Vai al contenuto
View in the app

A better way to browse. Learn more.

P300.it FORUM | Motorsport Media

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

sundance76

Staff
  • Registrato

  • Ultima Visita

Contenuti inviati da sundance76

  1. Ci ho pensato. Non credo si possa stabilire una cosa del genere. O almeno al momento non ci riesco io.
  2. Io ricordo che Schumacher, su una vettura progettata per superare i 300 km/h disse: "Arrivato a 150 km/h, ebbi paura: temevo che mi sarebbe scoppiato tutto in faccia". Per quanto riguarda Hakkinen, lui sì che andò più piano:
  3. Prova a sentire Hakkinen e Schumacher quando guidarono la Mercedes '39.
  4. Albi, mi pare che fosse 2° al momento del ritiro...
  5. Il 1992-93 fu proprio il periodo in cui si sentirono i vari Ecclestone e Briatore gridare alla necessità di cambiamenti in nome dello spettacolo.
  6. Innanzitutto, tra i molteplici esempi fatti, non devi fossilizzarti sul pazzo di Silverstone o Germania. Inoltre, la sostanza cambia eccome. Un regolamento intelligente permette a più squadre di lottare per la vittoria senza artifici pianificati. Nel 77 o 79 (ma ci sono dozzine di esempi) la Ferrari era la più organizzata o ricca, ma le singole gare le vincevano diverse scuderie e piloti. Il budget cap sarebbe ingannevole in F 1, non si gioca col pallone.
  7. MAREMMA!!!! Avevo rimosso quell'incubo...
  8. Io dei record sul giro me ne importo il giusto. E' ovvio che siano più lente, perché se le facciamo sempre più veloci allora è ovvio che si deve andare a correre nel Deserto e che sono inutili anche le tribune.
  9. Secondo me infatti non lo sarà proprio perché in questi ultimi anni abbiamo visto varie decine di gare del genere. Comincio anche a pensare che l'alettone anteriore di larghezza tipo Lincoln Mercury non sia solo per esigenze tecniche (riequilibrio aerodinamico), bensì un elemento costitutivo dello show, col macello che a ogni gara avviene appena si sfiorano due macchine. Con quelle ali, altro che Digione '79.....
  10. Cerchiamo di capirci. Qui dentro ormai tantissimi sanno benissimo che i GP sono sempre stati noiosi, nel senso che c'erano pochi sorpassi rispetto all'era-DRS-gomme finte obbligatoriamente da cambiare-motori standard ecc. ecc ecc. Proprio per quello ci si ricorda di Digione '79 e varie altre. Proprio perché la competizione non era gonfiata con gli estrogeni sopradetti. Ci ricordiamo dei sorpassi fra Senna e Piquet nell'annata '86 proprio perché i sorpassi erano pochi.
  11. Assolutamente sì. Per Monaco '34, oltre al poster, avevo inserito anche la mappa del circuito com'era in quell'anno.
  12. E' doveroso, perché per studiare l'andamento di una stagione esse sono fondamentali. Talvolta un pilota si ferisce e non può partecipare alle corse successiva, talaltra un team rompe i motori e non riesce ad approntarne di efficienti per partecipare al GP iridato seguente.... Ci sono aneddoti gustosi: nel 1952 le gare di F1 furono tutte... non valide per il titolo! Esso, come sapete, fu assegnato disputando i Gran Premi iridati con vetture di F2 e di F. Indy-Usac (per la 500 miglia, che non era affatto un GP ma solo una gara che assegnava punti per il Mondiale Piloti, pur se disputata con regolamenti e categoria diversa). Nel 1952 la Francia organizzò un proprio Campionato Nazionale con GP "interni", ben otto prove di cui ciascuna sulla distanza delle TRE ore di gara. Lo vinse Ascari, che vinse anche il Campionato Mondiale Piloti.
  13. Questo si potrà fare per il 1950 a oggi. Per i Gran Premi precedenti la faccenda è più articolata, quindi direi che prima del 1950 è sufficiente l'anno, tipo "Gran Premio del Belgio 1935".
  14. Ho ritrovato la discussione sugli effetti, positivi e negativi, del thread "Le foto d'epoca"
