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sundance76

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Everything posted by sundance76

  1. Genesi di un dipinto. Ecco Neubauer in una sua posa, sul circuito francese di Reims nel '38: Qui invece siamo a Pescara, nel 1937, dove vediamo Neubauer assistere alla fermata ai boxes di Caracciola con la Mercedes W 125 n.8. Il pilota protende il braccio nel richiedere un bicchiere d'acqua: Invece l'anno dopo, nel 1938, sempre a Pescara, Caracciola aveva il n. 26, come si evince da questa famosa foto: Negli anni '60 un famoso artista di soggetti automobilistici, Walter Gotschke, realizzò un dipinto che
  2. Nel 1972 Autosprint programmò un computer per stilare una classifica tra i più grandi piloti di tutti i tempi, e dopo il primo round il cervello elettronico metteva Fangio in testa e via via tanti altri. I risultati fecero subito discutere, e nei numeri successivi le polemiche non mancarono. Un esempio è il fatto che Caracciola fu provvisoriamente inserito al 12° posto, e il famoso Alfred Neubauer, che fu direttore sportivo della Mercedes per quasi trent'anni, gli stessi nei quali si sviluppò anche la carriera di Caracciola, suo amico e "suo" pilota, inviò questa lettera ad Autosprint.
  3. Sì Ayrton, è quel che ho detto anche io. Il libro su Senna nel 2010 e i 5 voll "Grand Prix" del 2006 sono tra i pochi buoni lavori della Gazzetta.
  4. E' raro che la Gazzetta faccia un lavoro decente. Le iniziative con un grado almeno sufficiente di accuratezza sono poche. Ad esempio il libro su Senna, oppure i 5 volumi di Mark Hughes "Grand Prix (non F1, Alex ) la febbre della velocità " (che però trattava dal '50 in avanti..). Ma per il resto, tanti errori e poca profondità . Mi ricordo la collana di DVD sulla F1: superficiale, con errori, e incentrata sugli ultimi decenni (ergo, se c'è la TV, una cosa esiste, altrimenti picche), con uno stile da videoclip e con la narrazione fatta nella speranza di acchiappare gli utenti della ge
  5. Ho letto di questa nuova iniziativa della Gazzetta..... http://store.gazzetta.it/motori/i-miti-della-f1-ai-raggi-x/Z2asEWcW0C0AAAE9GQw9XyE./ct
  6. L'autore mi ha detto che avrebbe provato a convincere l'editore a ristamparlo quest'anno, anche se è abbastanza difficile.
  7. Il monologo del bravo Paolini fa il paio con l'irrinunciabile, indispensabile, indifferibile libro "gli Indisciplinati" di Delli Carri dedicato allo stesso tema, cioè ai cinque piloti Ferrari che morirono tutti tra il 1957 (Castellotti e Portago*), 1958 (Musso e Collins) e 1959 (Hawthorn). E' un libro che leggerete e rileggerete anche a distanza di anni. Sembra un film. C'è persino un sito dedicato al libro: http://www.dellicarri.it/gliindisciplinati/indexie.php *Alfonso marchese de Portago. Se si sceglie di non indicare il titolo nobiliare, allora la definizione corret
  8. Anche i rapporti al cambio?! Ditemi che è uno scherzo da prete!
  9. Ecco tutte le copertine dell'opera che acquistai un anno fa. Purtroppo mi manca l'ultimo aggiornamento, quello in alto a sinistra (anni 1990-1998 ). Ho visto che è in vendita integralmente sulla baia per un'ottantina di euro, ma ovviamente non mi va di ricomprarla tutta per un unico volume. Attenderò la classica occasione... (P.S. l'opera tratta solo gli avvenimenti dal 1950 in poi).
