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  1. Captain Blood

    Mercato F1 2019

    Motorsport da per certo l'addio a Raikkonen sulla Rossa a fine anno e l'arrivo di Leclerc. Ricciardo sarebbe stato rifiutato per il costo elevato richiesto ed è in trattativa con Mercedes e McLaren.
  2. R18

    Mercato F1 2018

    Sono passate solo tre gare ma direi che si può già benissimo parlare di mercato, gli argomenti non mancano Comincerei, come sempre, con un veloce recap per ogni team. Mercedes: il caso Bottas è già scoppiato. Traghettatore, futuro zerbino o, addirittura, futuro caposquadra? Sappiamo che Valtteri ha un solo anno di contratto, nelle prime tre gare è andato molto a targhe alterne passando in breve dal testacoda cinese in regime di Safety Car alla bella pole in Bahrain, dalla buona corsa in Australia alle difficoltà di ieri. Logica vuole che a fine anno possa già essere accantonato, ma Mercedes vorrà davvero due prime guide? O rimarrà per fare da secondo a Hamilton? O, magari, Wolff farà valere il suo peso all'interno del team promuovendo il suo pilota addirittura a futuro del team? Io, onestamente, ora come ora sono a metà via tra le prime due opzioni proposte all'inizio. Chi potrebbe dunque sostituire Bottas, nell'ipotesi che il team anglo-tedesco voglia qualcun altro? Un'altra prima guida come Alonso, un giovane come Ocon o Wehrlein o qualche altro secondo pilota? Improbabile, invece, che possa essere Hamilton ad andarsene, la sua posizione è ben differente rispetto all'anno scorso. Red Bull: il duo Verstappen-Ricciardo è con tutta probabilità il migliore dello schieramento e tutto sembrerebbe portare alla conferma. Ma per Ricciardo si sono già fatte vive le prime sirene Ferrari, che potrebbero portare alla riproposizione della sfida con Vettel. In tal caso sarebbe scontata la promozione di uno dei due piloti della Toro Rosso. Ferrari: posto lo status d'acciaio di Vettel, visto anche il decadimento dell'unico punto di domanda possibile ad inizio stagione (ossia la bontà della SF70-H), si è già riaperta la questione Räikkönen. Il finlandese ora sembra essere davvero agli sgoccioli della sua carriera in Rosso e, probabilmente, anche in Formula 1. Come detto sopra, Ricciardo potrebbe essere ben visto a Maranello, ma c'è anche quell'Antonio Giovinazzi entrato in squadra direttamente come terzo pilota e messo già alla prova in Sauber, con un buon Gran Premio d'Australia e una prova in Cina meno esaltante. Probabilmente Giovinazzi non è ancora pronto a correre da titolare per il Cavallino, ma potrebbero esserci ben poche alternative qualora non Ricciardo non dovesse accettare. Force India: presto per parlare del team indiano, che potrebbe verosimilmente rinnovare la fiducia ai due piloti attualmente all'interno del team. Pérez ormai è di casa e Ocon si sta comportando bene anche nello status di pilota Mercedes. Williams: la situazione è strana. La posizione di Stroll è incrollabile (con buona pace di chi lo vede già fuori, a maggior ragione se sostituito dal pensionato Rosberg) e l'ex ritirato Massa sembra comunque in buona forma. Ma davvero Massa vorrà proseguire ancora? Mercedes potrebbe imporre uno dei suoi piloti, magari proprio Wehrlein se non dovesse finire nel team ufficiale. McLaren: e qui si ride. Vandoorne, appena arrivato come titolare dopo tante fatiche, difficilmente si sposterà da dove è ora. Ben diverso il discorso riguardante Alonso, che pare praticamente certo di lasciare il team a fine stagione se non addirittura a campionato in corso. Improbabile, per chi scrive, un ritorno di Button in queste condizioni di competitività, più probabile che a Woking si peschi altrove: escludendo quella che sarebbe un'incredibile, quanto probabilmente affrettata, promozione di Nyck de Vries dalla Formula 2, potrebbe essere Honda a imporre un suo pilota, verosimilmente quel Nobuharu Matsushita che corre nella categoria cadetta da ormai tre anni come membro del programma giovani della Casa nipponica. Ma la stessa Honda è un punto di domanda, perché McLaren avrebbe tutte le ragioni per non rinnovare il contratto con i giapponesi, e a quel punto la questione piloti diventerebbe ancora più incerta. Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani. Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare. Renault: il progetto Hülkenberg sembrerebbe avere basi molto solide. Meno solido invece è Jolyon Palmer, troppo altalenante con tendenza al "basso". Il terzo pilota degli anglo-francesi è il veloce Sergey Sirotkin, che potrebbe potenzialmente formare una bella coppia con il tedesco se non dovesse pagare troppo questo anno praticamente sabbatico. Sauber: il futuro degli svizzeri è incertissimo. Se, malauguratamente, il progetto Honda dovesse dilungarsi, i giapponesi avrebbero già cominciato a pensare a questa squadra come un possibile "junior team" dove dirottare almeno un loro pilota, oltre a darle una mano dal punto di vista economico. La scelta dei piloti dipenderà esclusivamente da questo.
  3. R18

