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10 minutes ago, Schumy81 said:

Aggiungo: è una buona scelta sempre che la macchina rimanga pressochè imbattibile come adesso, così che Hamilton vinca indisturbato e il finlandese porti i punti per il costruttori. Ma se niente niente se la dovessero vedere seriamente con i due della Red Bull, forse potrebbero rimpiangere di non aver fatto una scelta più coraggiosa. Non ce lo vedo, francamente, Bottas a bastonare un Ricciardo o un Verstappen, a parità di vettura o quasi.

Di base concordo con quello che hai detto. Prima di HAM è la Mercedes che vuole vincere, poi c'è anche il titolo piloti.

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Aggiungo: è una buona scelta sempre che la macchina rimanga pressochè imbattibile come adesso, così che Hamilton vinca indisturbato e il finlandese porti i punti per il costruttori. Ma se niente niente se la dovessero vedere seriamente con i due della Red Bull, forse potrebbero rimpiangere di non aver fatto una scelta più coraggiosa. Non ce lo vedo, francamente, Bottas a bastonare un Ricciardo o un Verstappen, a parità di vettura o quasi.

Un paio di anni fa nessuno preventivava un Ricciardo bastonare Vettel...quest' anno nessuno immaginava un Raikkonen così vicino al compagno (addirittura migliore nel computo delle qualifiche...da sempre "terreno di caccia" per Vettel)...e se andiamo indietro nel tempo troveremo altri casi di piloti che hanno ottenuto risultati "sorprendenti" rispetto a quanto si preventivava prima dell' inizio della stagione

Piu' di una volta ho notato che quando un pilota è sottovalutato a priori, alla fine accade quello che non era minimamente preventivato

Poi magari, sempre se la cosa sarà ufficiale, sarà l' ultimo dei piloti tra i top team, però chissà...del resto le prestazioni della Williams sono quelle che sono, come ha anche scritto qualcuno poco sopra...ed è altrettanto vero che quando, un paio di anni fa, la vettura era decisamente migliore Bottas si mise in luce tanto da essere accostato alla Ferrari per un eventuale dopo-Raikkonen...

Non darei per scontato il suo destino da "agnello sacrificale"

 

3 ore fa, alessandrosecchi ha scritto:

E tu pensa che l'ultimo Kovalainen un po' più veloce ha vinto il mondiale.

Sai mai che Bottas :asd: 

 

E ci mancherebbe...stiamo pur sempre parlando di piloti professionisti, al top della categoria motoristica...dopo 2 sconfitte consecutive, una vittoria (specie con tutte le variabili che hanno indirizzato a suo favore il campionato) era il minimo per un pilota reputato, dal proprio team, al pari del compagno

Edited by Kitt
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3 ore fa, alessandrosecchi ha scritto:

E tu pensa che l'ultimo Kovalainen un po' più veloce ha vinto il mondiale.

Sai mai che Bottas :asd: 

Però mi hai fatto venire un dubbio...forse forse il tuo accostamento tra Kovalainen e Rosberg è un complimento nei confronti del campione del mondo visto che Kovalainen riusciva a fare anche questo :asd:

 

 

 

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55 minuti fa, Schumy81 ha scritto:

Aggiungo: è una buona scelta sempre che la macchina rimanga pressochè imbattibile come adesso, così che Hamilton vinca indisturbato e il finlandese porti i punti per il costruttori. Ma se niente niente se la dovessero vedere seriamente con i due della Red Bull, forse potrebbero rimpiangere di non aver fatto una scelta più coraggiosa. Non ce lo vedo, francamente, Bottas a bastonare un Ricciardo o un Verstappen, a parità di vettura o quasi.

Non te la prendere ma la vedo all'opposto :P 

In caso di lotta ravvicinata una guerra interna renderebbe le cose più complicate, in genere un team con ruoli ben definiti riesce meglio a massimizzare il risultato.

Al contrario se si dispone di grande supremazia tecnica ci si può permettere di buttare qualche gara giocando agli autoscontri.

IMHO naturalmente :) 

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Articolo di 2 giorni fa

Continuano le trattative in Mercedes per trovare il sostituto di Nico Rosberg ma sembra che la soluzione possa essere in casa, ovvero promuovere al fianco di Lewis Hamilton Pascal Wehrlein, l'anno scorso alla Manor, ma tester Mercedes da che ha cominciato a correre.

La scelta piace molto a Lewis Hamilton che in pratica l'avrebbe imposta al suo team.

