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Mercato F1 2017


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No infatti, uno che non è forte nel corpo a corpo rischia più facilmente di fare casini quando tenta di fare il duro e per quello che ho visto Bottas non mi è sembrato brillantissimo sotto questo aspetto.

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Fosse stato un fuoriclasse ce ne saremmo già accorti, è senza dubbio un pilota solido e costante, che sbaglia poco (quindi ottimo per fare punti per il Costruttori), ma non un fulmine di guerra. Come non va sottovalutato non va neanche sopravvalutato, dato che in questi anni in Williams ha fatto un lavoro senza infamia e senza lode, nel complesso.

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1 ora fa, Kitt ha scritto:

Tu avresti scommesso che Ricciardo avrebbe asfaltato Vettel nel 2014?

O che Rosberg avrebbe battuto Hamilton in questo 2016?


Specie dopo le precedenti stagioni che avevano vissuto i 4 piloti (vedi 2013 di Vettel e Ricciardo e 2015 di Hamilton e Rosberg)?

Non è mettere le mani avanti, è che troppe volte ho letto di asfaltature preventive poi rivelatesi tutt' altro

Poi oh, se è facciamo come lo scorso campionato (anzi peggio) e chiudiamo il discorso già da ora :asd:

Assolutamente no, tu si invece?

Ricciardo mi ha sorpreso soprattutto per velocità, aveva già mostrato un certo piglio agonistico ma non lo mettevo così in alto. D'altra parte lo trovo tuttora abbastanza indecifrabile, sembra sempre alla pari o poco meglio dei compagni, sia che si chiamino Vergne o Kvyat o Vettel o Verstappen.

 

Rosberg aveva già mostrato pregi velocistici e limiti nel corpo a corpo ma non lo facevo così forte mentalmente.

 

Giusto per capire, se oggi ti dovessi sbilanciare vedresti più un Bottas, magari veloce ma fido scudiero o avversario super cazzuto che farà vedere i sorci verdi ad Hamilton?

 

Io propendo decisamente per la prima ipotesi, tu per la seconda?

 

Aspettare e vedere è troppo comodo, sbilanciamoci un po' che è più divertente :) 

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Non è nella mia indole sbilanciarmi, comunque è più forte la propensione alla prima ipotesi anche se questa rimane una impressione personale che potrebbe anche rivelarsi errata

Per rispondere alla tua prima domanda, nemmeno io mi sarei aspettato un Ricciardo così forte, ma nemmeno un Webber 2.0 perché le situazioni e le variabili che si vanno a creare tra una stagione e l' altra sono moltissime

Ed il fatto di non aver prevalso nettamente sui compagni che ha avuto rientra nel discorso che con queste monoposto le differenze velocistiche tra compagni di scuderie sono livellate

Per il resto la penso esattamente come Davide Hill e The Rabbit

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1 ora fa, Kitt ha scritto:

Non è nella mia indole sbilanciarmi, comunque è più forte la propensione alla prima ipotesi anche se questa rimane una impressione personale che potrebbe anche rivelarsi errata

Per rispondere alla tua prima domanda, nemmeno io mi sarei aspettato un Ricciardo così forte, ma nemmeno un Webber 2.0 perché le situazioni e le variabili che si vanno a creare tra una stagione e l' altra sono moltissime

Ed il fatto di non aver prevalso nettamente sui compagni che ha avuto rientra nel discorso che con queste monoposto le differenze velocistiche tra compagni di scuderie sono livellate

Per il resto la penso esattamente come Davide Hill e The Rabbit

Grazie per aver raccolto il mio invito :up: 

Sulla questione monoposto che poco permettono di fare la differenza sono combattuto, da una parte penso sia vero, dall'altra mi pare che a volte che se ne abusi.

Penso che la situazione sia più o meno la stessa da almeno 20 anni a questa parte... non fanno la differenza finché non arriva qualcuno che la fa, come è stato scritto in questo forum.

