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Il futuro di Monza


alessandrosecchi
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Si un bel gp a roma, tra strade dissestate, venditori ambulanti e qualche bel suk, il tutto con la possibilità  che con 5 minuti di pioggia manco con le vecchie monsoon si riesca più a girare.

 

Fra l'altro il GP di Roma si è davvero corso in mezzo alle strade cittadine tra il '25 e il '32 (il layout non fu sempre lo stesso).

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4 marzo 2015 - Ad oggi, il decreto che prevede il salvataggio del Gran Premio di Monza non è ancora divenuto operativo. Il futuro dell’evento è a forte rischio.

Non c’è pace per il Gran Premio di Monza. L’emendamento, con cui il Governo avrebbe consentito alla Regione Lombardia di staccare un assegno di 20 milioni di euro per l’Autodromo, si è arenato. Non ve n’è traccia né nelle Legge di Stabilità  né nel Milleproroghe. La Sias, la società  che gestisce l’impianto e che è in trattativa con Bernie Ecclestone per il rinnovo dell’appuntamento italico del Circus, ha di che essere allarmata

PHOTO4_535109-436x291.jpgPer il Andrea Dell’Orto, presidente Sias, si tratta di un fatto grave, come riporta online il quotidiano di Monza e Brianza, Il Cittadino. â€œGli ultimi decreti erano perfetti per l’inserimento dell’emendamento, ora voglio capire per quale motivo non si sia fatto nulla. Non so se sia un problema tra Regione e governo, ma si deve fare chiarezza. Anche perché si trattava di un emendamento a costo zero. Gli investimenti della Regione sarebbero stati cruciali, anche per sbloccare investimenti da 100 milioni da parte dei privati, che avrebbero creato occupazione e rilancio. L’area di autodromo, Parco e Villa è un asset di rilevanza nazionale. Ora mi auguro solo che ci sia un chiarimento con Regione e governo per trovare una soluzione, perché se c’è la volontà  c’è tutto.â€

“Siamo alla quarta bocciatura, è inammissibile, è un problema politico perché il provvedimento non ha nessun costo per il Governo“, ha aggiunto Dell’Orto in un comunicato ufficiale dell’Autodromo brianzolo. “Non voglio pensare che ci sia qualcuno che abbia interesse ad ostacolare lo sviluppo dell’Autodromo e voglia interrompere una tradizione che segna la storia dell’automobilismo in Italia dal 1922, quale è il Formula 1 Gran Premio d’Italia a Monzaâ€.

“Penso alle risorse che la Regione ha messo a disposizione per il bene del territorio, che al momento non possono essere utilizzate per valorizzare, migliorare ed implementare il circuito con una vera riforma strutturale, radicale e concreta. Vorrei chiarezza in questa vicenda che dal 20 novembre ad oggi continua a rimandare il vero rinnovamento dell’Autodromo, un asset non solo regionale, ma nazionale per un prodotto MADE IN ITALY famoso e riconosciuto in tutto il mondo. Non abbiamo più tempo, ora il Governo deve fare la sua parteâ€.

Ben più duro è il commento di Paolo Grimoldi, primo firmatario dell’emendamento. â€œNon arrivano i soldi per incapacità  e menzogna del Governo. Non abbiamo chiesto un centesimo, avrebbero solo dovuto ratificare qualcosa di burocratico. àˆ intollerabile che il governo ci abbia preso in giro per la quarta volta. àˆ intollerabile che il governo sia contrario al Gran premio d’Italia. àˆ evidente come non solo non sia intervenuto ma abbia boicottato il salvataggio di Monza.â€

 
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Formula 1 > News F1 > Si arena ancora il decreto salva-Monza
Si arena ancora il decreto salva-Monza Andrea dell'Orto chiederà  un incontro col Premier, Renzi  
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Non c’è veramente pace per l’Autodromo di Monza. L’obiettivo primario della struttura brianzola è quello di non perdere il Gran Premio d’Italia di Formula 1 e il contratto in scadenza con Bernie Ecclestone, e le minacce di quest’ultimo di privare la struttura del suo appuntamento principe. Dopo una prima chiusura da parte del Governo e la conseguente riapertura, avvenuta anche per mano del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, l’emendamento che avrebbe dovuto consentire la defiscalizzazione dell’investimento sull’Autodromo alla Regione Lombardia si è arenato.

