Contenuti inviati da sundance76
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F1 2014. Questo strano oggetto: critiche, analisi e commenti.
Perlomeno gli americani l'hanno sempre detto esplicitamente: macchine e motori quasi uguali per favorire l'incertezza e quindi l'attenzione del grosso pubblico, punteggi che premiano molto la regolarità (tante volte si arrivava all'ultima gara dove un pilota con una o due vittorie poteva vincere il titolo contro chi aveva sei-sette affermazioni), pace-car, rifornimenti, circuiti ovali dove il pubblico col pop corn in tribuna può seguire tutta la corsa come fosse una partita di calcio. Invece qui ci sciacquiamo la bocca con la "categoria regina" e la "tecnologia esasperata" ecc. ecc. ma poi nei fatti stiamo copiando da loro (motori uguali, bloccati nello sviluppo e limitati nella potenza, con in più queste baggianate elettriche che esprimono tutte la stessa potenza...), anzi li superiamo, grazie al DRS e con 2-3 abituali cambi-gomme su soli 300 km (caxxo, almeno Indianapolis è 800 km...).
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Radio Paddock Marzo 2014 - Notizie dal Circus
In effetti uno dell'ambiente già vari anni fa mi "illuminò" sulla "qualità " di quel personaggio....
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Radio Paddock Marzo 2014 - Notizie dal Circus
Non bisogna stare troppo indietro ai titoli sintetici dei giornali. L'intervista completa: MONZA - Punta di diamante di Sky. Nella "casa dei motori", come si definisce la televisione a pagamento dopo aver acquisito i diritti del motomondiale da affiancare a quelli della F1 già in proprio possesso, Jacques Villeneuve, figlio del grande Gilles, ma fenomeno di suo, con un titolo mondiale conquistato nel 1997 con la Williams, è sicuramente l'opinionista a quattro ruote più illustre. Al di là della competenza, ha un pregio: con la lingua frena come quando guidava. Praticamente mai. Fra sette giorni si parte, prima gara il 16 marzo in Australia. Villeneuve come vede la F1 di quest'anno? "Un autentico casino. Le squadre non ci stanno capendo nulla, anche noi esperti, ex piloti e tecnici, all'inizio comprenderemo molto poco. M'immagino per i telespettatori a casa quanto sarà difficile". Si deduce che la grande rivoluzione, con un regolamento pieno zeppo di novità , non le piaccia. "Non ho detto questo. Un po' mi attrae e un po' no. Bene il ritorno al turbo, ma non limitato nella potenza. Ottima l'idea del serbatoio ridotto, di costringere i piloti a risparmiare benzina. Ma dovrebbero farlo da soli, non con l'aiuto dell'elettronica. Così è troppo facile". Tanto vincerà ancora Vettel. "Non credo proprio, Anzi, al momento mi sembra impossibile. La Red Bull ha problemi enormi con il motore Renault, difficilmente risolvibili in poco tempo. Con una battuta mi verrebbe da dire: cosa partono a fare per l'Australia? Riescono a malapena a percorrere mezzo gran premio e in più sono lentissime". Hanno già annunciato di voler correre ai ripari. A Barcellona, alla quinta gara, presenteranno una nuova vettura, una versione B. "Bravi, ma il problema non è la macchina, è il motore. E' lì che devono lavorare e mi sembrano decisamente indietro. Con una macchina migliorata possono percorrere 30 giri anziché 15, ma rimangono poco competitivi" Se è così, allora chi vince? "Sarei banale, se dicessi la Mercedes. In questo momento è la grande favorita, la macchina migliore di tutti. Gira molto e con buoni tempi, è rapida il giusto. Una sola incognita: i piloti". In che senso? "Hamilton e Rosberg non sono amici, sembrano lavorare ognuno per conto proprio, ma non si fanno nemmeno la guerra. Mi pare tutto troppo piatto, senza guizzi. Invece fra piloti ci si deve minacciare e spingere. In pista, ovvio. Non è richiesta l'amicizia, ma la competizione". Se è così, allora la Ferrari è a posto, avendo deciso di riportare a Maranello Raikkonen e di affiancarlo ad Alonso. "Io credo che possa essere una scelta giusta. Non si aiuteranno, ma si stimoleranno. Sono due campioni del mondo, è evidente che in partenza la squadra non può puntare su uno o sull'altro. Può farlo solo nelle ultime due gare. Stando attenta ad un'altra novità di quest'anno: i punti doppi all'ultimo gp. Cosa che può tenere tutti in gioco". Ma davvero lei non crede che sia comunque Alonso la prima guida? "Avete visto come si è comportato Raikkonen con la Lotus quando Grosjean ha cominciato ad andare più veloce? Si metteva sempre di traverso, disturbava. Lo chiamate "Iceman", ma anche lui ha sangue nelle