Mi sembra che entrambe le fazioni siano andate un po' oltre i "track limits".
Hamilton certe contestazioni se l'è meritate tutte. Il suo vedere "fantasmi" dove spesso non ci sono è alquanto fastidioso e l'avere perso un mondiale probabilmente gli darà una regolata. D'altra parte però non vedo come si possa anche solo ipotizzare una regola "ad personam" per permettergli di sostituire motore, cambio o tutto quello che ha sostituito a Spa (manco mi ricordo del tutto), è una cosa fuori dal mondo. Seconda cosa, non vedo quale sia il problema della mancanza di gavetta, se Ron Dennis ha deciso di metterlo sotto contratto già dai kart ci sarà anche un motivo (lo ha fatto anche con Nyck de Vries, quindi mi pare che Dennis presti molta attenzione, in generale, ad alcuni piloti prima ancora che questi arrivino a correre in formula). E direi che non ci ha nemmeno visto così male. Gli anti-Hamilton stanno diventando come gli anti-Alonso nei primi anni in Ferrari, aggrapparsi ad ogni cosa pur di dare contro. Bello è anche il discorso del paraculo: Hamilton col casco verdeoro a Interlagos è il demone, Rosberg che intona "7 Nation Army" sul podio di Monza chissenefrega
Dall'altra parte, però, dobbiamo riconoscere dei meriti a Rosberg, sui quali tornerò tra poco. Anche qui mi riaggancio al discorso "gavetta", perché associarlo a Rosberg è una panzanata colossale: Rosberg ha corso tutte le formule propedeutiche prima della GP2 col team del padre, alla guida di ottime macchine (in Formula 3 c'era il supporto di Opel) con le quali, inutile girarci attorno, oltre alla Formula BMW tedesca non ha vinto nulla; ha vinto (a fatica) la GP2 con il team migliore e poi ha debuttato in Williams, che a mio modesto parere ben poco ha a che fare con una "gavetta" perché fino a due anni prima con Montoya e Ralf Schumacher vinceva, la pochezza della macchina stava essenzialmente nel motore (Cosworth prima e Toyota poi). La gavetta, per me, è Senna che corre con la Toleman, Hill al volante della derelitta Brabham, Alonso che si fa un anno in Minardi e poi uno da tester, Vettel con la Toro Rosso che prima del suo arrivo era un team da fondo classifica. I meriti di Nico cominciano però qui: il fatto di correre con il team di famiglia, spesso, può portare un pilota a "sedersi", citofonare Marco Andretti per esempio, ma Rosberg è stato molto molto bravo applicandosi e impegnandosi per migliorare (cosa che il suddetto Andretti si è guardato bene dal fare, peggiorando di anno in anno) di gara in gara una volta fuori dall'"ovile". Per quanto, a mio parere, rimanga comunque un pilota come ce ne sono tanti, bisognerebbe evitare di dare merito solo ad un suo ipotetico fondoschiena, perché bisogna dargli atto di avere compiuto un lavoro eccelso su sé stesso, cosa che non è da tutti perché richiede anche una bella forza di volontà e uno spirito di sacrificio non indifferente.