La bocciatura, avvenuta nella mattinata di ieri, ha indubbiamente allarmato la Sias, la società  che gestisce il circuito e che sta gestendo il rinnovo con la Formula 1, e gli appassionati che, vedono sempre più concreto la possibilità  che il Circus iridato su allontani da uno degli impianti che hanno fatto la storia della Categoria. “La battuta d’arresto toglie risorse all’impianto e blocca di fatto il progetto di integrazione tra Villa Reale, Parco e autodromo – ha sottolineato il Presidente, Andrea dell’Orto - Credo che, dopo le numerose negazioni, si tratti solo di una questione politica perché stiamo parlando di un’operazione che al Governo non costerebbe un euro. Chiederò un incontro con Matteo Renziâ€, ha concluso.

Eleonora Ottonello
@lapisinha

 

da http://www.formulapassion.it/2015/03/f1-salva-monza-bloccato-gp-ancora-rischio/#comment-378230

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a me un troglodita tatuato della sicurezza strappò dal collo un accredito stampa , giusto perchè gli andava di farlo.

un motivo in più per non andare a spendere 300 € per una corsa. 

 

Uno di quelli a cui la scorta della Fornero ha spianato la pistola in fronte ?  B-)

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“Monza è un monumento: va salvatoâ€
“Monza è come San Siro. Riuscite ad immaginare un campionato di Serie A senza partite nella Scala del calcio? Ecco questa Formula 1 che fatica a mettere insieme venti macchine, che soffre una costante emorragia di sponsor e pubblico e non sa esattamente quale sia la ricetta giusta per rilanciarsi, rischia dal 2017, dopo la scadenza dell’attuale contratto con Ecclestone, di rinunciare a Monza. [...]Insomma Monza è leggenda. Ma questo non basta a salvarla dai colpi di piccone delle regole del mercato: domanda e offerta. Perché, anche se in crisi, la F.1 resta un bel biglietto da visita per Paesi che vogliono conquistarsi una vetrina mondiale e dunque i pretendenti non mancano mai alla porta di Ecclestone. Comprensibile che Bernie la apra, pressato da team sempre più bisognosi di risorse. Così come è logico che, ricevendo offerte stratosferiche, giochi al rialzo con le piste storiche, considerato che più di 20-22 gare in calendario non ci possono stare. Lo ha fatto anche con Monza che presa alla sprovvista, dopo l’uscita di scena della vecchia dirigenza spazzata via dalle inchieste giudiziarie, si è spaventata ed è corsa a chiedere soccorso alle istituzioni, legando però così il proprio destino ai giochini e alle ripicche di un mondo politico che pare in permanente campagna elettorale e dove la necessità  di fare sistema viene sempre posposta ai propri interessi di parte. [...] Per fortuna di Monza, Ecclestone sa bene che se il suo prodotto ha ancora uno straccio di appeal è merito, oltre che della Ferrari, anche di piste leggendarie e alla fine una soluzione la troverà â€œ.
Andrea Cremonesi, Gazzetta dello Sport

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Dipendesse da me straccerei il contratto immediatamente, vediamo se è monza ad aver bisogno della F1 o quel vecchio rincoglionito ad aver bisogno di monza. Probabilmente la prima, ma vuoi mettere la soddisfazione di sputtanarlo? tanto è questione di tempo in ogni caso.

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05.03.2015, 17.30 | Osservatorio
F1 | Salva-Monza, divampa lo scontro politico

5 marzo 2015 – Tiene banco la polemica dopo la decisione della commissione Finanze e Attività  produttive della Camera di dichiarare non ammissibile il cosiddetto “salva-Monzaâ€.

