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  1. http://www.bbc.co.uk/sport/0/formula1/21263377 mi sa che diventerà un topic lungo
  2. Il 2013 è il primo anno dell'era dopo-Loeb. Dato che manca un mese e mezzo al via del prossimo campionato del mondo, mi sembra giusto aprire il topic. Gli appuntamenti previsti sono 13: RallyDataSuperficie Montecarlo17-20 GennaioAsfalto/Neve Svezia8-10 FebbraioNeve Messico8-10 MarzoTerra Portogallo12-14 AprileTerra Argentina3-5 MaggioTerra Acropoli31 Maggio-2 GiugnoTerra Sardegna21-23 GiugnoTerra 1000 Laghi2-4 AgostoTerra Germania23-25 AgostoAsfalto Australia13-15 SettembreTerra Francia4-6 OttobreAsfalto Spagna25-27 OttobreAsfalto/Terra Gran Bretagna15-17 NovembreTerra I piloti delle case ufficiali saranno Hirvonen e Sordo per la Citroen, Al-Attiyah e Ostberg per la Ford, Ogier e Latvala per la Volkswagen. E' prevista inoltre la partecipazione di Sebastien Loeb a 4 appuntamenti mondiali, con la Citroen. ___________________________________________________________________________________________ 2 news prese da Autosport. http://www.autosport...t.php/id/104744 Loeb parteciperà a 4 rally mondiali: Montecarlo, Svezia, Argentina e Francia. Per Loeb è molto importante l'appuntamento svedese, in quanto è riuscito a vincere quel rally una sola volta nella sua carriera, nel 2004. ____________________________________________________________________________________________ http://www.autosport...t.php/id/104743 La Citroen rivela la sua nuova livrea, frutto di un maggior impegno economico dello sponsor "Abu Dhabi"
  3. Apro questo spazio se volete divertirvi a dare i voti ai protagonisti del mondiale 2013. Io, anche per evitare di urtare i sensibili, evito di uscire dal politicamente corretto dell'apprezzamento universale per tutti e dò un solo voto: FIA 10: per aver conseguito tutti gli obbiettivi prefissi a inizio anno. Mercedes, (che avrebbe rubato 10 milioni di dollari alla Ferrari) che deve assolutamente portar risultati e soldi a casa, ASSOLTA PER TEST FRAUDOLENTI = Obbiettivo centrato Sauber, che deve passare di mano, diamogli una mano e vediamo di convincere i gonzi russi, è DIVENTATO UN TOP TEAM = Obbiettivo centrato Gare con decisioni a caso, polemiche, gomme e casini vari = Obbiettivo centrato Aver prontamente obbedito ai richiami dei team quando le gomme avevano fatto vincere quello sbagliato = Obbiettivo centrato Omologazione tecnica e di circuito = Obbiettivo centrato Soldi incassati = Obbiettivo centrato
  4. [col][/col][col]Formula 1 Grande Premio Petrobras do Brasil 2013 - Sao Paulo 897° Gran Premio Round 19/19 22-23-24 Novembre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 4,309 km Giri da percorrere: 71 Distanza totale: 305,909 km Numero di curve: 15 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: media/dura Apertura farfalla: 65% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:11.473 - J Montoya - Williams - 2004 Distanza: 1h28:01.451 - J Montoya - Williams - 2004 Vittorie pilota: 6 - A Prost Vittorie team: 12 - McLaren Pole pilota: 6 - A Senna Pole team: 11 - McLaren Km in testa pilota: 1.140 - A Prost Km in testa team: 3.226 - McLaren Migliori giri pilota: 5 - M Schumacher Migliori giri team: 10 - McLaren, Williams Podi pilota: 10 - M SChumacher Podi team: 31 - McLaren[/col] [col]Orari del Gran Premio del Brasile Venerdì 22 Novembre 10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Sabato 23 Novembre 11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche - Sky Sport F1/Rai Due Domenica 24 Novembre 14:00 (17:00) Gara - Sky Sport F1/Rai Uno Tra parentesi gli orari per l'Italia.