Contenuti inviati da sundance76
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Calendario di gara
Ma a chi frega? Tanto, anche se ci fossero 32 gare di campionato, tutte disputate tra il Pacifico e il Medio-oriente, lagggente continuerà ad entusiasmarsi per la Massima Categoria dell'Automobilismo, mettendosi come sempre il bavaglino ogni domenica per ingollare la superba bevanda di Zio Bernie, l'unica con l'autentica etichetta Formula Uan Uorld Cempionscip. O no?
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Radio paddock Gennaio 2013 - Notizie dal Circus
Fonte: http://motorsportrants.com/formula-1/addio-al-campionato-di-f1-storiche-a-cascata-tutti-gli-altri-campionati-di-vecchie-glorie/#comment-8727 Addio al campionato di F1 storiche. A cascata tutti gli altri campionati di vecchie glorie? Tutto ha un inizio ed una fine. Questo lo scarno comunicato degli organizzatori del campionato di F1 storiche. C’era stato qualche segnale d’allarme durante il 2013, non solo per la F1,ma per tutti i campionati storici. Poche vetture al via. Troppi avvenimenti doppi, sparpagliati in giro per l’Europa non razionalizzati. Pochi sponsor… zero pubblicità . Ok, queste manifestazioni sono sempre vissute grazie a degli appassionati con le palanche, ma non si doveva arrivare a questo. Magari la cosa è sentita meno in Italia che all’estero…Inghilterra ad esempio…però l’idea di non vedere più le vecchie glorie in giro rattrista molto. Io batto sempre il chiodo li…la cultura del motorsport sta svanendo in preda a solo quello che ci vendono… 2 ore di gara e di sola F1 2 volte, 3, al mese. La gente non compra più le riviste, non va negli autodromi perchè costano troppo. In tv passano argomenti monotematici decisi a tavolino…e noi appassionati sempre zitti. àˆ il segnale dei tempi dove tutto si consuma velocemente… c’è poco spazio per la memoria. Io lanciai un segnale 2 anni fa da queste pagine. Ero stato a Monza a vedere la coppa intereuropa. C’erano vetture di F1, gt, can am ecc e ben poca gente.. sopratutto pochi giovani. La manifestazione non era affatto pubblicizzata..né per tv né per i giornali. Siamo arrivati ad oggi…dove gli sforzi di pochi, beati loro, fortunati non bastano più per portare in giro le vecchie glorie. Magari un anno di pausa può anche fare bene…ma bisogna sfruttarlo per riorganizzare il tutto. Razionalizzare gare e categorie. Trovare accordi con nuovi sponsor e magari qualche media che trasmetta gli eventi…almeno i più importanti. Insomma…non lasciamo nei garage le auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo.
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Tag nelle discussioni
Sì, ma è più bello leggere un titolo e poi il sottotitolo. E' brutto leggere: prima il titolo, poi "iniziato da.." e infine il tag o il sottotitolo che specifica il titolo. A volte faccio titoli lunghi proprio per evitare di mettere un sottotitolo dopo l'indicazione "iniziato da..".
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Tag nelle discussioni
Io credo che le parole del tag dovrebbero PRECEDERE la scritta "iniziato da Tizio", e non seguire come accade ora.
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Dietro-front sulle limitazioni aerodinamiche 2014
Nient'altro da aggiungere.
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Buone Feste a tutti
Buon anno e buon appetito a tutti gli amici di Passione a 300 all'ora!
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Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
Non è vero. Ecclestone mollò tutto nell'88-89. Nel 1992 c'era qualcun altro (Middlebridge? )
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F1 2012: l'opinione di Donnini
"[..]ci sono pochi circuiti veri, come Spa e Monza, e troppi insignificanti. Troppo potere al promoter – Ecclestone e la Fom – e solo facoltà di ratifica e vago indirizzo alla Fia. E’ come se nel calcio comandasse Sky mentre Fifa, Federazione e Lega non contassero quasi nulla. Tempo un mesetto e si giocherebbero le partite della Champions su un campo la metà più stretto e con le porte il doppio più larghe, solo per dar spettacolo. E’ quello che sta accadendo da anni e anni in F.1â€. Eppure, la capacità di indignazione sta scemando sempre più....
