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sundance76

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Posts posted by sundance76

  1. LA QUADRATURA... DEI "CERCHI"
     
    "Furbizie" contro "furbate": i racconti di Sergio Barbasio, "The Fox", la Volpe dei rallyes.
     
    "Prova di Campionato Europeo in Spagna.
    Ancora una volta mi trovavo al termine di una corsa in testa alla classifica con un margine di pochi secondi sugli immediati inseguitori. E ancora una volta l'ultima prova era sfavorevole al mio mezzo meccanico.
    La mia vettura infatti, montava rapporti molto corti che consentivano una velocità di punta, a 7200 giri al minuto, di circa 170 km/h, mentre l'ultima prova speciale si svolgeva su una strada assolutamente piatta e veloce, con appena il venti per cento di curve, contro l'ottanta per cento di diritto.
    Sapevo che le vetture dei miei diretti avversari erano più veloci sui tratti rettilinei di almeno 10 kmh rispetto alla mia.
    Sapevo inoltre che se avessi tirato il motore 500 giri in più per oltre 15 chilometri (tanti erano quelli dei rettilinei della speciale), avrei quasi certamente rotto il propulsore.
    E mentre all'assistenza mi scervellavo sul da farsi lo sguardo si posò su un mezzo dei meccanici: una vettura di serie dello stesso modello da cui derivava la mia da corsa. Montava cerchi da 15 pollici mentre la mia aveva quelli da 13.
    Era evidente che, nascendo con i cerchi più grandi, la prima omologazione della vettura doveva essere stata fatta proprio con quei cerchi e che quindi, utilizzandoli sarei stato perfettamente in regola.
    Feci un rapido calcolo e mi resi conto che avrei guadagnato quasi 20 kmh in velocità di punta: un grande vantaggio anche se ovviamente avrei perso qualcosa in accelerazione.
    Esaminai i pneumatici e, con enorme soddisfazione, notai che, pur trattandosi di gomme assolutamente stradali, erano praticamente nuovi.
    Decisi quindi di montarne due sulle ruote motrici. Il risultato estetico non era certo dei migliori, poiché la macchina sembrava essere sempre in salita, ma il risultato pratico fu meraviglioso: mi permise di vincere prova e gara.
    Naturalmente mi sono immediatamente dimenticato di quale incubo siano stati quei quindici chilometri di rettilinei percorsi a quasi 200 kmh, con due pneumatici usati che potevano saltare da un momento all'altro!"
     
    ("Come guidare nei rally", di Sergio Barbasio, Campione d'Italia 1971 e 1972)

    treg.JPG

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  2. Dal bellissimo documentario "The evolution of rallying: 50 years sideways", ho tratto questi 4 minuti dedicati al Safari rally: solo immagini e musica, paesaggi spettacolari, macchine diverse, piloti alle prese con tratti a 220 all'ora, passaggi sulla roccia viva, oppure bloccati in  pantani di fango insuperabili, assistenze sperdute nell'immensità della savana, facce stravolte dalla fatica, meccanici impegnati in interventi ai limiti della resistenza. Buona visione:

         

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  3. 13 ore fa, R18 ha scritto:

    Leggevo che il Safari potrebbe saltare anche nel 2021. Al suo posto si correrebbe a Ypres e fa decisamente strano, perché è un rally totalmente opposto come caratteristiche...

    E anche il RAC, che si sarebbe dovuto spostare dal Galles all'Irlanda del Nord, dovrebbe essere escluso.

    Che fregatura...

  4. Mentre si disputava l'edizione 2002, arrivavano i primi fondati rumors sulla cancellazione del Safari dal calendario mondiale. E infatti fu quello l'ultimo Safari iridato. In attesa del ritorno nel 2021....

    bilico.JPG

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  5. Il 10/12/2020 at 18:21 , R18 ha scritto:

    Questo è vero, sono d'accordo. Il segreto del successo di tanti regolamenti turismo o rally ha avuto sede proprio nella somiglianza con le vetture stradali, proprio perché l'appassionato si identificava con la macchina che vedeva in pista.

     

    Questo spot invece non lo ricordo:

       

  6. La Peugeot negli anni '60 e '70 si era guadagnata il titolo di "regina d'Africa" perché le sue robuste berline, lente per i rally all'europea, riuscivano invece a vincere i durissimi e scassamacchine rally africani come il Marocco, il Costa d'Avorio e il Safari.

    In questo articolo sono riportate le testimonianze, anche molto divertenti, dell'ultima vittoria Peugeot al Safari, nel '78, con Jean-Pierre Nicolas.

    safari2002.JPG

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  7. 1 ora fa, Osrevinu ha scritto:

    Onestamente a livello di gerarchie penso che cambierà poco per il prossimo anno. La Mercedes parte da una base solidissima e sicuramente hanno iniziato a lavorare alla macchina già d'estate visto il vantaggio enorme che hanno sugli altri. La Red Bull continuerà ad essere lì e per la Ferrari prevedo un'altra annata di passione. Il prossimo è un chiarissimo anno di transizione, stanno tutti lì ad aspettare il cambio delle regole.