[/col] Premessa: per l’ultima gara dell’anno proponiamo la nuova veste delle Anteprime dei Gran Premi di Passione a 300 all’ora. I riassunti storici dei Gran Premi, a cura di Francesco Ferrandino, verranno inseriti nella nostra Wiki300 (in questo potete cliccare su “Storia del Gp del Brasile” per accedere). L’anteprima (a cura di Domenico Della Valle) e tutta la parte di statistiche, sono state riviste e rese più in linea con lo stile del sito. Speriamo che il restyle sia gradito. Storia del Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Storia_del_Gran_Premio_del_Brasile La Formula 1 giunge all’epilogo. Il prossimo weekend si disputerà il Gran Premio del Brasile, diciannovesima ed ultima prova del mondiale 2013. Chiuderà la stagione il circuito di Interlagos, intitolato a Carlos Pace alla periferia sud di San Paolo, la più grande metropoli dell’intero emisfero meridionale. Il circus arriva in Brasile direttamente da Austin, in Texas, dove si è svolto il Gran Premio degli Stati Uniti che ha visto trionfare ancora una volta Vettel. Il tedesco si è imposto davanti a Grosjean e Webber. Quarto è giunto Hamilton, quinto Alonso. La Mercedes ha quindi allungato ancora il distacco dalla Ferrari nella classifica costruttori. Con i giochi iridati ormai conclusi da tempo negli Stati Uniti si è parlato molto della prossima stagione, in particolare la Pirelli ha fatto sapere che le coperture per l’anno venturo saranno di tipo più conservativo rispetto a quelle viste nelle ultime stagioni. In molti hanno visto in questa mossa della Pirelli la volontà di evitare le magre figure che la casa italiana ha rimediato soprattutto nella prima parte del campionato. Prima che, sotto la pressione di alcuni team, si tornasse alla specifica dello scorso campionato. Nella giornata di venerdì saranno messe a disposizione delle squadre le prime specifiche delle gomme che verranno utilizzate il prossimo anno, per permettere ai team di prendere confidenza con le nuove coperture. In merito a ciò, e soprattutto in virtù delle nuove regole 2014, i team stanno insistendo per poter tenere una sessione di test supplementare alla fine di Gennaio. Il Gran Premio del Brasile si disputa sul circuito Carlos Pace di Interlagos, una località a sud di San Paolo così denominata perchè sorge su un lembo di terra situato in mezzo a due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings, costruiti all’inizio del secolo scorso per dotare di energia elettrica la città . Il tracciato è tra i più corti del calendario, appena 4,309 km (solo il cittadino di Monte Carlo è più breve) e si caratterizza per una serie di dossi e avvallamenti dovuti in gran parte alla natura argillosa del terreno sul quale sorge. In genere le gare sono abbastanza combattute e spettacolari, anche perchè le condizioni meteo sono spesso variabili e può arrivare un improvvisto scroscio di pioggia che va a mescolare le carte in tavola. Sarà anche l’ultima gara di Felipe Massa con la Ferrari, al quale abbiamo dedicato una foto di copertina dal ricordo emozionante. Il GP del 2008 nel quale, per una manciata di secondi, il brasiliano è stato Campione del Mondo, prima del discusso sorpasso di Lewis Hamilton su Timo Glock che ha consegnato, all’inglese, il suo primo ed unico, al momento, titolo mondiale. Al termine della gara si avranno i verdetti finali della stagione: la Mercedes dovrebbe riuscire a concludere seconda nel mondiale costruttori ai danni della Ferrari, che al contempo dovrebbe riuscire a contenere l’assalto finale della Lotus. La stagione che sta per terminare non è stata particolarmente esaltante, il campionato si è subito indirizzato verso Vettel e la Red Bull. Le prime gare avevano forse illuso alcuni appassionati circa un possibile inserimento nella lotta al vertice di Ferrari e Mercedes e invece, da dopo la pausa estiva, non c’è stata più storia: a partire da Singapore la Red Bull ha spiccato il volo e il mondiale si è definitivamente chiuso. Speriamo in un 2014 più entusiasmante anche grazie al cambiamento delle regole che si preannuncia assolutamente radicale. Passione a 300 all’ora non andrà in vacanza, seguiremo la pausa invernale con notizie e approfondimenti, seguiremo le presentazioni delle nuove vetture e i test pronti per un 2014 che speriamo sia pieno di sorprese. Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino Passione a 300 all'ora
  5. Vettel gioca ancora con gli avversari, Ferrari arranca, un grande Grosjean ancora a podio, un eccelso Bottas a punti: ecco il riassunto di una gara noiosissima. Sky tocca il fondo in quanto a commento, uno schifo.
