Ottimo.
Due passaggi su tutti:
"Puoi già assegnare le coppe al secondo colpetto di freno dei primi, perché la classifica finale sarà quella: nessuno si ritirerà - perché ormai nessuno rompe più nulla -, nessuno picchierà davvero - perché i tracciati sono mosci kartodromi con aeroporti d’asfalto colati attorno, nessuno approfitterà di un improvviso scroscio d’acqua, perché se piove si parte e s’arriva sotto Safety-Car, guai mai, nessuno pianterà mai un sorpassone di quelli antologici, perché si passa solo di Drs, con la stessa abilità che ha mio zio Raniero quando sulla camionabile sfila il furgone del latte."
"Certo, qualcuno potrebbe chiedere: ma piantatevela, chi ve lo fa fare di vedere i Gran Premi? Mica ve l’ha ordinato il dottore, no? Be, la risposta è semplice. Se questo è il nostro sport, perché mai dovremmo abbandonarlo?
Fa parte delle nostre storie d’amore preferite e non possiamo né vogliamo rinunciarci. Molto meglio fare notare ciò che non va, sottolinearlo, all’occorenza gridarlo, piuttosto che fingere godimenti non più avuti.
Perché in questa triste litania, l’ultimo grido di libertà è proprio quello di lamentarsi e fiottare, per evitare d’arrendersi."
Facciamolo leggere a Vanzini.