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F1 2012: l'opinione di Donnini
Ha persino compiuto diverse volte il Lap of Honour sul terrificante Mountain Circuit all'isola di Man, bucando una volta una gomma a Doran's, laddove l'integrità della buccia diventa aleatoria... Moto sì, ma non il Motomondiale.
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F1 2012: l'opinione di Donnini
Fonte: http://www.blogf1.it...ci-parla-di-f1/ Dal mondiale 2012 al futuro, parlando più in generale dell’attuale F1. Mario Donnini non è solo una prima firma, è La prima firma, per la capacità che ha di trasmettere emozioni attraverso la parola, riuscendo a far rivivere empaticamente ai suoi lettori la stessa, sconfinata, passione che lo travolge. Donnini è un aedo delle corse più pure e sincere, un vero proprio cantore di gesta eroiche che trascendono spazio e tempo. Quei “numeriâ€� da novanta nei quali la competizione ha la precedenza su tutto; sugli interessi, sul denaro, sulla politica. Ed è su questo canovaccio che il nostro “poetaâ€� vorrebbe vedere svilupparsi la Formula 1. Più gas meno sponsor insomma, che è poi un po’ il sogno di tutti. Ma senza rovinarvi la sorpresa, gustatevi questa intervista sincera, appassionata, polemica. Romantica e “scorrettaâ€� al punto giusto, in linea con la grandezza del noto giornalista di Autosprint. - Mario, partiamo con una domanda a bruciapelo: ma a te il mondiale 2012 è piaciuto? “E’ stato bello e tirato e credo abbia premiato, in Vettel e la Red Bull, il pilota più meritevole al volante della monoposto più competitiva. Quanto al Gp del Brasile, è stato giusto dibattere su quella bandiera, verde o non verde, ma penso che la sostanza della stagione resti la stessa: Seb è andato complessivamente più forte di Nando, anche se di pochissimo, specie nel conteggio punti. Sì, era legittimo perfino esplorare ogni fotogramma di Interlagos, sul comportamento di Vettel, comunque credo che le chiarificazioni della Fia siano sufficienti per mettere a tutti il cuore in pace. Le sfighe si sono bilanciate: Monza e Valencia per l’uno, con l’alternatore matto, Spa e Suzuka per l’altro, con le Lotus da demolition derbyâ€�. -Parlando più nello specifico della cosiddetta “Nazionale dei motoriâ€�, cosa ne pensi del lavoro della Ferrari; Alonso avrebbe meritato il titolo oppure no? “La Ferrari, nel bene e nel male, ha fatto quello che ha potuto, realizzando una monoposto potenzialmente capace di finire 20 gare su 20 come la Lotus di Raikkonen, ma in grado di andare molto più forte. Quanto ad Alonso, dal 2010 a oggi, ha vinto zero titoli. Peccato. Certo, non vuol dire niente: Schumi il primo mondiale con la Rossa lo vinse dopo 4 anni di digiuno e impegno, purtroppo non premiati. Però il tedesco oltre che correre sapeva tacere. Perse un campionato a Suzuka 1998 spegnendo la macchina in griglia per una mappatura che avevano cambiato senza dirglielo, poi si ruppe una gamba a Silverstone 1999 per un guaio tecnico. E in entrambi i casi, restò zitto e muto. Non una parola di critica al team. Alonso no, il contrario: secondo me ha messo troppo sotto pressione la Ferrari. Critiche a go-go in ogni appuntamento dell’ultima parte della stagione per il mancato sviluppo. Proprio quando Massa, negli ultimi Gran Premi, si è messo ad andare quanto lui, se non di più. La verità è che nel fine campionato il braccino, più che la Rossa, lo aveva Fernando, con Massa che sembrava invece scatenato. Non vorrei che questo atteggiamento inquieto dello spagnolo, mediaticamente lamentoso e alla lunga individualista, porti a incrinare e deteriorare politicamente la sua finora indiscussa leadership di uomo squadra. Non credo che ciò