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Showing content with the highest reputation on 10/12/20 in messaggi

  1. E comunque parliamo del nulla: quando nel prossimo futuro si correrà per 35 weekend all'anno, con 2 mini-gare in ciascuna domenica con griglia invertita, queste diatribe sulle cifre saranno inevitabilmente destinate a essere dimenticate, come i piloti stessi. Già oggi il grande pubblico ha tranquillamente cancellato dalla memoria le imprese dei vari Stewart e Clark, mentre in tutto il mondo siamo rimasti in cinque a ricordare ancora chi correva prima del 1950.
  2. Nemmeno quello. E' un termine che, quando parliamo di Rosberg, non è comunque adatto. Non tutti nascono con quella "luce" speciale. Quella di chi si alza la mattina e, anche rimanendo in mutande, nella sua natura ha la capacità di ribaltare il mondo. Altri, invece, per riuscirci devono prima, letteralmente, ribaltare loro stessi. <Hamilton è uno che può presentarsi in circuito in bermuda e ciabatte, salire in macchina e fare il tempone dopo appena 2 o 3 giri... Rosberg è uno che ha bisogno di un lavoro molto più profondo, che deve ricercare la perfezione, nella quale è maestro, in ogni dettaglio e deve avere sotto controllo tutto, a partire dalla tuta, e che per tutta la vita si è continuamente messo in discussione per raggiungere la performance top, avendo come riferimento Hamilton. E anche Hamilton, guardando il lavoro di Nico, ne traeva giovamento> Questa è una dichiarazione di Dino Chiesa che i due li ha conosciuti bene, avendoli cresciuti ai tempi del kart... Rosberg è nato ricco, figlio d'arte... Ha scoreggiato nella seta da quando è venuto fuori dalla fica di sua madre... Per contro, non è stato dotato del talento naturale purissimo e ha dovuto farsi un culo così per migliorare le proprie prestazioni. Hamilton è nato povero, nella periferia di Londra, e ogni cosa se l'è dovuta sudare e suo padre si è dovuto trasformare nella versione moderna di Stachanov per permettergli di correre. Per contro, lui invece quella "luce" la natura gliel'ha donata e la velocità ce l'ha sempre avuta innata. Abbiamo due perfetti opposti che, per giunta, si sono affrontati fin da quando erano implume. Il lavoro che ha fatto Rosberg per arrivare a giocarsela col talentuoso rivale non può essere considerato "sopravvalutato" ma merita tutto il rispetto di questo mondo. E, come detto, io resto convinto che questi due rimarranno legati per sempre a doppio filo. E sono serviti l'uno all'altro (non solo in F1) più di quanto entrambi potranno mai pensare....
  3. Schumacher, hamilton,.... Ma il piu' grande resta sempre lui
  4. Sui numeri di Schumacher pesa per me la sua parentesi di ritiro dalla F1 quando ancora era un pilota top. I mondiali del 2007 e 2008 li avrebbe portati a casa senza troppe difficoltà. In quanto confronti è impossibile, sono anche due formula 1 completamente diverse. Restano secondo me 2 punti di riferimento della categoria, senza per forza sentire il bisogno morboso di dire se è meglio l'uno o l'altro.
