Il virgolettato è un riassunto abbastanza superficiale, per come ho interpretato io l'intervista.
Carey ha detto svariate cose, alcune assolutamente condivisibili altre un po' meno, ma non mi sembra abbia detto nulla di scandaloso. Anzi...
L'obiettivo principale per noi è migliorare lo spettacolo in pista. E per riuscirci bisogna aumentare la competizione. I motori ibridi attuali sono magnifici, ma costano troppo e hanno creato disparità esagerate fra i team. Noi vogliamo che la tecnologia resti un fattore importante, senza però risultare decisivo. Perciò i motori del futuro dovranno essere più semplici, più economici, con un suono più attraente e anche più potenti e veloci. Oggi ci sono tre squadre (Ferrari, Mercedes e Red Bull; n.d.r. ) che spendono il doppio o il triplo delle altre. Serve più equilibrio. Inoltre bisognerebbe progettare monoposto adatte a favorire i sorpassi. Sono tutti temi sull'agenda di Ross Brawn".
Qui, sottolineato in bold, c'è una considerazione che non mi trova per nulla d'accordo.
Poi:
"Lo sport è fatto di eroi. E i nostri eroi sono loro. I team, le macchine, i marchi sono importanti. Ma le persone si appassionano soprattutto alle gesta di chi corre a trecento all'ora. Io, essendo americano, vengo dalla cultura di altri sport. Sono un tifoso "occasionale". Però, stando a contatto con campioni carismatici come Alonso, Hamilton, Vettel, oppure grandi personaggi come Stewart e Lauda, di cui ho anche letto, in breve tempo sono rimasto affascinato dalla F.1. Se riusciremo a fare avvicinare la gente ai piloti e alle loro storie, conquisteremo sempre più tifosi".
Qui totalmente d'accordo. Per quanto la F1 rappresenti anche la massima espressione tecnologica, il nodo centrale, l'architrave portante, sarà sempre la sfida tra i piloti. E' quello l'aspetto emozionale, il più apprezzato, piuttosto che la tecnologia che c'è dietro ad una Power Unit o quanto un alettone può far guadagnare. Questi ultimi sono aspetti che ci sono, sono tangibili e contribuiscono, nel bene e nel male, a rendere la F1 quel che è. Ma quello che fa reggere in piedi il tutto è la sfida tra chi è al volante...
Su questi due punti io sono totalmente e indiscutibilmente d'accordo e su tutto il resto, sinceramente, non vedo attinenza con le proposte di Briatore che voleva griglie invertite o gare spezzate in due. Quando Carey dirà esattamente le stesse cose, allora potremmo parlarne. Ma non mi pare l'abbia fatto né lasciato intendere, in questa intervista....