qualche cosa, come fece a Rio durante il Carnevale. Una storia imbarazzante......eravamo invitati non ricordo da chi in un palco del Sambodromo di Rio, il luogo dove si svolgono la sfilate delle scuole di samba per 3 giorni consecutivi a Rio. Mi fecero uno scherzo. Qualcuno mi disse: "senti che buon profumo" porgendomi un fazzoletto. Inalai per sentire il profumo e all'istante non ero più lucida ! Nelson , che avava capito subito mi disse "Noooo" ma era troppo tardi. Avevano imbevuto il fazzoletto di "Lanca perfume" una droga molto usata durante il carnevale. Neanche a farlo apposta passava di li proprio in quel momento Reginaldo che intervistava per la Rede Globo le celebrità . Essendo italiana mi chiese di fare un confronto con il carnevale di Venezia e sotto l'effetto di quella robaccia pare che ne abbia fatto una descrizione dettagliata in fluente portoghese, anche se io, al carnevale di Venezia non ci ho mai messo piede !
  24. 13 points
    Riposa in pace, Charlie. Devo essere sincero e schietto, però: quando arrivi lassù, per favore, cerca Jules e chiedigli scusa. Credo che tu glielo debba.
  25. 13 points
  26. 13 points
  27. 13 points
  28. 13 points
    Probabilmente anche io avrei fatto lo stesso. C'è chi il successo se lo conquista con la fatica, la dedizione, l'attenzione continua, magari dopo tanti anni di sforzi, di pressione, e qualche delusione. E quando lo raggiungi senti di aver fatto il massimo, che non potrai mai più sopportare un cammino del genere. Ci sono i fuoriclasse che compiono il gesto atletico con minor sforzo, risolvono una situazione con un guizzo non riproducibile dagli altri, riescono a gestire la lotta con un indecifrabile equilibrio tra talento, competizione, pressione. Nico Rosberg, forse, con l'annuncio del ritiro e con le motivazioni che ha fornito, ha anche restituito un certo tipo di significato alla vittoria di un Campionato Mondiale (tra i tanti significati che esso possiede). L'indigestione di titoli mondiali a raffica di Michael Schumacher, la successiva raffica di Vettel, avevano in un certa misura "svilito" il senso della vittoria del Campionato Mondiale. In un'epoca in cui il rischio nelle corse da Gran Premio viene considerato quasi inaccettabile (e parliamo di gente che corre a 350 all'ora....), con calendari di trenta gare, che permette a tanti di costruire onorate carriere che durano un paio di decenni e varie centinaia di gare, quasi come gli impiegati statali, la vittoria di un Campionato Mondiale era diventata molto meno significativa di quando essa era il risultato supremo di una carriera magari meno che decennale (anche per i rischi che comportava), e quando chi ne vinceva tre era considerato un Mito, una Leggenda. Rosberg, consapevole di avere complessivamente meno talento di altri, compreso il compagno, col suo gesto ha restituito una piccola parte del valore perduto alla vittoria iridata. Un traguardo importante. Che vale un'intera carriera.
  29. 13 points
    Subito dopo le qualifiche hanno fatto vedere che su Sky UK stavano misurando con un metro la distanza che separava Rosberg da Hamilton. Valsecchi: "Ecco, vedete, sono 32, 32 centimetri", ma la Masolin, che di misure evidentemente se ne intende, lo interrompe subito: "Così piccolo? Quelli non possono essere essere 32 centimetri Davide, forse saranno 32 pollici"
  30. 13 points
    Il DRS è come un momentaneo allargamento della porta quando l'attaccante arriva a due metri dall'area di rigore. Per me è una cosa sbagliata in senso assoluto, perché tende a coprire e a sviare i veri motivi della difficoltà di sorpasso. Queste auto moderne richiedono piste levigate e piatte, senza variazioni altimetriche, hanno spazi di frenata ridottissimi e velocità in curva elevate. In queste condizioni, piuttosto che cambiare la filosofia costruttiva di macchine e circuiti, e quindi il 90% dei regolamenti tecnici e sportivi, si è preferito il DRS, che è il modo più semplice per inventarsi a tavolino sorpassi artificiali. Finzione, perché quelli non sono "sorpassi". Sono semplici "cambiamenti di posizione", come avveniva all'epoca dei rifornimenti, quando ci hanno ammaestrato ad emozionarci nel vedere chi usciva primo dai box....
  31. 13 points
    Esattamente. E ognuno darà la colpa all'altro, che darà la colpa a Sticchi D. che darà la colpa al Governo, che al mercato mio padre comprò.
  32. 13 points
    Fischiare Lorenzo e Marquez dopo quello che hanno fatto vedere oggi in pista è veramente roba da poveracci...