  5. Mario Donnini su AS fornisce un punto di vista sulle "statistiche" di una disciplina complessa come l'automobilismo: https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2020/10/12-3466066/questo_primato_non_vale_niente/?fbclid=IwAR3wZqzo6xW7k-ujZ15yYspYURhmPTHy1BqLvphmx3raCN96HGHTtt0TfCk STERZI A PARTE Questo primato non vale niente Sorry, Hamilton, ma il record di vittorie nei Gp a quota 91 eguaglia Schumi approfittando di un’era, quella turboibdrida, che dà solo alla Mercedes la possibilità di vincere, con un vantaggio fin dal 2014 iniquo e ingiusto Chiedo scusa, ma non trovo proprio niente di eroico, di strepitoso o di entusiasmante nel record di 91 Gran Premi vintiche vede ora in testa nella classifica di tutti i tempi in coabitazione Lewis Hamilton con Michael Schumacher. I numeri non dicono tutto In Formula Uno non c’è niente di più bugiardo dei numerisecchi, perché confrontano come fossero grandezze omogenee - e proprio non lo sono - epoche differenti e campioni che si sono mossi in condizioni ambientali, tecnologiche e oggettive totalmente imparagonabili, dagli Anni ’50 a oggi. Come mettere a confronto per nemici stessi Annibale o Scipione l’Africano col generale Schwarzkopf, vincitore della Guerra del Golfo. No, non ci siamo proprio, giacché se poniamo in fila incolonnando il coefficiente di rischio oggettivo, di difficoltà specifica e di fragilità tecnologica mettendoli a rapporto col numero di Gp disputati e di quelli vinti gente come Juan-Manuel Fangio, Jim Clark e Jackie Stewart, parlare di Michael Schumacher e di Lewis Hamilton diventa solo teoricamente interessante ma logicamente piuttosto insulso. Paragoni mai veri Come confrontare il bomber del Modena calcio con Tex Willer solo perché indossano entrambi un indumento giallo. Stando ai numeri, poi, uno come David Coulthard ha vinto 13 Gran Premi, tanto quanto il leggendario Alberto Ascari e uno in più rispetto a Mario Andretti e questo, Dio ci perdoni, chiude il discorso, per carità, eh. Statistiche da ribaltare La F.1 e l’automobilismo da corsa, essendo fradici d’entropia, imperfezioni e mutamenti disomogenei, non sono per niente roba laccata, leccata e rigorosa per matematici, ma materia d’indagine dialettico-emotiva per poeti e storici, oltre che per smagati uomini da box: soprattutto per gente di solido buon senso, che non si fa troppo prendere la mano dal pallottoliere. Detto questo, vado diretto al caso Hamilton e dico una cosa semplice semplice che dovrebbe far riflettere e suggerire ben più miti consigli, oltre che cautela e un filo di sano scetticismo nel soppesare i suoi numeri da record dei record. Sì, è vero, nel Gp dell’Eifel 2020 Lewis Hamilton raggiunge quota 91 GP iridati vinti, eguagliando Michael Schumacher. Però resta nell’aria la sensazione di un che di strano, inquietante e tutto sommato ammosciante, nell’analizzare al dettaglio questomeraviglioso score. E vediamo nel dettaglio perché. Mai come nel caso di Hammerla carriera in oggetto può essere divisa esattamente a metà, come si fa con una mela grazie a un coltello, mostrando caratteristiche assolutamente sorprendenti e in disarmonia. Due carriere in una Tanto per cominciare, in 14 stagioni di F.1, dal 2007 al presente, Lewis non ha momenti di alti e bassi, di declino o di splendore, perché, in fondo, è sempre se stesso. Fortissimo. Pilota velocissimo, ultraefficace e che sbaglia poco. Certo, non imbattibile a parità di macchina, se è vero che gente comeButton e Rosberg, rispettivamente in McLaren e Mercedes, è riuscita a turno perfino a incamerare più punti, a fine stagione, nel secondo caso perfino togliendogli dalle mani un titolo mondiale, quello 2016, che sembrava già vinto. Ma il punto vero sul quale invito tutti a riflettere è un altro. E cioè questo. Dal 2007 al 2013, nella prime sette stagioni di F.1complete disputate da Lewis Hamilton in F.1, rispettivamente le prime sei con la McLaren e la settima con la Mercedes ancora a motore aspirato endotermico, il campionissimo si aggiudica 22 Gran Premi, che non sono neanche pochi, e un titolo mondiale. Poi, improvvisamente, tutto cambia. Perché dal 2014 a oggi, ovvero dall’avvio rivoluzionario dell’era turboibrida, Lewis Hamilton si aggiudica la bellezza di 69 vittorie in altre 7 stagioni. Ossia un’enormità, una roba quantitativamente bulimica, disumana, devastante rispetto al ruolino di marcia di chiunque. E per vincere sei titoli mondiali (ci conto pure questo 2020, perché se lo perde giuro che poi vado a Santiago di Compostela con un Ape Piaggio