  15. Secondo me questa "griglia" darà una grandissima svolta alla sezione storica, e invoglierà molti più utenti a interessarsi alla sezione stessa. O almeno lo spero vivamente. Per le statistiche, anche io penso che debbano esistere solo quelle relative al post-1949. Poi si vedrà se e come sviluppare una cosa analoga per il periodo precedente, da tenere distinta. Sulle gare extra-campionato, si possono sempre inserire nella stagione in questione, magari senza numerazione nel titolo. Un suggerimento, secondo me, è quello di chiamare ogni stagione come "Stagione dei Gran Premi 2016, Stagione dei Gran Premi 1970, Stagione dei Gran Premi 1935 ecc ecc. Se nella dicitura mettiamo "Stagione di Formula 1", dicitura che va bene solo per gli anni 1947-2016, andremmo a creare quella disparità che storicamente non c'è mai stata, ma che è solo un prodotto mentale degli ultimi decenni. I Gran Premi sono un "insieme" che contiene al suo interno anche la Formula 1, e non ci creerebbe problemi con nessun caso particolare in cui ci si imbatterà.
  16. Ovviamente anche io disegnavo auto da corsa sui libri e sui quaderni. Alcuni disegni li conservo ancora. Ma soprattutto albi d'oro, statistiche, frasi, nomi di piloti... Ma io andavo oltre. Nel 1993-94, era il 4° liceo scientifico (avevo 17-18 anni), "dipinsi" il mio banco a forma di Ferrari 312 T4, nel senso che piazzai due bei numeri "12" (il numero di Gilles Villeneuve nel magico 1979) sul banco con la stessa orientazione del muso della Ferrari. Contemporaneamente, attaccai alla parete il poster della presentazione della 412 T con Alesi, Berger e Larini. E fotocopiando a colori (nel 1994 si andava in cartolibreria e si pagava carissima ogni copia a colori) la copertina del libro "Gilles vivo", la piazzai sulla parete accanto al crocifisso, al posto del Presidente della Repubblica. Ma il mio massimo era in spiaggia: con la sabbia, l'aiuto degli amici e qualche scritta Marlboro presa da pacchetti di sigarette, ero in grado di modellare la Ferrari F1/87 oppure la Ferrari 640 del 1989.... E una volta la facemmo a grandezza tale che il fratellino di una mia amica ci poteva entrare dentro... Purtroppo, niente foto...
  17. L'automobile è sempre più vista come una specie di elettrodomestico, uno scaldabagno, una capsula tondeggiante che deve portarci da qualche parte e amen. Non è più l'oggetto del desiderio o lo status symbol di una volta (ovviamente non del tutto). Una volta l'auto era la "conquista di libertà", come la definiva Enzo Ferrari. Oggi è un nemico da eliminare, dalle città, dalle strade. Le corse una volta entravano nelle case della gente, perché si correvano su strade chiuse al traffico, la Mille Miglia attraversava i paesini di mezza Italia, la Targa Florio. Oggi sono relegate in circuiti disegnati a tavolino su zone piatte, come animali in laboratorio o come equilibristi in un circo pieno di materassi e di reti. E poi i rallyes, che oggi sono visti solo come brevissime esibizioni col pubblico lontano. Una volta chiamavano a raccolta regioni intere. Purtroppo l'andazzo è questo. Come ha detto Gio66, se la nave va alla deriva, è praticamente impossibile che ritorni in porto.
  18. Anche io presi la patente a 19 anni e mezzo, il 27 novembre 1995 (ricordo che quel giorno scomparve Giancarlo Baghetti, l'unico pilota a vincere all'esordio in F1: trionfò nelle prime tre corse a cui partecipò: Siracusa, Napoli e Francia, quest'ultima valida per il Mondiale).
