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Showing content with the highest reputation on 09/02/16 in messaggi

  1. Sostanzialmente, sono d'accordo su tutto, credimi, non c'è una riga di questa analisi che sia contestabile per me. Semplicemente è una questione di dove mettere l'asticella, tu abbasseresti di più il carico 8e probabilmente, conseguentemente, per tenere un buon bilanciamento occorrerebbe scendere un pochino anche in potenza. Per me l'ideale sarebbero monoposto col carico attuale, o anche poco di più, con una potenza superiore ai mille cavalli e meno, molta meno, elettronica. Si possono immaginare infinite miscele e gradazioni, ma la sostanza del discorso non cambia molto. Infine, io ho sempre sostenuto (forse l'ahai letto in altri interventi) che un altro problema è come generi il carico: indipendentemente dalla quantità assoluta c'è un carico meno sciuscettibile all'area disturbata dalle scie, ed è quello che viene dal fondo (l'effetto suolo, insomma), ed uno invece che rende le vetture ingestibili alla minima trubolenza e rende davvero ostico stare in scia (ed è il carico alare). trovata la "giusta" dose di deportanza, secondo i gusti, 800, 100, o 2000 kg, converrebbe comunque privilegiare il primo ed avere ali più piccole e semplificate (anche a beneficio delle velocità di punta, per la riduzione del drag, ed economico, perchè lo sviluppo di bandelle e bandellette costa uno sproposito a fronte di guadagni infinitesimali). Unico appunto (che non è un vero appunto, ma una riflessione su una cosa che mi trova d'accordo): tu sostieni che la riduzione consentirebbe di salvare le piste e che i tilkodromi odierni sono figli dell'areodinamica e delle prestazioni esagerate. Il discorso è sicuramente giusto, ma credo che non dica tutta la storia: primo, oggi anche con auto sensibilmente più lente non penbso proprio che si ritornerebbe a circuiti come il vecchio nurburgring. La verità è che la sensibilità è cambiata, oggi se un pilota si sbuccia un dito ci sono valanghe di piagnistei, e ti faccio notare che si discute di chiudere gli abitacoli per impedire la fatalità di un detrito che colpisca il pilota. In questo clima tu credi che macchine anche più lente di 10 secondi rispetto ad oggi le farebbero correre su circuiti come quelli di una volta? Secondo, la deriva dell'asfalto e delle vie di fuga in stile parcheggio penso sia dovuta non solo (e non tanto alla sicurezza), ma alla volonta di impedire il ritiro delle macchine il cui primo compito, evidentemente per chi comanda, è quello di portare in giro sponsor per tutto l'evento. Terzo, coi circuiti attuali in realtà le velocità sono sottodimensionate. E' ormai un dato di fatto, anche se capisco le argomentazioni secondo la quale si tratta di una direzione sbagliata intrapresa negli anni. Questo non vuol dire continuare ad alimentare il circolo vizioso (aumenti la velocità e vai a correre nei deserti tibetani), ma cercare di raggiungere la qudra con quello che si ha oggi a disposizione, e penso che qualche secondino in meno sul giro (specie in gara), non guasterebbe. Riassumendo, aldilà di differenze nella "formula" ideale (intesa come misura di carico, potenza, come generi il carico, le proporzioni di aderenza meccanica, effetto suolo, carico alare, ecc)) che è leggermente diversa per me e te (e comincio a sospettare neppure tantissimo) il discorso lo condivido. Per me il regolamento attuale poteva andare, quello dell'anno prossimo (con più aderenza dalle gomme e più carico dal fondo) si avvicinava al MIO ideale, ma probabilmente le ali più larghe e non semplificate, e il conseguente aumento dell drag (con l'effettiva riduzione della differenza tra velocità in curva e massima) manderà tutto a ramengo e mi toccherà darti ragione anche su questo tra un anno.Vedremo, intanto spererà che il pacchetto generale somiglierà di più a quello che è il mio personale gusto e mi godo la prospettiva di macchine esteticamente più belle (anche l'occhio vuole la sua parte)
