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sundance76

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  1. No, Muller è morto nel 1975 ed era quello che, secondo alcune interpretazioni dei punteggi, era il vero Campione Europeo 1939. Forse ti riferisci a Rudi Hasse, morto (mi pare per malattia) nel '42 sul fronte russo. Oppure a Robert Benoist, dominatore della stagione '27 e agente segreto giustiziato dai nazisti nel '44. Fine che probabilmente fece anche Williams Grover "Williams" (il vincitore del GP di Monaco '29), anche se ci sono degli indizi di un suo cambio d'identità dopo la guerra (non confermati).
  2. Gran Premio d'Italia 1936 a Monza sulla versione da 6,890 km, 72 giri per un totale di 496,1 km. Ernst von Delius su Auto Union Type C coglie un buon 3° posto, nel giorno della vittoria del suo compagno e amico Rosemeyer (che diventa anche Campione Europeo 1936), con Nuvolari (Alfa) al secondo posto. Von Delius troverà la morte al GP di Germania 1937, in una collisione con la Mercedes di Dick Seaman.
  3. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1914. Circuito di Lione (37,629 km) da ripetersi per 20 volte (752,58 km). Felice Nazzaro (già vincitore dell'edizione 1907 e futuro vincitore nel 1922), sulla vettura di sua costruzione, la Nazzaro, si ritira al 3° giro per rottura del motore.
  4. Gran Premio di Germania 1938 sui consueti 22 giri del Nurburgring (22,8 km) per un totale di 501 km. Hermann Paul Muller su Auto Union Type D al pit stop. Cederà la macchina a Nuvolari (la cui sagoma è dietro Muller), e si classificheranno 4°. E' l'esordio stagionale di Tazio alla guida della vettura tedesca (dopo l'apparizione isolata in Svizzera '37). Quello in giacca elegante sulla destra è Ugo Ricordi, rappresentante dell'Auto Union in Italia, che faceva da traduttore e mediatore di Tazio in seno alla squadra tedesca.
  5. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1913, circuito di Amiens (31,62 km). In programma 29 giri per un totale di 916,98 km. Il vincitore (in 7 ore, 53 minuti e 56,4 secondi) Georges Boillot su Peugeot EX3, motore 5.6 litri. Il regolamento prevedeva un limite al consumo di benzina. Il vincitore fece registrare 17 litri/100 km.
  6. 11 settembre, Gran Premio di Monza 1932 (da non confondere col GP d'Italia che si corse a giugno sempre a Monza sullo stesso tracciato di 10 km). 3 batterie di 10 giri (100 km), un ripescaggio di 5 giri (50 km), e una finale da 20 giri (200 km) Achille Varzi su Bugatti T54 al via della prima batteria, nella quale sarà 3° qualificandosi per la finale, dove arriverà 5° (vincitore della gara sarà Rudi Caracciola su Alfa P3).
  7. O su Rosemeyer? Bernd è morto il 28 gennaio 1938, Caracciola è nato il 30 gennaio 1901.
  8. Auriol ci ha vinto un Campionato Francese.
  9. Magari nella sezione rally prima del Mondiale...
  10. Tre scatti di Luigi Fagioli su Mercedes W 25-B al Gran Premio di Germania 1935 al Nurburgring (22,8 km), 22 giri per 501 km totali. Nel giorno dell'inaspettato eccezionale trionfo di Nuvolari con l'Alfa, Fagioli arriva solo 6°.
  11. GP dell'AVUS 1935, circuito di 19,5 km. Viste le tremende velocità permesse dagli infiniti rettilinei e i conseguenti pericoli per la tenuta delle gomme, la gara viene divisa in due batterie (da 5 giri l'una, cioè 97,865 km) e una finale (da 10 giri, cioè 195,730 km). La Scuderia Ferrari presenta, oltre alla normale Alfa P3 per Dreyfus, anche due esemplari della mostruosa Alfa "Bimotore", così chiamata proprio per i due motori montati, uno dietro e l'altro davanti al pilota. Chiron guida quella coi due motori più piccoli per un totale di 5800 cc, Nuvolari invece (nelle due foto) guida
  12. Giusto, grazie della segnalazione!
  13. A me basta e avanza per immedesimarmi, entusiasmarmi e appassionarmi spingendomi a scavare per rendere degna ammirazione a questi piloti. Eppure il 99,9999 % degli "appassionati" resta freddissimo come il marmo di fronte a queste foto in bianco e nero, come se fossero poveri idioti su carriole ridicole mentre la vera F1 è quella del grande Seb Vettel & co., tutti laccati, puliti, sponsorizzati, colorati, profumati, depilati, che corrono addirittura un'ora e mezzo ogni due settimane, a rischio di uscire di pista e smarrirsi su un'altra pista (detta via di fuga) in un deserto piatto....