in retromarcia e una gomma bucata), dicevo, per vincere ben sei titoli mondiali, lo stesso Lewis deve superare solo la concorrenza di Nico Rosberg e Valtteri Bottas, i soli con i quali parte ad armi tecnologiche teoricamente pari - fatta salva gerarchia e ordini di scuderia -, mentre tutti gli altri praticamente non esistono per definizione, staccati anni luce in qualifica e in gara. Questo è. Primato figlio del contesto Ficchiamocelo bene in testa, che è meglio. Il primato di Lewis Hamilton è una specie di bomba agli estrogeni, un’astrazione causata solo ed esclusivamente dalla superiorità tecnologica schiacciante della Mercedes monopolista in era turboibrida, ovvero una delle più grandi, clamorose, palmari e cataclismatiche ingiustizie nella storia dello sport. Perché la stessa Mercedes vince 98 Gran Premi in sette anni, dopo che nell’era ne aveva fatti suoi solo 4 nelle 4 stagioni endotermiche nelle quali non s’era risparmiata figuracce e delusioni. E poi c’è un altro fantastico paradosso, ossia questo.Nico Rosberg (mica Fangio o Moss o Senna) con la Mercedes turboibrida vince la bellezza di 20 Gran Premi in tre stagioni e un mondiale, cioè decisamente più di Lewis Hamilton nella prima parte della carriera, ossia quella in cui l’inglese a ben guardare ha fatto le cose più incredibili e strabilianti, compreso il privilegio di sfiorare il mondiale addirittura nella favolosastagione d’esordio 2007, quasi umiliando Alonso e perdendo di un niente a vantaggio della Rossa di Raikkonen. Regolamenti sono il problema Tutto questo per dire che queste cifre non autorizzano a festeggiare alcunché ma, al contrario, spingono a metteresportivamente sotto accusa chi con regolamenti ingiusti, penalizzanti e alla resa dei fatti non equi, ha messo soltantouna Casa e il suo pilota di punta (Lewis o Nico, poco cambia) in condizione di vincere tutto per ben sette stagioni consecutive, senza mai intervenire per ristabilire un minimo di altrui chances. Quindi, lo dico una volta per tutte: massimo rispetto per la classe sopraffina e stupenda di Lewis Hamilton, totale stima per il suo palmarés e per una carriera unica, consistente, priva d’errori marchiani o scivoloni veri. Plauso per questo suo essere e restare col naso all’insù, giacche il motore fritto a Sepang 2016 proprio non lo meritava e con esso neppure il mondiale andato millimetricamente a Nico Rosberg per puro opportunismo - anche se non demeritato dal tedesco -; però, per favore, stiamo buoni con ’sto record, che non è la prova della fantasticheria di Lewis Hamilton ma solo quella dellafollia, della sperequazione e della gestione deprimente dei regolamenti tecnici nell’era turboibrida tuttora imperante. Confronto improbabile Infine, un pizzico di rispetto anche nel far confronti che non stanno in piedi neanche con la lacca: Michael Schumacher arrivò in Ferrari nel 1996 di fatto ricostruendo da zero una squadra che non aveva senso compiuto, spina dorsale né cultura vincente. Toccò a lui caricarsi sulle spalle tutto con cinque annate di purgatorio quasi infernale, prima di dar vita a un ciclo vincenteprofondamente imbevuto del metodo Schumi. Divenendo e restando iridato dal 2000 al 2004 malgrado a ogni pie’ sospinto le regole e i punteggi mutassero rendendo la conferma più difficile, fino a che nel 2005 la rivoluzione delle gomme che dovevano durare per tutto il Gp tarpò le ali al ciclo vincente della Rossa, praticamente per decreto. Il vantaggio regolamentare Stavolta con la Mercedes no. Si è partiti nel 2014 col turboidrido dandole un vantaggio siderale, la si lascia sfasciare il muso a tutto e a tutti per sette anni e ancora non si vede la fine di questo pestaggio voluto apparentemente per l’istinto buonista di una F.1 semielettrificata e quasi verdina a emissioni contenute, pelosamente inneggiante al futuro, carina e gentile con l’ambiente, ma anche no. Campione sì, ma non troppo Per questo tendo idealmente la mano a Lewis Hamiltion dicendo che è uno stupendo campione, ma non partecipo proprio per niente alla festa del record eguagliato e verificabile solo al pallottoliere, all’interno di una realtà che meriterebbe sterzate vere, inversioni a U e conversioni tali da eliminare per sempre lo scempio del turboibrido. Bravo Lewis, sei grandissimo a prescindere, ma sappi che la penso sempre allo stesso modo: vale più la saracinesca del custode di Fiorano nel ciclo Schumi, che il metallo fuso di tutte le coppe vinte dalla Mercedes in questa angosciante, pallosa e sfiancante, oltre che inutile, era turboibrida.
