sono perfettamente d'accordo con sundance. Quel che ci vorrebbe sarebbero delle regole coerenti per "armonizzare" cilindrate e architetture diverse. Un tempo succedeva senza problemi.
Quando Ferrari iniziò ad avere seri problemi con il vecchio 12 cilidri 3000 a bancate di 60° non più competitivo nei confronti degli ultimi sviluppi del Cosworth DFV, che aveva potenza paragonabile ma era più leggero e semplice e girava più basso, Forghieri s'inventò un nuovo gioiello che, dal 70 agli 80, disputò agli inglesi la supremazia del settore permettendo alle vetture di Maranello di competere rispetto alle loro più efficenti soluzioni telaistiche. Il tipo 001 (arrivò alla denominazione 015) era un 2991 a 12 cilindri contrapposti a V di 180°, erroneamente definito "boxer", che in 10 anni "crebbe" di un centinaio di Cv... nella sua ultima versione
530 CV a 12.500 giri.
Oggi con queste regole del cappero su motori bloccati e quant'altro chi ha Newey vince e agli altri restan briciole. Devono liberalizzare l'area motore, aprendo la strada agli ibridi veri, buttando nel cesso questi Kers del piffero.
Va ben lo spettacolo ma allora, spettacolo per spettacolo, meglio Briatore e le manches inframezzate da signorine in abiti succinti... che anche l'occhio vuole la sua parte.
C'era una volta la favola della F1 tempio di velocità e pure ricerca per le migliori tecnologie automobilistiche... per dirla in ode manzoniana " Ella fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta...".
Ormai, grazie all'ineffabile azione promozionale del sempiterno vicepresidente FIA e alla sua costante voglia di sangue "fresco", il discorso su primazia tecnologica e ricerca ha preso altre strade, precisamente queste:
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