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sundance76

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  1. Che ci sia stato un miglioramento costante negli anni è innegabile, tuttavia sarebbe la prima volta che un pilota "matura" due anni dopo aver vinto il suo terzo titolo mondiale...
  2. Non saprei... Il guaio familiare era appunto del 2015, cosa che non gli ha impedito nel 2016 di spremersi al massimo totale delle sue possibilità*, e l'affermazione secondo cui se non avesse vinto il titolo avrebbe continuato anche nel 2017, fa capire che la presunta motivazione familiare non regge. *(in un anno in cui Hamilton, dopo aver vinto DUE mondiali consecutivi, fece alcune partenze sbagliate e fu l'unico a essere colpito da guai meccanici, e con tutto ciò sfiorò comunque per pochi centimetri un altro titolo, pur vincendo ancora una volta più Gran Premi del compagno)
  3. 2015? Eppure quell'anno Hamilton vinse il mondiale con TRE gare di anticipo, a PARITA' di macchina (la migliore di tutte), con un parziale di 10 vittorie a 3. Io non credo che abbia dovuto attendere la sconfitta di misura del 2016 (pur vincendo più di Rosberg, e dovendo subire gli unici guai di affidabilità che colpirono la Mercedes), per "maturare".
  4. 14 stagioni nei Gran Premi per Hamilton. Nelle prime 7 stagioni aveva vinto 22 Gran Premi, e sembravano comunque un bel numero, nelle altre 7 ne ha vinti (per ora) altri 72.... Dal 2014 a oggi, la stagione in cui ha vinto meno (si fa per dire) è il 2017, con 9 vittorie..... Nove. (lo dico a me stesso per convincermi: sapete, fino all'adolescenza ero cresciuto con stagioni dove il "dominio" significava 6 vittorie, e 9 sembrava un limite invalicabile. Oggi Hamilton ogni anno parte e ne vince 10-11).
  5. Intanto quei 5" al pit stop per Vettel pesano...
  6. Io vedo solo Bottas che gira...
  7. Ma ai box Ferrari c'è di default il pit stop rallentato per Vettel? In effetti un Seb a podio darebbe respiro a chi ne voleva la conferma.
  8. Se domani l'Alfa Romeo batte la Mercedes-Benz faccio il giro dell'isola a piedi (40 km con dislivelli di 500 m).
  9. Un'Alfa davanti a una Mercedes, roba che nei GP non si vedeva dal '36 (non scherzo).
  10. Un altro anno di questa formula, e gli appassionati di F1 diminuiranno raggiungendo il numero di quelli che si interessano degli anni '30.
  11. Parte finalmente il mondiale '88, e subito il colpo di scena: il favorito Biasion si ritira, e a vincere è l'outsider Bruno Saby, suo occasionale compagno di squadra, ingaggiato a gettone in Lancia dal d.s. Cesare Fiorio, il cui figlio, Alex, arriva 2° al traguardo con la Delta del Jolly Club.
  12. Non lo conosco! C'è anche qualche dipinto pre-mondiale?
  13. Ragazzi, l'ho appena acquistato e volevo mostrarvi questo bel poster-dipinto di Michael Turner, uscito allegato ad AutoSprint n.6 del 1973. In quelle settimane AS stava conducendo una di quelle ricorrenti "indagini" per definire una ipotetica classifica dei "migliori di tutti i tempi". E questo poster dimostra come, fino all'alba dell'era ecclestoniana, non si facesse alcuna differenza tra prima e dopo il 1950. Certo, quella del poster è un'immagine sintetica ma, come potete vedere, le "star" raffigurate sono di assoluto rilievo. C'è anche Jean Pierre Wimille, colui che secondo gl
  14. Il 1987, prima stagione dopo l'abolizione delle vetture di Gruppo B, si era chiuso col dominio della Lancia Delta, e con i suoi tre alfieri a giocarsi il titolo piloti all'ultimo round tra le foreste del Rac. Con Biasion (3 vittorie: Monte, Argentina, Sanremo) leader provvisorio ma assente nell'ultima gara (gli accordi erano 7 gare a testa), Markku Alen (3 vittorie: Portogallo, Acropolis, Mille Laghi) gettò al vento ogni chance con due capotamenti, regalando vittoria e campionato a Kankkunen (2 vittorie totali, Olympus e appunto Rac), che bissava il titolo vinto l'anno prima con la Peugeot
  15. La prima affermazione di un equipaggio e di una macchina italiani al Safari, grazie alla Lancia Delta di Miki Biasion e Tiziano Siviero, che quell'anno, il 1988, si laureeranno anche campioni del mondo per la prima volta. Il servizio completo di AutoSprint dell'epoca:
  16. Nonostante fosse lontanissimo dalla filosofia dei rally "all'europea", il Safari da moltissimi era considerato il più duro, il più imprevedibile, il più difficile dei rallyes. Non so se riusciranno a farlo disputare nel 2021, e non so nemmeno in quale formato, ma l'epopea di questo rally è una delle cose più entusiasmanti della mia passione automobilistica:
  17. "Il sottosterzo è la prova che Dio non esiste" (François Chatriot)
  18. In effetti ho una registrazione da un'ora e 5 minuti.
  19. "Le macchine da corsa dovrebbero avere sempre un po' più di potenza di quanto il telaio sia capace di sopportare". (Tony Brooks)
  20. Ragazzi, l'ho preso. E' abbastanza sorprendente, hanno infilato tutto lo scibile statistico dal 1890 al 2002. Sono davvero sorpreso: Turismo, Indycar, Nascar, F1 e GP prima e dopo il 1950, Sport, Endurance, GT, Can Am, Tasman, F2. F3, F3000. Ci sono tutte le piante di tutti i circuiti, albi d'oro, statistiche numeriche telegrafiche per la carriera di ogni pilota di tutte le categorie citate. In effetti sono oltre 900 pagine.... Mancano solo i rally.
  21. Il problema sono, da sempre, le auto. Auto che poi hanno imposto prima la castrazione e poi la cancellazione di decine di circuiti.
  22. Non sapeva l'inglese e non era bona, ma non era ignorante come certi giornalisti.
  23. 113 vittorie su 223 Gran Premi validi per il Mondiale. Mica male.
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