 

Il fare la differenza passa anche dalla testa oltre che dal piede, su Daniel mi sto facendo l'idea che sia un pilota che si esalta quando aumenta il livello di sfida o intravede il bersaglio grosso... forse ha la tendenza ad assopirsi quando gli obbiettivi (o gli avversari) non sono troppo interessanti?

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Grazie per aver raccolto il mio invito :up: 
Sulla questione monoposto che poco permettono di fare la differenza sono combattuto, da una parte penso sia vero, dall'altra mi pare che a volte che se ne abusi.
Penso che la situazione sia più o meno la stessa da almeno 20 anni a questa parte... non fanno la differenza finché non arriva qualcuno che la fa, come è stato scritto in questo forum.
 
Il fare la differenza passa anche dalla testa oltre che dal piede, su Daniel mi sto facendo l'idea che sia un pilota che si esalta quando aumenta il livello di sfida o intravede il bersaglio grosso... forse ha la tendenza ad assopirsi quando gli obbiettivi (o gli avversari) non sono troppo interessanti?


Mah, certo che è strano vedere delle qualifiche nella quali i compagni di squadra si "distaccano" di pochi millesimi...e lo si è notato in tantissime occasioni
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14 minuti fa, Kitt ha scritto:

 


Mah, certo che è strano vedere delle qualifiche nella quali i compagni di squadra si "distaccano" di pochi millesimi...e lo si è notato in tantissime occasioni

 

Ad Jerez 97 in 3 hanno fatto lo stesso tempo al millesimo e anche Barrichello, per quanto gregario faceva spesso tempi vicinissimi a quelli di Schumi (e anche meglio a volte), fino all'anno scorso i distacchi tra i ferraristi erano spesso abissali... francamente non vedo tutte queste differenze negli ultimi 20 anni.

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E quelli dei ferraristi di quest' anno? E quelli degli altri piloti di quest' anno e degli anni precedenti? ;)

Poi magari sbaglio, ma io vedo valori troppo appiattiti e non credo che siano tutti allo stesso livello al millesimo o quasi

E non dico nemmeno che sia una situazione figlia di questi ultimi anni...anche se adesso, forse, è più palese visto che vediamo griglie di partenza dove i team hanno le loro 2 vetture nella stessa fila o quasi

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Va beh le qualifiche di Jerez 1997 è praticamente risaputo che siano state pilotate :asd:

Per quanto i distacchi medi di Barrichello non fossero così impietosi (ho fatto due calcoli veloci e ci furono 647 millesimi medi nel 2004), in alcune gare ci furono anche picchi di 8-9 decimi, o anche di più, cosa che ora è inimmaginabile.

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2 ore fa, Kitt ha scritto:

E quelli dei ferraristi di quest' anno? E quelli degli altri piloti di quest' anno e degli anni precedenti? ;)

Poi magari sbaglio, ma io vedo valori troppo appiattiti e non credo che siano tutti allo stesso livello al millesimo o quasi

E non dico nemmeno che sia una situazione figlia di questi ultimi anni...anche se adesso, forse, è più palese visto che vediamo griglie di partenza dove i team hanno le loro 2 vetture nella stessa fila o quasi

Infatti ho detto che è vero, soprattutto quest'anno, soprattutto nella seconda metà del campionato ma non era così nel 2015, nel 2014, nel 2013 ecc... e magari non sarà così nel 2017.

Complessivamente non riesco a dare tutta questa importanza a questo aspetto, alla fine chi deve fare la differenza la fa sempre, tanto di cappello se con scarti minimi.

Una volta mi ci divertivo con queste cose ma non ho più l'età... in ogni caso buttando un occhio alle qualy 2016, i primi 3 team hanno i compagni in posizioni non consecutive in quasi il 30% delle gare, al netto delle penalità ed escludendo guasti o qualifiche pazze tipo Austria, altrimenti si  arriva e forse si supera il 50%.

