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sundance76

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Everything posted by sundance76

  1. I vari "record" di Daniele Cianci, apprezzatissimo navigatore nei rallyes italiani scomparso improvvisamente a metà degli anni '90, dopo più di 25 anni di onorata carriera, con quasi 500 rally disputati, oltre 60 piloti diversi e più di quaranta diverse vetture: "Ho corso tre rally in sette giorni, e ho disputato la stessa gara con tre piloti differenti. Il primo record l'ho ottenuto nel '75: corsi la domenica al "rally Team 971", poi dopo tre giorni via al "rally 4 Regioni" con ritiro l'indomani in tempo per correre il "Golfo dei Poeti" la domenica successiva. Il secondo episodio è addi
  2. Pare che sia stato annullato il rally di Ypres, e che anche quello di Monza sia a rischio. A questo punto chissà se riescono ad assegnare il titolo mondiale...
  3. Ma l'apertura non riguarda la sua società, visto che resta una monarchia medievale con metodi che nessun Paese civile accetterebbe. Poi resta da vedere chi sono gli "stati confinanti integralisti". E spero che tu non ti riferisca all'Iran, che è il Paese che ha perso più uomini nella lotta al terrorismo integralista.
  4. Dai che la nascarizzazione è a buon punto.
  5. Peccato non ci sia né Nuova Zelanda né Australia, e mi dispiace anche per l'Argentina.
  6. Certo che in quel 1987, tra la quinta elementare e la prima media, il sorpasso di Prost su Stewart a quota 27 vittorie mondiali sembrava tantissima roba.
  7. Dici che lo hanno capito così presto?
  8. In pratica, 7 gare mondiali, 7 diversi piloti vincitori, 7 diversi modelli di vettura di altrettante Case costruttrici. In quell'Acropolis, ci furono ben 133 partecipanti, ma solo 23 arrivati al traguardo, indice rivelatore della durezza del percorso, con il fondo scassa-macchine e una calura africana. 3 tappe su 4 giornata di gara, percorso complessivo di 2504 km con 57 prove speciali per 1000 km cronometrati, completati dal vincitore in 13 ore, 17 minuti e 25 secondi.
  9. Jacky Ickx su Ferrari 312 è terzo al traguardo del G.P. di Gran Bretagna 1968 a Brands Hatch, dietro al compagno Amon e al vincitore Siffert su Lotus del team privato di Walker. Dopo sette Gran Premi sui dodici in calendario, il belga della Ferrari con questo piazzamento stacca Stewart (sesto al traguardo su Matra del team Tyrrell) e si porta al 2° posto in solitaria nella classifica mondiale, a quattro punti dal capolista Graham Hill (Lotus).
  10. Guarda, la colpa non è di Hamilton né di Webber, ma del contesto generale. I piloti, oggi come allora, sono fortissimi e sono i migliori del mondo.
  11. Il più ridicolo campionato di tutti i tempi e di tutte le categorie.
  12. 1958: a vent'anni di distanza dal tragico incidente del gennaio '38 in cui morì Bernd Rosemeyer, il figlio Bernd junior e Rudolf Caracciola rendono omaggio al pilota nel punto dove si verificò il dramma e dove tuttora sorge il monumento commemorativo del campione.
  13. Non ancora. Ma ho sempre letto recensioni davvero molto positive da addetti ai lavori che reputo degni di fede.
  14. Questo articolo centra un punto importante. Attualmente gli sport del motore interessano prevalentemente appassionati ultraquarantenni, col risultato della progressiva creazione di un "buco" generazionale. https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2020/10/19-3493677/le_corse_sono_diventate_orrende_non_trovate_/?fbclid=IwAR2RpMXJuqXPRFbW2QwkMr5RtTsfBbNlBVuMnD_xaJ3Cpiq8Qw7OlV8xSCE
  15. Bellissimo scatto, con angolazione insolita per i tempi, di Caracciola al GP di Germania 1936 con la W 25 K, vettura poco fortunata, ma già con baricentro relativamente basso.
  16. Peter Higham una garanzia. Nel suo libro di statistiche, è uno di quelli che meritoriamente inserisce anche i Gran Premi pre-1950. Nella copertina infatti si scorgono anche la Mercedes W 125 del '37 e Tazio Nuvolari.
