Caro Matteo, il mondo cambia a velocità fotonica. Anche quello della F1.
Schumacher era un caudillo perchè fino a quegli anni lo poteva ancora essere, così come lo erano stati prima Senna, Prost, Lauda e via a ritroso nel tempo.
Non ho voglia di regalare nemmeno un click al sito dei freak (fa anche rima ) ma potrei andare a recuperare le dichiarazioni di media e forumisti in concomitanza con l'arrivo in Ferrari di Alonso al posto di Raikkonen.
Riassumendo, c'era parecchia gente in piena erezione che, ansimando e con una punta di lingua fuori dalla bocca, si diceva finalmente soddisfatta perchè Alonso avrebbe riportato a Maranello quella grinta e quella voglia di "lavorare gomito a gomito con i tecnici" giorno e notte, dormendo in officina o magari direttamente nell'abitacolo, rinverdendo così l'epopea del trascinatore Schumacher e seppellendo il fancazzismo del beone finlandese.
Era il 2009 e troppa gente non aveva ancora capito che i nuovi regolamenti tecnici e sportivi avevano annullato quel plus valore che un tempo era fornito dal deretano di chi si sedeva in una monoposto, quello che spesso faceva la differenza tra un campione e un Campione.
Da ormai troppo tempo vediamo dei test driver che non hanno nemmeno la superlicenza perchè i soldi del "noleggio" dell'auto valgono più del ritorno tecnico del miglior pilota del mondo.
Questi regolamenti impongono ai progettisti di azzeccare la soluzione giusta al primo colpo e se sbagli, amen. Fottuto. Non c'è collaudatore che tenga, non c'è linea imposta dal pilota che tenga. Il pilota deve tirare fuori il 101% da quello che ha. C'è chi lo fa (vedi Alonso) e chi invece decide che non vale la pena (vedi Kimi), ma più in là di così non si va più.
Così è, purtroppo.