vene. In pista tutti siamo caldi". Lei non è mai stato tenero con Raikkonen. "Per la prima volta lo vedo lavorare sul serio. Forse gli ha fatto bene non essere pagato per un anno. Teniamo presente che questo nuovo regolamento lo favorisce. Lui non ha mai spinto per tutta la gara, sa risparmiare benzina, si è imposto quando c'era da sopravvivere. Non è come Alonso che schiaccia come un forsennato per tutto il tempo". Quindi in partenza meglio puntare su Raikkonen? "Potrebbe essere, ma Alonso sa usare il cervello. Se è quello di due anni fa è più forte di Kimi, se è quello del 2013 no". Secondo lei, a parte tutto, i tifosi della Ferrari possono sognare? "Possono e devono. Al momento la rossa non è la macchina migliore, ma non è neanche così tanto indietro. Può recuperare. Molto si capirà dopo cinque gare. Quando non si parlerà più solo del motore, "del power unit", ma di nuovo anche di sviluppo e aerodinamica". E finirà l'effetto Williams? "Io con loro ho vinto un Mondiale nel 1997, sanno come si fa a salire sul tetto del mondo. Hanno capacità , esperienza, ci sono squadra, uomini e macchina. Bisogna vedere se hanno trovato anche i soldi per lo sviluppo. Attenzione però: se si trovano davanti, sono rivali scomodi, Capaci di resuscitare anche un pilota che sembrava finito come Massa". Come sta vivendo il dramma di Schumacher? "Cercando di pensare alla sua famiglia e di esserle vicino. Io non sono tipo da messaggi ipocriti, in pista eravamo avversari e lo sanno tutti. Lui correva senza alcun rispetto per gli altri, però è sempre stato un pilota fortissimo. Era molto difficile batterlo. E se ci riuscivi, gioia ed emozione erano enormi". FONTE: http://www.repubblica.it/sport/formulauno/2014/03/08/news/villeneuve_mondiale_2014-80551893/?ref=HRLV-2
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"MotorSport": è il momento di rivoluzionare la F1
Mark Hughes su "MotorSport" lancia una discussione su una riforma di questa baracconata chiamata F1: http://www.motorsportmagazine.com/f1/time-for-a-formula-1-revolution/ OK, deep breath. This month in Motor Sport we’ve stuck our figurative neck out. As the striking cover of the April issue states so clearly, we believe it is ‘Time for a Formula 1 Revolution’. We’re fast approaching the start of the new Grand Prix season, one that already promises a monumental shake-up from the front to the back of the grid, and an all-new era of ‘efficiency’ motor racing. Is that not revolutionary enough? Not for us, I’m afraid. And judging by the countless emails, letters, website comments and face-to-face conversations we’ve had from and with our readers in recent years, it’s not enough for many of you, either. Frankly, we’ve had our fill of ‘fake’ Grand Prix racing. We’ve all had to adapt to new levels of artifice in F1 in the DRS/rubbish tyres era. But double points for one or three races, designed to add spice to a show that must generate otherworldly revenues for shareholding investment companies that have no interest or intention to nurture the sport from which it feeds… It’s sent us over the edge. So instead of producing a meaningless preview to a season that is impossible to predict, we present our vision for an alternative future for Grand Prix racing. One that draws on the spirit of F1 as once it was, but embraces a changing world in which motor racing is struggling to find its place. Bernie Ecclestone is the fulcrum around which F1 currently revolves. He has been the spark for almost everything we know of as modern Grand Prix motor racing – both good and bad. But we’ve stated before, and we state again now: we believe it’s time for him to go, whatever happens in (and out of) the German courts in the weeks and months to come. Whenever that day dawns, what happens next is the great unanswered – and largely unaddressed – question in modern motor racing. And so we come to our intention of publishing this new framework for F1. This isn’t simply to knock a sport and the man who has built it up; it is designed to take the initiative, to kick-start a debate, to inspire positive action, not only among fans but also among the movers and shakers who invest so much within the sport to make it all happen. What should be the template for F1’s future? How far off course has F1 strayed from its raison d’àªtre? Is genuine revolution – commercially, technically, sportingly, humanly – really possible? Here are the key principles to the framework that Grand Prix editor Mark Hughes presents in our pages: Restructuring the sport’s finances to