    Che bellezza.

  8. 12 ore fa, Davide Hill ha scritto:

     

    Una macchina di F1, nell'ideale di ogni appassionato (nel mio sicuramente), avrà sempre quel sound. 

    Non è detto, sai? Nel giro di pochi decenni, tutti sono in grado di dimenticare tutto.

    (Righe iniziali e righe finali di un capitolo di 12 pagine tratte da un libro di Frankenberg del 1966 "Grandi piloti di ieri"):

     

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  9. Il 10/12/2020 at 18:21 , R18 ha scritto:

    Questo è vero, sono d'accordo. Il segreto del successo di tanti regolamenti turismo o rally ha avuto sede proprio nella somiglianza con le vetture stradali, proprio perché l'appassionato si identificava con la macchina che vedeva in pista.

    Ma del resto le vetture utilizzate come base per le WRC Plus sono delle utilitarie o poco più...

    Pubblicità dei successi sportivi:

      

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  10. Il 10/12/2020 at 12:41 , Scarlett ha scritto:

    Su una cosa non sono d'accordo con molti di voi, sull'appeal di queste auto. A parte gli appassionati, sono davvero in pochi a conoscere queste "DTM-rally" (perché di ciò si tratta), al contrario per esempio delle vecchie gruppo A che, anche a generazioni che non hanno vissuto quell'epoca, vi sfido a nominare le Delta o le Subaru impreza, macchine diventate icone grazie ai rally, ed erano solo delle berline "pompate" e non dei mostri aerodinamici da pista.

    La controparte sportiva stradale per me contava tantissimo in questo sport e aiutava ad alimentare la passione ed avvicinare la gente, mentre ora chi è che compra una Yaris perché "corre nei rally"? Manco sanno che ci corre. Poi non si lamentino se tutti abbandonano.

     

    Andavo in seconda media, autunno-inverno 88-89:

       

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  11. Colin McRae adorava il Safari, che nel 2001, pur sensibilmente accorciato, si snodava su oltre 2000 km di cui poco più di 1000 cronometrate. 

    Lo scozzese lanciò una proposta, che poi confermò anche l'anno dopo. Qui vi posto le sue dichiarazioni 2001, poi cercherò il 2002 che fu l'ultimo Safari mondiale, oltre a essere l'ultima vittoria iridata di McRae.

    img188.jpg

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  12. Sainz quasi sempre a podio nelle prime sei corse, poi quasi più niente. Ed era ancora matematicamente in corsa all'ultima gara.

    Peccato per Auriol, colui per cui facevo il tifo: era l'ultima ghiotta occasione con un'auto di vertice, ma per la Peugeot si trattò di un'annata davvero strana e schizofrenica. Meno male che almeno un rally lo mise in tasca: la sua ventesima e ultima vittoria.

  13. 6 ore fa, giovanesaggio ha scritto:

    Non chiamiamolo più rally allora, ma basta con queste polemiche :rolleyes:

    Quel che sta dicendo Federico, e che concordo, è che lo sport è cambiato ma non necessariamente in peggio in ogni suo aspetto. Per guidare queste macchine ci vanno due palle cubiche esattamente come ci volevano due palle cubiche per sedersi in una gruppo B. O come ci volevano due palle cubiche per affrontare il safari.
    Questo fine settimana si è corso un rally anomalo (ecco, io non condivido sul tenerlo il calendario ma son dettagli), ma in una situazione di caos generale si è corso. Non è cosa da poco. Che dovevamo fare, ripeterci ogni 100mt che questi rally sono una merda? Che un evento in autodromo non è ammissibile? Le capacità di questi pazzi mi han stupito, e mi stupiscono, ad ogni curva.

    Oltretutto non si può decontestualizzare tutto. Un rally anni '60 non poteva funzionare negli anni '80 e un rally anni '80 non può funzionare nel 2020. Le guppo B erano figlie di tecnologie che oggi sono superate. La viabilità è cambiata. E' cambiato il modo di seguire lo sport. E' cambiato il modo di interagire fra appassionati.

    Se rileggi i commenti precedenti, vedrai che molto spesso non sono io a iniziare a fare confronti col passato, e a giustificare a tutti i costi lo snaturamento della disciplina, prossima ora a diventare un evento indoor in autodromo, tipo F1 o Turismo.