avvenga, ma lo temo, sperando di tutto cuore di sbagliarmi e di poter vedere il pilota e la Ferrari diventare il clone del binomio Schumi-Ferrari dal 2000 in poi. Fatto sta che Montezemolo di recente ha detto: “Se Alonso finisse in un’isola deserta, ecco, allora io prenderei Vettelâ€�. Beh, mi sono posto la stessa domanda: come mi comporterei se l’amore della mia vita finisse perduta in un’isola deserta? Mi fidanzerei con la sua rivale? No, l’andrei a cercare. In poche parole, penso che i due mondiali persi, a Abu Dhabi 2010 e a Interlagos 2012, qualche microfrattura tra Alonso e la Rossa potrebbero averla provocata. Meglio se roba guaribile durante l’inverno…Spero che in futuro Matador si mantenga altrettanto forte, abbia un pizzico di fortuna in più e, visto che sa parlare, impari anche a tacere in momenti molto delicati. Ne guadagneranno il suo rapporto con la Ferrari e, auspicabilmente, il palmarés di entrambiâ€�. - Cosa prova un amante dell’anima delle competizioni – quale sei tu – nel vedere la F1 perdersi in tutte queste polemiche sulle presunte irregolarità delle vetture; così facendo non si rischia di togliere valore ai piloti, che sono i veri eroi sulla scena? “Polemiche sula regolarità delle vetture ce ne sono sempre state, da quando si correva nei cartoni animati degli “Antenatiâ€� di Fred Flinstones e del suo suo amico Barney. Il vero problema è verificare la regolarità della sfida. Ripeto: ci sono pochi circuiti veri, come Spa e Monza, e troppi insignificanti. Troppo potere al promoter – Ecclestone e la Fom – e solo facoltà di ratifica e vago indirizzo alla Fia. E’ come se nel calcio comandasse Sky mentre Fifa, Federazione e Lega non contassero quasi nulla. Tempo un mesetto e si giocherebbero le partite della Champions su un campo la metà più stretto e con le porte il doppio più larghe, solo per dar spettacolo. E’ quello che sta accadendo da anni e anni in F.1â€�. - A tal proposito proprio tu, se non sbaglio, una volta paragonasti la Formula 1 attuale al Wrestling, asserendo che spesso lo spettacolo offerto è finto. Dopo un campionato così “tiratoâ€� e pieno di colpi di scena, sei sempre della stessa idea? “Certo, ma non mi riferisco ai piloti o alle squadre, che il loro dovere in pista lo fanno, bensì agli strumenti della sfida. Dei circuiti ho già detto. Aggiungo Kers, gomme di chewin-gum – di cui la Pirelli non ha colpa- e ala mobile: queste sono cose da wrestling, che possono appassionare solo gente che delle corse ha un’idea vaga e caricaturale, da soap opera. Visto? Dicono che una gara è stata spettacolare, citando decine e decine di sorpassi avvenuti in due ore. Mi viene da ridere. Anch’io, quando vado a lavorare, da Fano a Bologna in un’ora e mezzo passo 400 autotreni, ma non ho la pretesa di dire che abbia dato spettacolo. Col Kers, il Drs e gli pneumatici di marzapane, a turno le monoposto si sorpassano come fossero station-wagon contrapposte a Tir in corsia lenta. Le sfide vere sono tutt’altra cosa. Se ne vedono poche, pochissime in questa F.1. Peccatoâ€�. - Mario Donnini giudice di gara arbitrerebbe all’italiana o un po’ più all’inglese? “All’inglese tutta la vita. Gioco maschio e pedalare. Non è possibile quest’atteggiamento dei commissari da periti assicurativi, che a ogni nolder piegato azionano la moviola al millisecondo per rovinare la corsa a quei pochi piloti che non hanno il braccino e osano qualcosa. Con questo penso che con i reninenti della scorrettezza quali Grosjean e Maldonado sarei intervenuto eccome, ma in tantissimi altri casi proprio no. Per esempio, il penalty di Schumi in Spagna è stato vergognoso, gli ha sterilizzato la successiva pole di Montecarlo bloccando la