  6. Tra mezz'ora il Gran Premio degli Stati Uniti.
  7. Tra 15 minuti le qualifiche del GP degli Stati Uniti. Dico: Vettel, Webber, Rosberg.
  8. [col][/col][col]2013 Formula 1 United States Grand Prix - Austin 896° Gran Premio Round 18/19 15-16-17 Novembre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,516 km Giri da percorrere: 56 Distanza totale: 308,896 km Numero di curve: 20 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: media/dura RECORD Giro gara: 1:39.347 - S Vettel - Red Bull Renault - 2012 Distanza: 1h35:55.269 - L Hamilton - McLaren Mercedes - 2012 Vittorie pilota: 5 - M Schumacher, A Senna Vittorie team: 10 - Lotus Pole pilota: 5 - A Senna Pole team: 10 - Lotus Km in testa pilota: 1.417 - M Schumacher Km in testa team: 2.837 - Lotus Migliori giri pilota: 3 - J Clark, M Schumacher, A Senna Migliori giri team: 9 - Ferrari Podi pilota: 7 - M Schumacher Podi team: 21 - Ferrari[/col] [col]Orari del Gran Premio degli Stati Uniti Venerdì 15 Novembre 09:00-10:30 (16:00-17:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 13:00-14:30 (20:00-21:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Sabato 16 Novembre 09:00-10:00 (16:00-17:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 12:00-13:00 (19:00-20:00) Qualifiche - Sky Sport F1/Rai Due Domenica 17 Novembre 13:00 (20:00) Gara - Sky Sport F1/Rai Due Tra parentesi gli orari per l'Italia.[/col] La Formula 1 si appresta a disputare le ultime due gare della stagione, che si svolgeranno nel continente americano. Il prossimo weekend sarà la volta di Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti e la settimana seguente il Gran Premio del Brasile, ad Interlagos, chiuderà la stagione 2013. Si arriva negli States da Abu Dhabi, dove Vettel ha conquistato la settima vittoria consecutiva e l’undicesima vittoria stagionale eguagliando quanto fatto da Schumacher nel 2002 e da sè stesso nel 2011. L’obiettivo del tedesco di eguagliare il record, detenuto sempre da Schumacher, di 13 vittorie stagionali è lì ad un passo. In medio oriente la Mercedes ha allungato ancora sulla Ferrari, portando ad undici le lunghezze di vantaggio e la sensazione generale è che la Ferrari debba dire addio alla piazza d’onore nella classifica costruttori in favore della casa di Stoccarda. Il Gran Premio degli Stati Uniti si disputa sul Circuit of the Americas, un nuovissimo autodromo permanente costruito alla periferia sud di Austin, capitale dello stato del Texas. Il disegno del tracciato è stato realizzato dal campione di motociclismo Kevin Schwantz sotto la supervisione dell’architetto tedesco Tilke. Si tratta di un circuito davvero molto interessante. Il rettilineo di partenza è caratterizzato da una forte inclinazione verso l’alto, il che fa sì che in partenza le vetture siano costrette tutte insieme a frenare in salita e ad immettersi in una curva a gomito verso sinistra. Inizia quindi il tratto misto con una serie di cambi di direzione e notevoli sali-scendi. Il punto più veloce si raggiunge alla fine del più lungo rettilineo del circuito, tra le curve 11 e 12 che si estende per circa 1,2 chilometri. La parte meno interessante è costituita senza dubbio dalle lentissime curve 12, 13, 14 e 15. Ad ogni modo il tracciato riesce a combinare insieme tecnica e spettacolarità e la gara dello scorso anno è stata molto gradevole da vedere. I lavori di costruzione dell’impianto sono iniziati il 31 dicembre 2010 con l’obiettivo di completarli entro il giugno 2012. Alla fine di settembre dello scorso anno il delegato tecnico della FIA Charlie Whiting si è recato sul posto e ha dato il suo ok per la gara, che si sarebbe svolta da lì a due mesi. I lavori di costruzione sono proseguiti rapidamente, anche se interrotti per qualche settimana a causa di dispute contrattuali tra gli organizzatori e i costruttori. L’idea degli organizzatori era quella di mettere in piedi un grande impianto tutto dedicato ai motori ed infatti il tracciato ospita prove della V8 Supercars, del FIA Endurance, dell’American Le Mans Series, del Rolex Sports Car Series e del Motomondiale. Data l’annosa “distanza” che nei decenni, tra alterne vicende, si è creata e consolidata fra i Gran