  6. Esattamente. Io ho avuto la fortuna di fare il tifo per i due piloti più vincenti della storia. Se Schumacher lo scelsi, anche perché ero piccolo, a casa si tirava Ferrari e quindi veniva naturale, Hamilton non l'ho scelto, è capitato, fin dal mondiale GP2 del 2006 e l'ho difeso sempre anche negli anni bui di lotte fuori dal vertice, perché ci sono state eccome, come la stagione 2009, il terribile 2011, il tribolato 2012. Ho tifato entrambi, emozioni diverse e non paragonabili, ma entrambe belle. Sono stato fortunato.
  7. Mio zio dice sempre che se non fosse morto così presto, Clark come minimo avrebbe vinto un altro paio di mondiali e un'altra decina abbondante di gare. E lo penso pure io. Jim era un qualcosa di eccezionale, ma veramente di unico.
  8. Caro Ale un autogol del genere da te non me lo aspettavo... Che cazzo di foto metti quando abbiamo visto questo Sono passati quasi 20 anni e ancora non capisco che cazzo gli è passato per la testa a Todt quel giorno. Cioè fece bene a farlo perchè i team order io li ho sempre giustificati, ma cazzo, io l'avrei fatto meglio. Imputare poi il titolo del 2016 perso a cinque partenze cannate (che guarda caso però finirono quando dopo quasi un anno che lo chiedeva gli hanno modificato il sistema delle leve sul volante) mi fa sorridere, perché non è che le gare o i mondiali si vincono alla partenza. Si potrebbe parlare degli innumerevoli problemi tecnici che ha avuto, che non sono solo il motore della Malesia che è il più iconico, ma i tanti guai che gli hanno fatto saltare due o tre qualifiche con recuperi dal fondo o penalità varie. Addirittura nella lista delle componenti usate era messo peggio di una delle due McLaren. E parlare di mondiale perso in modo indecoroso lascia davvero interdetti, vinse persino più gare di Rosberg quell'anno e fece anche più pole. Certamente non è stato al top ma ridurre tutto a quattro o cinque partenze è ridicolo dai. A leggere te pare che Hamilton abbia sempre avuto macchine come la Mercedes e ti lamenti che non l'hai visto a centro gruppo. Ma il 2009, il 2010, il 2011, il 2012 e il 2013 si sono cancellati per miracolo? Quelle cinque stagioni sono state decisive e lo ha detto Hamilton stesso che ha imparato moltissimo in quegli anni e che quelle esperienze gli sono servite contro Vettel nel 2017 e nel 2018. Hamilton rispetto a Schumacher ha dalla sua due fattori: il primo, il fatto che, tolti Kovalainen e Bottas, ha sempre avuto compagni di squadra forti e soprattutto liberi di correre contro di lui. Su questo non si può obiettare. Poi sono sicurissimo anche io che Schumacher avrebbe prevalso comunque, anche senza i galloni ufficiali di prima guida. Il secondo, Schumacher non era molto stimato dai colleghi, ma non nel senso che lo ritenessero meno forte di quello che era ma da un punto di vista personale o umano, per usare un termine in voga in quest'epoca. Hai ragione quando dici che Schumacher ha contribuito alla ricostruzione della squadra, ma attenzione, parecchi dimenticano che Schumacher arrivò nel 96 e appena messo il culo su quella Ferrari andò da Todt e Montezemolo e pretese e ottenne di andare a prendere tutto il blocco Benetton che arrivò l'anno dopo. Ecco, non lo so come sarebbe finita se i vari Brawn, Stepney, Tombazis, Byrne, ecc... non fossero arrivati (a suon di quattrini, ma quattrini che metà della gente nemmeno si immagina e te lo posso garantire per certo). Io quoto il discorso di @Davide Hill che mi sembra assolutamente equilibrato e di buon senso. I numeri contano quello che contano, stanno lì per fare statistica e fare paragoni lascia il tempo che trova. Quando Schumacher arrivò a 5 mondiali anche su di lui si diceva che non era come Prost, Senna, Fangio, Clark, ecc... Poi passano gli anni e uno se lo dimentica, ma anche all'epoca ricordo benissimo che si parlava di auto facili, di epoca diversa, Lauda se ne uscì con la storia della scimmia, ecc... Insomma gira che ti rigira si dicono ciclicamente le stesse robe. Quando Hamilton smetterà partiranno anche su di lui i panegirici e tra venti o trent'anni quando arriverà qualcuno che batterà anche i suoi di record di quel qualcuno si diranno le stesse cose. È nella natura delle cose.
