E' la tipologia di prodotto e il target di clientela a cui esso è indirizzato, a rendere ininfluente il ritorno d'immagine e di marketing in base ai risultati sportivi. Le "anomalie", se così vogliamo chiamarle, stanno proprio nel fatto che è un'azienda che produce supercar destinate ad una fetta abbastanza ristretta di pubblico. Al riccone che può permettersi una Ferrari non gli importa un fico secco se le monoposto di F1 navigano nelle retrovie, lui la Ferrari (compreso e soprattutto il prestigio del marchio) la compra ugualmente. Vale la stessa cosa (ovviamente con le dovute proporzioni) con McLaren e Aston Martin, ma lo stesso discorso vale (parzialmente) anche per la Mercedes. E sarebbe lo stesso se in F1 ci fosse, per esempio, la Lamborghini. La casa del Toro, se fosse impegnata nella massima serie, potrebbe anche sfornare due carciofi stile HRT... Le sue supercar stradali le venderebbe comunque, perché alla propria clientela non gliene fregherebbe niente sapere che il marchio in F1 fa cagare. Magari ci può essere qualcuno che, in base ai risultati sportivi, potrebbe farsi condizionare. Ma, considerando l'esigua quantità di persone che possono permettersi una certa tipologia di macchine, il numero di chi valuta l'acquisto di una macchina piuttosto che di un'altra, in base a cosa il corrispondente marchio ottiene in ambito sportivo, sarebbe del tutto irrilevante.
I risultati sportivi possono avere un certo peso nell'impatto d'immagine generale di un marchio. Ma anche quello, come detto, è complessivamente un non problema e, di conseguenza, il "danno d'immagine" sarebbe talmente irrisorio da essere considerato irrilevante. Per la Renault, per esempio, far cagare in F1 potrebbe essere un danno d'immagine maggiore con, potenzialmente, conseguenze anche sulle vendite. La Renault è un marchio destinato principalmente alla "gente comune". E, di solito, tutti i discorsi di marketing, d'immagine e quant'altro interessano proprio all'uomo medio, e chi si occupa di queste cose lo sa benissimo. <la Renault in F1 fa cagare, quindi il prestito lacrime e sangue per comprare la nuova utilitaria lo prendo per comprarmi una Toyota o una Ford, che nei rally vanno bene>, questo potrebbe essere il pensiero dell'uomo comune, alle prese con la decisione di prendere la nuova scatoletta smarmittata. Al ricco, tutto ciò non interessa minimamente....