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  1. La differenza principale e’ che nel 1994, ferrari a parte, non c’erano i grandi costruttori. c’erano i team privati e un sacco di motoristi diversi con ancora una relativa liberta’ creativa. Quello che dovrebbe essere il motorsport. con l’ingresso dei grandi costruttori i costi sono saliti alle stelle, i team privati sono spariti, e per non far scappare le grandi case rimanendo in 4 gatti hanno dovuto fare un regolamento che ha ingabbiato ogni idea portando praticamente ad un motore standarizzato per tutti con pochissime differenze di performance
  2. Diciamo che comunque si sarebbe arrivati ad un regolamento più complesso anche con un motore termico tradizionale. Per carità la F1 si è complicata la vita, ma se vuoi mantenere fede al "essere massima espressione delle tecnologia" non c'era molta alternativa. Potevi togliere qualche pezzo, ma sempre sarebbe finita così. Tutta l'ingegneria da quando è entrata in modo pervasivo l'elettronica ha visto nascere questa complicazione. Basta vedere i documenti di descrizione di un impianto industriale. Un regolamento tecnico snello lo puoi fare solo standardizzando tutti i pezzi, ma sappiamo come questo è impossibile per la f1. L'esempio principe è la Williams FW14B del 1992 che ha praticamente introdotto la moderna elettronica ed ha imposto di riscrivere metà regolamento tecnico. Veramente aveva ancora solo il motore "poco" rivoluzionato dall'elettrica, ma sarebbero bastati ancora pochi anni. Inoltre i regolamenti devono essere precisi altrimenti hai voglia a tirare fuori scappatoie.
  3. "Quando venne introdotta per la prima volta la Sprint in Formula 1, una delle motivazioni a supporto fu la propensione delle nuove generazioni verso i contenuti di breve durata. L’era delle serie TV decennali e delle saghe cinematografiche e letterarie però sembra suggerire che il pubblico sia affamato di uno spettacolo incentrato sul drama, sull’evoluzione di una storia. Il successo planetario della 24 ore di Le Mans è lì a ricordarlo, antitesi dei contenuti brevi ed emblema di una corsa dove guasti, rimonte ed evoluzioni del meteo la rendono prima di tutto un racconto. Nella stessa Formula 1 l’emozione associata ai sorpassi più celebri non deriva dall’azione del momento, quanto dal climax, dalla costruzione tattica alle sue spalle. Il sorpasso non è spettacolare in quanto sé stesso, ma perché esprime il verdetto sulle diverse strategie, incarnando la risoluzione della corsa e dell’intero weekend di gara, al pari di una meta nel rugby o dello scontro finale tra due antagonisti di un film di azione. L’avanzamento di una trama è alla base di qualsiasi storia. [...] si scopre esservi più storia nelle tre sessioni di prove libere dei weekend tradizionali. I diversi programmi di lavoro, i cambi di assetto con le squadre che cercano di rimediare ai propri errori, le simulazioni di passo gara che lasciano aperta la porta a un rovesciamento dei valori prima del Gran Premio, permettono al pubblico di seguire prima di tutto un racconto. Il problema non risiede dunque nel contenuto delle prove, quanto nella loro forma. “Le prove libere le guardano solo gli ingegneri”, il pensiero di Domenicali. Finora il problema è stato approcciato con la cancellazione delle libere, ma ci si inizia a domandare se la risposta non possa essere invece rendere il racconto delle prove più fruibile al grande pubblico." Carlo Platella. Penso le stesse cose da anni, qui sono scritte chiare e bene. Così come la conclusione, che viene più avanti, che il modo più semplice per reintrodurre contenuti da raccontare, per "arricchire la trama", sarebbe abolire il parco chiuso e consentire alle squadre di evolvere nel weekend. Senza questa mossa, puoi moltiplicare quanto vuoi qualifiche e gare, ma andranno tutte più o meno nello stesso modo, al netto di colpi di scena "senza senso" (incidenti, penalità, ecc) che al massimo scuotono momentaneamente la noia del weekend, ma non la cancellano con un "racconto" che valga la pena di seguire dall'inizio alla fine.
  4. Non credo sia questo il punto. Attualmente ogni caratteristica, ogni misura di ogni singolo componente del motore è dettata dal regolamento per avere motori il più possibile identici e intercambiabili (nel caso di defezione di qualche motorista) e persino la potenza deve essere il più possibile simile, addirittura arrivando a consentire di sviluppare un motore in deroga al congelamento ordinario se esso ha un divario di potenza oltre un certo limite rispetto agli altri motori. La standardizzazione si ottiene con un regolamento lunghissimo, che prescrive fino all'ultimo millimetro ogni particolare.
  5. Genè commenta la F1 in TV e non sa manco il regolamento.
  6. Di fatto il regolamento odierno è così stringente che è praticamente (quasi) un monomarca. RBR a parte, quest'anno le monoposto sono davvero molto vicine in pista, se non nell'estetica quanto nei tempi di percorrenza, anche escludendo l'odierno GP.
  7. Off topic per far male ai "vecchietti" del forum. La differenza di regole sul solo motore fra il 1994 ed oggi:
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