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Showing content with the highest reputation on 09/01/20 in messaggi

  1. Per me una lotta interna è più affascinante perché non c’è la variabile macchina e i due piloti sono alla pari.
  2. Il consiglio di amministrazione è dispari e prevede un membro neutro che casualmente non è italiano. Marchionne ha comprato Chrysler e usato i finanziamenti USA dell'era Obama per far ripartire l'industria e ha quotato Ferrari in borsa. Questi si offrono ai francesi con tutto il pacchetto. Serve veramente aggiungere altro?
  3. Eh caro mio, nel 2004 venivamo dallo "stradominio" del 2003 vinto all'ultima gara, 2002 vinto in carrozza, 2001 e 2000 altro "stradominio" vinto sempre all'ultima gara contro un'altro team, proprio uguale uguale al dominio Mercedes attuale dove sono 6 anni(e con questo 7) che alla prima gara sai già quale squadra e pilota vincerà(con l'eccezione del 2016 ma sempre in famiglia era), se non ti accorgi della differenza sei cieco. Come dire che le annate di dominio Ferrari 2002 e 2004 equivalgono a quelle Mercedes 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, se per te è la stessa cosa...
  4. Binotto è un tecnico, e il suo ruolo dovrebbe semplicemente essere quello punto e basta. Poi, se sbaglia nel suo campo, allora è un conto. Se sbaglia nell'altro, si possono dare a lui le sue parti di responsabilità (se non altro, quantomeno per aver accettato di svolgere un ruolo che non gli appartiene) ma il problema principale è sempre di chi l'ha messo ad occupare una posizione che non è nelle sue corde. E' molto semplice: Binotto non è un manager, non ne ha né la preparazione, né il pelo sullo stomaco necessario per "comandare". Tra l'altro in questo caso c'è anche l'aggravante del doppio ruolo. Team Principal e Direttore Tecnico ad interim. E, quando è così, a meno che non hai di fronte un fenomeno multipotenziale, di norma il diretto interessato non riesce a fare bene né uno né l'altro. E si torna al discorso che ho fatto in precedenza. La responsabilità principale di questo sfascio non è di Binotto ma di chi tira i fili. Il "nipote prodigio" con la r moscia, nato con la camicia (e il culo nella seta), soprattutto. E anche l'altro pagliaccio con la faccia da ebete. Ma tanto alla fine pagherà Binotto, l'ennesimo capro espiatorio, l'agnello sacrificale da scannare sull'altare dell'inadeguatezza dei vertici aziendali, che così potranno rimanere lindi e pinti come la Storia insegna... Con una differenza, e sostanziale: che un tecnico valido, che nel suo campo non è certo l'ultimo dei coglioni, vedrà andare in merda l'intera reputazione che si è guadagnato in 25 anni di esperienza F1 nel Reparto Corse.
  5. Perfettamente d'accordo. DATE UN ROSBERG A QUESTO MONDIALE!
  6. Significa tutto invece, fa tutta la differenza del mondo. Vuoi mettere la lotta tra team rivali con le lotte interne? Anche perchè da la misura della competitività del campionato. Questa F1 mi sembra sempre più il campionato di calcio italiano. La F1 ha bisogno di competizione, rivalità, dualismi, oggi non c'è niente di tutto questo, solo un pò Verstappen ci prova ma con scarsi risultati, abbiamo l'imperatore e tutti i sui sudditi prostrati ai suoi piedi. Se è la tua squadra a vincere è vero che ci si annoi di meno ma quando è troppo mi sarei annoiato anche se fosse stata la Ferrari a vincere, sopratutto se la lotta è in casa
  7. Tra l'altro non è la prima volta che succede quest'anno, perchè anche a Silverstone era successo lo stesso a Magnussen
  8. Scusate, ma se a parità di motore le prendi da una Sauber guidata da un giovane 40enne sul viale del ritiro, che metà del tempo è ubriaco e l'altra metà dorme (anche se a Spa di solito ha sempre fatto bene), vuol dire che hanno sbagliato completamente la macchina in tutti i campi. Telaio, aerodinamica e meccanica.
  9. Non è proprio la stessa cosa, no. Però andiamo a rivedere i mondiali 2014 e 2016. Tutti e due lottati per tutto l'anno e combattuti fino all'ultima gara. Che poi fosse una faida interna allo stesso team non significa niente, il mondiale è stato in gioco fino all'ultimo, non è che se non c'è la Ferrari in lotta il campionato è meno entusiasmante. E rivediamo meglio i mondiali 2017 e 2018, sopratuttto quest'ultimo. Il primo è stato sul filo fino a Singapore e faccio sommessamente notare che fino a Monza (cioè a settembre) il leader del mondiale era Vettel! Poi è successo quello che è successo a Singapore e vabbè. Il 2018 andiamolo a vedere bene: la Ferrari ha lottato ad armi quasi pari e a volte anche superiori alla Mercedes e sono state le innumerevoli fesserie di Vettel a privarci della lotta tra i due protagonisti e ad indirizzare il titolo verso casa Hamilton. E rivediamo anche la classifica: Bottas arrivò quarto dietro ai due ferraristi e anche dietro a Verstappen e la Ferrari in classifica arrivò 84 punti dietro alla Mercedes, che col nuovo sistema di punteggio non sono tantissimi.