    Mercato F1 2017

    Corre molto veloce anche il mercato piloti in questo 2016, per lo scambio Verstappen-Kvyat ma non solo, poiché si parla già di tante possibili novità in ottica 2017. Vediamo quali: Mercedes: il duo Hamilton-Rosberg è destinato a rimanere ben saldo alla Casa tedesca. A differenza del britannico, Rosberg non ha ancora un contratto firmato (a quanto mi risulta), ma i suoi attuali risultati lasciano presagire un pronto rinnovo. Ferrari: e qui arriviamo alle prime ipotesi. Si pensa che Räikkönen non sia destinato a rimanere in rosso anche nel 2017 e la lista dei possibili sostituti è lunga. Grosjean corre per Haas, che sembra essere un po' lo "junior team" di Maranello, e ormai ha trovato una costanza che nei primi anni di Formula 1 non aveva; Kvyat potrebbe essere un'alternativa, data la sua attuale situazione, Vettel permettendo; infine, potrebbe esserci anche un ritorno di fiamma col pur poco convincente Bottas. Williams: rumors inglesi vorrebbero addirittura un grande ritorno a Grove di Jenson Button, che debuttò con la squadra di Sir Frank nel lontano 2000. Bottas è già stato dato in partenza l'anno scorso, e la fuoriuscita del suo manager Toto Wolff dal team britannico potrebbe costituirne un ulteriore indizio, ma anche Massa potrebbe non essere così sicuro di una riconferma che però più che altro potrebbe dipendere dalla sua stessa volontà. Qualora dovesse rimanere un posto vacante, Williams potrebbe comunque contare su uno dei suoi young drivers, ossia Stroll e Lynn. Red Bull: la posizione di Daniel Ricciardo sembra essersi notevolmente rinforzata dopo i fatti di oggi e la coppia che si formerà con Verstappen sembra destinata a dare spettacolo anche nel 2017. Force India: Hülkenberg ha un altro anno di contratto con la scuderia dell'ormai latitante Mallya ma è possibile che le motivazioni del tedesco siano un po' scemate, considerando che il team in generale non sembra avviato ad un miglioramento. Lo stesso discorso si può fare anche per Pérez, che in caso di stop del tedesco (Porsche?) potrebbe addirittura essere affiancato dall'attuale tester della squadra, il connazionale Alfonso Celis. Renault: dopo la gara cinese, anche Palmer come Kvyat è stato messo sulla graticola. Ufficilamente, le sue prestazioni sarebbero deludenti, seppure con una macchina decisamente non all'altezza. Dovrebbe essere al sicuro invece Magnussen, su cui i francesi hanno decisamente puntato dopo l'appiedamento di Maldonado: il danese potrebbe essere affiancato da Ocon (che però va ricordato essere "in prestito" da Mercedes) o addirittura da Alonso, su cui spesso si sono sentite voci riguardanti un ritorno in squadra; ultima opzione potrebbe essere rappresentata dal più esperto degli young driver di Enstone, Oliver Rowland. Toro Rosso: dando per certa un'uscita di Kvyat a fine stagione, al posto del russo sarebbe quasi sicura la promozione di Pierre Gasly. Non dovrebbero esserci problemi, invece, per Sainz. Sauber: la squadra sta attraversando una grave crisi economica, quindi ancora una volta le due vetture svizzere dovrebbero andare ai migliori offerenti anche solo per essere sulla griglia di Melbourne. McLaren: entrambi i piloti potrebbero non essere così sicuri di rimanere a Woking, anche se Alonso ha un altro anno di contratto, specie se la vettura non dovesse compiere altri grossi passi avanti di prestazione. Nel caso, la promozione di Vandoorne sarebbe sicura, specie dopo l'ottima prova del Bahrain, mentre regnerebbe la totale incertezza sul secondo pilota. Manor: la partnership con Mercedes garantirà quasi certamente una conferma di Pascal Wehrlein, mentre le scarse prestazioni di Haryanto potrebbero convincere il team inglese ad affidarsi ad un'altra valigia, se non addirittura ad un altro giovane pilota del marchio tedesco. Il terzo pilota è Alexander Rossi, che al momento non sta facendo sfracelli in IndyCar con il team Andretti. Haas: discorso simile alla Manor, poiché il legame con Ferrari assicura un pilota del Cavallino alla squadra statunitense. Nel caso, questo dovrebbe essere di nuovo Gutiérrez (che porta pure soldi), mentre se Grosjean dovesse essere "promosso" potrebbe esserci un arrivo a sorpresa (e direi che lo stesso Räikkönen non andrebbe escluso).
  4. Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo -- La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo. L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne. In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni. Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA. Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato. Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari. Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate. Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors. Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito, in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta. Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato. La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito." Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura. Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond. Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy. La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes. Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara. Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere. L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
  5. R18

