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sundance76

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  1. Nonostante la vittoria di Stuck nel '34, le Auto Union non sono mai state a loro agio sul Bremgarten. Ma per il Rosemeyer del '36 nulla era impossibile... In quella gara, Caracciola ostacolerà in ogni modo il sorpasso di Rosemeyer, il quale protestava gesticolando, fino a che la direzione gara fece persino sventolare le bandiere blu a Rudi.... Dopo la gara e la vittoria di Rosemeyer, in albergo i due si ritrovarono fortuitamente nello stesso ascensore, insieme alla moglie di Bernd. Ebbero una discussione piuttosto veemente.... La storia venne dimenticata quando entrambi i piloti
  2. L'unica gara in cui Nuvolari fu compagno di team di Fagioli, oltre che di Rosemeyer (morto poi a gennaio '38 ). Questa gara fu la prima di Tazio con l'Auto Union, ma per quella stagione fu una cosa isolata. Dalla gara successiva tornò all'Alfa.
  3. Quando si fermò per cambiare le candele, nessuno avrebbe scommesso su Nuvolari. La rimonta successiva fu da applausi, un giornale inglese pubblicò una foto di Tazio in azione con la didascalia "Music, Maestro, please...". Ad onor del vero va detto che Lang ebbe il parabrezza distrutto da un sasso, un particolare importantissimo con il vento gelido di Donington che gli sbatteva sulla faccia senza difese. A fine gara, Lang ebbe un principio di congelamento al volto.
  4. Era in testa dalla partenza ma al terzo giro urtò una pietra ai lati della pista che lo costrinse ai box. Rimontò dal decimo posto, fino a strappare all'ultimissimo giro il terzo posto a Nuvolari.
  5. Nel suo meraviglioso libro "Mio marito, il pilota" (Mein Mann der Rennfahrer), ristampato ancora una volta di recente, Elly Beinhorn (signora Rosemeyer) ricorda quella gara riferendosi scherzosamente alla vettura condivisa da Bernd e da Stuck come la "Stuck-Rosemeyer-Union"....
  6. No. In realtà Saint Cloud è il circuito col tunnel più lungo fra tutti quelli dove si è corso con auto da GP. Ora non ricordo esattamente la lunghezza, ma si trattava di qualche chilometro...
  7. Sapete quale è il singolare primato, oltre ad essere la caratteristica principale, di questo circuito?
  8. Beh, se usi indicare solo la pista e il risultato (e non la gara), allora quella non è l'ultima vittoria di Ickx, perchè qualcuno potrebbe postare una foto con la didascalia seguente: "Jacky Ickx, Lotus 72 Ford ; Brands Hatch 1974 - ultima vittoria"....
  9. Mi baso su precedenti sondaggi. Però ho ancora la speranza che Giacomo mi smentisca..
  10. Ho finito di leggerlo, mi è piaciuto un sacco!! Lo consiglio a tutti (cioè nessuno lo comprerà ...) ma soprattutto ad Ayrton4ever visto che i maggiori protagonisti del libro sono piloti, personaggi e luoghi di ogni parte della sua regione, compreso quel conte Masetti la cui vicenda ha un legame con la famiglia di Giacomo. E' un libro perfettamente calato nel contesto degli avvenimenti che narra, dalla quasi guerra civile che si rischiò in Italia attorno al 1920 fino all'ascesa e all'affermazione della dittatura fascista, contesto che viene documentato con dovizia (si parla perfino dell
  11. "Nell'automobilismo va tutto per inerzia: se vinci, vai ancora più forte, perchè acquisisci più sicurezza in te stesso, ti carichi, qualsiasi cosa diventa fattibile; la stessa cosa succede in senso negativo: cominci ad aver paura, non sei più sicuro dei tuoi mezzi, sei nervoso, hai un sacco di problemi, sei più teso e quindi meno preciso. [...] Ecco perchè dico che ci sono stati molti piloti che a causa della macchina che guidavano hanno perso il momento giusto. Alesi, per esempio, se avesse vinto quelle sette-otto gare che meritava, avrebbe fatto il salto di qualità che poi non ha più fatto.
  12. Certo. Parlavo solo del particolare confronto tra i risultati di Tambay e Watson al G.P. d'Inghilterra.
  13. Però mi ricordo che il compagno Watson fece una bella gara, tanto che si pensava che la macchina fosse buona....
  14. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1925 a Montlhéry, 12,5 km, 80 giri per la bellezza di 1000 km (mille...). Il nostro Antonio Ascari (padre di Alberto), su Alfa P2, va in testa e domina la gara, ma esce di strada al 22° giro. La vettura si avvolge nel filo spinato che mantiene assieme il legname dello steccato, finisce capovolta nel fossato (ultima foto in basso). Un gendarme dalla stupidità omicida vieta a un medico che si trova tra il pubblico di avvicinarsi al corpo esanime dell'italiano, imponendo l'attesa del medico ufficiale, gettando via decine e decine di minuti preziosi.