  9. Bhè, nel 2009 la McLaren - Mercedes, almeno fino al Nurburgring era decisamente da centro gruppo, e stava galla solo per Hamilton, come hai giustamente già fatto notare. Poi deve essere arrivata una bella svolta tecnica, ma ad inizio campionato non era certo una vettura vincente. Ma anche le McLaren 2010-2011 erano comunque mezzi inferiori alla RB, che Lewis doveva guidare al limite per tentare di portare a casa il mondiale (vedasi l'ancora più osceno 2012, minato da un'affidabilità a livello Raikkonen 2005). Lewis per me la sua gavetta se l'è fatta eccome: non mi viene in mente nessun altro pilota che dal 2007 ad oggi ha sempre viaggiato su questi ritmi, forse solo Alonso (distrutto da McLaren - Honda) e Vettel pre 2018 (che però aveva già preso una discreta sbandata nel 2014). Non vedo come possa sminuirlo il fatto di avere esordito in McLaren - Mercedes, anzi, per me è segno di quanto già valeva nel 2006, se un top-team di allora lo promosse immediatamente. Sono altri che si tengono, tanto per fare un esempio, i Leclerc in naftalina un anno. Concordo pienamente poi sul fatto che sia sempre necessario contestualizzare tutto al periodo, e nell'enorme difficoltà e soggettività di fare paragoni tra epoche e piloti ormai molto distanti.
  10. Non entro nella discussione Schumacher vs Hamilton, dico solo che personalmente ritengo il 2016 uno degli anni più belli di Hamilton: lui anche a 1 giro e mezzo dalla fine della gara ad Abu Dhabi ha fatto di tutto per vincere il campionato, non ha mai mollato nemmeno per un metro in quella stagione. Ha perso con onore e con una cattiveria che probabilmente nemmeno lui sapeva di avere Ed è stata, sempre imho, la stagione che gli ha fatto fare il salto in avanti più importante.
  11. Mi trovo d'accordo su tutto, soprattutto sullo Shumacher scorretto (soprattutto perché le porcate le faceva malissimo, per esempio quella su Villeneuve, riuscita molto male perché evidentemente palese). Più che scorretto lo definirei antisportivo. La malandrina su Hill ad Adelaide fu assolutamente censurabile ma tant'è... Pur essendo stato tifoso di Capitan Zero bisogna ammettere che ci cascò con le scarpe, da tortellino insomma. Ma la porcata dopo anni tutti se la ricordano. Ritornando in tema: Hamilton non è migliore di Shummi, così come Shummi non è stato migliore di Prost, Lauda, Clark, Stewart o Peterson che di mondiali non ne ha vinti. Epoche diverse, paragoni impossibili.
  12. Tra l'altro, sembra stiano tornando al metro disciplinare pre-Austria/Canada 2019. Onestamente, non capisco i 10 secondi dati a Kimi ieri, considerando che dall'on-board si vede chiaramente che perde il controllo in uscita e sicuramente non ha intenzione di far decollare il povero Russell (o era Latifi? Non ricordo.); così come non ho capito neanche i 5 secondi ad Albon che, poi, si è anche ritirato, povero cocco. Che si siano già dimenticati del duello Charles-Max a Silverstone?
