Francesco, non ci siamo capiti.
Il problema non è se ci siano piloti validi, non è se gli appassionati seguirebbero i nuovi idoli, il problema è che chi non è come noi, a parte Hamilton e Alonso, non riconoscerebbe la foto di un altro pilota, compresi quelli da te citati (eccetto Verstappen in Olanda).
Questi sono piloti bravi ma non hanno personalità vendibile, cioè in grado di attrarre nuovi appassionati o tenere quelli che ci sono.
Sono famosi tra gli appassionati, cioè gli unici che non servono perchè sono già clienti fidelizzati.
E' un problema di marketing: Senna, Prost, Mansell, Piquet, Lauda Jochen Rindt, Stewart, Graham Hill erano personalità e grandi campioni, conosciuti in tutto il mondo.
Ho condotto una ricerca in proprio: nel 2012, 2015, 2017 e 2018 ho trascorso le vacanze extra Europa, non c'era uno che conoscesse un nome della f1 a parte i due che ti dicevo prima.
MI disse uno con cui lavoravo che quando nel 2004 iniziarono a parlare di un gp in Russia (doveva essere a Mosca per volere di bernie), lui parlò con qualche amico russo che conosceva la Ferrari, unico intoppo credevano che il nome dei due piloti fossero Schumacher e... Michael. Fu necessaria una spiegazione...
Nel 2014 e 2016 in Europa nelle librerie più grandi di Parigi, Monaco e Berlino non c'erano pubblicazioni sui piloti, c'era qualcosa di generico su Bmw, Ferrari e un libro in tedesco su Schumacher (uno).
Non solo: in tv, nei telegiornali della domenica e anche negli approfondimenti sportivi la F1 era saltata a pie' pari ovunque per dare il risultato della partita dell'Union Berlino, negli USA neanche te lo dico.
Tornando IT, secondo me Hamilton potrebbe avere delle grane solo dagli sponsor, tappati da quelle magliette. Ma non è facile per uno sponsor opporsi a un messaggio anti-razzista, è rischioso