sua unica chance di vittoria in tre anni, di fatto rovinandogli la sua seconda carriera. Una vergogna. E potrei andare avanti, ma citare questo episodio basta e avanzaâ€�. - Il team principal della McLaren, Martin Whitmarsh, ha dichiarato che la Formula 1 attuale è la più difficile di sempre. Per talento dei piloti e per grandezza delle squadre. Diritto di replica, vai. “Con le responsabilità che Whitmarsh ha dopo Ron Dennis, per lui senza dubbio sì. Però, se Whitmarsh guarda indietro, alla storia della squadra che rappresenta, scopre che nell’era aurea del Rischio colui che ha dato il nome al marchio McLaren è morto provando una Can-Am e che i primi titoli Fittipaldi e Hunt li hanno portati a casa in stagioni che sembrano le sceneggiature di film, tanto che tra pochi mesi vedremo “Rushâ€� di Ron Howard, tutto incentrato nella lotta strappacuore Lauda-Hunt del 1976. Vorrei ci fosse più rispetto nei confronti della generazione di piloti che la pelle l’ha rischiata davvero. Arrivavano al circuito e pensavano: “Questo, comunque vada, potrebbe essere uno stupendo weekend per morireâ€�. Mentre adesso pensano al prossimo bonifico che riceveranno estero su estero e la competizione più tirata cui danno vita è incentrata su chi chiama per primo via radio Charlie Whiting in caso di pioggia, per fare entrare subito la safety car. Per il resto penso che in ciascuna epoca il tema tecnico e agonistico venga sviluppato al massimo e nelle forme consentite. Quindi stimo anche i campioni d’oggi, ma quando si confrontano col passato gli sussurrerei un simpatico “fly, down, babyâ€�. - Sei un grande esperto di piloti con il “cuore da corsaâ€�, ovvero piloti carismatici, caratteristici di un’intera epoca, personaggi veri. Spesso perdenti ma a testa alta. Ecco, sinceramente, dei piloti di oggi chi secondo te ha il carisma giusto per anelarsi nel mito e farsi ricordare dagli appassionati anche tra cinquant’anni? “Guarda, non è che 40 anni fa ci fossero dei semidei e ora degli idioti. E’ cambiato il sistema. Anche sul piano dialettico. Fino all’inizio deglianni 70 le interviste erano rare perché quasi nessuno dei giornalisti le chiedeva ai piloti. E i primi dieci-quindici anni in cui questo è poi iniziato a succedere i confronti dialettici erano piuttosto aperti e sinceri, spesso affascinanti. Quando – direi da Prost e Senna in poi -, la F.1 ha vissuto un salto di qualità e i campioni sono diventati tutti dei comunicatori di corporations a livello planetario – i primi sono stati Stewart e Lauda – tutto s’è anestetizzato, annaffiato, smorzato e banalizzato. Dopo Prost e Senna, con le loro epiche battaglie in pista e ai microfoni, la comunicazione in F.1 è diventata una sorta di immenso congresso democristiano nel quale tutti parlano a voce bassa e per simboli astrusi, badando a friggere l’aria e basta, a parte qualche piacevole eccezione fuori dal coro, come Jacques Villeneuve. Tra quelli che forse un giorno ricorderemo, metto Raikkonen, ma non certo per l’eloquio. Alcontrario, lo vedo in zona leggenda per quel suo saper essere – oltre che velocissimo -, involontariamente surreale, comico e lapidario. Come quando in Canada anni fa a Hamilton che l’aveva appena tamponato al restart della pit-lane, insegnò il semaforo rosso e poi se ne andò tranquillo per cavoli suoi, come un rappresentante di Gallarateâ€�. - Come vuoi terminare? “Con due auspici molto diversi tra loro. Il primo. Che la Formula 1 smetta di restare la fogna di miliardi in cui s’è tramutata (la definizioneappartiene a Enzo Ferrari). E non perché è immorale tutto ciò in tempi di crisi mondiale globale. Era immorale anche prima del 2008. Non è mai accaduto che ci fosse una