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sundance76

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Contenuti inviati da sundance76

  1. ...sempre per quella storia della credibilità della "categoria regina"..
  2. Qualcuno ha il regolamento Fia per i motori delle F1?
  3. Si dice anche che la Fia abbia "imposto" una soluzione sgradita a tutti, per poi vedersi "costretta" a fare dietrofront e revocare l'Halo, per poter dire: "Io volevo fare qualcosa per la sicurezza, ma voi non lo avete voluto". Insomma, una mossa politica.
  4. Beh, per la miseria, è un bel numerone!!
  5. Sarebbe un ritorno dopo la vittoriosa parentesi da fornitore di motori nel 1983-1987 (tre titoli piloti con Lauda e Prost, due titoli Costruttori, con McLaren), la disastrosa esperienza Footwork nei primi '90, e l'apparizione da Costruttore totale culminata con la vittoria di Dan Gurney al GP di Francia 1962 a Rouen.
  6. Recentissima intervista, anche sull'attualità dei cambi al vertice in F1: http://www.labissa.com/paola-montonati/item/17868-vivere-tra-i-motori-a-tu-per-tu-con-gianni-cancellieri
  7. Il "Gran Premio" (con le iniziali maiuscole) era tale proprio perché c'erano altre gare, sempre con macchine da GP, di valore più o meno minore. Oggi tutte le le gare di F1 sono sempre "Gran Premi", e farne 20 o 30 significa di fatto svilirne l'importanza, ma questo è un discorso che non ha più senso nell'era televisiva. Io sarei favorevole a 15 GP da 400-500 km ciascuno, ma invece non mi stupirei se in futuro arrivassimo a 35-40 gare da 150-200 km...
  8. A ottobre nei cinema: http://www.nexodigital.it/ferrari-312b/
  9. Non credevo che in Germania odiassero questo assetto.
  10. Magari, quando torno ad avere tempo, si potrebbe fare lo stesso per i rallyes.
  11. Cercando tutt'altro mi sono imbattuto in questo articolo dell'ex addetto stampa Ferrari, ma è riferito al 2010. Quindi non c'era ancora il Drs. Vale più che altro come curiosità. http://www.iltempo.it/sport/2010/03/16/news/giancarlo-baccini-br-br-la-doppietta-della-ferrari-ha-fatto-bene-alla-formula-1-almeno-qui-in-italia-737102/ Giancarlo Baccini La doppietta della Ferrari ha fatto bene alla Formula 1, almeno qui in Italia. 16 Marzo 2010 "Questo eccellente risultato potrebbe inoltre rappresentare un semplice punto di partenza, specie se, come tutto lascia credere, la Ferrari sarà in grado di ripetersi nelle prossime gare. Sulla popolarità futura della più importante competizione motoristica del mondo continua però a pesare come un macigno la quasi totale assenza di spettacolo. Dunque la Ferrari potrà pure invertire il declinante trend della F1 in Italia ma non è detto che lo stesso accada negli altri Paesi. Il problema non è nuovo ma il fatto che si sia riproposto a dispetto del drastico cambio del formato dei gran premi, con l'agognato ritorno alla formula «via col pieno» al posto dei vituperati rifornimenti in corsa, dimostra che la fonte del male non erano le strategie di gara che trasformavano i piloti in ragionieri ma bensì la natura stessa della competizione. A trasformare in Formula Noia la gloriosa, eroica Formula 1 di un tempo, quella in cui le macchine consentivano agli uomini di affrontarsi corpo a corpo all'insegna dell'ardimento e della tecnica di guida, sono in realtà stati gli ingegneri. Il processo è iniziato negli anni '80, quando gli inglesi hanno pensato bene di tramutare le monoposto in aerei rovesciati e pertanto imposto l'abbandono della tradizionale cultura meccanica in favore di quella aerospaziale, tutta basata sui materiali speciali, sulla fluidodinamica, sull'elettronica. Di