Davide Hill
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Alfa Romeo "torna" in F1
Sauber che venne acquistata dalla BMW diventando Sauber.BMW F1 Team che a sua volta, dopo l'addio della Casa bavarese, tornò ad essere semplicemente Sauber. Ma, nel periodo BMW.Sauber, quella era una BMW a tutti gli effetti (per quanto possa essere "a tutti gli effetti" una struttura racing che nasce comunque indipendente... Anche la Mercedes, di fatto, è "relativamente" una Mercedes, visto che è la Brawn GP, che era la Honda, che era la BAR, che era la Tyrrell... Ma questo è un fattore comunque trascurabile, perché fondi e tecnologie provengono dalla Casa madre). Alfa, invece, si presenta come sponsor punto e basta. La Power Unit è quella Ferrari rinominata (anche perché costruirne uno 100% Alfa non avrebbe il minimo senso). Un po' come TAG Heuer per la Red Bull (che si presenta come sponsor ma che dà anche il nome al motore Renault... A differenza di Aston Martin che è sponsor punto e basta). In ogni caso, io personalmente non ci vedo nulla di male in questa operazione chiaramente di marketing ma che, comunque, ha i suoi aspetti positivi. Si sfrutta (anzi, si rafforza) una partnership già esistente con l'utilizzo di un nome storico. Certo, magari da un punto di vista "filosofico" i puristi dell'Alfa hanno tutto il diritto di storcere il naso. Quella che scenderà in pista non sarà un' Alfa Romeo, ma alla fine ci sta anche un cosa del genere.
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F1 in TV 2017
Il fatto che ci siano svariati piloti che si cimentano col sim-racing è anche normale. E fin lì, nessun problema. Ovviamente. Le "note dolenti" ci sono al contrario, ovvero quando qualche sim-racer si sente praticamente un pilota vero. Certo, ci sono stati una manciata di casi in cui qualcuno proveniente dal virtuale si è cimentato, con più o meno successo, anche nel reale. Ma secondo me sono eccezioni, e comunque parliamo di tutta gente che è arrivata fino ad un certo tipo di categoria o una certa tipologia di macchine (i sim-driver più bravi penso che potrebbero cavicchiarsela coi formulini o con qualche GT "light" - a scanso di equivoci parliamo pur sempre di macchine da corsa decisamente impegnative - ma i guai si avrebbero man mano che si sale di livello, specialmente su vetture a ruote scoperte). Il problema è che c'è gente - e non sono pochi ad avere questa idea - davvero convinta che il solo fatto di stampare buoni tempi con qualche videogioco (più o meno complesso) li renda perfettamente in grado di pilotare una vettura reale in una pista reale. Inutile dire che è una cazzata colossale ed è inutile anche cercare di far capire a costoro che pilota non ci si improvvisa, che non basta fare temponi al simulatore per ambire a sostituire Lewis Hamilton e che è un mestiere che non ammette scorciatoie e che si costruisce mattoncino su mattoncino lungo una carriera che inizia - e nella realtà, non nel virtuale - attraverso anni e anni di categorie inferiori. Chiaramente nemmeno il virtuale è facile, lo dico per esperienza diretta. Occorre talento, concentrazione, determinazione e, come in tutte le cose, allenamento. Quel che manca è il coraggio e la "consapevolezza della realtà". Un conto è sfiorare un rail o un muretto su un simulatore. Un conto è sfiorarlo realmente. "Domare" il naturale spirito di conservazione di un essere umano è una capacità che non si acquisisce schioccando le dita. E' il naturale risultato di un approccio via via sempre più impegnativo, su mezzi sempre più potenti e veloci. E' un fattore che si allena lungo tutta una carriera, non ci si arriva per magia. E' per questo che, parlando con uno di questi Lewis Hamilton virtuali, gli ho spiegato che il fatto di aver battuto qualche pilota reale al videogioco non vuol dire assolutamente nulla. Perché lui, non avendo la minima esperienza con la controprova reale, magari riusciva ad essere più spregiudicato e a fare certe curve in modo "virtuale, assolutamente non realistico. Il pilota reale, invece, usa il simulatore con il medesimo approccio che ha nella realtà. Per questo, magari, il tempo del pilota reale al simulatore può essere più alto dei suo. Ma se poi invertiamo le parti, abbiamo un pilota reale che replica praticamente lo stesso tempo del virtuale. Il ragazzotto, invece, è già un miracolo se riesce a prendere distacchi misurati col calendario (ammesso e non concesso che riesca a finire il giro senza spappolarsi contro le barriere). E nonostante questo, continuava a non capire e ad insistere.... Non era pazzo lui, come detto sono davvero in tanti a pensare questa cosa visto che sono abbastanza in contatto con quel mondo (principalmente perché qualcuno di loro mi ha chiesto dei lavoretti grafici per pagine youtube e robe simili... E 3 di quei ragazzi hanno partecipato alla finale di Abu Dhabi) e mi capita di leggere cose assurde... Ok che sono sogni di ragazzini, però insomma. Quindi la questione follia nel voler avvicinare i due mondi è tutta qui. E io ho troppo rispetto per i piloti reali per pensare, anche lontanamente, che un ragazzotto con la panza o un secchetto scrocchiazeppi possano arrivare a sostituire chi questo mestiere lo fa per davvero. E purtroppo (impressione mia) ho il timore che, prima o poi, qualcuno possa spingere uno di questi ragazzini fino all'impensabile. Spero che non si arriverà mai a questo, ma credo (con terrore) che la strada intrapresa sia proprio questa...