  15. Gran Premio di Monaco 1934, cento giri, 318 km. René Dreyfus sulla Bugatti T51 ufficiale. Partito in prima fila, sarà 3° al traguardo.
  16. Coppa Acerbo 1937, circuito di Pescara, 25,8 km per 16 giri. Totale 412,8 km. Rudi Caracciola su Mercedes W 125. Partito in prima fila, scatta in testa ma viene quasi subito superato e staccato da Bernd Rosemeyer (Auto Union). Quando quest'ultimo ha problemi a una gomma, che si stacca lungo il circuito, Caracciola va brevemente in testa per poi essere nuovamente risuperato. Successivamente, Rudolf si ferma ai boxes per un problema a una candela, fermata documentata nella sequenza a colori in basso, tratta da un filmato Kodachrome di George Monkhouse (giornalista e tecnico Kodak ospite
  17. Alcuni giorni dopo la vittoria alla Coppa Acerbo, precisamente il 19 agosto 1932, anche il Duce e Capo del Governo vuole provare la macchina che con Nuvolari sta dominando su tutte le piste. Ecco quindi Benito Mussolini nel giardino di Villa Torlonia al volante della P3 n. 8, appena rientrata da Pescara.
  18. Coppa Acerbo 1932, 14 agosto, circuito di Pescara, 25,5 km da ripetere 12 volte per un totale di 306 km. E' la settima e ultima affermazione stagionale per Tazio Nuvolari in quel magico 1932. Doppietta Alfa Romeo con Caracciola 2° con l'altra P3 (ricordiamo che Caracciola nel '32 era all'Alfa per il temporaneo ritiro della Mercedes dalle competizioni). Di fianco alla macchina, un giovane Enzo Ferrari.
  19. Nuvolari vince anche in America. Coppa Vanderbilt 1936, New York, Roosevelt Field, tracciato di 6,37 km. I giri sono 75 per un totale di 479,25 km. Tazio Nuvolari su Alfa 12C della Scuderia Ferrari, vince battendo Wimille (Bugatti) di oltre 8 minuti e infliggendo ai primi corridori americani, Mauri Rose e Bill Cummins, quasi mezz'ora di distacco... Il mantovano portò a casa un assegno di 85'000 dollari. Al momento di ripartire per l'Italia sul transatlantico Rex, si rese conto di aver dimenticato l'assegno in albergo, che fu poi precipitosamente recuperato.
  20. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1912, circuito di Dieppe di 76,989 km da ripetersi 20 volte per un totale di ben 1539,778 km!!! In pratica, l'equivalente di oltre 5 gare attuali... Quando a ragione si diceva "GRAN" Premio.... Leon Molon su Vinot-De Guingand, ritirato al 7° giro per mancanza di olio.
  21. Reims-Gueux (7,816 km), Gran Premio dell'A.C. di Francia 1939. In programma 51 giri per totali 398 km. Tazio Nuvolari su Auto Union Type D scatta in testa al via. Per otto giri darà vità a un duello entusiasmante con la Mercedes di Lang. Eccoli nelle altre due foto in basso durante la lotta serrata, a 240 all'ora alla virage de l'Hovette. Si ritireranno entrambi, Tazio all'ottavo giro (cambio), Lang al trentaseiesimo (il getto di compensazione automatico, che si apriva con l'acceleratore spinto al massimo, non si richiudeva bene nelle frenate, inondando così il motore di carburan
  22. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1935 a Montlhéry (12,5 km), 40 giri per un totale di 500 km. Achille Varzi su Auto Union Type B riparte dai boxes seguito dal rombo del 16 cilindri di 5600 cc. Cederà l'auto al giovanissimo esordiente Rosemeyer e saranno 5° al traguardo.
  23. Gran Premio d'Italia 1932 a Monza (10 km) sulla distanza delle 5 ore come prescritto quell'anno dai regolamenti della Formula Internazionale. E' l'esordio della mitica Alfa Tipo B, detta comunemente P3, un'auto che in quattro stagioni vincerà in tutto 46 corse, 4 titoli italiani (2 con Nuvolari, 1 con Fagioli e 1 con Varzi) e il Campionato Internazionale Automobilistico 1932 con lo stesso Nuvolari. Questa gara è la prima delle tre che costituiscono il Campionato Internazionale (con Francia e Germania. Dovevano essere comprese anche Belgio e Spagna, ma poi non si disputarono). Tre
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