give F1 teams greater return, combined with the introduction of a budget cap. This would make F1 teams less beholden to demands from commercial partners and remove the need for technical sterilisation of the sport and pay drivers Opening out the technical regulations to allow for greater competitive volatility A reduced, 15-round F1 calendar with Grands Prix only staged in countries with a strong F1 fan base Reducing fees charged to circuit promoters staging Grands Prix, thus reducing ticket prices The re-introduction of a tyre war to generate more unpredictability The end of codified driver penalties to encourage real racing The removal of all pits-to-driver communications Banning team PRs from circuits to encourage freedom of speech and allow personalities to flourish Capped-costs feeder formulae with chassis engineering freedom I’m not going to repeat Mark’s story word for word in all its detail (we do, after all, hope you might buy the magazine!). But trust me, these principles are all fleshed out with sound logic and pragmatism. Is some of this radical? Yes, certainly. Is this vision naà¯ve? We’d argue absolutely not. Is it realistic? Well, this is where it really gets tricky. To embrace radical change, first you must acknowledge that problems exist. Within F1, however, too many influential people refuse to recognise the sport is in trouble – despite 50 million-odd TV viewers having apparently deserted it during the past year. There are so many key figures with vested interests – doing very nicely as things stand, thank you very much. Why rock this gold-plated super-yacht? Because, as Red Bull and Renault appear to be discovering on track, a position of strength can weaken very quickly. Nothing stays the same forever. That’s why we’d like to see the process begin now, rather than waiting for the inevitable chaos of the post-Ecclestone wasteland. It’s our sport, not CVC’s. Together, let’s take it back. Elsewhere in the April issue, editor-in-chief Nigel Roebuck also dwells on the artifice of F1, in conversation with both Alain Prost and Martin Brundle; Andrew Frankel pays tribute to US F1 ace Peter Revson, who died 40 years ago this month; Simon Taylor lunches with our new website columnist Paul Tracy, who lifts the lid on his colourful Indycar career; and there’s also a chance to win a terrific package trip to the Le Mans 24 Hours in June, to witness Porsche’s long-awaited return to the race it aims to reclaim from Audi. More than ever, this year’s Le Mans is one race you won’t want to miss.
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Radio Paddock Febbraio 2014 - Notizie dal Circus
Adrian Newey poi dovrebbe cercarsi un altro tipo di lavoro
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Radio Paddock Febbraio 2014 - Notizie dal Circus
1977:
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Radio Paddock Febbraio 2014 - Notizie dal Circus
E' vero, Andre, ma io non so più a quale artificio psicologico aggrapparmi per buttar giù e ingoiare queste scemenze, mi sento depresso quando penso che le corse, la mia grande passione, siano ridotte in questo modo per diventare solo e soltanto uno show televisivo. Sono davvero desolato.
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Radio Paddock Febbraio 2014 - Notizie dal Circus
La mer.da continua a salire, buon appetito: http://autosprint.corrieredellosport.it/2014/02/20/doppio-punteggio-alle-ultime-3-gare/13278/ Doppio punteggio alle ultime 3 gare 20 febbraio 2014 Bernie Ecclestone lavora nell’ombra. Vuole a tutti i costi che il raddoppio del punteggio non riguardi solo l’ultimo appuntamento del mondiale, a novembre ad Abu Dhabi, ma copra gli ultimi tre Gran Premi: quindi anche Stati Uniti e Brasile. Una decisione in proposito potrebbe arrivare già dopo i test. Diciamo “già â€, ma è ridicolo che a poche settimane dall’inizio del mondiale il regolamento sportivo non sia ancora definito. La novità è che la maggioranza delle squadre potrebbe essere d’accordo. In particolare la Red Bull. Ma Vettel non era contro all’idea di Bernie? Certo, e lo ha anche ripetuto in Bahrain: «Non sono un fan di questa proposta». Però, se la situazione tecnica della squadra non si sblocca, si prospetta un inizio di stagione difficile. Così l’idea del “tre per due†sarebbe allettante per la squadra di Horner, che potrebbe recuperare in fretta il terreno perduto sugli avversari. Sempre Vettel: «Be’, non è il caso di essere così pessimisti. Siamo solo a febbraio». Però qualcuno i conti li ha già fatti. (a.a.)