  13. Tra l'altro, quando vedi il giovane Mick consegnare il casco del padre ad un Lewis visibilmente emozionato, tutto il resto diventa mormorio e chiacchiericcio.
  14. Io sono solo felice di aver testimoniato a due delle più grandi cavalcate della storia della F1. Devo essere onesto, ieri la lacrimuccia mi è scesa e Michael sarà per sempre il mio eroe, ma ora credo sia del tutto inutile mettersi a fare paragoni così dettagliati, a meno che non si voglia dilettarsi in un esercizio di stile. Alla fine, credo basti dire che Schumacher, Hamilton, Senna, Prost, Lauda ecc... siano tutti appartenenti ad un posto speciale.
  15. Io ho iniziato a rivalutare Rosberg (che per inciso, non ho mai ritenuto uno scarsone, uno un po' sopravvalutato sì, ma certo non una pippa) quando ho visto l'Hamilton degli ultimi anni (soprattutto 2017 e 2018 nella lotta con Vettel) non sbagliare praticamente niente. Dal 2017 ad oggi Hamilton quanti errori avrà fatto? Un paio al massimo, a me viene in mente solo l'errore di Hockenheim dell'anno scorso, e quello con Albon alla prima gara quest'anno. Non ho citato il contatto con Albon in Brasile perchè il mondiale era già vinto. E sono sicuro, e questa convinzione non me la toglie nemmeno il Padre Eterno, che il merito dell'assoluta perfezione raggiunta da Hamilton in questi anni stia anche e soprattutto nella lotta con Rosberg del 2016.
  16. Indecoroso è un termine improprio e forse andava messo tra parentesi. Più che altro, "in maniera indecorosa" ci sta per quei fan di Hamilton che considerano Rosberg (a "stragran" torto) un coglione. Chiaro che Nico, come talento, era molto distante da Lewis (e, come detto e come si sa, questo Rosberg era il primo a saperlo, visto che correva contro Lewis da quando entrambi non avevano nemmeno i peli sui coglioni) e, per batterlo, servivano da un lato una stagione semi-perfetta e, dall'altro, qualche passaggio a vuoto del rivale e, anche, un pizzico di fortuna... In più, io credo che il dualismo Hamilton VS Rosberg sia stato un qualcosa di straordinario e senza eguali nella storia della F1. Nessun pilota ha mai conosciuto bene un altro come si conoscevano Nico e Lewis. Diversi che più diversi non si può, sotto tutti i punti di vista, (compreso, a rafforzare ulteriormente la questione, l'aspetto "cromatico"... biondo con gli occhi azzurri uno, nero l'altro) con la punta dell'iceberg derivata dal talento puro dell'uno e del grandissimo - e lungo tutta una vita - lavoro dell'altro per arrivare a battersi con lui. E' per questo che, la questione Rosberg Hamilton non è paragonabile a nessun'altra e merita di essere raccontata a sé stante senza la ricerca di riferimenti simili o altri paragoni tra piloti diversi...
  17. Alex, "indecorosa" riferita alla sconfitta di Hamilton nel 2016 mi sembra un termine piuttosto eccessivo. Se nella sua annata peggiore, piena di errori (cinque partenze sbagliate, sì, ma siamo quasi meglio della media-Schumacher in fatto di partenze), dove viene colpito dall'unico guaio di affidabilità mentre sta dominando la gara (25 punti svaniti), Hamilton arriva praticamente a pari punti con Rosberg, e vince addirittura più Gran Premi di Rosberg che ne aveva vinti 9 (Hamilton arriva a 10), beh allora mi sembra chiara la differenza di valore con Nico, che da parte sua invece aveva dato il suo personale massimo. Fra l'altro, Alex, "indecoroso" direi che è un termine che si attaglia bene al mondiale di Rosberg nel 2015 quando a parità di macchina (la migliore di tutte, per cui male che ti vada arrivavi 2°), Rosberg perse il mondiale con addirittura tre, dico tre, gare di anticipo sulla fine del campionato e con un parziale di 10 vittorie a 3 a favore di Hamilton, cioé oltre il triplo.