Premi di Formula 1 “all’europea” e il mondo delle corse americane, sembra sorprendente constatare che furono proprio gli Stati Uniti i primi a seguire l’esempio europeo, organizzando nel 1908 quello che fu denominato “American Grand Prize”, svoltosi secondo la formula stabilita appunto dall’Automobil Club di Francia, che nel 1906 aveva dato vita al primo Gran Premio di tutti i tempi. Viene scelto un circuito situato vicino la città di Savannah (Georgia), teatro di una grande battaglia tra la Benz (con Hémery e Hanriot) e la FIAT: la Casa italiana prevale con Wagner che batte il compagno Felice Nazzaro all’ultimo giro, a causa di una foratura che colpisce le ormai esauste coperture dell’italiano, unico tra tutti a non fermarsi per cambiare le gomme, grazie alla sua leggendaria guida di velluto. Nel 1909, come risultato della crisi economica mondiale, nessun “Grand Prix” viene disputato, né in Europa né negli States. L’American Gran Prize torna nel 1910 e per due anni sarà addirittura l’unico “Grand Prix” del mondo (in Francia l’Automobil Club locale non riesce a organizzare la gara di casa), mentre comincia a splendere la stella dell’ovale di Indianapolis. La corsa americana si disputa sempre a Savannah ma su un circuito di 27,804 km da ripetersi 24 volte: la Benz si prende la rivincita trionfando con Bruce-Brown. Quest’ultimo concede un applaudito bis vincente l’anno successivo, ma stavolta a bordo di una FIAT S74, che così trionfa per la seconda volta nel Gran Premio americano. Nel 1912 la corsa si svolge a Milwakee, ma è sempre una FIAT a vincere, ancora una volta col modello S74, stavolta guidato da Caleb Bragg, in una edizione purtroppo funestata dalla morte che colpisce proprio l’eroe vittorioso dei due anni precedenti, il popolarissimo David Bruce-Brown: gli è fatale lo scoppio di una gomma. Un anno di pausa (per gli eccessivi costi di organizzazione), e il Gran Premio americano torna nel 1914, sul veloce circuito di Santa Monica: per la prima volta la gara è vinta da una vettura americana, la Mercer di Pullen. L’anno successivo si corre a San Francisco, e vince la Peugeot EX-5 dell’anglo-americano (ma nato in Italia) Dario Resta, pilota di vertice in quegli anni che lo vedranno vincere anche la Vanderbilt Cup (sempre nel 1915) e la Indy 500 del 1916, anno in cui per l’ultima volta viene organizzato l’American G.P. (di nuovo a Santa Monica) con il bis della portentosa Peugeot EX-5, stavolta condotta da Wilcox e Aitken. Finita la spinta europea, i Gran Premi negli Stati Uniti muoiono rapidamente e per oltre quattro decenni non se ne sentirà più parlare. Il pubblico mostra chiaramente di preferire le piste ovali, piccole e dotate di comode tribune che consentono una visione globale. La 500 miglia di Indianapolis si afferma saldamente come unica competizione di richiamo internazionale, e negli anni ’20 viene inserita nel primo tentativo di istituire un Campionato Mondiale per Marche (1925-1927), così come, nel dopoguerra, entra a far parte del Mondiale Piloti per le prime undici stagioni (1950-1960) ma in pratica i due mondi, quello europeo e quello americano, restano profondamente distanti. Sul finire degli anni ’50, rinasce il Gran Premio degli Stati Uniti, che nel 1959 sul circuito di Sebring vede la prima vittoria del giovanissimo Bruce McLaren, nel giorno del primo mondiale vinto dal suo compagno Jack Brabham. Dopo un’edizione a Riverside vinta da Moss su Lotus, nel 1961 il Gran Premio trova la sua sede stabile sulla pista di Watkins Glen, nello stato di New York, dove la gara si correrà per i successivi vent’anni, periodo in cui la vittoria del Gran Premio sarà molto ambita dai piloti per via del favoloso montepremi messo in palio dai generosi organizzatori. Negli anni ’60 i dominatori sono Jim Clark e Graham Hill, con tre vittorie a testa. Il primo riesce addirittura a portare al successo nel 1966 il mastodontico motore BRM a 16 cilindri, mentre Hill proprio su questa pista incappa in un terribile incidente nell’edizione del 1969 (prima vittoria di Rindt), che in pratica segnerà il tramonto della sua carriera come pilota di vertice. Nei due anni successivi il Glen (modificato nel 1971 e passato