  19. Spero che mi scuseranno tutti gli amici del forum per quella che può sembrare presunzione, ma io credo che nessuno al mondo sia più appassionato di corse automobilistiche del sottoscritto. Mettiamola così: potrà esserci qualche milione di persone ugualmente appassionato come me, ma non più di me. Oggi sostanzialmente vivo un periodo (da anni a questa parte...) interlocutorio. Nell'adolescenza, tra i 13 e i 19 anni (1989-1995) la mia bestiale passione per la F1 trainava anche alcuni amici, che però non erano realmente appassionati: si entusiasmavano, ecco, ma non erano addicted. Nell'inverno 90-91 in una sala giochi locale organizzammo un campionato (con squadre di due piloti ciascuna) col videogioco "Super Monaco Grand Prix", che in versione coin op era largamente superiore a quello da console. Negli anni successivi al 1995, con la divisione "universitaria", rimasi a parlarne prevalentemente con mio padre (responsabile della mia cocente passione motoristica, intendo proprio il motore a scoppio), finché dopo il 2001 lui non seguì più nemmeno i GP (forse perché Alesi si era ritirato). Proprio nel 2001, in primavera, non ricordo esattamente il perché, ma ricordo la foto che diede il via al tutto, decisi di cominciare a interessarmi delle epoche precedenti al 1950, che a livello statistico già conoscevo a grandi linee, diciamo al 20-30%. Ma nel 2001 mi "esplose" letteralmente l'entusiasmo per quelle epoche e contemporaneamente (anzi, no, a Natale) mi imbattei nel simulatore "Grand Prix Legends" sugli anni '60, più l'eccezionale e avventuroso ritrovamento del film omonimo, che cercavo da dieci anni. Sì, diciamo che il 2001, con quei due avvenimenti (imprecisamente ma per dare un'idea: anni '30 e anni '60), fu uno spartiacque. Mi resi conto che la mia passione automobilistica, concentrata sulla F1 ma in realtà per fortuna spesso deviata verso i rally (una passione parallela tuttora viva, ma dagli anni '60 al 1996, dopo non sono più rally) la Indy (89-95), la Nascar (1991-98), era una passione inconsapevole di una deriva senza via d'uscita. Sì, nella seconda metà degli anni '90 stavo inconsapevolmente galleggiando su qualcosa che non c'era più, la F1 era già falsa, coi sorpassi ai pit stop, con l'imposizione del V10, e io ingollavo acriticamente. La mancanza di cultura, non parlo delle statistiche ma della profonda consapevolezza "filosofica" delle varie epoche automobilistiche, mi stava rendendo un inconsapevole bevitore di sbobba artificiale, senza ragioni e senza motivi, dimenticati o ormai inesistenti. Questo lo capisco ora. Il declino del mio interesse verso la F1 ecclestoniana televisiva dal 2001 è stato più o meno costante. Oggi non faccio drammi se mi perdo un GP. Se mi imbatto nella differita, la TV resta accesa, ma non seguo, non riesco a piegarmi all'interesse per una gara dove le gomme sono concepite per fare casino, dove le auto (a parte le differenze cronometriche) sono tutte molto simili e in realtà sono semplici "attrezzi, strumenti" che nulla hanno a che vedere con l'automobilismo propriamente detto. La Ferrari? Nessuno più di me continua da da decenni a fare ricerche, a interessarsi dei motori di tutti i modelli: ecco, gli appassionati di oggi cosa se ne fottono del V8 di Bellei e del V12 di Forghieri, ma non il boxer, bensì del 1964-65? Niente!! E' come se parlassi da solo, oppure con mio padre, appassionato del motore in quanto tale, ma ormai lui sta invecchiando ed è stanco. Ogni tanto mi imbatto in alcuni appassionati su facebook o sul web, ma è sempre rarissimo. Ho letto da qualche parte su AS che Andruet ha detto che i veri piloti sono quelli che hanno guidato su strada, e che i circuiti "naturali" sono quelli che insegnano a guidare. Ha ragione. Ma oggi fare questo discorso è come parlare di una edizione rilegata della Divina Commedia stampata nell'800 a chi è abituato a leggere Anna Todd sullo smartphone. Non ci si può intendere. Parlo proprio della passione, dell'odore, dell'urlo che ti sale dal petto, della tensione, della febbre, che la velocità ti trasmette.
