Il fatto di aver "annusato" la possibilità di eguagliare i record potrebbe essere, al netto delle dichiarazioni, uno dei fattori che hanno "aiutato" Hamilton a mantenere viva la motivazione. A qualsiasi persona, a maggior ragione se in un mondo ultra competitivo e dove l'ego personale è, che lo si voglia o no, una componente abbastanza importante del "complessivo pilota", piace o piacerebbe essere il numero 1 di qualcosa, anche solo a livello numerico. Hamilton, ovviamente, non fa eccezione... In ogni caso, io sono totalmente convinto che Hamilton avrebbe continuato a menar le danze anche se i numeri di Schumacher fossero stati molto lontani. E' un pilota che corre da sempre, che è fondamentalmente nato per fare quello che fa: ovvero guidare una macchina da corsa in pista (è per questo che ho sempre considerato irrilevanti e ridicole certe critiche sul suo atteggiamento fuori dalle piste. Finché uno sportivo - ma io personalmente lo estendo a chiunque - quando è chiamato a svolgere la propria professione lo fa al meglio, quando si trova "all'esterno" può sostanzialmente fare il cazzo che vuole. Può andare ad Hollywood vestito come gli pare.... Può registrare osceni pezzi rap demmerda... Può comprarsi un aereo privato e agghindarlo come l'altare della madonna del divino amore... Può incularsi Rihanna - buon per lui - su un carro di carnevale alle Barbados... Insomma, se in pista fa, e lo fa bene, il suo dovere, quello che fa nel suo tempo libero sono affari suoi... Ovvio che quando sei un personaggio pubblico, star di una delle discipline sportive più seguite al mondo, allora tutto è sotto la lente d'ingrandimento. E fa parte del gioco. Ma non bisognerebbe eccedere con le critiche, specialmente quando non hanno molto senso di esistere) e la sua vita è essenzialmente questa.
Non tutti i grandi campioni hanno gli stessi obiettivi. Chi si ritira al top della forma. Chi si accontenta di mettere il proprio nome nella storia (come ha fatto Rosberg, per esempio, e la sua scelta io l'ho sempre considerata del tutto lecita ed estremamente rispettabile... Ha corso per tanti anni, proveniva da una situazione familiare certamente diversa. E' riuscito a battere quello che è sempre stato il suo avversario e punto di riferimento assoluto, ineguagliabile come talento e questo Rosberg era il primo a saperlo. E ha detto basta il giorno dopo aver centrato il suo sogno e aver battuto quell'imbattibile rivale che, per lui, Hamilton è sempre stato. E questo, lo ribadisco, è e sarà sempre un grande merito di Nico, anche alla luce di quanto Hamilton ha ottenuto successivamente e anzi, forse, quella sconfitta, oltre a sublimare l'impresa - perché quello è stata, senza se e senza ma - dell'underdog Nico, ha anche fortificato lo stesso Lewis. In un modo o nell'altro quei due saranno sempre legati a doppio filo, che lo vogliano o no) e chi trova "la pace" solo rimanendo per anni al top (come nel caso, tanto per fare un esempio, dei top 3 del tennis, visto che siamo in giornata). L'importante è lottare continuamente per centrare i propri obiettivi, qualsiasi essi siano e chiunque sia colui che li rincorre. Sia esso un superpilota di fama planetaria che batte i record e incide indelebilmente il proprio nome nella storia, sia esso un Davide qualsiasi che, alla soglia dei 40 anni, ancora rincorre ostinatamente il proprio personale obiettivo e non ha e mai avrà intenzione di mollarlo finché non lo raggiungerà, nonostante la vita gli abbia sferrato più e più volte dei grandi - e dolorosi - calci nei coglioni.