  33. 13 points
    Vero. Sintomatico del motorport odierno dove a far discutere è chi commenta e non i reali "attori", visto il piattume generale , tecnico ed umano. Nel thread dedicato a Zeltweg 1974 c'è una scansione di AS che riporta di 10000 spettatori ad un test Ferrari,e senza facebook,sky,twitter ..bombeamano e tricchetracche...
  34. 13 points
    Posso confermare l'autenticità dell'intervista, Non ero presente ma riconosco le parole di Nelson,,,,tante volte le ho sentite in quei giorni, Ne parlava molto con tutti gli amici, cercava conferma per questa decisione veramente molto sofferta, Mettere l'interesse economico al primo posto non è mai stato nel suo stile, ma si è sentito sfruttato da Bernie e la necessità di più soldi era reale, Mi pare di avervi già fatto l'elenco dettagliato delle spese vive e non rimaneva poi molto. La sofferenza derivava dall' affetto che nutriva per tutti i meccanici e il team intero. Stava molto bene alla Brabham. Vi ho accennato al fatto che Nelson divideva il medico personale con Mansell già da molti anni. Un colombiano sempre presente a tutti i GP, e fu proprio lui a raccogliere la confidenza di Frank Williams sul desiderio di avere Nelson in scuderia. Il medico riferì subito a Nelson delle intenzioni di Frank e da li nacque tutto. Riguardo a Zeltweg, sono stata influenzata dal fatto che era il circuito preferito di Nelson come guida e ho avuto modo di apprezzarne alcuni aspetti anche personalmente. Il posto è molto bello con quel paesaggio collinare e bello anche per gli spettatori che riescono a vedere gran parte del circuito grazie alla sua conformazione. L'altra cosa è che è quasi un GP italiano vista la relativa vicinanza, Venivano molti dei nostri amici italiani e il paddock era sicuramente più vivibile rispetto a Imola e Monza e riuscivamo ad avere più pass per loro.......Bernie centellinava anche quelli anche a noi !!!!!! A Zeltweg vennero anche i miei genitori una volta. Ricordi bellissimi.
  35. 13 points
    Ma come stracazzo si fa a scrivere (e pensare) certe idiozie? Hakkinen è quello che nel 1990 ha stradominato la Formula 3 inglese, forse il campionato addestrativo più difficile di tutti ai tempi, e che nel mentre si è preso il lusso di venire a Imola a mazzuolare per bene i piloti che correvano nel campionato italiano (tra i quali un certo Jacques Villeneuve) Hakkinen è quello che nel '91, da debuttante, ha qualificato per 15 volte su 16 una Lotus che i suoi compagni di squadra hanno tenuto fuori dalla griglia in 8 occasioni su 16 (solo Herbert riuscì ad essere ai suoi livelli) Hakkinen è quello che nel '93, alla sua prima gara stagionale, si è messo dietro Senna in qualifica, e che alla seconda gara stagionale è arrivato a podio Hakkinen è quello che nel '94 ha demolito il compagno di squadra Brundle battendolo in qualifica in 15 occasioni su 15 e che ha chiuso il campionato al quarto postoHakk Hakkinen è quello che nel '95 ha riservato lo stesso trattamento a Blundell, portando per due volte a podio quella bestia di McLaren che aveva portato Mansell a chiuderla per sempre con la F1 Hakkinen è quello che nel '96 a Melbourne, 4 mesi dopo il coma di Adelaide, è tornato a correre rifilando più di 1 secondo al compagno di squadra in qualifica e conquistando due punti in gara, ed è anche quello che nello stesso anno ha chiuso il campionato al quinto posto davanti alla Benetton di Berger (campione del mondo uscente) con 31 punti contro i 18 di Coulthard Hakkinen è quello che nel '97 ha perso 2 vittorie sicure (Silverstone e Nurburgring) e una terza possibile (Zeltweg) per via dell'inaffidabilità del motore Mercedes Hakkinen è quello che nel 2000 ha fatto sudare 7 camicie a MSC per riportare la Ferrari al successo iridato Di cosa stiamo parlando? Con che macchine avrebbe dovuto vincere Hakkinen? Coi carciofi da quarta posizione nel mondiale costruttori dai quali solo lui riusciva a cavare qualcosa di buono?
  36. 13 points
    ho dovuto unire le pagine perché le foto meritavano troppo.. apprezzate lo sforzo
  37. 13 points
    rispetto allo "spettacolo" visto nell'ultimo gran permio, secondo me, è stato molto più emozionante, per esempio, il gp di imola 2005. tipico esempio di gara con pochi sorpassi ma con un duello finale tra alonso e schumacher che mi ha tenuto con il fiato sospeso. ma come fa un sorpasso che avviene a metà rettilineo stile sorpasso in autostrada essere più emozionante di un duello che prosegue per diversi giri? un altro esempio il duello hamilton schumacher a monza nel 2011 che tutti ricordiamo benissimo. dei 200 sorpassi visti in cina cosa ci ricorderemo tra 5 anni? io credo nulla.