  2. Io ho semplicemente postato un articolo e te l'ho segnalato, senza alcun "fraintendimento ecc. ecc.". Sul fatto che ci debba essere un bilanciamento totalmente diverso tra potenza del motore e deportanza aerodinamica, non vedo nessun accenno di polemica. Io stesso ho sempre scritto che, con poca deportanza e elettronica (su cui riconoscerai che sono sempre stato d'accordo con te), anche 600 CV diventano una bestia feroce e difficile da dominare per chiunque. Tony Brooks infatti, citato nel pezzo, dice che una macchina da Gran Premio dovrebbe avere una potenza ben maggiore da quella "sopportabile" dalla macchina. Se invece in curva io accelero e la macchina sta ancora meglio attaccata al suolo, il pilota non è chiamato a "gestire" la potenza in eccesso e a negoziare con abilità e cautela la curva. Mi infastidisce l'assurdo pregiudizio secondo cui io disprezzo i vari Button, Vettel ecc. perché sarebbero inferiori ai piloti del passato morti e stramorti da anni. E' una falsità, perché i piloti attuali (o comunque molti di loro) sono fortissimi, l'ho sempre riconosciuto, ma la loro abilità si può manifestare in misura infinitesima rispetto a qualche decennio fa, proprio perché siamo andati nella direzione "meno potenza - più deportanza". Hamilton ha dichiarato che l'aumento di deportanza è "l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno". Se le macchine sono più "facili" rispetto al 2004, ok, potremmo scegliere la via dei 2000 CV di potenza (esagero per esemplificare) in modo che la deportanza sia comunque minore rispetto alla potenza debordante, finalmente facendo selezione. Ma quali circuiti "sopporterebbero" vetture tanto stra-potenti in grado di vincere la deportanza e uscire di pista a velocità incredibili? Togliamo anche le tribune e andiamo a correre nel Lago Salato con le telecamere da satellite? Ecco che si confondono molti difetti di questa F1 senza capire che molti di essi derivano proprio dall'eccesso di deportanza. Prendiamo i circuiti. I circuiti storici sono stati cancellati dal calendario perché con le velocità in curva esagerate non erano più sicuri. Altri circuiti sono rimasti nel calendario, ma talmente castrati e snaturati da apparire ridicoli in quanto a selettività per la guida dei piloti. Nuovi circuiti sono arrivati, alcuni ridicoli come contenuto tecnico, altri invece validi, ma con vie di fuga asfaltate e infinite da eliminare qualsiasi selezione tra i piloti (e lo hanno detto diversi piloti con una certa esperienza, ovviamente non i debuttanti assoluti nati e cresciuti su queste pistine mickey mouse). Il DRS, altro supremo abominio, viene anch'esso dall'eccesso di deportanza accumulato nei decenni (già negli anni '90 i sorpassi erano quasi zero, tutti ai box coi rifornimenti). Lo stesso Rick Mears, dirigente Penske ed ex campionissimo Indy, per quanto riguarda le corse americane, ha criticato pesantemente l'aerodinamica e il suo ruolo castrante per il pilota e per la lotta sportiva in pista. Segno che anche in Indycar l'aerodinamica è vista come un elemento di disturbo che ha più volte provocato criticità a ogni livello. Poi ripeto, nel 2014 avrebbero dovuto rallentare ogni categoria FIA, non solo la F1. E stiamo sicuri che con piste senza asfalto nella via di fuga, ma con sabbia o terra, avremmo visto molti più ritiri in questi anni, e i piloti ci avrebbero pensato due volte prima di parlare di vetture facili e poco impegnative, perché oggi gli errori non li pagano quasi mai. Invece il pegno costituito dal prezzo da pagare per un errore in curva è un deterrente psicologico, prima ancora che materiale, molto determinante. Di fronte a decine di insabbiamenti, mi sarebbe piaciuto sentirli parlare di vetture facili. In quel caso allora avremmo dovuto pensare che non sapessero guidare vetture facili. Fra l'altro, lo stesso Button disse che la deportanza "disimpara a guidare", nel senso che devono guidare mezzi (non auto) le cui reazioni non hanno niente a che fare con le auto. E anche se parliamo di F1, quelle dovrebbero essere comunque automobili, non aeromissili. Altrimenti guardiamo le esibizioni acrobatiche dei caccia (che vanno pure più veloci e hanno ampie vie di fuga, a parte il suolo). Diamo quindi più potenza ai motori (senza convergenza di prestazioni) e meno deportanza, e vedremo chi è più bravo. "Con la enorme tenuta in curva delle attuali monoposto, 500 CV sono pochi. Vorrei averne 800, allora sì che si vedrebbe chi è più bravo" (Gilles Villeneuve). Ovvio che l'elettronica dovrebbe essere parimenti limitata, perché essa costituisce un aiuto al pilota tanto quanto la deportanza. Sulle gomme-finte siamo tutti d'accordo, ma senza pit stop ormai il 98% dell'utenza televisiva si romperebbe i coglioni. Quindi inutile ripeterci.