L'addio improvviso di Nico Rosberg ha fatto sì che Hamilton diventasse più forte all'interno del team, pur avendo perso il titolo, non per colpa sua. Perchè se a Sepang non si fosse rotto il suo motore probabilmente avrebbe avuto i punti necessari per difendere il suo titolo, il quarto e Rosberg non si sarebbe ritirato.

Nonostante che il posto sia molto ambito non c'è la fila per accaparrarselo, perchè tutti i grossi nomi hanno un contratto in essere che diventa difficile da rompere, se non pagare una forte clausola, che la Mercedes non sembra intenzionata a pagare. Tipo i trenta milioni richiesti dalla McLaren per liberare Fernando Alonso.

Per cui tanto vale promuovere un pilota libero, giovane, promettente, che conosce bene la macchina e ha testate le gomme più larghe previste nel 2017. Con Hamilton, finalmente, prima guida, anche se alla Mercedes non fanno contratti differenti tra i loro piloti, però...

http://www.gpupdate.net/it/notizie-f1/347878/hamilton-vuole-wehrlein-al-suo-fianco/

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1 ora fa, MauroC ha scritto:

Non te la prendere ma la vedo all'opposto :P 

In caso di lotta ravvicinata una guerra interna renderebbe le cose più complicate, in genere un team con ruoli ben definiti riesce meglio a massimizzare il risultato.

Al contrario se si dispone di grande supremazia tecnica ci si può permettere di buttare qualche gara giocando agli autoscontri.

IMHO naturalmente :) 

Non sono d'accordo e ti porto un esempio: Ferrari 2010 :asd: 

Il problema è sempre lo stesso: se lo vediamo dal punto di vista del titolo piloti è senza dubbio una scelta intelligente (anche se causerà narcolessia, molto probabilmente). Se invece parliamo del titolo costruttori, l'aver puntato su Bottas è un azzardo. E a Mercedes interessa ben più vincere il costruttori che Hamilton vinca il piloti, penso.

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Però mi hai fatto venire un dubbio...forse forse il tuo accostamento tra Kovalainen e Rosberg è un complimento nei confronti del campione del mondo visto che Kovalainen riusciva a fare anche questo :asd:

Beh Kovalainen a momenti batteva Rosberg in GP2 pur correndo per un team palesemente inferiore. Poi chiaro che il suo tragico 2008 lo farà passare come una pippa per il resto dei suoi giorni...
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1 ora fa, AlessioA ha scritto:

Non sono d'accordo e ti porto un esempio: Ferrari 2010 :asd: 

Il problema è sempre lo stesso: se lo vediamo dal punto di vista del titolo piloti è senza dubbio una scelta intelligente (anche se causerà narcolessia, molto probabilmente). Se invece parliamo del titolo costruttori, l'aver puntato su Bottas è un azzardo. E a Mercedes interessa ben più vincere il costruttori che Hamilton vinca il piloti, penso.

:asd:

Dipende da come la si guarda, dal mio punto di vista, pur non vincendo Ferrari 2010 e 2012 ha massimizzato il suo potenziale, RBR l'ha disperso... basta contare quante volte i rispettivi piloti si sono presi.

Oppure potremmo contare i podi con autoscontro che Mercedes non avrebbe raccolto se avesse avuto avversari più consistenti... :) 

 

O se preferisci possiamo parlare del 2007 :asd: 

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2 ore fa, AlessioA ha scritto:

Non sono d'accordo e ti porto un esempio: Ferrari 2010 :asd: 

Il problema è sempre lo stesso: se lo vediamo dal punto di vista del titolo piloti è senza dubbio una scelta intelligente (anche se causerà narcolessia, molto probabilmente). Se invece parliamo del titolo costruttori, l'aver puntato su Bottas è un azzardo. E a Mercedes interessa ben più vincere il costruttori che Hamilton vinca il piloti, penso.

 

Quoto e, a livello ipotetico, si ripeterebbe un po' la stessa situazione: il solo Hamilton contro due piloti fortissimi capaci entrambi di puntare al titolo. Poi nei fatti è probabile che la Mercedes resterà fortissima e la scelta-Bottas assicurerà ad Hamilton una tranquilla passeggiata verso il quarto titolo, ma secondo me (gusti personali) è sempre meglio avere due top driver, specie quando ce lo si può permettere.

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Sulla possibilità di avere 2 piloti forti nella stessa scuderia o no inevitabilmente ci saranno sempre le opinioni più svariate; e del resto la storia presenta vari esempi e controesempi in entrambe le direzioni. Io resto dell'idea che il problema in parte sta nella testa di sale in macchina e soprattutto in chi sta sopra e deve gestire la situazione, 

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13 minuti fa, Carlomm73 ha scritto:

Sulla possibilità di avere 2 piloti forti nella stessa scuderia o no inevitabilmente ci saranno sempre le opinioni più svariate; e del resto la storia presenta vari esempi e controesempi in entrambe le direzioni. Io resto dell'idea che il problema in parte sta nella testa di sale in macchina e soprattutto in chi sta sopra e deve gestire la situazione, 

La mia sensazione è che Mercedes, per come è attualmente gestita, con una coppia Hamilton-Alonso rischierebbe anche di perdere il campionato.

