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Showing content with the highest reputation on 04/26/16 in messaggi

  1. Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo -- La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo. L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne. In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni. Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA. Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato. Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari. Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate. Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors. Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito, in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta. Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato. La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito." Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura. Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond. Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy. La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes. Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara. Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere. L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
  2. Gli onboard sono molto "sintomatici". Le vetture odierne sono molto prestazionali, molto veloci, ma se guardo un onboard di qualche anno fa (e parlo, appunto, di quelli del 98 che avete postato... senza scomodare, quindi, quelli degli anni 80 o primi anni 90) la mia personalissima impressione è che fare il pilota, su quelle macchine, era davvero un qualcosa di speciale. Non che oggi non lo sia altrettanto, e chiaramente non ho la cognizione di dire se queste vetture sono più facili o più difficili di quelle... Ma l'impressione visiva era di un cavallo imbizzarrito pronto a disarcionarti in qualsiasi momento. Oggi è tutto molto più "lineare" e l'impressione è di "minor velocità" (e invece vanno anche di più). E, ripeto, senza stare a scomodare onboard degli anni 80 (certi giri di Senna a Monaco, tanto per citare un esempio) in cui vibrava tutto, compreso ogni singolo bullone o vitarella della macchina e, anche, i peli del culo di chi semplicemente guarda il video seduto su una sedia...
  3. A 53 anni Mario Andretti era ancora protagonista in CART. A 57 anni AJ Foyt finiva nei dieci alla 500 Miglia di Indianapolis. Ed era messo ben peggio di Lauda. Lauda si è semplicemente reso conto che aveva detto una cazzata, il problema è che poi è andato avanti a dirne e ne dice tuttora.
  4. Sì infatti quando Lauda ha provato una di quelle Formula 1, l'anno dopo, è riuscito a malapena ad uscire dai box.
  5. Concordo, 20 anni fa si parlava di assenza di spettacolo, supremazia prima McLaren poi Williams eccetera. Ma lo sport automobilistico in sé era spettacolare per quanto riguarda le difficoltà di guida, l'imprevedibilità delle rotture, la pericolosità eccetera; le macchine poi erano bellissime astronavi provenienti dal futuro, ognuna con caratteristiche differenti e peculiari, i piloti erano uomini veri, alcuni provenienti da un passato lontanissimo (per me), tipo Patrese, proveniente dalla notte dei tempi, dagli oscuri anni '70.. E, sono sicuro, nessuno aveva troppa nostalgia del passato, di certo non al livello di quanto si percepisce oggi. Il futuro ancora esisteva, nulla era appiattito al presente come oggi. Del periodo attuale non sopporto, rifiuto, aborro l'aura di artificiosità, di video-game, che parte dal simulatore per finire al DRS, e l'assoluta incapacità e assenza dei vertici, ormai diventati fastidiose appendici pronte solo a rompere le scatole con regolamenti bizzarri e astrusi.
  6. Io so solamente che per colpa di qualcuno si è perso il senso di questo meraviglioso thread, sta diventando un coacervo di repliche. Date retta a Giovanni per piacere, prima che tutto degeneri.
  7. ho letto un paio di cose che...brrrrr...per fortuna che non mi collego spesso. Beh godetevi Michael!
  8. Aggiungerei anche questo, se posso
  9. "Avere i debiti e non pagarli....è come non averli" (cit. Ivone Pinton).
  10. Io ricordo che Schumacher, su una vettura progettata per superare i 300 km/h disse: "Arrivato a 150 km/h, ebbi paura: temevo che mi sarebbe scoppiato tutto in faccia". Per quanto riguarda Hakkinen, lui sì che andò più piano:
  11. Prova a sentire Hakkinen e Schumacher quando guidarono la Mercedes '39.
  12. Se l'anno prossimo corrono il 23 aprile (il che significherebbe ponte col 24 e 25) o il 30 (ponte col 1° maggio) sono praticamente sicuro di tornare. Se è in altra data la questione diventa più complicata, perché purtroppo ci vogliono sempre tra le tre ore e le tre ore e mezza per tornare a casa (quest'anno tra il fatto che siamo stati in autodromo fino alle 7, l'aver riaccompagnato a Milano l'amico che mi ha ospitato per la notte e la pioggia che ha rotto i maroni sono tornato a casa alle 23:30)
  13. Anche Fisichella, che tra parentesi ho avuto il piacere di incontrare a Monza.
  14. Vabbè, ma a correre sugli ovali son capaci anche i macachi
  15. Se poi gli date soddisfazione, è chiaro che lui ci sguazza. Chissà perchè cita tutti tranne me. Boh?
  16. a cominciare dalla grafica del casco
  17. Si, però mi fa specie che piloti che si sono costruiti la carriera in funzione della F1, con la consapevolezza di ciò che è la F1, scoprano improvvisamente il Sacro Graal del pilotaggio oltreoceano. Le monoposto americane sono sempre state più spartane delle nostre, non è una novità e mi rifiuto di credere che Aleshin & c. non lo sapessero anche prima.