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Radio Paddock Gennaio 2014 - Notizie dal Circus
- Correva l'anno... 1985
E non c'è lo sponsor De Longhi in evidenza su muso e fiancate.- Correva l'anno... 1985
Questa foto ha per me un'aria di 1986, perchè Quattroruote la pubblicò nei commenti di dicembre 1986, appunto. Ma guardandola ora, dopo 28 anni, in effetti pare del 1985.- Stagioni 1989-1990-1991-1992-1993 la Golden Era
Direi che il culo lo ha avuto l'intera fila di addetti al muretto dei box, quel giorno....- Stagioni 1989-1990-1991-1992-1993 la Golden Era
Come Schumacher a Imola '95 o l'eccezionale Monaco '96, oppure Senna a Barcellona '92....- #KeepFightingMichael
E' vero, questo è il maledetto centro del problema....- #KeepFightingMichael
Dai Schumi! Stai facendo lo stesso percorso del tuo predecessore e connazionale: Caracciola si distrusse una gamba, tornò più forte, vinse gare e titoli (come te), e a una quindicina d'anni di distanza da quel primo accidente, si ruppe la testa a Indy, col casco che si spaccò e giorni di coma (aveva 45 anni, come te, Schumi, adesso). Ma si riprese, e tornò addirittura a correre con le Sport, in tempo per rompersi anche l'altra gamba, a oltre 50 anni e smettere con le corse. Michael, dimostraci che i corsi e i ricorsi storici esistono davvero...- #KeepFightingMichael
Una bella intervista: http://www.corriere.it/cronache/13_dicembre_31/michael-mi-disse-non-tornare-pista-troppo-pericoloso-e171a8b8-71ea-11e3-9570-45a67b1bba62.shtml- #KeepFightingMichael
Che anno di minchia..- #KeepFightingMichael
- #KeepFightingMichael
http://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Formula1/29-12-2013/schumacher-incidente-sci-ferrari-mercedes-f1-201937781569.shtml- #KeepFightingMichael
Santo Dio, speriamo che non sia così grave...- #KeepFightingMichael
Ma che caxxo dici?!- #KeepFightingMichael
Dai Schumi, hai battuto i più grandi avversari, non puoi cedere adesso!!!- #KeepFightingMichael
Qualcuno gli spieghi che il resto del mondo non è certo sicuro come le F1 che guidava lui...- Motori Turbo dal 2014
Mi piace tantissimo leggere ciò che scrive Wexx e le sue difese filosofiche di questo "progresso" regolamentare-spettacolare-economico-tecnico-sportivo, ma per fortuna la legge non mi impedisce di schifare con tutte le forze questo stato di cose e di definirlo un vomitevole guazzabuglio unicamente volto ad ingannare i gonzi e a realizzare miliardi per gli "attori" della gigantesca pantomima. Mi sono emozionato infinitamente di più alla 6 ore di Silverstone coi pit stop con un solo meccanico che doveva provvedere a tutta la macchina, che non a vedere una decina di GP su circuiti in mezzo al nulla con soste create ad arte per le telecamere.- Analisi regole 2014
Ma infatti, è solo una fatto incidentale che questa roba abbia la stessa sigla (effeuno) di quella di alcuni decenni fa, mentre nella sostanza è proprio un'altra disciplina. E' un pò come confrontare i rally attuali, che in un intero anno prevedono un totale di nemmeno seimila km cronometrati, con le gare di qualche decennio fa quando una sola gara (una!) come il rally del Kenya misurava seimilacinquecento km.... Sono due sport diversi, completamente. - Correva l'anno... 1985
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