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15 ore fa, MauroC ha scritto:

:asd:

Dipende da come la si guarda, dal mio punto di vista, pur non vincendo Ferrari 2010 e 2012 ha massimizzato il suo potenziale, RBR l'ha disperso... basta contare quante volte i rispettivi piloti si sono presi.

Oppure potremmo contare i podi con autoscontro che Mercedes non avrebbe raccolto se avesse avuto avversari più consistenti... :) 

 

O se preferisci possiamo parlare del 2007 :asd: 

Io però parlo sempre del costruttori :asd: nel 2010 la Ferrari per me non ha tirato fuori il suo vero potenziale, è finita anche dietro a McLaren in fondo (e secondo me non era inferiore). Nel 2007... beh :asd::asd::asd: 

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36 minuti fa, The Rabbit ha scritto:

La mia sensazione è che Mercedes, per come è attualmente gestita, con una coppia Hamilton-Alonso rischierebbe anche di perdere il campionato.

 

E' proprio questo il punto, oltre al fatto quella coppia, seppur 10 anni fa e in situazioni diverse, non è stata gestita neanche da Ron Dennis. Uno che, pur con tutti i difetti che aveva era riuscito in qualche modo a frenare gli ardori di Senna e Prost e in precedenza aveva avuto contemporaneamente in squadra Lauda con lo stesso Prost, ancorché più giovane e sempre il Francese con Rosberg padre.

3 minuti fa, AlessioA ha scritto:

Io però parlo sempre del costruttori :asd: nel 2010 la Ferrari per me non ha tirato fuori il suo vero potenziale, è finita anche dietro a McLaren in fondo (e secondo me non era inferiore). Nel 2007... beh :asd::asd::asd: 

Quando c'è una differenza così netta tra 2 piloti della stessa scuderia la domanda su chi rappresenti il reale valore della macchina è praticamente inevitabile.

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Il problema è sempre lo stesso. Cioè se si mettono nella stessa squadra Hamilton e Alonso e la macchina conserva l'attuale vantaggio sulla concorrenza, in Mercedes possono anche dormire tra quattro cuscini perchè tanto vincono lo stesso indipendentemente da chi.

Se invece ti presenti con una coppia del genere e gli avversari sono vicini, il mondiale rischi di perderlo. Come nel 1986. I due piloti si scannano tra loro e danno il via libera al terzo incomodo del team che è subito dietro. Magari il costruttori lo vinci pure, ma come dissi qualche giorno fa, se non vinci il titolo piloti, che hai vinto il mondiale costruttori non se lo ricorda nessuno.

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4 minutes ago, Osrevinu said:

Il problema è sempre lo stesso. Cioè se si mettono nella stessa squadra Hamilton e Alonso e la macchina conserva l'attuale vantaggio sulla concorrenza, in Mercedes possono anche dormire tra quattro cuscini perchè tanto vincono lo stesso indipendentemente da chi.

Se invece ti presenti con una coppia del genere e gli avversari sono vicini, il mondiale rischi di perderlo. Come nel 1986. I due piloti si scannano tra loro e danno il via libera al terzo incomodo del team che è subito dietro. Magari il costruttori lo vinci pure, ma come dissi qualche giorno fa, se non vinci il titolo piloti, che hai vinto il mondiale costruttori non se lo ricorda nessuno.

Credo che a Mercedes non interessi questa logica... O almeno non così tanto...

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Mah non credo. Visto che il titolo che dà prestigio e di cui parlano i tifosi, i giornali, le TV, gli esperti, ecc... è il titolo piloti. Io ricordo perfettamente tutti i campioni del mondo dal 50 ad oggi, sui costruttori faccio fatica a tornare a 20 anni fa.

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1 ora fa, AlessioA ha scritto:

Io però parlo sempre del costruttori :asd: nel 2010 la Ferrari per me non ha tirato fuori il suo vero potenziale, è finita anche dietro a McLaren in fondo (e secondo me non era inferiore). Nel 2007... beh :asd::asd::asd: 

Beh ma la definizione dei ruoli non prevede che mentre la prima guida vince o va a podio, la seconda arrivi a fatica a punti, in teoria lo scopo di uno scudiero ideale è quello di togliere punti agli avversari senza rompere le scatole alla prima guida.