  3. La decisione di aumentare le velocità delle vetture rendendole più veloci di 3/4 secondi al giro risale al 2014, quando erano diffuse le lamentele sul fatto che oramai le GP2 fossero veloci come le Formula 1 più lente. Il problema è che negli ultimi due anni le velocità delle vetture sono sensibilmente aumentate e, grazie anche a mescole da qualifica più morbide, i tempi sul giro in qualifica sono ormai comparabili in gran parte dei casi a quelli dell'era V10. Ora c'è il rischio concreto di vedere nel 2017 le F1 più veloci della storia che però non siano in grado di stare in scia se non (forse) col DRS Un solo appunto: al contrario di quanto scritto sull'articolo, la Indycar ha chiesto ai piloti delle opinioni sulla strada da intraprendere per il futuro. L'adozione degli aerokit è stata sbagliata perché ha dato nuova importanza all'aerodinamica, ma per il 2018 potrebbe vedersi qualche novità dal punto di vista tecnico proprio grazie agli input forniti da Kanaan e Hildebrand a seguito di un test a Mid-Ohio lo scorso luglio
  4. Link youtube di nuovo "403 Forbidden"
  5. Col massimo rispetto per la storica penna di Nigel Roebuck, questi sono argomenti già ampiamente noti e noi stessi li abbiamo detti e ripetuti più volte. Il primo problema, IMHO, della f1 moderna è l'eccessivo carico aerodinamico. Quasi tutti gli altri sono una conseguenza di questo. C'è troppo carico aerodinamico quindi le vetture non stanno in scia, quindi ci sono pochi sorpassi, quindi gli spettatori della domenica si annoiano, quindi bisogna fare qualcosa, quindi costruiamo circuiti con rettilinei da 2 km l'uno, quindi se non basta si arriva al DRS. Gli altri innegabili problemi, come i punteggi assurdi o il parco chiuso o i i computer di bordo o i team radio "hai un problema ma non ti dico cosa fare per risolverlo", mi sembrano minori. La soluzione per me è semplice: alzare le macchine di 15 cm davanti e dietro e scrivere un articolo che dice che per 15 cm non ci può essere alcun appendice aerodinamica pena la squalifica. Mi accontenterei di questo per cominciare ma so che non lo faranno e il Circo (mai nome fu più appropriato) della f1 cercherà soluzioni opposte. Poi tocca a noi: o continuiamo a seguire e finanziare il tutto o lo molliamo o (che è la mia soluzione da qundo ha smesso Bruno) lo guardiamo se non c'è altro da fare
  6. Togliere il parco chiuso e tutte le limitazioni allo sviluppo dei motori, basterebbe questo per il momento...
  7. Del resto Roebuck nell'articolo dice che nel 2006 proprio l'avvento dei V8 obbligatori e limitati in tutto (regime di giri, dimensioni, architetture, ecc. ecc.) è stato un pesante colpo alla validità tecnica della formula. Se le potenze finiscono per avere un tetto massimo e contemporaneamente arrivano quasi all'equivalenza, mentre la deportanza cresce progressivamente, la selezione tra i piloti tende a scemare, perché un tale regolamento favorisce l'aumento delle velocità proprio in curva, e non certo per l'abilità dei piloti.
  8. Articolo sacrosanto, ma ho smesso di sperarci
  9. asd, come ti permetti di postare tutta questa negatività mentre sono in pieno orgasmo?
  10. Ma siamo così internazionali ho è obbligatorio sapere quella lingua STRANIERA? comunque non è un problema per me , almeno nella propedeutica...
  11. 1 point
    A proposito di giornalisti. Spesso ci si lamenta del lavoro dei team Sky e Rai, delle domande di stellina.. Vedere come Martin Brundle, uno che giornalista non ci è nato, gestisce le interviste in griglia a Indy 2005, probabilmente in una delle fasi più incasinate e senza senso della F1 moderna. Massacra di domande Ecclestone, non certo l'ultimo dei coglioni, mettendolo discretamente all'angolo.. e mette in difficoltà (e non certo per il nonsense della domanda, come siamo soliti vedere altrove) praticamente tutti i suoi interlocutori. Da scaricare e far vedere in loop nelle redazioni un po' ovunque
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