Se consideriamo gli 1-2 Mercedes, non mi sembrano valori così piatti.

Nota curiosa, ci sono casi come Monaco o Brasile dove pur con distacchi minimi i compagni di 2 team dei primi 3 non sono appaiati in griglia (Brasile addirittura in due RBR separati da 55 centesimi con in mezzo una Ferrari) mentre altri con distacchi oltre il mezzo secondo e posizioni consecutive (tipo Ferrari in UK).

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2 ore fa, The Rabbit ha scritto:

Va beh le qualifiche di Jerez 1997 è praticamente risaputo che siano state pilotate :asd:

Per quanto i distacchi medi di Barrichello non fossero così impietosi (ho fatto due calcoli veloci e ci furono 647 millesimi medi nel 2004), in alcune gare ci furono anche picchi di 8-9 decimi, o anche di più, cosa che ora è inimmaginabile.

Forse nel 2016 dove tra i top team credo non si siano mai superati i 7 decimi di distacco ma nel 2014 (non il 1914), il distacco tra Kimi e Alonso è stato 9 volte superiore ai 7 decimi, 3 volte superiore a 1" (con un picco di 1" e 7) e 4 volte hanno concluso in Q differenti.

In Australia 4 piloti dei primi 10 in griglia avevano il proprio team mate fuori dal Q3.

 

In 10 anni non mi sembra cambiato granché. Vediamo se questo finale di 2016 è stato un episodio o se si confermerà il trend nei prox 2/3 anni... 

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Tornando al 2016, sempre considerando le qualifiche "buone" dei migliori 6, il distacco tra team mate è stato vicino o superiore al mezzo secondo (non meno di 4 decimi) in 13 occasioni su 57 (23%) e si è verificato in 10 gare su 19 (escludendo Austria).

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 Comunque sul paragone tra Rosberg/Ricciardo/Bottas in realtà non sono d'accordo con la premessa di partenza. A mio personale parere, è stato difficile vedere l'abilità di Rosberg o di Ricciardo prima di queste annate di cui parlavate. Mi spiego: Ricciardo (in particolare) guidava un discreto cassone come la Toro Rosso, per cui non si potevano fare grosse previsioni sulle qualità del pilota. Lo stesso Rosberg, prima del 2013, guidava delle vetture tutt'altro che entusiasmanti, e dopo quell'anno ha comunque cominciato a esprimersi a alti livelli e a pestare un po' i piedi a Lewis (se si esclude l'asfaltata dell'anno scorso, ma un anno così può capitare e il suo ex compagno di squadra ne ha avuto uno anche peggiore nel 2011). Bottas ha comunque guidato delle vetture di un certo livello (quest'anno meno, ma negli ultimi due anni era comunque la terza vettura del lotto) ma non è che abbia mostrato pezzi da spellarsi le mani... è molto grigio da questo punto di vista :asd: . Paradossalmente, una scelta come Perez (e mi ripeto, dio ce ne scampi e liberi che gli ci manca solo di vincere campionati a suon di fortuna :asd: ) sarebbe stata più interessante perché il messicano ha anche dimostrato (talvolta) di essere in grado di fare buoni pezzi. Non so, forse lo sottovaluto Bottas, però oggi come oggi la vedo una scelta di comodo che si potrebbe anche ritorcere contro l'anno prossimo.

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Forse nel 2016 dove tra i top team credo non si siano mai superati i 7 decimi di distacco ma nel 2014 (non il 1914), il distacco tra Kimi e Alonso è stato 9 volte superiore ai 7 decimi, 3 volte superiore a 1" (con un picco di 1" e 7) e 4 volte hanno concluso in Q differenti.
In Australia 4 piloti dei primi 10 in griglia avevano il proprio team mate fuori dal Q3.
 
In 10 anni non mi sembra cambiato granché. Vediamo se questo finale di 2016 è stato un episodio o se si confermerà il trend nei prox 2/3 anni... 