  18. Al netto dei discorsi sul tipo di casco più adeguato, questa è davvero una gran foto...
  19. Il fatto di aver "annusato" la possibilità di eguagliare i record potrebbe essere, al netto delle dichiarazioni, uno dei fattori che hanno "aiutato" Hamilton a mantenere viva la motivazione. A qualsiasi persona, a maggior ragione se in un mondo ultra competitivo e dove l'ego personale è, che lo si voglia o no, una componente abbastanza importante del "complessivo pilota", piace o piacerebbe essere il numero 1 di qualcosa, anche solo a livello numerico. Hamilton, ovviamente, non fa eccezione... In ogni caso, io sono totalmente convinto che Hamilton avrebbe continuato a menar le danze anche se i numeri di Schumacher fossero stati molto lontani. E' un pilota che corre da sempre, che è fondamentalmente nato per fare quello che fa: ovvero guidare una macchina da corsa in pista (è per questo che ho sempre considerato irrilevanti e ridicole certe critiche sul suo atteggiamento fuori dalle piste. Finché uno sportivo - ma io personalmente lo estendo a chiunque - quando è chiamato a svolgere la propria professione lo fa al meglio, quando si trova "all'esterno" può sostanzialmente fare il cazzo che vuole. Può andare ad Hollywood vestito come gli pare.... Può registrare osceni pezzi rap demmerda... Può comprarsi un aereo privato e agghindarlo come l'altare della madonna del divino amore... Può incularsi Rihanna - buon per lui - su un carro di carnevale alle Barbados... Insomma, se in pista fa, e lo fa bene, il suo dovere, quello che fa nel suo tempo libero sono affari suoi... Ovvio che quando sei un personaggio pubblico, star di una delle discipline sportive più seguite al mondo, allora tutto è sotto la lente d'ingrandimento. E fa parte del gioco. Ma non bisognerebbe eccedere con le critiche, specialmente quando non hanno molto senso di esistere) e la sua vita è essenzialmente questa. Non tutti i grandi campioni hanno gli stessi obiettivi. Chi si ritira al top della forma. Chi si accontenta di mettere il proprio nome nella storia (come ha fatto Rosberg, per esempio, e la sua scelta io l'ho sempre considerata del tutto lecita ed estremamente rispettabile... Ha corso per tanti anni, proveniva da una situazione familiare certamente diversa. E' riuscito a battere quello che è sempre stato il suo avversario e punto di riferimento assoluto, ineguagliabile come talento e questo Rosberg era il primo a saperlo. E ha detto basta il giorno dopo aver centrato il suo sogno e aver battuto quell'imbattibile rivale che, per lui, Hamilton è sempre stato. E questo, lo ribadisco, è e sarà sempre un grande merito di Nico, anche alla luce di quanto Hamilton ha ottenuto successivamente e anzi, forse, quella sconfitta, oltre a sublimare l'impresa - perché quello è stata, senza se e senza ma - dell'underdog Nico, ha anche fortificato lo stesso Lewis. In un modo o nell'altro quei due saranno sempre legati a doppio filo, che lo vogliano o no) e chi trova "la pace" solo rimanendo per anni al top (come nel caso, tanto per fare un esempio, dei top 3 del tennis, visto che siamo in giornata). L'importante è lottare continuamente per centrare i propri obiettivi, qualsiasi essi siano e chiunque sia colui che li rincorre. Sia esso un superpilota di fama planetaria che batte i record e incide indelebilmente il proprio nome nella storia, sia esso un Davide qualsiasi che, alla soglia dei 40 anni, ancora rincorre ostinatamente il proprio personale obiettivo e non ha e mai avrà intenzione di mollarlo finché non lo raggiungerà, nonostante la vita gli abbia sferrato più e più volte dei grandi - e dolorosi - calci nei coglioni.