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Nuovo Logo F1
C'era qualcosa di simile e si chiamava KERS. E, pur se si trattava comunque di un meccanismo che garantiva (in teoria) un vantaggio, era decisamente accettabile. Non era una merdata antisportiva come il DiaRreaS...
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Nuovo Logo F1
Un po' folkloristico, ma ha ragione praticamente su tutto.
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Nuovo Logo F1
Quindi il merito va all'agenzia Widen+Kennedy London... Bene, allora occorre mandare a Londra il rappresentante della Lee+Harvey+Oswald per "parlare della questione"...
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Radio Paddock 2017
L'attacco memorabile di questa intro indimenticabile mi provoca sempre istantanea e potente erezione.
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Radio Paddock 2017
Io ho visto tutte e 3 le proposte e sono uno più indecente dell'altro. Il logo era forse l'unica cosa che non andava cambiata. Quantomeno, però, se decidi per un restyling proponi qualcosa di comunicativo e iconico. Invece le 3 proposte sono banali, piatte, non comunicano nulla e sono assolutamente anonime. Decisamente no!
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Comunicazioni Rapide
La soluzione era 1 e 4, comunque...
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Comunicazioni Rapide
- Comunicazioni Rapide
Una di queste attività. O più di una. O tutte insieme, magari contemporaneamente...- F1 in TV 2017
- [P300] Cinque anni di noi
Chiudete l'internet. Leo ha vinto!- [P300] Cinque anni di noi
- F1 in TV 2017
Beh... SportMerdaset... Cosa ti aspettavi.- [P300] Cinque anni di noi
- Mercato F1 2018
Mah... Se non ci fosse sta "regola" dei 25 anni io punterei deciso su Wehrlein. Tra i candidati (nuovi e vecchi) mi sembra il più adeguato e pronto. Kubica, con tutto il bene che gli vogliamo, resta comunque un'incognita (chiaro, però, che se si dimostra pronto e senza particolari problemi allora il discorso cambia). Di Resta, mah.... Con tutto il rispetto per lo scozzese, non ritengo la sua eventuale scelta una gran cosa... Tra le varie opzioni per me è la peggiore, anche più di un ulteriore rinnovo di Massa). Kvyat... Bah, viene da una stagione terrificante sotto tutti i punti di vista. E' stato letteralmente sotterrato da Sainz e psicologicamente è praticamente sotto terra. Potrebbe avere il dente avvelenato e una gran voglia di rivincita, ma io sinceramente non lo ingaggerei... Massa. No comment. Alla fine, per me, prenderanno Kubica. E a quel punto tanti auguri a Lance Stroll... Il polacco vale 5 volte il canadese anche con una mano sola, figuriamoci se si dimostrerà totalmente pronto (come mi auguro, anche se non sono ancora convintissimo).- Mercato F1 2018
Penso che la questione Power Unit sia l'ultimo dei problemi per la Williams (o il primo, e al contrario, a seconda dei punti di vista... visto che altri team con la stessa unità vanno molto meglio). La vettura attuale non è buona. Nonostante la PU Mercedes (che non sarà quella della W08, ma è sicuramente analoga a quella della Force India) fatica terribilmente. Con la PU Renault, a proposito di eventuale cambio di unità motrice, rischierebbe di essere dietro la Sauber. Prima di pensare ad un altro fornitore, occorre una profonda ristrutturazione tecnica e non basta Paddy Lowe. Lui può organizzare e provare a scovare gli uomini giusti. Poi, una volta ottenuta una sufficiente efficienza del corpo vettura, si può valutare il resto. Ma al momento, ripeto, la questione motore è l'ultimo dei problemi....- Mercato F1 2018
Progettista direi di no, penso non abbia mai realmente progettato nemmeno un bullone. Nasce come ingegnere elettronico e ha avuto modo di lavorare in svariati reparti, nel corso della sua carriera. Non è un progettista puro ma, per l'appunto, un ottimo organizzatore. Tra l'altro se il paragone con Ross Brawn, a livello generale, può starci, quello con Adrian Newey per niente. Newey è sempre stato fondamentalmente un progettista. Ha ricoperto, e ricopre ancora, il ruolo di DT. Ma passa comunque molto tempo al "tavolo da disegno". E' quello il suo "habitat", piuttosto che quello di coordinatore...- Mercato F1 2018