Photo4srl_535517-436x291.jpgLa parola fine non è ancora stata scritta, la volontà  del Governo di trovare una soluzione era stata espressa dal ministro Poletti e ribadita da diversi esponenti della maggioranza, ma da Regione Lombardia arrivano parole severe: “Se il Governo continua su questa linea, dimenticandosi totalmente di Monza e del nostro Autodromo, è evidente che la volontà  è quella di impedire un investimento da parte della Regione per salvare il Gran Premio d’Italia“, ha dichiarato l’assessore alla Casa, Housing Sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese di Regione Lombardia, Fabrizio Sala. “Renzi a questo punto ci dica chiaramente qual è il problema: non vuole più il Gran Premio d’Italia o semplicemente non lo vuole a Monza?â€. Sempre dalla Regione Lombardia, è intervenuto anche l’assessore regionale allo Sport, Antonio Rossi, citato da il Giornale: “Se il presidente del consiglio e il governo continuano a ignorare il problema dell’Autodromo e non autorizzano la defiscalizzazione dell’investimento, è inevitabile che il presidente Maroni e Regione Lombardia si tirino indietroâ€.

Photo4srl_635213-436x291.jpgRegione Lombardia ha infatti messo sul tavolo 20 milioni di euro, ma senza l’approvazione del provvedimento – inteso a concedere la neutralità  fiscale all’intervento della Regione e respinto perché non conterrebbe â€disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del DL†– l’investimento è a serio rischio. â€œSono molto delusoâ€, le parole del presidente Maroni, citato dalla Gazzetta dello Sport. “Quanto è accaduto è incomprensibile e vanifica la riqualificazione del Parco. Tutto ciò fa pensare che qualcuno stia lavorando per portare il GP al Mugelloâ€. Un’ipotesi che però viene esclusa da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci: “Ho parlato con Renzi e l’impressione è che abbia a cuore il problema e non ci sia alcun progetto per il Mugelloâ€, riporta sempre la Gazzetta. “Il rischio vero è un altro: quello di trovarsi in una situazione simile a quella della Germaniaâ€.

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Ad assicurare l’impegno del governo, respingendo gli attacchi arrivati dalla giunta regionale e dal deputato leghista promotore dell’emendamentoPaolo Grimoldi, ci ha pensato il deputato pd brianzolo Roberto Rampi: â€œCome è evidente dagli atti non c’è stato nessun voto in commissione, nessun parere del Governo, nessuna bocciatura politicaalla proposta di defiscalizzare la condivisione tra enti pubblici della proprietà  di immobili di proprietà  pubblica, bensì una valutazione degli uffici della commissione sull’ammissibilità , peraltro con un’evidente fondatezzaâ€, riporta il Cittadino di Monza e Brianza. â€œLa volontà  politica del Governo e della maggioranza a sostegno della proposta è chiara. Il governo si è speso e si sta spendendo. Esistono delle regole e gli interventi si fanno nel rispetto delle regole. L’emendamento, analogo a uno da me presentato, chiede di azzerare l’imposta immobiliare sui passaggi di proprietà  a costo zero tra enti pubblici, che nel caso di Monza, grazie all’ingresso nella proprietà  del parco di Regione Lombardia, agevolerà  iniziative e investimenti a sostegno del Parco e dell’Autodromo nazionale. Continuare a fare di questa proposta uno strumento di propaganda e di attacco al governo Renzi nuoce gravemente al progetto comune. Dobbiamo continuare con pazienza il lavoro avviato, sapendo che l’impegno aiuta, le sparate noâ€.

 
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  • 4 weeks later...
28/03/2015 06:01
Ecclestone gela l’Italia «Gp di Monza a rischio» «A Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania». Bernie Ecclestone, boss del mondiale di Formula 1, gela l’Italia evocando la cancellazione dal calendario del Gp. Il circus sembra...
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«A Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania». Bernie Ecclestone, boss del mondiale di Formula 1, gela l’Italia evocando la cancellazione dal calendario del Gp. Il circus sembra destinato ad allontanarsi progressivamente dall'Europa, come dimostra anche l’annullamento del Gp di Germania inizialmente programmato per luglio. I problemi finanziari del Nuerburgring hanno portato alla cancellazione della corsa, che non verrà  trasferita ad Hockenheim. «Per le Olimpiadi, i Mondiali di nuoto e i Mondiali di atletica si è disposti a spendere tanti soldi», ha detto Ecclestone a un sito tedesco. Il Gp d'Italia rischia di fare la stessa fine? «A Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania».