  20. Riporto in vista questo thread di AmanteMercedes dove si ricorda una delle grandi vittorie di Lautenschlager.
  21. Ormai anche noi appassionati di automobilismo siamo diventati come il bar sport... Un clima inimmaginabile in anni precedenti al 1992..
  22. http://www.quattroruote.it/news/rally/2016/04/03/addio_al_favoloso_pilota_di_adria_scomparso_il_grande_arnaldo_cavallari.html Addio al favoloso pilota di Adria Scomparso il grande Arnaldo Cavallari Il padre dei rally di casa nostra, il pilota che ha vinto tanto e che tanto ha fatto perché altri piloti diventasse campioni affermati, è morto la sera del 2 aprile, tristemente solo. Arnaldo Cavallari oltre a essere stato un asso del volante è stato il simbolo di una disciplina che prima di lui era patrimonio degli assi scandinavi e dopo è diventata grande con le auto e i piloti italiani. Era velocissimo sia sull’asfalto che sulla terra, capace di vincere in pista e in salita poi si era tuffato con il massimo impegno nei rally dove ha collezionato quattro titoli tricolori, una Mitropa Cup e un titolo del Granturismo di serie. Un palmares strepitoso perché messo assieme quando le gare erano durissime e le vetture erano fragili. Famoso anche per aver scoperto il talento di Sandro Munari, il Vecio (come lo chiamavano tutti nel giro) sapeva combinare al meglio l’irruenza della guida con l’intelligenza, qualità indispensabile al suo tempo per riuscire a portare in fondo alle gare la vettura. Nato il 12 luglio 1932, aveva chiuso la carriera verso la metà degli anni ’70 con varie partecipazioni alle corse africane. Ha corso e vinto con le Alfa Romeo Giulietta, Giulia Quadrifoglio e Gta, poi con le Lancia Fulvia HF e pure con la Porsche. Dopo si era tuffato nel mondo del pane (sua l’ideazione della famosissima ciabatta polesana) perché la famiglia da sempre aveva un’attività legata ai mulini ed alla farina. Generoso oltre misura, aveva dissipato una fortuna per sostenere le attività sportive e sociali sul suo territorio, la città di Adria in particolare, ben poco ricambiato e via via abbandonato da troppi quando gli affari avevano smesso di girare; fino a chiudere in maniera tristissima la sua esistenza nell’indifferenza totale ed in grossissime difficoltà economiche. F.C.
  23. Purtroppo non è così, ma è esattamente al contrario. Il pauroso aumento del carico aerodinamico, sin dai primi tempi dello sfruttamento dell'effetto-suolo (fine anni '70) ha pesantemente castrato i sorpassi, perché le altissime velocità in curva diminuirono drasticamente gli spazi di frenata, lì dove prima era determinante l'abilità del pilota nel gestire i freni e la potenza. L'aerodinamica ha annullato gran parte delle differenze tra piloti. L'elettronica ha fatto il resto. Il DRS nasce (nel 2011) proprio perché le squadre non vogliono rinunciare allo sfruttamento dell'aerodinamica. La diminuzione di carico (2014) è paradossalmente una delle poche decisioni sensate, che ha favorito alcuni sorpassi veri, anche senza DRS e senza gomme-finte (da anni tutti i tipi di gomme sono finte, fatte apposta per lo show, senza alcun significato tecnico). Ovvio che con le macchine ultraevolute di oggi, con un buon grip meccanico di base, una diminuzione di carico sembra farle diventare più "facili", ma è proprio perché non esiste una visione d'insieme del problema. L'unica cosa che conta sono i soldi che la baracca può generare. Non certo il significato della "formula" (nel senso originale di "regolamento") che le Case un tempo erano chiamate a sviluppare.

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.