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The F1 countdown


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Perdonatemi se è già  stata postata...non mi pare   IL GP Monaco 1966 segna il debutto di Bruce McLaren come costruttore, con la M2B     Decimo in qualifica, in gara si ritirerà  presto per una

The F1 countdown - Speciale Jacquot 1976, Ligier JS5-Matra (regolamento 1975), 3 GP Interlagos 1976, Ligier JS5-Matra (nuovo regolamento), 13 GP Montecarlo

Niki Lauda, Ferrari, GP Germania 1976     Sembrava fatta ormai per il secondo titolo mondiale di fila... e invece..

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Tazio Nuvolari su Alfa Tipo B detta "P3" al Gran Premio di Monza (non GP d'Italia) dell'11 settembre 1932, arriva 2° nella seconda batteria dietro alla Maserati di Luigi Fagioli ed accede alla finale, nella quale arriverà  3° dietro al vincitore Caracciola (suo compagno all'Alfa) e allo stesso Fagioli.

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GP Argentina 1973 - Jean-Pierre Jarier - March 721G Ford Cosworth - STP March Racing Team. 17° e terzultimo in griglia, a 3.73" da Regazzoni (105.288%), in gara si deve ritirare dopo 84 giri su 96 per la rottura del radiatore; in quel momento si trovava in 11^ e ultima posizione. E' il primo GP di Jarier da pilota "titolare"; in predenza aveva preso parte al GP d'Italia 1971 con una March 701 del Team Shell Arnold. Notare che il casco del francese non è quello cui ci ha abituato negli anni successivi

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GP Stati Uniti 1960 (Riverside) - Jim Hall - Lotus 18 Climax - Iscritto come privato. 12° in griglia, a 3.8" da Moss (103.322%), conduce una gara molto buona, che lo porta in quinta posizione a una manciata di giri dalla fine; alla fine del 73° giro, però, quando era ormai vicino a conquistare i primi punti mondiali, la trasmissione della sua vettura cede, lasciandolo a piedi. Hall chiuderà  la gara spingendo la propria Lotus fino al traguardo, venendo classificato 7° con un ritardo di due giri da Moss.

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René Dreyfus su Alfa Romeo 12C iscritta dalla Scuderia Ferrari, Monza, Gran Premio d'Italia 1936. 4° in prova e 4° al traguardo.

Il buon Renato, troppo spesso dimenticato, è uno dei pochissimi ad aver battuto le Frecce d'Argento (Mercedes e Auto Union) nel periodo 1934-1939. Accadde a Pau nel 1938, con la Delahaye.

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René Dreyfus su Alfa Romeo 12C iscritta dalla Scuderia Ferrari, Monza, Gran Premio d'Italia 1936. 4° in prova e 4° al traguardo.

Il buon Renato, troppo spesso dimenticato, è uno dei pochissimi ad aver battuto le Frecce d'Argento (Mercedes e Auto Union) nel periodo 1934-1939. Accadde a Pau nel 1938, con la Delahaye.

Quelle balle di paglia mi ricordano tanto le file di pneumatici messe alle varianti di Monza nel '96 :zizi:

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Quelle balle di paglia mi ricordano tanto le file di pneumatici messe alle varianti di Monza nel '96 :zizi:

E' proprio così. All'epoca il circuito da GP comprendeva anche l'Anello leggermente sopraelevato (un pò diverso da quello che ancora oggi è in piedi) dietro all'attuale parabolica, e per ridurre le velocità  si misero delle chicane provvisorie. Era ancora vivo il ricordo della "domenica nera" del 1933 (con la morte di Campari, Borzacchini e Czaikowskji).

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Gran Premio di Monaco 1934, all'uscita del tunnel è Achille Varzi su Alfa P3 della Scuderia Ferrari, 6° al traguardo nel giorno della vittoria del compagno esordiente in squadra Guy Moll che approfitta di un errore del loro team-mate Chiron nelle ultime battute di gara.