  20. Anche al netto dei compagni di squadra e dei loro relativi contratti? No perchè si potrebbe benissimo dire che certi numeri sono stati agevolati dall' avere compagni con contratti da seconde guide Magari il pilota, ad oggi, con maggior numero di titoli mondiali vinti avrebbe anche potuto battere i compagni senza che questi avessero dovuto perdere il confronto da contratto Ecco, questa situazione Hamilton non l' ha mai avuta, quindi quando si vogliono fare questi paragoni, si dovrebbe tener conto anche delle cose che, forse, non vanno tanto a favore della propria causa E tralasciamo il peso dei nomi dei compagni dell' uno è dell' altro... È troppo semplice guardare solo la metà della luna che si vuole vedere (auto dominante) e non vedere come uno ha avuto TUTTO il team a sua disposizione mentre l' altro ha dovuto lottare veramente contro i compagni (e molte volte ci si ricorda solo di Kovalainen e Bottas e non dei vari Rosberg, Button ed Alonso) Ma cmq, ognuno la vedrà sempre come vuole, infatti certi discorsi poi diventano anche noiosi Baci...non 24000 come cantava Celentano, ma per restare in tema facciamo 91
  21. Copio e incollo quanto ho scritto su Facebook. <Non nutro grandi simpatie per il personaggio/pilota Lewis Hamilton (anche se apprezzo e condivido alcune sue prese di posizione socio-culturali su aspetti molto sensibili. Oltre, ovviamente, ad apprezzarne in maniera oggettiva il grande valore al volante) ma, senza dubbio, è il pilota che maggiormente meritava di eguagliare (e, a breve, superare) i numeri di Michael Schumacher. E questo al netto di tutti i discorsi sul valore assoluto dei numeri (che, specialmente in questo sport, contano relativamente) e senza scadere in inutili paragoni che, come sempre, lasciano il tempo che trovano. In ogni caso, stiamo comunque parlando (e non da oggi) di uno dei migliori piloti di sempre e una delle più brillanti Stelle dello sport in generale. Su questo penso non ci sia nessun dubbio...> I numeri, come detto, contano relativamente. O meglio, contano relativamente se paragonati ad altri, per le ovvie differenze di epoca, mezzi situazioni e tutto il resto. Contano invece, e molto, se riferiti alla stessa persona che li ottiene. La grandezza di Schumacher, come scrissi a suo tempo, non era tanto nei numeri assoluti quanto, piuttosto, nella fame e nella continuità che ha messo per ottenerli. Anni e anni sempre al top, sempre mantenendo viva la competitività assoluta che lo portava a giocarsi l'ennesimo mondiale, l'ennesimo Gran Premio, come se fosse stato il primo. Ecco, per Hamilton si può tranquillamente fare lo stesso discorso. Tanti anni di carriera sempre al top, sempre con la ricerca del successo senza soluzione di continuità e, cosa molto importante (e per niente scontata), mantenendo sempre altissima la motivazione. E questo è un aspetto che può scindersi benissimo dal fatto di disporre della vettura migliore da anni e anni, o da tutto il resto. L'appagamento può arrivare in qualsiasi momento (l'abbiamo visto succedere altre volte) e riuscire ad "eluderlo" è e resta un gran merito. Direi che c'è ben poco altro da dire. PS qualcosina da dire ce l'avrei. Ecco, io avrei scelto un casco dell'epoca ferrarista, uno di quelli "simbolo" dell'epopea del Kaiser. Forse la scelta del casco Mercedes è anche "figlia" di una certa specie di marketing... Ma, tutto sommato, anche a Montreal gli venne consegnato il casco di Senna dei tempi della Lotus e non della McLaren come una certa "logica" avrebbe suggerito. Ma era sempre il casco di Senna, così come quello di oggi è un casco di Schumacher. Quindi, in definitiva, va bene comunque così...
  22. GP2 effettivamente è un gioco Anche le ultime
  23. "Forse Rosberg se lo ricorda per qualche scorrettezza" Sì, peccato che le scorrettezze le faceva solo il tedesco/finlandese/monegasco/vattelapesca. Banda di cialtroni.
  24. Traduttore non fare l'ignorabbile, Hamilton ha detto "quando giocavo a GP2" non "quando giocavo ai videogiochi".
  25. Hanno usato la VSC prima, avevano paura che la SC andasse troppo giù di temperatura?
  26. Non so se faccia più schifo Liberty o Vanzini.
  27. Raikkonen con pezzi penzolanti ma tutto ok. Ti obbligano a fermarti solo se sei tedesco e non ne possono più di vederti dominare.
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