Mah, io non nego che non sono mai stato affascinato dall'uomo. Certo, ha salvato dal baratro la ditta ma l'ha fatto a prezzo di scelte durissime per l'Italia, sia dal punto di vista industriale sia da quello economico. Non ne ho mai messo in dubbio la valenza in quanto manager né ho sollevato obiezioni di carattere "morali" per tutta la serie di operazioni con cui ha sottratto all'economia e sopratutto alle Finanze il primo gruppo industriale del paese. Per assolvere un compito era stato arruolato da U. A. nella galassia della famiglia e quel compito lo ha assolto nel migliore dei modi. Prima in SGS poi in FIAT-FCA. Ma il famoso detto "quel che è buono per gli Agnelli è buono anche per l'Italia" è praticamente un ossimoro, non ha portato fortuna prima e tantomeno, con la ritirata strategica tra Amsterdam-Londra-Detroit "alla conquista del mondo" ne porterà in futuro, secondo me.
All'Italia, s'intende.
FCA diventa sempre più CA e la F - Lancia è defunta ormai, Maserati ed Alfa resteranno marchi alla "Mercury" GM style, per i polli patiti del lusso - si perderà nei meandri di qualche joint-venture sino-coreana, magari vedremo una Ioniq 500 style . Ed è quel che premeva all'azionista, direi Mission Accomplished.
Per quanto riguarda Ferrari.. speriamo che i nipoti ( si, ci metto anche quel mattacchione di Lapo, la passione per l'auto c'è l'ha, qualche cosa potrebbe fare ) siano cresciuti abbastanza per non modificare sostanzialmente un meccanismo che se "seguito" con l'ottica giusta ( "danno non fare, lascia che qualcun altro sia a guidare" LCDM docet ) si governa da se. Direi che l'ex AD di PM potrebbe essere la persona giusta, ma avrei preferito un uomo di prodotto, alla Felisa... come appunto Altavilla; ma forse è proprio quello che J. Elkann non voleva... speròm.