vetrina planetaria nella quale l’ostentazione del lusso fine a se stesso, del danaro più esibito che investito, toccasse livelli di cattivo gusto così stridente. I retrobox faranoici, i paddock club a 3000 euro a weekend, le inferriate blindate a cacciare i tifosi veri, le tribune e le zone prato a costi stellari sono forme striscianti di razzismo economico e di violenza sulla passione pura che spero siano sempre più criticate e sgretolate da un minimo di senso dell’estetica, se non da quello della morale. Era dai tempi dell’ecclesia triumphans del Rinascimento che non si assisteva mediaticamente a ostentazioni così plateali discutibili. Ecco, se non si capisce che non è il caso, prima o poi arriverà un Martin Lutero laico e corsaiolo a fare la riforma e saranno dolori veri. Se così fosse, non me ne sorprenderei. Infine, auspicio numerodue, vorrei una Ferrari che tacesse di meno sulla latitanza dei piloti italiani dalla F.1. Non per criticarla, certo no, ma per stimolarla in modo dialetticamente costruttivo a fare, nel suo piccolo e nel suo grande, qualcosa e di più anche su questo versante. Mezzo secolo fa noi italiani, grazie a Varzi, Nuvolari, Farina e Ascari eravamo il Brasile delle corse, ora sembriamo il Burkina Faso. Su questo versante, spero in un 2013 in controtendenza e, comunque vada, buon anno a tuttiâ€�.
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Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
Sì, sono così. L'attuale serie si chiama "Legends - Gare, Campioni e Macchine tra poesia e mito". Parla di gare oppure di macchine entrate nella storia con l'ausilio di interviste e dichiarazioni dei piloti che vi hanno gareggiato.
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Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
E' il ventottesimo della serie "Legends". In passato vi furono anche 8 poster de "Gli indimenticabili", altri 10 della serie "Le grandi corse dimenticate" e altri dieci dedicati ad alcuni piloti della storia ferrarista.
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Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
Intendevo le argomentazioni su Stewart, non quelle su Senna. Scusami, non ero stato preciso, avevo scritto di fretta.
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Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
AS questa settimana è molto ricco. Grosso Poster su Vettel e Alonso in lotta. Poster-story su Jody Scheckter e la Wolf 1977. "Cuore da Corsa" dedicato alla storia dei piloti giapponesi in F1. Inoltre hanno compilato quattro classifiche sui migliori 10 piloti di F1, Rally, Endurance e corse USA. Mi è piaciuta la premessa in cui scrivono che hanno escluso i Gran Premi pre-1950 per un problema di statistiche ma che prima o poi si occuperanno anche di quel periodo stupendo. Mi è piaciuto leggere di campionissimi come Rick Mears nelle corse USA. Ci sono anche i grandi Donohue, Earnhardt, Gurney, Gordon, Foyt, Petty, Andretti (1°). Dindo Capello è all'ottavo posto tra i più grandi piloti Endurance di sempre. Ickx al primo. Non mi è piaciuta l'esclusione di Bjorn Waldegard dai primi dieci dei rally. Doveva starci, anche a costo di escludere il grande e compianto Henry Toivonen. Nella classifica F1, vince Fangio. Senna è davanti a Clark e Prost, e può anche starci, ma mettere Schumacher e Stewart davanti ad Ayrton mi lascia perplesso (anche se le argomentazioni hanno dei fondamenti). Perlomeno hanno meritoriamente messo Ascari all'8° posto, davanti a Lauda e Vettel. Ma ci sarebbe troppo da dire. Magari qualcuno compra ancora AS in edicola e non voglio levare lo sfizio. Inoltre c'è anche il corposo inserto mensile "Rallysprint".