A quanto pare, il Nuerburgring non è stato in grado di versare i 15 milioni di euro necessari per far parte del calendario iridato. Una somma non astronomica, dice Ecclestone, se paragonata alle cifre che un paese come la Germania ha dimostrato di poter investire per altre manifestazioni sportive. In realtà , al di là  delle difficoltà  in cui si trovano autodromi storici, è l'intero sistema che va ripensato. «Da anni ripariamo una casa vecchia e questo è sbagliato. Sono un po’ frustrato e deluso perché siamo arrivati a questo punto. Abbiamo bisogno di nuove regole, ma i team devono essere d'accordo». Questo, però, succede «solo se la situazione non danneggia i loro interessi. Non possiamo aspettarci ora che la Mercedes giudichi negativamente le regole sui motori». Il contenimento dei costi è un tema che torna alla ribalta. «Abbiamo bisogno di ridurre quelli relativi ai motori. Io, poi, potrei vivere anche senza telemetria».

La Red Bull ha prospettato l'ipotesi di abbandonare la Formula 1. Ecclestone non appare turbato: «Se uno non vuole rimanere, non si può mica forzare».

Redazione online

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Ecclestone: "Monza? Può finire come in Germania" Il boss della F.1 gelido sui destini del GP d'Italia: "Può succedere quello che è successo con Nurburgring ed Hockenheim. Da anni cerchiamo di riparare una casa vecchia e sono deluso: servono nuove regole, ma sono i team che devono volerle"

 

"A Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania". Bernie Ecclestone, boss della F.1 è gelido sul futuro del GP d'Italia. Il circus sembra destinato ad allontanarsi sempre più dall'Europa, come dimostra la cancellazione del GP di Germania, legati ai problemi finanziari del Nuerburgring che hanno portato all'annullamento della corsa, che non è stata trasferita ad Hockenheim.

INVESTIMENTI â€” "Per Olimpiadi, Mondiali di nuoto e di atletica si è disposti a spendere tanti soldi - dice Ecclestone al sito AutoMotorSport - . A Monza potrebbe succedere quello che sta capitando in Germania". A quanto pare, il Nurburgring non è stato in grado di versare i 15 milioni di euro necessari per far parte del calendario iridato. Una somma non astronomica, dice Ecclestone, se paragonata alle cifre che un paese come la Germania ha dimostrato di poter investire per altre manifestazioni sportive. 
SI DEVE CAMBIARE â€” "Da anni ripariamo una casa vecchia e questo è sbagliato - prosegue Bernie -. Sono un po' deluso perché siamo arrivati a questo punto. Abbiamo bisogno di nuove regole, ma i team devono essere d'accordo - ha detto Ecclestone - e questo, però, succede solo se la situazione non danneggia i loro interessi. Non possiamo aspettarci ora che la Mercedes giudichi negativamente le regole sui motori. Abbiamo poi bisogno di ridurre quelli relativi ai motori. Abbiamo propulsori con una tecnologia meravigliosa. Ma ne abbiamo davvero bisogno? La Red Bull dice che possiamo andare avanti senza le gallerie del vento. Perché non pensarci".
SULLA RED BULL â€” Proprio la Red Bull ha agitato il Circus, con la dichiarazione di Mateschitz che ha bocciato l'attuale quadro regolamentare e prospettato l'ipotesi di abbandonare la F.1. "Molte persone dicono un sacco di cose senza pensarci prima, ma se uno non vuole rimanere, non si può mica forzare..".
da http://www.gazzetta.it/Formula-1/27-03-2015/formula1-ecclestone-monza-puo-finire-come-germania-110256927250.shtml
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  • 1 month later...