Nelle prove, accadde quello che ci racconta Enzo Ferrari:

«Mancavano poche ore al via del G.P. di Montecarlo del 1934, quando io arrivai dall’Italia e trovai il mio collaboratore Bazzi pressoché annientato dalle lamentele di Varzi. Il nostro Achille si dichiarava insoddisfatto della macchina e criticava soprattutto la posa di guida, aveva fatto cambiare dai meccanici una decina di cuscini, ma non ne aveva trovato uno che gli consentisse una sistemazione di suo gradimento. Assistetti così alla fase finale della discussione.

Varzi chiese finalmente un paio di cuscini, li soppesò, misurò la loro altezza e decise che per arrivare alla perfezione, occorreva che fossero un poco più alti, ma non tanto da richiedere un terzo cuscino. Bazzi diede un’occhiata e lo invitò ad andare a prendere un caffè; al suo ritorno, promise, avrebbe trovato la sistemazione da lui voluta. Appena Varzi si fu allontanato, Bazzi afferrò il Corriere della Sera che avevo in tasca, lo piegò in quattro, lo nascose sotto i cuscini. Varzi tornò poco dopo, provò la posizione: “Perfetto, sì” mormorò e ringraziò quasi commosso. Ora, il giornale praticamente non aveva fatto aumentare l’altezza nemmeno di mezzo centimetro. Ma Varzi era un tipo capace di convincersi anche dell’assurdo».

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«Mancavano poche ore al via del G.P. di Montecarlo del 1934, quando io arrivai dall’Italia e trovai il mio collaboratore Bazzi pressoché annientato dalle lamentele di Varzi. Il nostro Achille si dichiarava insoddisfatto della macchina e criticava soprattutto la posa di guida, aveva fatto cambiare dai meccanici una decina di cuscini, ma non ne aveva trovato uno che gli consentisse una sistemazione di suo gradimento. Assistetti così alla fase finale della discussione.

Varzi chiese finalmente un paio di cuscini, li soppesò, misurò la loro altezza e decise che per arrivare alla perfezione, occorreva che fossero un poco più alti, ma non tanto da richiedere un terzo cuscino. Bazzi diede un’occhiata e lo invitò ad andare a prendere un caffè; al suo ritorno, promise, avrebbe trovato la sistemazione da lui voluta. Appena Varzi si fu allontanato, Bazzi afferrò il Corriere della Sera che avevo in tasca, lo piegò in quattro, lo nascose sotto i cuscini. Varzi tornò poco dopo, provò la posizione: “Perfetto, sì” mormorò e ringraziò quasi commosso. Ora, il giornale praticamente non aveva fatto aumentare l’altezza nemmeno di mezzo centimetro. Ma Varzi era un tipo capace di convincersi anche dell’assurdo».

L'ha scritto anche Donnini in uno dei primi "CdC", ovviamente in modo molto sintetico

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GP Francia 1960 - Jim Clark - Lotus 18 Climax - Team Lotus. Terza gara in carriera per l'asso scozzese, che si qualifica 12° a 3.5" da Brabham (102.558%) e in gara chiude in quinta posizione, a un giro dal tre volte campione del mondo australiano, dopo aver ottimamente rimontato dal 15° posto nel quale era caduto in partenza.

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GP Sudafrica 1978 - Eddie Cheever - Hesketh 308E Ford Cosworth - Olympus Cameras Hesketh Racing. 25° e penultimo in qualifica, a 3.18" da Lauda (104.260%), all'ultima pole in carriera, la gara si chiude dopo soli 8 giri per il cedimento del motore, dopo che nei primi giri era riuscito a risalire in un'ottima 20^ posizione. E' l'unica gara dell'anno in cui la Hesketh riesce a qualificarsi; tre gare dopo la squadra inglese si ritirerà  dalla Formula 1.

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