Penso che il target della Williams (e mi dispiace, perché è e sarà sempre uno dei miei team preferiti) per forza di cose non potrà più essere quello di tornare un team vincente. Tutti corrono, almeno in teoria, per vincere. Ma poi bisogna fare i conti con la realtà. La Williams è forse l'ultimo dei costruttori "vecchio stampo" (ci sarebbe anche la McLaren, ma il discorso McLaren è un po' diverso) e contro i grandi costruttori le chance sono poche. Poi tutto può essere. Anche la Red Bull è un team fondamentalmente indipendente, ma anche per i "bibitari" la situazione è diversa da quella della Williams. La RB i soldi li ha, almeno finché Mateschitz continuerà a metterceli. La Williams li ha finiti da un pezzo e, volente o nolente, al momento deve badare soprattutto a sopravvivere...- Mercato F1 2018
Beh, fuori non so, ma qui dentro credo che lo pensiamo un po' tutti. Tra l'altro non "qualche azione" ma svariate, e nemmeno troppo segretamente...- Mercato F1 2018
- Radio Paddock 2017
Ma sai che a me la Dallara Indycar 2018 piace decisamente di più della DW12? Quantomeno in questa configurazione. Su quella da Speedway, beh.... Stendiamo un velo pietoso... Quantomeno- Radio Paddock 2017
Esattamente. Per adesso abbiamo delle idee generiche che non scendono troppo nel dettaglio. Ci lavoreranno e poi vedremo cosa ne uscirà fuori. Ma fracassarsi la testa prima del tempo mi sembra francamente esagerato...- Radio Paddock 2017
Il virgolettato è un riassunto abbastanza superficiale, per come ho interpretato io l'intervista. Carey ha detto svariate cose, alcune assolutamente condivisibili altre un po' meno, ma non mi sembra abbia detto nulla di scandaloso. Anzi... L'obiettivo principale per noi è migliorare lo spettacolo in pista. E per riuscirci bisogna aumentare la competizione. I motori ibridi attuali sono magnifici, ma costano troppo e hanno creato disparità esagerate fra i team. Noi vogliamo che la tecnologia resti un fattore importante, senza però risultare decisivo. Perciò i motori del futuro dovranno essere più semplici, più economici, con un suono più attraente e anche più potenti e veloci. Oggi ci sono tre squadre (Ferrari, Mercedes e Red Bull; n.d.r. ) che spendono il doppio o il triplo delle altre. Serve più equilibrio. Inoltre bisognerebbe progettare monoposto adatte a favorire i sorpassi. Sono tutti temi sull'agenda di Ross Brawn". Qui, sottolineato in bold, c'è una considerazione che non mi trova per nulla d'accordo. Poi: "Lo sport è fatto di eroi. E i nostri eroi sono loro. I team, le macchine, i marchi sono importanti. Ma le persone si appassionano soprattutto alle gesta di chi corre a trecento all'ora. Io, essendo americano, vengo dalla cultura di altri sport. Sono un tifoso "occasionale". Però, stando a contatto con campioni carismatici come Alonso, Hamilton, Vettel, oppure grandi personaggi come Stewart e Lauda, di cui ho anche letto, in breve tempo sono rimasto affascinato dalla F.1. Se riusciremo a fare avvicinare la gente ai piloti e alle loro storie, conquisteremo sempre più tifosi". Qui totalmente d'accordo. Per quanto la F1 rappresenti anche la massima espressione tecnologica, il nodo centrale, l'architrave portante, sarà sempre la sfida tra i piloti. E' quello l'aspetto emozionale, il più apprezzato, piuttosto che la tecnologia che c'è dietro ad una Power Unit o quanto un alettone può far guadagnare. Questi ultimi sono aspetti che ci sono, sono tangibili e contribuiscono, nel bene e nel male, a rendere la F1 quel che è. Ma quello che fa reggere in piedi il tutto è la sfida tra chi è al volante... Su questi due punti io sono totalmente e indiscutibilmente d'accordo e su tutto il resto, sinceramente, non vedo attinenza con le proposte di Briatore che voleva griglie invertite o gare spezzate in due. Quando Carey dirà esattamente le stesse cose, allora potremmo parlarne. Ma non mi pare l'abbia fatto né lasciato intendere, in questa intervista....- Mercato F1 2018
Comunque, quando ti sbattono fuori dall'orbita Red Bull non è che chiudono a chiave la porta. O meglio, la maggioranza delle volte è andata così, ma ci sono anche le eccezioni. C'è anche la possibilità di rientrarci, in qualche modo. Quantomeno da un punto di vista di sponsorizzazione. Buemi, per una o due stagioni, era completamente fuori dal mondo RB. Lo stesso Hartley, dopo l'esperienza come tester Toro Rosso, è uscito e poi, anni dopo, vi è rientrato e ora ha avuto quella chance che non c'era stata a suo tempo. Magari non sarà così, nel caso di Kvyat. Non per un futuro rientro in F1 (il caso Hartley è un'eccezione dettata dal fatto che, a parte Gasly, al momento Marko non ha per le mani nessun giovane pilota sufficientemente pronto per poter fare il salto in F1). Ma non si sa mai... D'altro canto, l'età gioca a suo favore. - Comunicazioni Rapide
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