 A Monte Carlo si terrà  un incontro per decidere il futuro del Gp d’Italia. Tutti d’accordo, piloti e fan, Monza non si tocca. Ma sorgono preoccupazioni sul futuro dell’autodromo nostrano. Anche Alonso, in Spagna, parlando delle sorti del gran premio disse: “Penso che sia una delle gare più belle dell’anno. Il podio è fantastico, con tutti i fan sul rettilineo. E’ la casa della Ferrari è troppo importante per la Formula 1â€. Ecclestone alla Gazzetta dello Sport poco tempo fa aveva dichiarato che a Monza erano state applicate le stesse condizioni economiche di tutti i Gp Europei, 20M di € a Gran Premio: “E’ molto semplice. Due anni fa ho stipulato un accordo con una delle persone che oggi non è più coinvolta… Tutto fatto, tutto a posto, ci siamo stretti la mano, ma dopo il meeting non è successo nulla. C’è un contratto per il 2015, ma non per la prossima stagione…†Questione di soldi, stesso problema che ha costretto al ritiro gli organizzatori del Gp di Germania con un annuncio del World Motor Sport Council - “L’organizzatore non ha raggiunto un accordo con chi detiene i diritti commerciali†- che ha lasciato di sasso gli appassionati che aspettavano l’evento tedesco per vedere in pista le Mercedes ed il pilota di casa, Vettel sulla Ferrari. Ma se lo Strategy Group e la F1 Commission sono alla continua ricerca di espedienti per ridare entusiasmo a questo sport, non sarebbe opportuno, in quelle 4/5 ore di meeting, elaborare un piano economico per far fronte all’attuale stato di crisi globale piuttosto che cancellare dal calendario i luoghi che hanno reso la F1 storia? “…E’ vero, Monza è parte della storia della F1, ma devono pagare.†Dice il boss.

 

fonte: RaiSport fb

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21.05.2015, 10.15 | Zoom
F1 | A Monte Carlo in gioco il Gran Premio d’Italia

21 maggio 2015 – A Monte Carlo si gioca la non facile partita sul futuro del Gran Premio d’Italia a Monza: Ivan Capelli nel ruolo di presidente Aci Milano al tavolo della trattativa con Bernie Ecclestone.

Freschi di nomina, Ivan Capelli con il presidente Sias Andrea Dell’Orto, accompagnati dal ministro Maurizio Lupi, lo scorso settembre a Monza avevano la faccia abbastanza distesa in occasione del loro primo incontro al paddock con il numero uno della Fom, per quanto consci che l’occasione della riunione per discutere il rinnovo del contratto del Gran Premio d’Italia nel Tempio della Velocità  oltre il 2016 non fosse una passeggiata. La distanza da colmare tra Autodromo e Ecclestone era nota da tempo: una decina di milioni di Euro quale aumento dell’impegno annuale verso la Fom. La nuova dirigenza dell’Aci Milano e della Sias ne avevano preso atto, in un momento difficile per le casse delle istituzioni che avevano sottoscritto il contratto valido fino al 2016, per quanto il ministro Lupi avesse garantito â€œtutto l’appoggio necessario†da parte del Governo Renzi.

Monza-GP-Italia-1955-Sopraelevata-FangioNelle prossime ore il nuovo incontro, pare decisivo, nel Principato monegasco tra Ivan Capelli e Bernie Ecclestone. Chi ha visto l’ex pilota della Ferrari, conferma che questa volta la sua faccia era tutt’altro che distesa. Il rischio che Monza debba dire addio alla gara motoristica più importante d’Italia è elevato: non ci sarebbero le condizoni economiche necessarie per soddisfare le pretese avanzate dal patron della Fom, sin dal 2013, al presidente Aci Milano dell’epoca Carlo Edoardo Valli e a Roberto Maroni quale massimo esponente della Regione Lombardia. â€œSe hanno i soldi li portinoâ€, ha sentenziato un Ecclestone disponibile a parole, ma rigido nella difesa delle proprie pretese, forte della “domanda†di Gran Premi da parte di altri paesi, perlopiù emergenti e senza la minima tradizione nel motorsport, altrimenti â€œse le condizioni discusse non saranno confermate, accadrà  come in Germania: non ci sarà  la corsaâ€, è stata la gelida conclusione di Mister B.

