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sundance76

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  1. Eccolo a Tripoli 1936, durante un rifornimento:
  2. Nurburgring, Gran Premio di Germania 1936. Hermann Lang, ex capo-meccanico di Luigi Fagioli, continua il suo lento ma sicuro apprendistato che lo porterà , nel 1939, a diventare il più forte pilota del mondo. Ma in questa gara, alle prese con la disastrosa Mercedes W25K (solo nel 2010-2011-2012 la Mercedes farà peggio), non è fortunato: al 13° giro deve cedere la sua auto al caposquadra Caracciola, ritiratosi al 12° giro, che deve nuovamente arrendersi al 17° giro...
  3. "I rallyes non sono cambiati: i rallyes non ci sono più" (Vittorio Caneva)
  4. Tazio Nuvolari su Alfa 12C al Gran Premio di Germania 1937. Lotterà con eroico furore e sarà terzo fino alle ultime battute di gara, quando Rosemeyer su Auto Union in rimonta gli strapperà il podio. L'atmosfera di questa foto è straniante, pensando alla pay-TV di questi anni.
  5. GP dell'Eifel al Nurburgring (23 km..), 3 giugno 1934. Esordio in gara, o meglio il ritorno, delle Mercedes. Luigi Fagioli, appena ingaggiato dal ds Alfred Neubauer, viene più volte invitato in gara a non attaccare i suoi compagni von Brauchitsch (che vincerà ) e Caracciola. Ma il sanguigno italiano non è d'accordo. Ad ogni pit stop volano parole grosse in italiano e tedesco finchè dopo l'ultimo rifornimento Fagioli riparte, ma si ferma lungo il circuito e abbandona la sua macchina a bordo pista in segno di protesta. "Don Alfredo" ha già capito quale sarà il clima in
  6. Ce ne vuole di fantasia per intravedere dei numeri sulle macchine degli ultimi 15 anni....
  7. Beh, ma cambiava ben poco. Qualcosa nella veste aerodinamica, ma la macchina era quella. La McLaren, dall'84 all'86 viene considerata un'unico modello, anche se ebbe delle varianti di sigla, così come la Lotus 72, di cui si dice sempre che è durata dal '70 al '75, eppure arrivò alla sigla "D". Da AS di fine '93:
  8. Ma la 49 non ha continuato a vincere anche dopo Jarama '68 ? Nel '68 G. Hill vinse Spagna, Monaco e Messico (oltre alla vittoria in Inghilterra del "privato" Siffert), nel '69 lo stesso Hill rivinse a Monaco e Rindt negli USA, e nel '70 ancora una vittoria per merito di Rindt a Monaco beffando Black Jack.
  9. Tre partenze, ogni volta mezz'ora per ripulire la pista, che pal.le quella gara...
  10. Gran Premio di Monaco 1934, all'uscita del tunnel è Achille Varzi su Alfa P3 della Scuderia Ferrari, 6° al traguardo nel giorno della vittoria del compagno esordiente in squadra Guy Moll che approfitta di un errore del loro team-mate Chiron nelle ultime battute di gara. Nelle prove, accadde quello che ci racconta Enzo Ferrari: «Mancavano poche ore al via del G.P. di Montecarlo del 1934, quando io arrivai dall’Italia e trovai il mio collaboratore Bazzi pressoché annientato dalle lamentele di Varzi. Il nostro Achille si dichiarava insoddisfatto della macchina e criticava soprattutt
  11. E' proprio così. All'epoca il circuito da GP comprendeva anche l'Anello leggermente sopraelevato (un pò diverso da quello che ancora oggi è in piedi) dietro all'attuale parabolica, e per ridurre le velocità si misero delle chicane provvisorie. Era ancora vivo il ricordo della "domenica nera" del 1933 (con la morte di Campari, Borzacchini e Czaikowskji).
  12. René Dreyfus su Alfa Romeo 12C iscritta dalla Scuderia Ferrari, Monza, Gran Premio d'Italia 1936. 4° in prova e 4° al traguardo. Il buon Renato, troppo spesso dimenticato, è uno dei pochissimi ad aver battuto le Frecce d'Argento (Mercedes e Auto Union) nel periodo 1934-1939. Accadde a Pau nel 1938, con la Delahaye.
  13. Gran Premio di Monaco 1930. Philippe "Phi-phi" Etancelin su Bugatti 35c. Partito in quarta fila, si ritira al 60° giro (su 100) per problemi al condotto della benzina:
  14. Reims, Gran Premio di Francia 1938. Caracciola su Mercedes W154. Finirà 2° dietro Brauchitsch e davanti a Lang. Tripletta Mercedes. (Foto Klemantaski)
  15. Tazio Nuvolari su Alfa Tipo B detta "P3" al Gran Premio di Monza (non GP d'Italia) dell'11 settembre 1932, arriva 2° nella seconda batteria dietro alla Maserati di Luigi Fagioli ed accede alla finale, nella quale arriverà 3° dietro al vincitore Caracciola (suo compagno all'Alfa) e allo stesso Fagioli.
  16. Ecclestone, quando pensa a fare macchine e circuiti a prova di morti e feriti, non sta pensando a tutelarli nel modo migliore, ma sta pensando prima di tutto a speculare sull'intero baraccone per spremere miliardi per sè e per altri. La tutela dei piloti è solo strumentale perchè necessaria, visto che da 30 anni la F1 prende i miliardi dalla TV e quelli della TV non vogliono essere associati a massacri. Tutto qua. Ti sei mai chiesto perché la Dakar e il TT resistono ancor oggi nonostante l'annuale olocausto di vite? Semplice: non vanno in diretta-TV. E' come il macello degli animal
  17. I Gran Premi, prima di diventare Gran Premi, erano raid da città a città . Poi arrivarono gli incidenti della Parigi-Madrid, e allora si ideò il circuito chiuso (inteso come strada che torna sempre allo stesso punto), ma sempre su strade normali. Infine, si è arrivati ai circuiti permanenti, e finalmente, con l'aumentare continuo dei miliardi, ai tilkodromi nel deserto con autostrade di fuga simili ad aeroporti (chiamarle vie di fuga le sminuirebbe, tanto sono maestose). Anche se facessero dei caschi più sicuri, fare un raid di migliaia di chilometri su strade normali, sentieri, montagne,
  18. Jean Alesi possiede anche alcuni primati curiosi, che probabilmente resisteranno a lungo. - Ultimo pilota vincente con un motore Ferrari a 12 cilindri. - Ultimo pilota a vincere un Grand Prix valido per il Campionato Mondiale con un motore a 12 cilindri. - Ultimo pilota a vincere un GP con il numero 27.
  19. Borzacchini su Alfa al Gran Premio di Monaco 1933. Parte in prima fila col terzo tempo, arriva 2° al traguardo dietro Varzi, dopo che l'Alfa di Nuvolari ha reso l'anima all'ultimo giro:
  20. Ancora Caracciola sulla W154 nel 1938, ma stavolta al Gran Premio di Tripoli. Terzo in prova e terzo al traguardo, dietro ai due compagni in Mercedes, Lang (1°) e von Brauchitsch, per una ennesima tripletta della Stella a Tre Punte.
  21. - 26 14 agosto 1938, circuito di Pescara, Coppa Acerbo. Rudolf Caracciola su Mercedes W154 alla curva di Cappelle. Partito in seconda fila col quarto tempo, vincerà la gara compiendo i 16 giri in 3.03'45"65, unica macchina tedesca al traguardo.
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