    Inoltre, mi scuso con te se i miei commenti ti danno fastidio, non è mia intenzione ma comunque li puoi ignorare o tenerli "invisibili" con apposita funzione. L'importante è che non mi si dica cosa posso o non posso dire nei commenti su un forum. Se ti piace un evento tu lo dici tranquillamente, se a me non piace un evento devo poterlo dire tranquillamente.

  14. Una prima svolta ci fu tra il '92 e il '93, con le Case favorevoli ai 600 km di speciali (!), e una parte dei piloti che preferiva 500 km, definite "gare sprint", e sopratutto con l'introduzione della limitazione a un massimo di 3 tappe.

    Interessantissimo servizio di AS primavera '92, con opinioni differenti di organizzatori, team manager e piloti:

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  15. Il 8/12/2020 at 18:55 , R18 ha scritto:

    Boh. A me questo Rally di Monza è piaciuto. Difficile e insidioso al punto giusto. Condizioni differenti anche all'interno di una stessa prova, tutti i piloti si sono trovati in difficoltà nell'interpretare al meglio il percorso. Ci vorrebbe qualche prova speciale in più fuori dall'autodromo e per me potrebbe stare benissimo in questo calendario. Quest'anno con il Covid non si poteva fare molto diversamente, è oggettivo. 

    Più seguo il WRC e più mi rendo conto di quanto siano inappropriati i paragoni col passato. Il WRC di 30-40 anni fa e questo sono praticamente due sport diversi e non vedo come si possa tornare indietro. Si verrà anche incontro alla gente, ma mi pare che i rally non teletrasmessi come quelli iridati non siano più lunghi di questi, è anzi vero il contrario. Semplicemente è cambiato lo sport, fine. Piacerebbe molto anche a me se i rally mondiali fossero lunghi il doppio di adesso, emergerebbe di più anche il fattore resistenza che ora si è praticamente azzerato. Ma in questo weekend abbiamo visto piloti guidare macchine da 380 cavalli (che evidentemente non sono progettate per rally da 600 chilometri, ma su questo credo non ci siano mai stati dubbi) a 150 all'ora su strade ai limiti della praticabilità, non mi sembra una cosa da poco, con le dovute proporzioni abbiamo visto un rally d'altri tempi e non mi pare il caso di sminuire i rallisti di oggi. Io ho seguito con molto piacere questa corsa.

    Si può e si deve puntare il dito contro la FIA, d'altro canto, che non si è organizzata a dovere per quanto riguarda la questione gomme. Michelin e Pirelli hanno portato gomme invernali ma in alcuni tratti sarebbero servite pure le chiodate, la penultima prova di sabato si sarebbe quantomeno disputata. L'altra è stata cancellata perché la macchina di Veiby era in mezzo alla strada e aveva portato detriti su una strada già malmessa, non c'erano grosse alternative.

     

    Dici che quest'anno con il covid non si poteva fare diversamente. Ok, io rilancio e ti dico che prenderanno la palla al balzo e in futuro faranno rally da 200 km o anche meno.

    "Mi pare che i rally non teletrasmessi come quelli iridati non siano più lunghi di questi, è anzi vero il contrario.": non capisco cosa intendi. E' ovvio che un rally del Salento non è teletrasmesso ed è più corto dei  rallini del mondiale. Mi sembra normale: sono rally locali, non "mondiali". Mi stupirebbe il contrario.

    E' cambiato lo sport, certo, anche il calcio è cambiato ma non è diventato rugby o pallacanestro né ha decurtato di tre o quattro volte la durata della competizione. 

    Non è solo un fatto di resistenza, ma proprio di formato generale. Un pilota poteva pure staccare una ruota e una sospensione, ripararla, sprofondare al 150° posto, rimontare e lottare per la vittoria e magari vincere, perché su 40-50 prove era tutto un altro discorso. Era così che il rally si costruiva la sua notorietà.

    Oggi fai un errore, o ti si buca una gomma, e sei quasi sempre fottuto. Sono diventate gare di velocità-sprint.

    E torniamo al calcio: beccare un gol al quinto minuto non è mica una tragedia in 90°, beccarlo al quinto minuto di una partita di quindici minuti, è una mezza condanna.

    Anche io quando giocavo a "Colin McRae rallly" ero soddisfatto di partite che duravano 10-15 speciali. Ecco, lo sport reale si è rimpicciolito in modo allucinante fino a raggiungere le dimensioni della fruibilità da divano e da videogioco. Come farebbero a dare in diretta tutte le prove di un Sanremo o un Acropolis di 54 p.s. tutte in tv per 5 giorni? Meglio un rallino di Monza con 7 prove (uao) concentrate al sabato da seguire sullo smartphone (e un paio le annullano anche).

    Appunto, come dici tu, è cambiato lo sport.  Ma  allora non chiamiamolo più rally. Almeno questo. E non lo dico solo io.

     

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