  18. a me ride il culo, Senna quando esordì nel 1984 era 60 kg e si fece un culo tanto per arrivare a 70 kg, per aumentare di forza e massa senza compromettere la funzione aerobica. Schumacher nel 1994 era 75 kg. Se un pilota può avere il fisico di un fantino significa che queste F1 non sono stressanti fisicamente rispetto a quelle passate, Mansell e Schumacher avevano braccia da pugile. Ho visto Petrucci ospite a Monza dalla Red Bull era molto più grosso di Kvyat e Ricciardo che sembravano ragazzini con problemi si salute mentre Petrucci aveva un fisico perfetto da atleta, mai successo in passato che un pilota di F1 fosse più piccolo muscolarmente di un centauro. Webber definì anche che per lui scendere sotto i 75 kg sarebbe stato molto stupido.
  19. Maldonado si però. E infatti manca moltissimo alla gggente gggiovani
  20. Una merda immane, ma fesso io ad aspettarmi qualcosa di decente. Avevo comprato i primi e non ho nemmeno perso tempo a scaricarmi i rimanenti.
  21. IPO: Ferrari in borsa a 52 dollari per azione - MilanoFinanza.it Ferrari in Borsa, cinque grane per Marchionne Ferrari avrà 1,9 miliardi di debiti - Il Sole 24 ORE Wall St. su dell'1,87%, Ferrari macina un altro 3,4% - MilanoFinanza.it Ferrari, le banche esercitano la greenshoe e Fca incassa in tutto 982,4 milioni - MilanoFinanza.it Ferrari, forte calo in Borsa sui primi report - Il Sole 24 ORE IPO Milano: Ferrari: sul titolo non si paga la Tobin Tax - MilanoFinanza.it Fca, addio a Ferrari con ribasso - MilanoFinanza.it Completata la separazione tra Fca e Ferrari - Il Sole 24 ORE Ferrari romba a Piazza Affari - MilanoFinanza.it Titolo al ribasso: Ferrari in forte calo sui target 2016 e sul debito - MilanoFinanza.it Fca e Ferrari sotto pressione dopo indagine negli Usa - MilanoFinanza.it Ferrari, Standard Ethics vede debolezze a livello di governance - MilanoFinanza.it Kepler non sale sulla Ferrari - MilanoFinanza.it Ferrari's fourth-quarter profit plunges 44% - MarketWatch Bond: Bond Ferrari entro metà 2016, un anno per un azionariato stabile - MilanoFinanza.it Ferrari senza debito nel 2019, nuovo bond da mezzo miliardo di euro - MilanoFinanza.it Collocato il primo bond targato Ferrari: i dettagli su quantità e prezzo - Il Sole 24 ORE Ferrari: obbligazione 1,50% scadenza 2023 - MilanoFinanza.it Produzione: Ferrari, aumento graduale della produzione in futuro - MilanoFinanza.it Marchionne, Ferrari mai via da Modena - MilanoFinanza.it Ferrari tra i cinque marchi più “autenticamente” italiani - Il Sole 24 ORE Ferrari Land aprirà anche in Cina - MilanoFinanza.it
  22. Aggiungo solo un particolare, a margine... Fermo restando quanto scritto in precedenza, se vedo un onboard odierno, penso che lo potrei fare anche io (per "scherzo", ovviamente... In "soldoni" non è assolutamente così... non c'è nemmeno bisogno di dirlo). Se vedo il video del 1998, invece, decisamente no. Non potrei pensarlo nemmeno per scherzo... Parere personale, ovviamente, frutto di semplici estemporanee (e fantasiose, lo ripeto) sensazioni "a pelle" dettate dalla visione di entrambi i video...
  23. Col vestito che hai in firma?
  24. E non te la dirà mai, perchè non gli interessa. A lui interessa soltanto essere al centro dell'attenzione, come fa su twitter. Se lo ignorate, prima o poi si stancherà.