  14. 1° Gran Premio d'Inghilterra (altro che Silvestone '50..) 1926 a Brooklands, sul tracciato da 4,21 km da ripetersi per 110 giri, con un totale di 463,10 km. Sir Henry Segrave su Talbot 700 precede Benoist su Delage. Segrave si ritirerà per rottura del compressore. Solo 3 macchine completano la corsa. In basso Segrave ai boxes. Vincendo il Grand Prix di Francia 1923 su una Sunbeam, Segrave fu il primo pilota britannico su auto britannica a vincere un Gran Premio nell'Europa Continentale, ed unico fino alla vittoria di Tony Brooks con la Connaught al GP di Siracusa 1955.
  15. Gran Premio d'Italia 1923, quello che come abbiamo già visto fu vinto dalla FIAT di Carlo Salamano. La Voisin di Henri Rougier, ritiratasi al 28° degli 80 giri. Henri Rougier, come tutti voi ricorderete, è più noto per essere stato il primo vincitore del Rally di Montecarlo, nel 1911....
  16. Seconda e ultima vittoria nel Mondiale... Ma in F1 ha vinto diverse altre gare.
  17. Gran Premio d'Italia 1924 a Monza (circuito completo da 10 km), 80 giri per 800 km totali. Giuseppe Campari su Alfa P2. In prova, parte 9° in conformità al proprio numero di gara. Al traguardo è 3° dietro alle altre due Alfa di Antonio Ascari, vincitore in 5 ore e 2 minuti, e di Louis Wagner. Quarto è Minoia: poker Alfa Romeo. E' la corsa in cui a Lesmo muore Zborowsky (Mercedes), il pilota-miliardario che costruì la Citty Citty Bang Bang, vettura il cui nome è poi rimasto nell'immaginario (anche grazie a un film). Tra i ritirati anche le altre due Mercedes, una è quell
  18. Ultima edizione della Coppa Gordon Bennett, nel 1905 sul circuito dell'Auvergne (137 km) vicino Clermont-Ferrand in Francia. Quattro giri per un totale di 548 km. Alle porte del circuito c'è la sede della Michelin, e della Michelin sono anche gli pneumatici dei primi quattro in classifica: Thery (Brasier) primo in 7ore2'42" (!!!), Nazzaro e Cagno (2° e 3° su FIAT) e Caillos (Brasier). Nella foto, George Heath su Panhard-Levassor, 6° in gara.
  19. Gran Premio di Tripoli 1935, circuito della Mellaha, 13,100 km da percorrere 40 volte per un totale di 524 km. Luigi Fagioli su Mercedes W25B, tra le palme dell'oasi di Tagiura. Partito in prima fila, si mantiene sempre in zona-podio nonostante gli enormi problemi di gomme che colpiscono lui come gli altri concorrenti. Arriva 3° dietro al compagno di colori Caracciola, al suo primo trionfo dopo l'incidente del Tabaccaio '33, e a Varzi (Auto Union) tradito dalle gomme proprio negli ultimi chilometri, ma davanti a Nuvolari, quarto con la mostruosa Alfa Bimotore, tanto potente quanto man
  20. Gran Premio di Francia 1924 sul circuito stradale di Lione lungo 23,15 km. In programma 35 giri per un totale di 810 km gagliardi. Prima vittoria internazionale di prestigio per il nostro Giuseppe Campari, con l'Alfa Romeo P2. Racconta Enzo Ferrari, all'epoca pilota Alfa che diede un forfait mai chiarito alla partecipazione a quella gara: "Quando, nel 1924, (Campari) vinse il GP di Francia, lo invitarono a dire due parole, dopo l'applauso che gli era stato tributato da una folla di stranieri, presente il sindaco di Lione, onorevole Herriot. Campari si irrigidì, rimase muto, come es
  21. Per ora ho trovato solo queste due immagini della partenza:
  22. E Meier, nonostante le bruciature a un braccio, tornerà in macchina arrivando 2°, al suo secondo Gran Premio.
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