- Stagioni 1989-1990-1991-1992-1993 la Golden Era
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Buone Feste a tutti
Auguri di buone feste a tutti gli amici del forum, la nostra nuova casa
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Dietro-front sulle limitazioni aerodinamiche 2014
"Più un diffusore è evoluto, più rende difficile il sorpasso, generando turbolenze". Si voleva meno carico, perchè "meno carico doveva significare anche meno resistenza, più velocità in rettilineo, più sorpassi". Invece "le astronavi resteranno tali. I piloti avranno un'occasione in meno per mostrare la loro abilità perchè, come questa stagione ha ampiamente dimostrato, il carico aerodinamico è e resta il parametro più importante in questa F1". Questo è scritto nell'articolo. Questo è quello che mi hanno detto di persona tre ingegneri in servizio effettivo in F1 e GP2. Eppure, c'è ancora chi sostiene un ritorno all'effetto-suolo integrale, magari addirittura mediante bandelle laterali, perchè secondo questa tesi l'aderenza sarebbe ancor più mostrosa (!), i piloti si sentirebbero ancor più sicuri (!!), e tenterebbero più sorpassi (io non credo). E si fa l'esempio dell'Indycar, che si corre prevalentemente su ovali(!!!). Ma, santo cielo, se davvero tornassero le bandelle, le auto sarebbero trasformate in enormi diffusori lunghi quanto la lunghezza della macchina! Se in F1 le auto arrivassero davvero (e ci sono ormai vicine) a raggiungere velocità in curva pressochè pari a quelle raggiunte sui rettilinei, con una resistenza che fa inchiodare le vetture appena lasci un pò l'acceleratore e riduce ancor di più lo spazio di frenata per le curve lente, dove caxxo si potrà mai sorpassare più? Ovvio che poi, siccome non si vuole limitare il carico alzando le vetture, allora il sorpasso lo si fa solo col cretinissimo DRS....
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Dietro-front sulle limitazioni aerodinamiche 2014
Per chi ancora crede che i diffusori e il carico deportante non siano i maledetti responsabili della penuria di sorpassi (rimediata cretinamente col DRS) e del livellamento dei piloti, ecco un articolo dell'attuale AS sulla retromarcia della FIA sull'idea iniziale di diminuire drasticamente il carico aerodinamico:
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Un mese di Forum
- Correva l'anno 1984! Galleria immagini HD
- Grazie
Ma mi sembra che il GP delle F1 storiche sia stato trasferito a Imola, o mi sbaglio?- Grazie
Alberto, ma guarda che siamo noi a ringraziarti per voler passare del tempo insieme in questo nuovo forum. Ovviamente l'abbraccio è sinceramente ricambiato- Velocità piattaforma
- Radio paddock 2012 - Notizie dal Circus
AS questa settimana consiste in due riviste separate acquistabili però unitariamente. Hanno aggiunto il consueto extra di fine anno sul Mondiale 2012, e gli articoli li sto trovando molto interessanti. Parlano di tutti i team e di tutti i piloti, anche quelli di fondo classifica. Quasi tutti gli articoli sono di Mannucci, che io considero uno dei migliori giornalisti attuali. Poi ci sono le statistiche gara per gara e le classifiche. Il numero normale parla del GP del Brasile. La rivista extra invece ha questi capitoli: - Vettel campione - Confronto Ferrari-Red Bull (e l'analisi della stagione di Alonso e Ferrari) - Schumi addio - I magnifici 8 ( i vincitori dei GP stagionali) - Gli incidenti - Tecnica - Fuori i secondi (Sauber, Williams e Lotus, stagione positiva) - I team Mercedes in difficoltà (Mercedes, McLaren, Force India) - La dura vita delle retrovie (TR, Caterham, Marussia, HRT) - Le cifre Due riviste al prezzo di 3,50 euro.- Punteggi diversi
Non è affatto così. Alonso con 3 vittorie è arrivato a meno di un soffio (solo 3 punti, che equivalgono a un misero ottavo-nono posto) da Vettel che ha vinto ben 5 Gran Premi. Questo punteggio premia la regolarità , che è stata l'arma della Ferrari grazie alla sua straordinaria e troppo dimenticata affidabilità . La Ferrari e Alonso sono arrivati secondi nella Classifica Piloti, con 3 vittorie contro le 5 di Vettel e le 4 di Hamilton, e anche secondi nella Classifica Costruttori con 3 vittorie contro le 7 (!) della McLaren (terza) e le 7 della Red Bull (prima). Ripeto, l'attuale 25-18-15 è uguale al 95% (è un fatto matematico, lo abbiamo constatato da tempo) al precedente 10-8-6. Entrambi premiano i regolaristi.
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