Surtees-GP-Italia-1967-Honda.jpgI valori economici esatti non si conoscono, sarebbero segreti, tutelati da una precisa clausola contrattuale pretesa, pare, da Ecclestone, quindi il condizionale è d’obbligo. L’esborso annuale previsto sino a tutto il 2016 in favore della Fom dovrebbe aggirarsi attorno ai 16 milioni di Euro, oltre agli introiti derivanti dallo sfruttamento esclusivo di tutti gli spazi pubblicitari lungo il tracciato e dalle aree destinate al Paddock Club. Praticamente all’Autodromo restano gli incassi dalla vendita dei biglietti e dal noleggio dell’unica area disponibile non occupata dal Paddock Club, la palazzina Sassoli. Dal 2017 in poi la richiesta di Ecclestone riserverebbe a Monza sostanzialmente il solo incasso dei biglietti, che tradotto in Euro, per il circuito brianzolo significherebbe un esborso attorno ai 25/26 milioni, cifra impossibile da raggiungere con i soli introiti del pubblico pagante.

Monza-GP-Italia-1988-Ferrari.jpgIndiscrezioni raccolte da fonti attendibili, disegnano uno scenario per il futuro del Gran Premio d’Italia a Monza condizionato da una parte dalla pesante situazione economica dell’Autodromo ereditata da Ivan Capelli, dall’altra di un possibile intervento della Regione Lombardia disponibile a garantire il sostegno dei 10 milioni necessari, ma, a quanto pare, costretta a chiedere apposita approvazione al Governo di Roma il quale non sarebbe propenso a concederla. Nonostante Matteo Renzi abbia definito â€œsuperata†la crisi economica e occupazionale del Paese, il futuro del Gran Premio d’Italia nel “Tempio della velocità â€ potrebbe concludersi amaramente con l’edizione numero 86, quella del 2016, “superato†dall’Azerbaijan o da chissà  quale altro paese disposto a soddisfare completamente le condizioni pretese da Bernie Ecclestone, attento difensore degli interessi e dei valori storici della Formula 1.

 

da http://www.formulapassion.it/2015/05/f1-monte-carlo-gioco-il-gran-premio-ditalia/

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  • 5 weeks later...

Appeal, fondamentalmente. Un ragazzo oggi diceva di uno studio secondo il quale nella fascia di età  tra i 18 e i 30 gli interessati alla F1 sono circa il 15%, quando vent'anni fa erano ben oltre il 50%

Quindi dici che oltre ai problemi economici dell'autodromo non ci sia nemmeno una reale volontà  di cercare un accordo?

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Quindi dici che oltre ai problemi economici dell'autodromo non ci sia nemmeno una reale volontà  di cercare un accordo?

 

L'impressione che ho avuto io è che in realtà  sappiano già  che la partita è persa, principalmente perché non è possibile soddisfare le richieste. Poi è ovvio che pubblicamente non si possa dire che non c'è nulla da fare e si cerchi di tergiversare. Ma diciamo che ho sentito più di una persona chiedersi se, comunque, varrebbe la pena spendere tutti quei soldi per uno sport che ormai non attira più come prima.

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L'impressione che ho avuto io è che in realtà  sappiano già  che la partita è persa, principalmente perché non è possibile soddisfare le richieste. Poi è ovvio che pubblicamente non si possa dire che non c'è nulla da fare e si cerchi di tergiversare. Ma diciamo che ho sentito più di una persona chiedersi se, comunque, varrebbe la pena spendere tutti quei soldi per uno sport che ormai non attira più come prima.

àˆ il discorso che si faceva anche per le televisioni. Sarà  interessante vedere se Sky mollerà  ancora 60 milioni all'anno quando è evidente che l'attuale Formula 1 non vale tutti questi soldi

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