  10. Dall'AS in edicola, un piccolo stralcio dell'intervista a Rob White, d.t. Renault, circa i nuovi propulsori turbo con Hers e Kers: AS: Cosa prevede il regolamento? Sarà come adesso, il motore dovrà essere omologato e bloccato nello sviluppo? RB: "Attualmente il regolamento non dice nulla su questo argomento. Ne stiamo parlando con gli altri Costruttori, l'idea è di rifarci al sistema attuale. Ossia motore omologato e sviluppo bloccato, salvo modifiche per ragioni di affidabilità . Anche sul turbo, il regolamento che ne delimita caratteristiche e sviluppo, di fatto non è stato ancora
  11. Com'era quella storiella che molti mi raccontavano infastiditi? "Ecclestone non può andare oltre le 20 gare..." Sì, come no.
  12. Claudio, hai anche qualche casco di Gilles?
  13. Addirittura c'è on line la versione integrale, e in buonissima qualità , del Gran Premio d'Austria 1984. Gara fondamentale per Niki Lauda e la sua rincorsa al terzo titolo mondiale, e chi ha letto il suo straordinario libro "La mia storia" sa bene cosa accadde nell'abitacolo della McLaren-Porsche numero 8...
  14. Dal "Quattroruote Speciale Sport" di dicembre 1984, un'intervista a Niki dopo il terzo titolo mondiale.
  15. Guardando sia la classifica finale, sia le vittorie in gara (12 alla McLaren tra Prost e Lauda, 2 alla Brabham di Piquet, una a testa ad Alboreto e Rosberg) non si immagina che quell'anno la Lotus del nostro Elio de Angelis sia stata in lizza per il titolo fin oltre metà stagione, lottando spesso anche in gara per le primissime posizioni. Dopo il 10° GP su 16, il romano aveva 29 punti contro i 33 di Lauda e i 35,5 di Prost.... E anche la Renault, nonostante la scarsa affidabilità , in diverse gare era a livello di vittoria.
  16. In effetti l'intervista è di una decina di pagine...
  17. "Tutti nasciamo con un patrimonio genetico, ma la cosa più importante è come interagiamo con esso. Il grande campione è uno che, con il patrimonio genetico che ha, fa cose incredibili, ma non ha qualcosa in più degli altri, in realtà . Riesce però a scavare dentro di sé, a tirare fuori tutto ciò che ha, a farlo crescere, a farlo fruttare. Per questo non ha senso dire che campioni si nasce. Si può prendere l'esempio di Alesi: lui è nato così, con quella sensibilità incredibile, con il culo più sensibile e sviluppato di tutta la F1 di oggi, forse ancora più di Schumacher, però è rimasto tale e
  18. https://www.youtube.com/watch?v=Dds90CmoKb4&list=PL391D27D3659B0CAA&index=36
  19. Ancor prima di questi ultimi anni, quando la F1 si dibatteva coi rifornimenti, introdotti per far show ma che paradossalmente tendevano a limitare ancor di più i sorpassi, io andavo dicendo che gente come noi si può definire come "i nostalgici ottimisti". "Nostalgici ottimisti" perchè talvolta abbiamo vissuto in prima persona (oppure l'abbiamo vista narrata da filmati o libri) qualche gara eccezionale, qualche sorpasso entusiasmante (e questa è la "nostalgia") e allora restavamo in attesa che prima o poi possa accadere nuovamente di vivere in diretta un altro fatto ( e questo è l' "ottimis
  20. La stagione 1979 mi fa ribollire il sangue dall'entusiasmo: i vari vincitori (ben 8 su 15 gare di campionato) dei Gran Premi sono piedoni come Gilles, Jones, Regazzoni, Scheckter, Arnoux, Laffite, Depailler e Jabouille, e poi tanti mammasantissima in crisi nera come Lauda, Andretti, Reutemann, Hunt, Fittipaldi. Allo stesso modo, tra le scuderie, vittorie per Ferrari, Ligier, Williams, Renault, in pratica tre su quattro sono nuove al sapore della vittoria (Ligier l'aveva già provata una sola volta nel '77) mentre precipitano nelle retrovie nomi prestigiosi come Lotus, Brabham, McLaren, Tyrrel
  21. Questa sì che è una vera autentica tragedia, altro che F1 su Sky o il canone Rai....
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