Non bisogna stare troppo indietro ai titoli sintetici dei giornali.
L'intervista completa:
MONZA - Punta di diamante di Sky. Nella "casa dei motori", come si definisce la televisione a pagamento dopo aver acquisito i diritti del motomondiale da affiancare a quelli della F1 già in proprio possesso, Jacques Villeneuve, figlio del grande Gilles, ma fenomeno di suo, con un titolo mondiale conquistato nel 1997 con la Williams, è sicuramente l'opinionista a quattro ruote più illustre. Al di là della competenza, ha un pregio: con la lingua frena come quando guidava. Praticamente mai. Fra sette giorni si parte, prima gara il 16 marzo in Australia. Villeneuve come vede la F1 di quest'anno? "Un autentico casino. Le squadre non ci stanno capendo nulla, anche noi esperti, ex piloti e tecnici, all'inizio comprenderemo molto poco. M'immagino per i telespettatori a casa quanto sarà difficile". Si deduce che la grande rivoluzione, con un regolamento pieno zeppo di novità , non le piaccia. "Non ho detto questo. Un po' mi attrae e un po' no. Bene il ritorno al turbo, ma non limitato nella potenza. Ottima l'idea del serbatoio ridotto, di costringere i piloti a risparmiare benzina. Ma dovrebbero farlo da soli, non con l'aiuto dell'elettronica. Così è troppo facile". Tanto vincerà ancora Vettel. "Non credo proprio, Anzi, al momento mi sembra impossibile. La Red Bull ha problemi enormi con il motore Renault, difficilmente risolvibili in poco tempo. Con una battuta mi verrebbe da dire: cosa partono a fare per l'Australia? Riescono a malapena a percorrere mezzo gran premio e in più sono lentissime". Hanno già annunciato di voler correre ai ripari. A Barcellona, alla quinta gara, presenteranno una nuova vettura, una versione B. "Bravi, ma il problema non è la macchina, è il motore. E' lì che devono lavorare e mi sembrano decisamente indietro. Con una macchina migliorata possono percorrere 30 giri anziché 15, ma rimangono poco competitivi"
Se è così, allora chi vince? "Sarei banale, se dicessi la Mercedes. In questo momento è la grande favorita, la macchina migliore di tutti. Gira molto e con buoni tempi, è rapida il giusto. Una sola incognita: i piloti". In che senso? "Hamilton e Rosberg non sono amici, sembrano lavorare ognuno per conto proprio, ma non si fanno nemmeno la guerra. Mi pare tutto troppo piatto, senza guizzi. Invece fra piloti ci si deve minacciare e spingere. In pista, ovvio. Non è richiesta l'amicizia, ma la competizione". Se è così, allora la Ferrari è a posto, avendo deciso di riportare a Maranello Raikkonen e di affiancarlo ad Alonso. "Io credo che possa essere una scelta giusta. Non si aiuteranno, ma si stimoleranno. Sono due campioni del mondo, è evidente che in partenza la squadra non può puntare su uno o sull'altro. Può farlo solo nelle ultime due gare. Stando attenta ad un'altra novità di quest'anno: i punti doppi all'ultimo gp. Cosa che può tenere tutti in gioco". Ma davvero lei non crede che sia comunque Alonso la prima guida? "Avete visto come si è comportato Raikkonen con la Lotus quando Grosjean ha cominciato ad andare più veloce? Si metteva sempre di traverso, disturbava. Lo chiamate "Iceman", ma anche lui ha sangue nelle vene. In pista tutti siamo caldi". Lei non è mai stato tenero con Raikkonen. "Per la prima volta lo vedo lavorare sul serio. Forse gli ha fatto bene non essere pagato per un anno. Teniamo presente che questo nuovo regolamento lo favorisce. Lui non ha mai spinto per tutta la gara, sa risparmiare benzina, si è imposto quando c'era da sopravvivere. Non è come Alonso che schiaccia come un forsennato per tutto il tempo". Quindi in partenza meglio puntare su Raikkonen? "Potrebbe essere, ma Alonso sa usare il cervello. Se è quello di due anni fa è più forte di Kimi, se è quello del 2013 no". Secondo lei, a parte tutto, i tifosi della Ferrari possono sognare? "Possono e devono. Al momento la rossa non è la macchina migliore, ma non è neanche così tanto indietro. Può recuperare. Molto si capirà dopo cinque gare. Quando non si parlerà più solo del motore, "del power unit", ma di nuovo anche di sviluppo e aerodinamica".
E finirà l'effetto Williams? "Io con loro ho vinto un Mondiale nel 1997, sanno come si fa a salire sul tetto del mondo. Hanno capacità , esperienza, ci sono squadra, uomini e macchina. Bisogna vedere se hanno trovato anche i soldi per lo sviluppo. Attenzione però: se si trovano davanti, sono rivali scomodi, Capaci di resuscitare anche un pilota che sembrava finito come Massa". Come sta vivendo il dramma di Schumacher? "Cercando di pensare alla sua famiglia e di esserle vicino. Io non sono tipo da messaggi ipocriti, in pista eravamo avversari e lo sanno tutti. Lui correva senza alcun rispetto per gli altri, però è sempre stato un pilota fortissimo. Era molto difficile batterlo. E se ci riuscivi, gioia ed emozione erano enormi".
FONTE: http://www.repubblica.it/sport/formulauno/2014/03/08/news/villeneuve_mondiale_2014-80551893/?ref=HRLV-2