  38. 13 points
    Il commentatore perfetto per questa F1. Un bimbominkia senza un briciolo di cultura motoristica e di conoscenza della storia di questo sport
  39. 13 points
    Nel 2001 Viviane aveva messo in moto un progetto per fare un film sulla vita di Ayrton allo scopo di finanziare l'Instituto Ayrton Senna. Non sarebbe stato un documentario come quello di due anni fa ma un film vero e proprio. Produzione Warner e regia di Spielberg (a titolo gratuito). Per il ruolo di Ayrton era stato scritturato Antonio Banderas che si era già trasferito a Tatui per parlare con la famiglia di Ayrton e capire il personaggio. Bernard Charles Ecclestone, ripeto, Bernard Charles Ecclestone aveva concesso gratuitamente i diritti FOM. Ripeto ancora perchè forse a qualcuno potrebbe sfuggire: Bernard Charles Ecclestone aveva concesso gratuitamente i diritti FOM. A quel punto, un signore nato a Woking il 1° giugno 1947 ha alzato il ditino e ha detto che per avere le immagini delle sue F1 bisognava pagargli il disturbo. Il progetto del film è saltato e quando a Imola 2004 c'è stata la celebrazione del 10° anniversario della morte di Ayrton, quello stesso signore ha negato le sue macchine per la mostra, nonostante l'accorata mediazione di Jo Ramirez.
  40. 13 points
  41. 13 points
    Lo dico da anni. Le Iene è una delle trasmissioni più ggentiste che ci siano. Cercano o creano ad arte situazioni che scatenano reazioni forti per fare ascolti e poi, quando vengono smentiti dai fatti, si nascondono dietro a una buona fede che non esiste in quanto tutto è legato sempre alla ricerca spasmodica dell'audience, quindi della pubblicità e di conseguenza di maggiori introiti. Laggente abbocca (e loro lo sanno) e quindi il prodotto funziona. Come dire, scannatevi tra di voi che intanto noi ci facciamo un altro spritzino.
  42. 13 points
  43. 13 points
    Ricapitolo a memoria: - Visibilita' scarsa - Esce Sutil - La pioggia aumenta - Sventolano le bandiere gialle e Bianchi rallenta il necessario(secondo le regole...per non farsi male avrebbe dovuto fermarsi). - Una gru semovente entra nella via di fuga in erba mentre il GP è in refgime di gara libera. - La Marussia parte per la tangente e si schianta contro la gru. - Jules Bianchi muore. Faccio fatica a vederci una "tragica fatalita' ".
  44. 12 points
    Grazie di tutto Mario. Se chi fa il tuo mestiere oggi avesse un terzo della tua pacatezza, della tua preparazione e onestà intellettuale, sarebbe una gran cosa
  45. 12 points
    Ah, dimenticavo In Indycar, campionato dove tutto sommato lo spettacolo non manca, si è spesa un'intera giornata di test la scorsa settimana per studiare sul campo l'influenza che l'aerodinamica della vettura inseguita esercita su quella dell'inseguitore. Per far questo ha fatto girare due vetture, in configurazione ovviamente uguale, con vari livelli di carico e, oltre a ciò, ha via via diversificato il modo in cui tale carico era esercitato, dando prevalenza ora alla parte superiore e ora alla parte inferiore della vettura. A fine giornata ha scaricato i dati raccolti dai computer e le impressioni soggettive dei piloti per valutare quale deve essere la direzione da intraprendere in ottica 2018. La Massima Categoria del Motorsport Mondiale, invece, di fronte alla "crisi" dei sorpassi non ha cambiato nulla e si è inventata il DRS. Direi che almeno sotto questo fronte la differenza di serietà tra le due serie è palese
  46. 12 points
  47. 12 points
    http://www.passionea300allora.it/f1-volkswagen-esclude-di-entrare-in-f1-nel-prossimo-futuro/ "Prima di mettere a disposizione i soldi necessari, è necessario che venga garantita una stabilità regolamentare di cinque anni, durante i quali le regole non possano essere cambiate". bla bla bla
  48. 12 points
    Comunque questa sarà l'ultima gara in MotoGP di Nicky Hayden, campione 2006, proprio sul circuito dove conquistò il titolo.
  49. 12 points
    Un rarissimo caso di giornalista altamente competente nonchè esageratamete talentuoso nell'arte del disegno a mano libera.
  50. 12 points
    A ulteriore conferma. Quelle che tu chiami cazzatine sono l'espressione tipica della maleducazione italica, sono la dimostrazione della nostra attitudine a scandalizzarci per i torti subiti e allo stesso tempo a prevaricare il prossimo. È ampiamente dimostrato che le regole sono sacre ma solo per gli altri. Noi abbiamo mille scuse per aggirarle o ignorarle. E il così fan tutti che tu stesso ribadisci è l'estremo tentativo di autodifesa di chi non vuole ammettere le proprie responsabilità. This is Italy, piaccia o non piaccia.
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