anno in anno le vetture di F1 sono diventate, sì, più veloci, ma allo stesso tempo costosissime e sofisticate come astronavi, dotate di freni così potenti da permettere anche al guidatore più scarso di rallentare soltanto a pochi metri dalle curve, e soprattutto quasi inguidabili se non c'è la pressione dell'aria a tenerle incollate sull'asfalto. Col risultato che i piloti non riescono più sorpassare chi gli sta davanti: un po' perché non possono avvicinarsi altrimenti la loro macchina non sta più per terra e un po' perché per quanto ritardino la staccata è comunque difficile infilare chi può a sua volta frenare all'ultimo. Complici le nuove piste prive di trabocchetti, i sorpassi sono così praticamente spariti e le corse – al netto di errori o di rotture - si decidono nelle poche centinaia di metri che separano il semaforo del via dalla prima curva. Tutto ciò perché la Formula 1 è diventato il gigantesco e assurdamente costoso giocattolo degli ingegneri, ai quali non frega niente né del pubblico né dei piloti in sangue ed ossa (che, anzi, fosse per loro avrebbero già fatto fuori in favore di qualche sistema di guida dai box stile videogame). A loro interessa soltanto di dimostrare di essere più bravi degli altri ingegneri. E finché i veri padroni della F1 – la Federazione, i costruttori, i proprietari dei team – non rinunceranno ai loro miopi egoismi e si metteranno d'accordo per tornare a correre su vere automobili (oltretutto risparmiando un sacco di soldi), noi appassionati dovremo rassegnarci a sbadigliare davanti alla tv. Con o senza i pit stop". P.S. Baccini non sono io
  12. Il sito svizzero della Lancia (e anche quello tedesco è sullo stesso tenore). Mi sa che stavolta si chiude davvero....
  13. Barlini era ispirato a Bandini, ma l'incidente del film alla chicane coinvolse i due della BRM-Jordan, Scott Stoddart (interpretato da Brian Bedford e ispirato a Jackie Stewart) e Pete Aron (interpretato da James Garner).
  14. A proposito di Indy e Alonso: dopo Montecarlo, Bandini doveva disputare la 500 miglia con un team americano, ovviamente col permesso di Enzo Ferrari.
  15. 50 anni fa Lorenzo Bandini, il più grande pilota italiano degli anni '60, era vittima di uno spaventoso incidente alla chicane di Montecarlo a bordo della sua Ferrari 312 mentre era 2° dietro alla Brabham-Repco del futuro vincitore e campione del mondo, Denny Hulme. Morirà tre giorni dopo.
  16. E' morto a 79 anni Timo Makinen, uno dei veri "finlandesi volanti" dei rally (nessuna parentela con Tommi). 4 vittorie al Mille Laghi ('65, '66', '67, '73), 3 vittorie al Rac ('73,'74,'75), il Montecarlo '65 (e quello '66 dove una cervellotica squalifica gli tolse il bis), nel suo palmares, oltre a gare oggi dimenticate ma che erano grandi classiche, come il Tulip, la Monaco-Vienna-Budapest e il Bandama in Costa d'Avorio. https://ch-it.motorsport.com/wrc/news/rally-in-lutto-e-morto-timo-makinen-il-primo-finlandese-volante-902060/
  17. Porca miseria... http://www.brindisireport.it/cronaca/grave-incidente-per-cesare-fiorio-prognosi-riservata.html
  18. Porca miseria... http://www.brindisireport.it/cronaca/grave-incidente-per-cesare-fiorio-prognosi-riservata.html
  19. La 500 miglia di Monza (disputata nel 1957 e 1958) insieme alla Indy 500 assegnava il cosiddetto "Trofeo dei Due Mondi".
  20. Corbezzoli, col 10-6-4-3-2-1, Vettel avrebbe ben 7 punti di vantaggio, pari a un 2° e un 6° posto, oppure a un 3° e un 4°. Con tale punteggio, si vede l'impietosa differenza tra Kimi e gli altri tre piloti dell'Asse (italo-tedesca).

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