Infatti sono dieci anni che lo dico: ogni epoca tecnologicamente è sempre più avanzata della precedente (e oggi inoltre vi si aggiunge la volontà espressa di fare spettacolo televisivo a totale, completo scapito della varietà tecnica), e quindi è come una scala o uno scivolo: più si va avanti nella discesa, più il punto attuale fa rimpiangere il precedente.
Nei primi anni '60 gli inglesi, di fronte alle piccole F1 da 1500 cc, che sul giro surclassavano le GP da 6000 cc di 25 anni prima (visti i progressi di materiali, telaistica, freni e gomme), rimpiangevano queste ultime perché visivamente erano più spettacolari e brutali nella guida, nel rumore e anche nell'aspetto (vedi la frase nella mia firma, che risale proprio ai primi decenni del dopoguerra).
Quindi è ovvio: nel 1976 con grossi alettoni, gomme larghe slick ecc., Clay Regazzoni disse: "una volta in staccata si faceva la differenza, ma oggi tutti staccano a 80 metri e allora che te ne fai del coraggio? Anche se ritardi la frenata cosa rubi all'avversario? ottanta centimetri!"
E sempre nel 1976 Amon diceva: "Oggi con due o tre tacche in più nell'alettone si può trasformare un mediocre in un campione. Nel '67 Clark diede 15 secondi a tutti sul vecchio autentico Nurburgring. Con le macchine di oggi non gli sarebbe affatto possibile dimostrare tale superiorità".
In una disciplina dominata dal mezzo meccanico, è quindi veritiero affermare che in passato la percentuale (sempre favorevole al mezzo) di "merito" del pilota vada gradatamente scendendo.
Quindi è vero che non ci sono "epoche d'oro" in assoluto (e lo confermo anche io che gli anni '80 e '90 li ho vissuti in diretta), ma è anche vero che i confronti che in ogni epoca si fanno e che sembrano falsi rimpianti dell'epoca precedente, in gran parte corrispondono a dati di fatto reali.