Tralasciando l'aspetto puramente emozionale e romantico della guida (di per sè spettacolare), vale la pena concentrarsi su un paio di numeri, presi non certamente in maniera precisa ma comunque indicativi. Rossi ha compiuto due giri in 2'18" secondi (impressionante la regolarità con una macchina simile, che non permetteva certo di ottenere tempi-fotocopia a comando), 43" più lento della pole di Vettel. La cosa impressionante però è che Vettel sul lungo rettilineo impiega circa 9.5-10" secondi a percorrere il tratto, lungo circa 750 metri, che va dall'inizio della prima striscia rossa esterna alla pista alla fine della seconda striscia rossa (scusate, non ho trovato altri punti di riferimento più efficaci ); per percorrere lo stesso tratto, Rossi ci impiega circa meno di 12 secondi; tradotto, questo significa che in quella zona, che è circa il 13.6% della pista, Vettel guadagna meno del 5% dei suoi 43 secondi complessivi di vantaggio, mentre il restante 95% viene guadagnato nel misto. Per carità , è tutta roba nota e arcinota, ma forse per la prima volta abbiamo dei numeri su cui ragionare; bisogna poi considerare il diverso livello di preparazione nell'assetto tra le due macchine (una in configurazione da qualifica, l'altra no), nella conoscenza della vettura tra i due piloti (Vettel aveva corso un intero campionato su quella vettura, Rossi probabilmente aveva fatto al massimo qualche decina di km sulla 49 prima di quel giorno) e nell'impegno messo dai piloti nei loro giri (Vettel ha tirato alla morte, Rossi probabilmente no), quindi probabilmente in condizioni ideali la differenza tra i due giri sarebbe stata sui 35 secondi, pochi se si pensa alla differenza di tecnologia tra le due vetture, soprattutto in termini di aerodinamica e di elettronica.