  17. La cosa incredibile è che durante i test pre-Montecarlo, uno dei massimi dirigenti Mercedes chiese a uno stupefatto Rohrl "se ci sono possibilità che non vinciamo questo rally". Ovviamente chiunque capisca un po' di rally sa che la risposta era ovvia, e cioé che non ci si poteva sbilanciare su una cosa del genere, ma ciò fu sufficiente a indurre la Mercedes a decidere per lo stop immediato alle corse.
  18. La Mercedes era tornata gradatamente alle competizioni con le sue berline vincendo soprattutto gare in cui la resistenza sulla lunghissima distanza erano determinanti, come il raid Londra-Sidney 1977 e poi nei massacranti rallyes extraeuropei di campionato mondiale, come il Safari Kenya e il Costa d'Avorio, dove la robustezza dei suoi modelli aveva trovato terreno ideale. Dopo alcune gare di "collaudo", la Mercedes 450 SLC aveva vinto, occupando le prime quattro posizioni, il rally di Costa d'Avorio 1979, ultima gara del mondiale. Quell'anno i duellanti per il titolo piloti, Waldegard e Mikkol
  19. Domenicali è quello che nel 2008 diceva che sarebbe opportuno ridurre i GP a 200-250 km perché "nell'ultima parte di gare le posizioni sono ormai consolidate e non accadono molti cambiamenti".
  20. Motori in freezer? E tutti equivalenti? Allora vengano ancora gli utenti a parlarmi della F1 come "massima espressione della ricerca, della competizione ecc. ecc. ecc. ecc." e non se la prendano se poi vengono mandati a..........o.
  21. @duvelHo risolto il "mistero". L'autore è lo stesso, Gunther Molter, per decenni capo ufficio stampa Mercedes-Benz. Il libro a sinistra fu stampato per la prima volta nel 1994 e poi fu oggetto di ristampe. Quello a destra è del 2009 (cinquantenario della scomparsa di Rudolf). In pratica il testo è lo stesso, così come la divisione in capitoli. Quello che cambia è il formato, la grafica delle pagine e alcune delle fotografie (nel senso che all'80% le foto sono le stesse, ma in formato differente, mentre alcune immagini particolari sono presenti in uno e non nell'altro, e vic
  22. Bellissima intervista a Frank Williams al termine della vittoriosa stagione dei Gran Premi 1980, quando la Williams aveva appena centrato il primo titolo mondiale della sua storia con Alan Jones, a cui si aggiunse anche il titolo costruttori. L'intervista, realizzata dal bravissimo Nigel Roebuck e pubblicata su AutoSprint, è sorprendentemente attuale per alcune tematiche, quali la mancanza di motori (e di Costruttori) sulla piazza, tale da far temere per il prosieguo della disciplina, ma anche per la discussione sul tema energetico (nel 1980 si veniva dalle due crisi petrolifere del '73 e
  23. Mario Donnini su AS fornisce un punto di vista sulle "statistiche" di una disciplina complessa come l'automobilismo: https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2020/10/12-3466066/questo_primato_non_vale_niente/?fbclid=IwAR3wZqzo6xW7k-ujZ15yYspYURhmPTHy1BqLvphmx3raCN96HGHTtt0TfCk STERZI A PARTE Questo primato non vale niente Sorry, Hamilton, ma il record di vittorie nei Gp a quota 91 eguaglia Schumi approfittando di un’era, quella turboibdrida, che dà solo alla Mercedes la possibilità di vincere, con un vantaggio fin dal 2014 iniquo e ingiusto Chiedo s
  24. Oltre al thread su Caracciola, per completezza inserisco il reportage anche qui: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2360610610642344&type=3
  25. E comunque parliamo del nulla: quando nel prossimo futuro si correrà per 35 weekend all'anno, con 2 mini-gare in ciascuna domenica con griglia invertita, queste diatribe sulle cifre saranno inevitabilmente destinate a essere dimenticate, come i piloti stessi. Già oggi il grande pubblico ha tranquillamente cancellato dalla memoria le imprese dei vari Stewart e Clark, mentre in tutto il mondo siamo rimasti in cinque a ricordare ancora chi correva prima del 1950.
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