Ne parlavo in settimana con @alessandrosecchiche può testimoniare: all'interno del paddock, tra gli addetti ai lavori, sanno già tutti che il mondiale è di Verstappen, cioè questa è la sensazione che hanno, non è che sia già scritto, ma è l'impressione che hanno tutti.
Io personalmente ci ho creduto fino alle due gare in Austria, ma da lì mi sono convinto che il titolo sarebbe finito ai bibitari. Ma è giusto così: si sono dimostrati sempre più forti tranne due, forse tre, gare; Verstappen non ha sbagliato niente quest'anno, niente, mentre Hamilton a volte ha peccato. Inoltre alla Red Bull va dato atto di averci creduto e di aver continuato a lottare con un regolamento praticamente defunto mentre in Mercedes erano magari convinti che sarebbe bastato affinare l'auto dell'anno prima con l'errata convinzione che tutti si sarebbero concentrati sul 2022 (ecco perché ho detto che la presunzione si paga). Tra l'altro il mondiale, come dicevo prima, era tenuto in vita, complice il sistema di punteggio ridicolo, da episodi sfortunati occorsi a Verstappen, altrimenti era già bello che finito.
Per cui, tanto di cappello a Max e mi inchino alla determinazione degli uomini Red Bull, che mi stanno simpatici come un cactus tra le chiappe ma sono riusciti in un'impresa: interrompere un dominio all'interno di un ciclo regolamentare, la Ferrari ci era andata vicino ma aveva fallito, loro no. E questa determinazione io la ammiro, tant'è che quando ebbi modo di incontrare Horner e Newey lo dissi ad entrambi che da avversario avevano tutta la mia stima sportiva.