  25. Pensa che sto ancora aspettando la risposta alla domanda "Che cos'è per te la F1?"
  26. In testa c'era Coulthard che vinse. Ma siamo in Amarcord?
  27. Albi, mi pare che fosse 2° al momento del ritiro...
  28. Oddio, questo non lo so, ma credo che porcherie come quella di Spa non siano successe neanche a Mazzacane
  29. Certo, ma anche per lui la CART fu l'ultima spiaggia, e aveva 30 anni.
  30. ...e non so perché mi ha tagliato in 2 il post. Vabbè. Ecco il seguito ....visionato centinaia di ore di filmati riguardanti la storia delle competizioni automobilistiche. Ho avuto modo di sviluppare, ad esempio, una notevole opinione di gente come Servoiz - Gavin e Nilsson. Però proprio per quello che ho scritto pocanzi non posso andare a sindacare con uno che si è visto live la stagione 1977 ad esempio, se quello era meglio di quell'altro o se le gare facevano schifo. E lascia perdere i dvd della Gazzetta. Nonostante l'immane patrimonio video a disposizione, è roba che vale meno di zero Un conto è avere una opinione personale. Un altro è fare del revisionismo storico. E se tu scrivi che segui la Formula 1 dal 1997 capisci bene che l'incongruenza è tanto elementare quanto evidente.
  31. Mi sa che non avete mica capito. Mallya usa la F1 come lavatrice o come scarico dei debiti delle proprie aziende, come un qualsiasi presidente di squadre di calcio.
  32. La tauromachia è uno spettacolo diffuso, specie in tempi antichi, nel mondo mediterraneo. Consiste in un combattimento di bovini tra loro, di uomini contro bovini o di bovini contro altri animali. Se ne hanno notizie già nel II millennio a.C.; si diffuse anche nella Grecia antica, specie durante i festeggiamenti. Gli animali impiegati sono soprattutto maschi adulti (tori), ma non mancano casi in cui si impiegano vacche, vitelli o maschi castrati (buoi). Il termine include anche forme successive di combattimenti con i tori, quali la corrida di tradizione spagnola. La tauromachia minoica Nella civiltà minoica-micenea il toro è una presenza significativa, come testimoniano affreschi (simili ad esempio a quello riprodotto qui a lato), bassorilievi e sigilli che offrono rappresentazioni della cerimonia chiamatataurocatapsia (in greco ταυροκαθαψία, "salto del toro"): in essa il sacerdote-acrobata si lanciava verso l'animale in corsa, afferrandolo frontalmente per le corna ed eseguendo una capriola sul dorso del toro sfruttando il contraccolpo delle corna. È possibile che successivamente l'animale venisse sacrificato. Questi esercizi erano sostanzialmente identici all'attuale corrida de recortes, una forma incruenta di tauromachia spagnola. Non sappiamo se le donne potessero partecipare a questo tipo di manifestazione. Alcuni storici sostengono che nell'affresco qui riprodotto, siano presenti due donne (una cerca di tenere fermo il toro per le corna mentre l'altra aiuta l'atleta a saltare sull'animale) perché raffigurate con una carnagione molto chiara, ma è possibile che si tratti solo di un effetto di scoloritura dovuto al trascorrere dei secoli. C'è anche chi si rifà a queste antiche pratiche per spiegare l'origine delle espressioni tradizionali "prendere il toro per le corna" e "tagliare la testa al toro", ma sull'argomento i pareri sono tutt'altro che concordi. Forme moderne La forma moderna di tauromachia più nota e diffusa è la corrida, con protagonisti il toro e il torero, ma molti altri tipi di combattimento o gioco con i bovini sono praticati in diversi paesi sia dell'Europa che dell'America. Spagna, Messico, Colombia e altri paesi ispano-americani La Corrida de toros Il Toro embolado La Capea La Corrida de recortes o Concurso de recortadores Gli Encierros I Toros en la calle, che in Catalogna prendono il nome di Bous al carrer Il Toreo cómico La corraleja Francia La Course à la cocarde o Course camarguaise La Course landaise L'Abrivado La Ferrade Portogallo La Lide a cavalo La Tourada da corda Inghilterra Il bull-baiting Italia La Caccia alla giovenca di Guasila (CA) La Fuga del Bove di Montefalco (PG) La Bataille de reines valdostana Il Bove Finto di Offida (AP) Venezuela Il Coleo Stati Uniti d'America Diverse specialità del rodeo (monta dei tori, marcatura e simili). La Bloodless bullfight, corrida alla spagnola senza spargimento di sangue, diffusa specialmente nelle aree un tempo occupate dagli spagnoli. Nell'arte Architettura Tralasciando gli anfiteatri dell'antichità romana, che ospitavano diversi generi di spettacoli con animali, a partire dal Settecento la tauromachia ha dato origine in paesi europei