Hai pescato, credo, l'unico caso :asd:

Vai giusto a rivedere le ultime qualifiche di Abu Dhabi...
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Neanche a me convince granchè questa storia del "oggi è impossibile fare la differenza con queste vetture", anche perchè è una roba che più o meno sento dire da quando seguo questo sport, e probabilmente la si diceva anche prima. :asd: E' un po' uno di quei mantra che accompagnano costantemente la critica, poi in realtà, oggi come un tempo, i team migliori cercano (e pagano profumatamente) i migliori piloti proprio perchè si augurano ci mettano del loro. Il giorno in cui davvero non sarà più possibile fare la differenza (potrebbe anche arrivare, non lo escludo), sarà il giorno in cui le vetture si guideranno da sole o quasi, a quel punto sulla Mercedes posso salirci pure io e mi vinco tranquillamente due o tre mondiali. :asd:

Edited by Schumy81
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Io non penso che al giorno d'oggi sia difficile per un pilota fare la differenza rispetto ad un altro su queste macchine. È difficile fare la differenza quando la vettura che hai è già al limite della perfezione perchè oltre un certo livello non si può andare. Quindi sarebbe più corretto dire che è più facile fare la differenza, nello stesso team, quando la macchina non è al top e gli esempi si sprecano.

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22 minuti fa, Osrevinu ha scritto:

Io non penso che al giorno d'oggi sia difficile per un pilota fare la differenza rispetto ad un altro su queste macchine. È difficile fare la differenza quando la vettura che hai è già al limite della perfezione perchè oltre un certo livello non si può andare. Quindi sarebbe più corretto dire che è più facile fare la differenza, nello stesso team, quando la macchina non è al top e gli esempi si sprecano.

Questo era il motivo per cui Barrichello teneva bene il passo di Schumacher soprattutto nel 2002 e 2004: essendo la macchina già vicina alla perfezione il talento di Schumacher non faceva la differenza più di tanto e Rubens in quei campionati riusciva ad essergli più vicino

Australia 2016 c'era quella regola assurda quindi non ne terrei troppo conto

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Neanche a me convince granchè questa storIa "oggi è impossibile fare la differenza con queste vetture


Non è che è impossibile...è molto difficile...cosa diversa

Almeno secondo il mio modesto parere

Di certo, non siamo in un' epoca da distacchi importanti...a meno di casi particolari...vedi le annate 2014 e 2015 di Raikkonen (solo lui, perché negli altri team i valori erano ben più appiattiti)
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3 ore fa, The Rabbit ha scritto:


Hai pescato, credo, l'unico caso :asd:

Vai giusto a rivedere le ultime qualifiche di Abu Dhabi...

Ho pescato 10 anni dopo per fare cifra tonda, potrei provare con altre annate ma temo di non avere tutta questa voglia :P 

Giusto per precisare sono convinto anch'io che il 2016 abbia dei casi impressionanti ma ci sono anche molte qualifiche con distacchi oltre mezzo secondo tra compagni di top team e casi come il Brasile dove ci sono 4 piloti incrociati tra loro in meno di 1 decimo.

Per me la questione è un'altra, visto che per fortuna si tratta di competizione tra uomini, il fattore umano con le sue imperfezioni alla fine è sempre determinante nel fare la differenza, nel bene o nel male... e tutto sommato trovo anche esaltante vedere la competizione spinta ad un livello tale da giocarsela sul filo del centesimo.

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      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
      Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare.
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    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
    • By R18
      Dato che già  qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà  circa fino alla fine di questa stagione.
       
      Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre...
       
      Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già  il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno.
      Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte.
      Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota.
      Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà  Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà  in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese.
      McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività  del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo.
      Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà  fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà  in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente.
      Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza.
      Lotus: al di là  delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla.
      Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon.
      Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità  al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà  tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie.
      Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà  la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari.
       
       
      Vediamo cosa succederà  da qui a novembre/dicembre...
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