La safety car è ormai impossibile da sradicare vista soprattutto la sua efficacia nel cancellare tutta la gara disputata fino alla sua entrata, dunque show e incertezza garantita.
Ma proprio per questo la Safety car rappresenta la morte di ogni parvenza di sport nei GP.
Per decenni i GP hanno rifiutato questa soluzione americana, con la motivazione (a mio parere sacrosanta) che se un pilota ha rischiato l'osso del collo per costruirsi un vantaggio, era un delitto cancellarlo completamente con un espediente che, più che garantire sicurezza, garantisce caos.
Ma il caos genera eccitazione e interesse da parte di certa (tanta) gente.
Bisognerebbe decidersi se tornare ad essere F1 o diventare definitivamente una F.Indy, peraltro nemmeno originale.
Verstappen merita il titolo. È fortissimo, ha sostenuto alla grande il confronto con un campione e con un team altrettanto forti. Io penso che alcune decisioni abbiano favorito Hamilton per portare la lotta all'ultimo GP, ma non credo affatto che a Silvestone avrebbe dovuto essere punito. Era un contatto di gara, nemmeno cattivo.
Invece Max corre in maniera cattiva nel senso che accetta pienamente l'eventualità del contatto, e lo fa sempre, sempre, sempre, anche negli anni scorsi, persino più di Senna e di Schumacher. Su questo sono d'accordo con Pino Allievi. È una cosa non bella, non è cattiveria agonistica, perché scontrarsi dovrebbe tornare a essere sinonimo di errore, di imperizia, non di bravura.
Hamilton non è un santo, lo si vide sin dal 2007, è furbastro, secondo me non è nemmeno così freddo in situazione di stress, però non corre come Max. E da spettatore non mi piace l'attitudine dell'olandese alla gomitata di default.
Oggi i piloti approfittano eccessivamente della sicurezza di macchine, e dei circuiti (ormai inqualificabili), ecco perché la Safety car è ormai accettata come parte integrante della sceneggiata: non si rischia più la pellaccia, quindi si accetta di gettare via un vantaggio meritatamente costruito in pista a favore del fritto misto di posizioni, strategie a random che talvolta decidono gare e titoli, come domenica scorsa.