  10. E' la tipologia di prodotto e il target di clientela a cui esso è indirizzato, a rendere ininfluente il ritorno d'immagine e di marketing in base ai risultati sportivi. Le "anomalie", se così vogliamo chiamarle, stanno proprio nel fatto che è un'azienda che produce supercar destinate ad una fetta abbastanza ristretta di pubblico. Al riccone che può permettersi una Ferrari non gli importa un fico secco se le monoposto di F1 navigano nelle retrovie, lui la Ferrari (compreso e soprattutto il prestigio del marchio) la compra ugualmente. Vale la stessa cosa (ovviamente con le dovute proporzioni) con McLaren e Aston Martin, ma lo stesso discorso vale (parzialmente) anche per la Mercedes. E sarebbe lo stesso se in F1 ci fosse, per esempio, la Lamborghini. La casa del Toro, se fosse impegnata nella massima serie, potrebbe anche sfornare due carciofi stile HRT... Le sue supercar stradali le venderebbe comunque, perché alla propria clientela non gliene fregherebbe niente sapere che il marchio in F1 fa cagare. Magari ci può essere qualcuno che, in base ai risultati sportivi, potrebbe farsi condizionare. Ma, considerando l'esigua quantità di persone che possono permettersi una certa tipologia di macchine, il numero di chi valuta l'acquisto di una macchina piuttosto che di un'altra, in base a cosa il corrispondente marchio ottiene in ambito sportivo, sarebbe del tutto irrilevante. I risultati sportivi possono avere un certo peso nell'impatto d'immagine generale di un marchio. Ma anche quello, come detto, è complessivamente un non problema e, di conseguenza, il "danno d'immagine" sarebbe talmente irrisorio da essere considerato irrilevante. Per la Renault, per esempio, far cagare in F1 potrebbe essere un danno d'immagine maggiore con, potenzialmente, conseguenze anche sulle vendite. La Renault è un marchio destinato principalmente alla "gente comune". E, di solito, tutti i discorsi di marketing, d'immagine e quant'altro interessano proprio all'uomo medio, e chi si occupa di queste cose lo sa benissimo. <la Renault in F1 fa cagare, quindi il prestito lacrime e sangue per comprare la nuova utilitaria lo prendo per comprarmi una Toyota o una Ford, che nei rally vanno bene>, questo potrebbe essere il pensiero dell'uomo comune, alle prese con la decisione di prendere la nuova scatoletta smarmittata. Al ricco, tutto ciò non interessa minimamente....
  11. Posso dirti che conosco personalmente chi ha gestito per Luxottica la sponsorizzazione Ray-Ban. Gli ho chiesto come mai continuassero a sponsorizzare con una cifra mostruosa, un team in questo stato da anni considerando che come testimonial l’anno prossimo ormai avranno un bambino ( perché per il marketing questo è Leclerc) ed un signor nessun. In realtà quando parlammo non si sapeva ancora dell’addio di Vettel che almeno da vendere resta un 4 volte campione del mondo. Credevo in una risposta del tipo: “ azienda italiana , sia per politica dobbiamo far vedere”. Tante volte succede questo. Invece posso dirti che sono soddisfatti. “Il brand Ferrari è fortissimo in America unico mercato che ormai ci interessa per davvero oltre Emirati e Cina. Per loro basta associare questi occhiali a Ferrari ed è fatta. Molti non sanno neanche cosa è successo in formula 1 negli ultimi anni. Figurarti se gli interessa se vanno male in formula 1 da 10 anni ormai” Quindi finché il brand Ferrari è forte rassegnativi. Non ci saranno investimenti sostanziali. Quest’anno terribile e l’anno prossimo sono frutti di un tentativo maldestro di imbrogliare quindi tutto tornerà come sempre. Si limiteranno a vivacchiare in zona podio. Se il campionato arriva bene, se no nessuno si strapperà i capelli a Maranello. finche i dividendi sono grossi perché cambiare?
  12. Stellantis ti dice niente? Il risultato della fusione FCA-PSA che all'atto pratico è Fiat e Peugeot.
  13. La gente fa finta di dimenticare annate come 2001 (campionato matematicamente chiuso ad Agosto), 2002 (a Luglio) e 2004 (di nuovo ad Agosto)...o forse il fatto che vinceva la rossa (quella giusta) faceva passare in secondo piano la noia mortale di quelle annate
  14. E nel 2004 quando hai smesso di seguire? Dopo Imola?
  15. sì ma Mazzoni faceva gaffes, Vanzini è in malafede. Si inventa scenari di gara che non stanno accadendo per tenere gli spettatori attaccati allo schermo, si inventa complotti, sminuisce sempre tutto ciò che non è Ferrari. Mazzoni di Ungheria 2015 ne ha fatta una, Vanzini lo fa ogni sessione di libere. è offensivo verso il buon Mazzoni metterli sullo stesso livello.
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