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Popular Content

Showing content with the highest reputation on 12/01/17 in messaggi

  1. 5 points
    Codemaster sta al sim racing come Barbara d'Urso al giornalismo.
  2. 3 points
    Va bene tutto, ma cosa associa F1 2017 ad un sim racing? Da ignorante in materia sapevo che i team usavano e usano rfactor pro, che non ha niente a che fare anche con rfactor commerciale. Mi è sembrata solo una mossa commerciale per vendere di più il videogioco
  3. 1 point
    Che cosa cazzo mi hai fatto scoprire. Lo vedo adesso.
  4. 1 point
    Evoluzione, per l'appunto. Visibile in piccolissimi dettagli come lievi variazioni di spessore dei caratteri o con aggiunta di particolari (come l'onda) che non hanno mai intaccato lo "spirito" di un marchio che, di fatto, è lo stesso praticamente da sempre (a parte le due bozze embrionali agli albori, ma parliamo appunto degli inizi nel secolo scorso). E, ancor più per l'appunto, quando hanno provato la via della rivoluzione è uscito fuori il disastro... Il vecchio logo F1 non era bello in senso stretto. Graficamente non certo il migliore dei marchi presenti sul "mercato". Ma era iconico e particolare. E aveva un significato rappresentato dalle frecce che simboleggiavano la velocità. Ecco, magari si poteva cambiare la composizione di quelle frecce rosse, per ammodernare un po' lo stile, e magari intervenire leggermente (senza rivoluzionare troppo il font) anche sull'accoppiata F e 1. Invece hanno voluto fare la rivoluzione totale, partorendo un qualcosa di piatto e banale. Pessima scelta...
  5. 1 point
    Tantissime persone hanno detto la stessa cosa... Ma come fate a vederci un 1, in quelle frecce rosse? Per me è sempre stato chiarissimo... F nera, 1 "negativo" in bianco e frecce rosse a simboleggiare la velocità... Tra l'altro, come più e più volte ribadito, logo iconico e graficamente perfetto.... Necessitava, se proprio si voleva fare un aggiornamento, di un lieve restyling per renderlo più moderno. Che poi, modernizzare un par de cojoni... Il logo Coca-Cola, probabilmente il più famoso marchio al mondo, è lo stesso da 117 anni e mi pare che funzioni ancora abbastanza bene. Da un punto di vista commerciale, di marketing, è un grosso passo falso da parte della nuova proprietà... E il fatto che il logo sia stato corretto (seppur in dettagli minimi) a pochi giorni dalla presentazione è un ulteriore siluro nei fianchi di chi l'ha scelto (e una colossale figura di merda per chi l'ha creato).
  6. 1 point
    Anche perché, come scritto nel topic specifico, F1 2017 ha la stessa fisica di un carrello della spesa....
  7. 1 point
    io ho sempre e solamente visto l'1 rosso... Fino all'anno scorso. saranno 20 anni che vado al Carrefour e non me ne sono mai accorto e mo arrivate voi e vedo una C
  8. sarebbe bello si ma oggi è tutto minimal (anche la comprensione), qua basta appiccicare un adesivo su una macchina e credere che l'Alfa è tornata...
  9. 1 point
    Con un simulatore professionale non potresti mai fare delle gare, sono fatti per sviluppare le vetture, non per correrci. Ovvio che si tratta fondamentalmente di un’iniziativa commerciale, che altro motivo ci potrebbe essere?