    Mercato F1 2016

    Dato che già qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà circa fino alla fine di questa stagione. Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre... Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno. Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte. Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota. Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese. McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo. Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente. Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza. Lotus: al di là delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla. Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon. Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie. Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari. Vediamo cosa succederà da qui a novembre/dicembre...
  6. alessandrosecchi

    Mercato F1 2015

    Possiamo iniziare a parlare qui dei movimenti di mercato in ottica 2015.
  7. 61066

    Verso il 2013

    Facciamo il punto della situazione sulla composizione delle squadre del 2013. In verde il settore manageriale/amministrativo, in blu il settore tecnico, in grassetto rosso i piloti confermati, in arancio i piloti di riserva. Infiniti Red Bull Racing Fondata nel 2005 (ex Jaguar, ex Stewart) Sede: Milton Keynes (Gran Bretagna) Presidente Red Bull: Dietrich Mateschitz Consulente: Helmut Marko Uomo immagine: David Coulthard Team principal: Christian Horner Team manager: Jonathan Wheatley Direttore tecnico: Adrian Newey Capo aerodinamico: Peter Prodromou Capo progetto: Rob Marshall Motore: Renault RS27 Ingegnere di pista #1: Guillaume Rocquelin Ingegnere di pista #2: Simon Rennie Capo meccanico: Kenny Handkammer Pilota #1: Sebastian Vettel (fine contratto: dicembre 2014) Pilota #2: Mark Webber (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #3: Sébastien Buemi Scuderia Ferrari Fondata nel 1946 Sede: Maranello (Italia) Presidente: Luca Cordero di Montezemolo Amministratore delegato: Amedeo Felisa Team principal: Stefano Domenicali Direttore sportivo: Massimo Rivola Responsabile di produzione: Corrado Lanzone Direttore tecnico: Pat Fry Capo progetto: Nikolas Tombazis Vice capo progetto: Simone Resta Capo sviluppo: Neil Martin Responsabile aerodinamica: Loic Bigois Vice responsabile aerodinamica: Martin Bester Direttore motori ed elettronica: Luca Marmorini Motore: Ferrari 056 Ingegnere di pista #1: Andrea Stella Ingegnere di pista #2: Rob Smedley Capo meccanico: Diego Ioverno Pilota #1: Fernando Alonso (fine contratto: dicembre 2016) Pilota #2: Felipe Massa (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #3: Pedro De La Rosa Collaudatore: Marc Genè Collaudatore: Davide Rigon Vodafone McLaren Mercedes Fondata nel 1963 Sede: Woking (Gran Bretagna) Presidente e amministratore delegato McLaren: Ron Dennis Amministratore delegato McLaren Racing: Jonathan Neale Team principal: Martin Whitmarsh Direttore sportivo: Sam Michael Team manager: David Redding Direttore tecnico: Tim Goss Capo progetto: Neil Oatley Motore: Mercedes-Benz FO 108Z Ingegnere capo: Phil Prew Ingegnere di pista #1: Dave Robson Ingegnere di pista #2: Mark Temple Capo meccanico: Stephen Giles Pilota #1: Jenson Button (contratto pluriennale) Pilota #2: Sergio Pérez (contratto pluriennale) Lotus F1 Team Fondata nel 2010 (ex Renault, ex Benetton, ex Toleman) Sede: Enstone (Gran Bretagna) Presidente: Gérard Lopez (Genii Capital) Amministratore delegato: Patrick Louis Team principal: Eric Boullier Team manager: Paul Seaby Coordinatore: Alan Permane Direttore tecnico: James Allison Capo progetto: Martin Tolliday Capo aerodinamico: Dirk De Beer Motore: Renault RS27 Ingegnere di pista #1: Ciaron Pilbeam Ingegnere di pista #2: Ayo Komatsu Capo meccanico: Greg Baker Pilota #1: Kimi Rà¤ikkà¶nen (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #2: Romain Grosjean (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #3: Davide Valsecchi Pilota di riserva: Jerome D'Ambrosio Collaudatore: Nicolas Prost Mercedes AMG Petronas Formula One Team Fondata nel 2010 (ex BrawnGP, ex Honda, ex BAR, ex Tyrrell) Sede: Brackley (Gran Bretagna) Presidente: Niki Lauda Direttore esecutivo: Toto Wolff Team principal: Ross Brawn Direttore sportivo: Ron Meadows Staff tecnico: Bob Bell, Aldo Costa, Geoff Willis Progettista motori: Andy Cowell Motore: Mercedes FO108Z1 Capo ingegneri di pista: Andrew Shovlin Ingegnere di pista #1: Peter Bonnington Ingegnere di pista #2: Tony Ross Capo meccanico: Matthew Deane Pilota #1: Lewis Hamilton (fine contratto: dicembre 2015) Pilota #2: Nico Rosberg (contratto pluriennale) Sauber F1 Team Fondata nel 1993 (ex BMW-Sauber, ex Sauber) Sede: Hinwil (Svizzera) Presidente: Peter Sauber Team principal: Monisha Kaltenborn Team manager: Beat Zehnder Capo progetto: Matt Morris Capo aerodinamico: Willem Toet Motore: Ferrari 056 Capo ingegneri di pista: Tom McCullogh Ingegnere di pista #1: Marco Schà¼pbach Ingegnere di pista #2: Francesco Nenci Capo Meccanico: Reto Camenzind Pilota #1: Nico Hà¼lkenberg (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #2: Esteban Gutiérrez (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #3: Robin Frijns Sahara Force India F1 Team Fondata nel 2008 (ex Spyker, ex Midland, ex Jordan) Sede: Silverstone (Gran Bretagna) Proprietà : Vijay Mallya, Michiel Mol Team principal: Bob Fernley Direttore sportivo: Andy Stevenson Direttore tecnico: Andrew Green Capo aerodinamico: Simon Phillips Motore: Mercedes FO108Z1 Ingegnere capo: Dominic Harlow Ingegnere di pista #1: Gianpiero Lambiase Ingegnere di pista #2: Bradley Joyce Capo meccanico: Andy Deeming Pilota #1: Paul Di Resta Pilota #2: Adrian Sutil Williams F1 Team Fondata nel 1975 Sede: Grove (Gran Bretagna) Team principal: Frank Williams Vice team principal: Claire Williams Amministratore delegato: Alex Burns Team manager: Dickie Stanford Direttore tecnico: Mike Coughlan Capo aerodinamico: Jason Somerville Capo progetto: Ed Wood Motore: Renault RS27 Ingegnere capo: Xevi Pujolar Ingegnere di pista #1: Andrew Murdoch Ingegnere di pista #2: Jonathan Eddolls Capo meccanico: Carl Gaden Pilota #1: Pastor Maldonado Pilota #2: Valtteri Bottas Scuderia Toro Rosso Fondata nel 2006 (ex Minardi) Sede: Faenza (Italia) Presidente Red Bull: Dietrich Mateschitz Consulente: Helmut Marko Team principal: Franz Tost Team manager: Steve Nielsen Direttore tecnico: James Key Capo progetto: Luca Furbatto Capo aerodinamico: Niccolò Petrucci Vice capo aerodinamico: Jon Tomlinson Motore: Ferrari 056 Capo ingegneri di pista: Laurent Mekies Ingegnere di pista #1: Marco Matassa Ingegnere di pista #2: Phil Charles Capo meccanico: Corrado Cardinali Pilota #1: Daniel Ricciardo (fine contratto: dicembre 2013) Pilota #2: Jean-à‰ric Vergne (fine contratto: dicembre 2013) Caterham F1 Team Fondata nel 2012 (ex Lotus) Sede: Leafield (Gran Bretagna) Team principal: Cyril Abiteboul Vice team principal: Kamarudin Bin Meranun, Nasarudin Nasimuddin Amministratore delegato Catheram Group: Riad Asmat Responsabile tecnico: Mike Gascoyne Direttore tecnico: Mark Smith Direttore performance: John Iley Capo progetto Lewis Butler Consulente: Jean-Claude Migeot (Aerolab) Team manager: Paul Craig Motore: Renault RS27 Ingegnere capo: Gianluca Pisanello Ingegnere di pista #1: Juan Pablo Ramirez Ingegnere di pista #2: Tim Wright Pilota #1: Charles Pic (contratto pluriennale) Pilota #2: Giedo Van Der Garde Pilota di riserva: Alexander Rossi Pilota di riserva: Ma Qing Hua Marussia F1 Team Fondata nel 2012 (ex Virgin) Sede: Bicester (Gran Bretagna) Presidente e direttore sportivo: Graeme Lowdon Team principal: John Booth Amministratore delegato: Andy Webb Direttore tecnico: Pat Symonds Motore: Cosworth CA2013 Ingegnere di pista # 1: Gary Gannon Ingegnere di pista # 2: Paul Davison Pilota #1: Max Chilton Pilota #2: Jules Bianchi