come la Spagna, il Portogallo o il sud della Francia e in quelli americani di colonizzazione spagnola (Messico, America centrale e gran parte del Sudamerica) a una specifica struttura architettonica per i combattimenti dei tori e le corride in particolare. È la cosiddetta Plaza de toros, o Circo Taurino, un edificio in muratura che racchiude al proprio interno l'arena in terra battuta per lo spettacolo vero e proprio. Ve ne sono di enormi e spettacolari. Le più ampie sono la Plaza México a Città del Messico, realizzata nel 1946 e che può contenere quasi 50.000 spettatori seduti (oltre 100.000 in piedi); la Plaza de toros Monumental di Valencia in Venezuela, innalzata nel 1968 dall'architetto venezuelano Peter Kurt Albers Acosta per 25.000 posti a sedere; Las Ventas a Madrid, progettata dall'architetto José Espeliu nel 1931 con una capienza di 25.000 spettatori. Più antica è La Monumental di Barcellona, nota per ospitare al proprio interno il Museo Taurino in cui sono conservati gli abiti di famosi toreri, teste di tori celebri, documenti storici e altri oggetti relativi al mondo della tauromachia. Pittura Come detto, la tauromachia ha ispirato gli artisti fin dall'antichità. In particolare ha ispirato gli autori spagnoli, visto il suo forte radicamento nella tradizione popolare di questo paese. Celebri sono ad esempio leincisioni della serie chiamata appunto Tauromachia, realizzata da Francisco Goya tra il 1814 e il 1816 per illustrare, nell'eterna lotta fra tori e toreri, una sorta di allegoria della vicenda umana. Con "tauromachia" ci si può riferire anche al periodo fra gli anni trenta e quaranta in cui il pittore Pablo Picasso eseguì lavori, per la maggior parte in china su carta e cartone, raffiguranti tori, corride e minotauri. Nel periodo in cui l'artista condivise la sua vita artistica e sentimentale con la fotografa Dora Maar, l'iconografia mitologica prese un posto preponderante nella sua rappresentazione del mondo, arrivando a identificarsi con il Minotauro che incarna la dualità dei rapporti fra uomo e donna, fra bestialità e innocenza. Questo simbolismo potrebbe risalire all'origine spagnola del pittore e all'emblema nazionale spagnolo del toro. L'animale è stato spesso protagonista di capolavori creati con pennini e pennelli in scene di lotta con toreri o di intimità con donne nude, ispirate alla mitologia greca e a quella cretese del Minotauro. Questi lavori furono realizzati anche su tele e pezzi di ceramica come piatti, anfore o centrotavola, dove la figura del toro era caratteristica e dominava l'opera attraverso una serie di contrasti di colori, molto spesso tra il bianco e nero; che rappresentino o meno una corrida, i forti contrasti cromatici riflettono i contrasti della vita e della morte (inevitabile il riferimento al suo celebre Guernica). Alla tauromachia si è comunque interessata anche la pittura tendente all'astrattismo dell'artista statunitense Ralston Crawford.
  33. Ma a cosa ti stai riferendo? Al Blancpain (visto il post precedente al tuo)? In tal caso, mi aspettavo molta meno gente e ne sono rimasto piacevolmente colpito [OT] Il prossimo anno ci ritornerò di sicuro, si potrebbe organizzare qualcosa [/OT]
  34. Ignorate gli ignoranti, soprattutto se in malafede. E' la cosa che li manda più in bestia. Qualsiasi risposta gli date, che sia un consenso o che sia il peggiore degli insulti, lui ha vinto. Poi, fate voi.
  35. In compenso le acque minerali le chiama "le Perrier"
  36. Certamente, ma anche Zanna non avrebbe mai pensato di andare negli USA se non fosse rimasto completamente a piedi (nel '95 fece solo la gara della Porsche Cup di contorno al GP di Imola). La sua carriera a ruote scoperte era finita, al massimo si sarebbe potuto riciclare nel GT o simili.
  37. Eh, ma vuoi mettere quant'è figo farsi fotografare quando entri nel paddock col pass Fare lo sguardo truce mentre guardi i tempi (o i Teletubbies?) oppure quando... ops!
  38. Se avesse trovato un posto da terzo pilota o da pilota da simulatore in un team di F.1 sono certo che li avrebbe glorificati come il non plus ultra...
  39. Eh, ma anche lui, se avesse trovato un sedilino... Tutti uguali.
  40. LOL, scrivere non è di certo il mio cavallo di battaglia però ho cercato di adeguarmi allo standard delle "due righe" del network Comunque in Scuderia Ferrari devono aver passato un inverno tutt'altro che tranquillo.
  41. Bel lavorone, bravo. Ci ho capito qualcosa data la mia palese ignoranza in ambito economico.
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