Da spettatore preferisco tutta la vita due galli nello stesso pollaio ma se parliamo di efficacia secondo me non c'è confronto.

Tra l'altro dobbiamo ringraziare se al timone della Mercedes degli ultimi 3 anni non ci sia stato uno Jean Todt, altrimenti avremmo assistito ai 3 mondiali più deprimenti di sempre.

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1 ora fa, Osrevinu ha scritto:

Il problema è sempre lo stesso. Cioè se si mettono nella stessa squadra Hamilton e Alonso e la macchina conserva l'attuale vantaggio sulla concorrenza, in Mercedes possono anche dormire tra quattro cuscini perchè tanto vincono lo stesso indipendentemente da chi.

Se invece ti presenti con una coppia del genere e gli avversari sono vicini, il mondiale rischi di perderlo. Come nel 1986. I due piloti si scannano tra loro e danno il via libera al terzo incomodo del team che è subito dietro. Magari il costruttori lo vinci pure, ma come dissi qualche giorno fa, se non vinci il titolo piloti, che hai vinto il mondiale costruttori non se lo ricorda nessuno.

 

Oddio, dipende. Se il rivale fosse la Red Bull, ed è lo scenario più probabile (per me improbabile in realtà, ma sempre più probabile di Ferrari o altri), quelli sarebbero nella stessa situazione, anche Verstappen e Ricciardo si toglierebbero punti a vicenda. Avremmo una lotta a quattro, non a tre, ed a quel punto è probabile vinca chi ha la macchina un pelo migliore, o chi gestisce meglio la situazione. Per me avere due piloti forti è deleterio solo se perdi la bussola e non sai più gestirli, e una regola di base dovrebbe essere che arrivati a un certo punto di campionato, si stabiliscono gerarchie e si favorisce quello che ha più punti in classifica. Sempre che le circostanze lo richiedano, naturalmente.

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43 minuti fa, Schumy81 ha scritto:

 

Oddio, dipende. Se il rivale fosse la Red Bull, ed è lo scenario più probabile (per me improbabile in realtà, ma sempre più probabile di Ferrari o altri), quelli sarebbero nella stessa situazione, anche Verstappen e Ricciardo si toglierebbero punti a vicenda. Avremmo una lotta a quattro, non a tre, ed a quel punto è probabile vinca chi ha la macchina un pelo migliore, o chi gestisce meglio la situazione. Per me avere due piloti forti è deleterio solo se perdi la bussola e non sai più gestirli, e una regola di base dovrebbe essere che arrivati a un certo punto di campionato, si stabiliscono gerarchie e si favorisce quello che ha più punti in classifica. Sempre che le circostanze lo richiedano, naturalmente.

Concordo... senza offesa eh :D 

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      Williams: la situazione è strana. La posizione di Stroll è incrollabile (con buona pace di chi lo vede già fuori, a maggior ragione se sostituito dal pensionato Rosberg) e l'ex ritirato Massa sembra comunque in buona forma. Ma davvero Massa vorrà proseguire ancora? Mercedes potrebbe imporre uno dei suoi piloti, magari proprio Wehrlein se non dovesse finire nel team ufficiale.
      McLaren: e qui si ride. Vandoorne, appena arrivato come titolare dopo tante fatiche, difficilmente si sposterà da dove è ora. Ben diverso il discorso riguardante Alonso, che pare praticamente certo di lasciare il team a fine stagione se non addirittura a campionato in corso. Improbabile, per chi scrive, un ritorno di Button in queste condizioni di competitività, più probabile che a Woking si peschi altrove: escludendo quella che sarebbe un'incredibile, quanto probabilmente affrettata, promozione di Nyck de Vries dalla Formula 2, potrebbe essere Honda a imporre un suo pilota, verosimilmente quel Nobuharu Matsushita che corre nella categoria cadetta da ormai tre anni come membro del programma giovani della Casa nipponica. Ma la stessa Honda è un punto di domanda, perché McLaren avrebbe tutte le ragioni per non rinnovare il contratto con i giapponesi, e a quel punto la questione piloti diventerebbe ancora più incerta.
      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
      Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare.
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    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
    • By R18
      Dato che già  qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà  circa fino alla fine di questa stagione.
       
      Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre...
       
      Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già  il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno.
      Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte.
      Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota.
      Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà  Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà  in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese.
      McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività  del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo.
      Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà  fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà  in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente.
      Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza.
      Lotus: al di là  delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla.
      Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon.
      Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità  al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà  tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie.
      Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà  la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari.
       
       
      Vediamo cosa succederà  da qui a novembre/dicembre...
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