  10. 1 point
    Rimango sempre affascinato da chi riesce a resistere a lunghe sessioni al simulatore con le formula moderne sui tilkodromi
  11. 1 point
    Si ma direi che non è un 1, è quello che rimane del rettangolo svuotato. Anch’io nel logo Carrefour ho sempre visto un triangolo rosso a sx e una specie di freccia blu a dx, finché qualcuno non mi ha detto che era una C svuotata
  12. 1 point
    Il fatto che ci siano svariati piloti che si cimentano col sim-racing è anche normale. E fin lì, nessun problema. Ovviamente. Le "note dolenti" ci sono al contrario, ovvero quando qualche sim-racer si sente praticamente un pilota vero. Certo, ci sono stati una manciata di casi in cui qualcuno proveniente dal virtuale si è cimentato, con più o meno successo, anche nel reale. Ma secondo me sono eccezioni, e comunque parliamo di tutta gente che è arrivata fino ad un certo tipo di categoria o una certa tipologia di macchine (i sim-driver più bravi penso che potrebbero cavicchiarsela coi formulini o con qualche GT "light" - a scanso di equivoci parliamo pur sempre di macchine da corsa decisamente impegnative - ma i guai si avrebbero man mano che si sale di livello, specialmente su vetture a ruote scoperte). Il problema è che c'è gente - e non sono pochi ad avere questa idea - davvero convinta che il solo fatto di stampare buoni tempi con qualche videogioco (più o meno complesso) li renda perfettamente in grado di pilotare una vettura reale in una pista reale. Inutile dire che è una cazzata colossale ed è inutile anche cercare di far capire a costoro che pilota non ci si improvvisa, che non basta fare temponi al simulatore per ambire a sostituire Lewis Hamilton e che è un mestiere che non ammette scorciatoie e che si costruisce mattoncino su mattoncino lungo una carriera che inizia - e nella realtà, non nel virtuale - attraverso anni e anni di categorie inferiori. Chiaramente nemmeno il virtuale è facile, lo dico per esperienza diretta. Occorre talento, concentrazione, determinazione e, come in tutte le cose, allenamento. Quel che manca è il coraggio e la "consapevolezza della realtà". Un conto è sfiorare un rail o un muretto su un simulatore. Un conto è sfiorarlo realmente. "Domare" il naturale spirito di conservazione di un essere umano è una capacità che non si acquisisce schioccando le dita. E' il naturale risultato di un approccio via via sempre più impegnativo, su mezzi sempre più potenti e veloci. E' un fattore che si allena lungo tutta una carriera, non ci si arriva per magia. E' per questo che, parlando con uno di questi Lewis Hamilton virtuali, gli ho spiegato che il fatto di aver battuto qualche pilota reale al videogioco non vuol dire assolutamente nulla. Perché lui, non avendo la minima esperienza con la controprova reale, magari riusciva ad essere più spregiudicato e a fare certe curve in modo "virtuale, assolutamente non realistico. Il pilota reale, invece, usa il simulatore con il medesimo approccio che ha nella realtà. Per questo, magari, il tempo del pilota reale al simulatore può essere più alto dei suo. Ma se poi invertiamo le parti, abbiamo un pilota reale che replica praticamente lo stesso tempo del virtuale. Il ragazzotto, invece, è già un miracolo se riesce a prendere distacchi misurati col calendario (ammesso e non concesso che riesca a finire il giro senza spappolarsi contro le barriere). E nonostante questo, continuava a non capire e ad insistere.... Non era pazzo lui, come detto sono davvero in tanti a pensare questa cosa visto che sono abbastanza in contatto con quel mondo (principalmente perché qualcuno di loro mi ha chiesto dei lavoretti grafici per pagine youtube e robe simili... E 3 di quei ragazzi hanno partecipato alla finale di Abu Dhabi) e mi capita di leggere cose assurde... Ok che sono sogni di ragazzini, però insomma. Quindi la questione follia nel voler avvicinare i due mondi è tutta qui. E io ho troppo rispetto per i piloti reali per pensare, anche lontanamente, che un ragazzotto con la panza o un secchetto scrocchiazeppi possano arrivare a sostituire chi questo mestiere lo fa per davvero. E purtroppo (impressione mia) ho il timore che, prima o poi, qualcuno possa spingere uno di questi ragazzini fino all'impensabile. Spero che non si arriverà mai a questo, ma credo (con terrore) che la strada intrapresa sia proprio questa...
  13. 1 point
    Più che altro il mega studio londinese non s'è accorto che il logo usato come icona diventava un pastrocchio rosso...
  14. 1 point
    Oh beh cmq guardare in TV gente che gioca col PC ha la stessa attrattiva di una televendita con Mastrota
  15. 1 point
    Basta con queste difese, sono dei bimbiminkia che devono andare a lavorare. Sia ben chiaro, l'unica cosa che potrebbe configurarsi in "lavorare" è passare almeno 14 ore al giorno in miniera.
  16. 0 points
    Ti svelo un segreto: il logo fedex ha dentro una freccia e la freccia che ricorda un sorriso sotto al logo Amazon collega la A e la Z per indicare che hanno tutto
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