da 3,7 a 5,4 km) sarà teatro della prima vittoria anche per Fittipaldi e Cevert, ma mentre per il brasiliano sarà l’inizio di una lunga e brillante carriera, il giovane francese troverà la morte su questo stesso circuito nel 1973 in un terribile incidente in prova, una tragedia che si ripete anche l’anno successivo quando Helmut Koinigg muore in gara. Entrambi sono vittime delle lame dei guard-rail, installati in nome della sicurezza ma ancora lontani da una razionale sistemazione. Dal 1976 il Glen viene affiancato da un GP organizzato a Long Beach in California, che viene ufficiosamente denominato GP degli USA-Ovest per distinguerlo da quello disputato sulla costa orientale: curiosamente, per due anni consecutivi i due Gran Premio stagionali saranno vinti dallo stesso pilota, infatti nel 1978 Carlos Reutemann (vittorioso anche nel 1974 al Glen) vince entrambi i Gran Premi su Ferrari, mentre l’anno successivo è Gilles Villeneuve, sempre su una rossa di Maranello, a trionfare nei due appuntamenti americani. La vittoria di Alan Jones su Williams nel 1980 è il canto del cigno per il Glen, che non ospiterà mai più un Gran Premio. Per quasi tutti gli anni ’80, Ecclestone vara diversi tentativi, per lo più estemporanei, per mantenere viva la presenza della Formula 1 negli States organizzando vari Gran Premi, anche se essi non vantano più la denominazione di “Gran Premio degli Stati Uniti”. Emblematico il 1982, quando il Paese nordamericano ospita addirittura tre gare valide per il Mondiale: a Long Beach (che nel 1983 vedrà la sua ultima edizione) si affiancano il “Caesars Palace Gran Prix”, disputato addirittura nel parcheggio dell’omonimo hotel di Las Vegas, e il Gran Premio di Detroit, che fino al 1988 resterà l’unico presidio della Formula 1 negli USA. Un altro effimero tentativo viene fatto nel 1984, correndo tra i muretti di Dallas con l’asfalto che si spacca a poche ore dalla gara, esperienza emblematica delle difficoltà della F1 di risvegliare interesse nel mondo delle corse americane. Dal 1989 al 1991 torna ufficialmente il “Gran Premio degli Stati Uniti” tra le strade della città di Phoenix in Arizona: Ayrton Senna, dopo aver regalato l’edizione del 1989 al compagno-rivale Prost a causa di un guasto, domina senza discussioni i due successivi eventi, tra la persistente indifferenza del pubblico americano, cosa che porterà nuovamente al ritiro della Formula 1 dagli Stati Uniti per quasi dieci anni. Il mercato nordamericano è però troppo importante per il Circus, e allora Ecclestone ci riprova a partire dal 2000, quando Mr. E si accorda con Tony George portando il Gran Premio degli USA nientemeno che nel mitico catino di Indianapolis, utilizzando però un tracciato stradale interno, unito a una parte dell’ovale. Michael Schumacher è l’indiscusso dominatore di questo inedito circuito, vincendo con la Ferrari ben cinque edizioni tra il 2000 e il 2006, lasciando solo la gara del 2001 a un Mika Hakkinen che ottiene la sua ultima vittoria prima dell’annunciato ritiro, e quella del 2002 al compagno Barrichello per un famigerato “malinteso” in un arrivo in parata mal congegnato. Ma la vittoria del 2005 è di quelle che restano negli annali, e purtroppo non per vicende sportive: la Michelin, che fornisce i propri pneumatici alla maggioranza dei team, dopo alcune preoccupanti forature in prova (culminate nell’incidente della Toyota di Ralf Schumacher), dichiara di non poter garantire la sicurezza delle proprie coperture sulla curva 13 (quella sopraelevata che sottopone gli pneumatici a elevati stress), e così i team gommati Michelin si ritirano clamorosamente dopo il giro di ricognizione, lasciando in pista solo sei vetture, cioè le Ferrari, le Jordan e le Minardi (gommate Bridgestone). Il pubblico americano insorge e protesta verso l’incredibile situazione, arrivando persino a lanciare oggetti verso la pista. L’ultima edizione a Indianapolis, nel 2007, è appannaggio della McLaren Mercedes guidata dal giovane debuttante Lewis Hamilton, che batte il più esperto compagno Alonso. Il 2007 segna l’addio di Indianapolis alla Formula 1: gli organizzatori locali non si accordano con Ecclestone sui costi e così si deve attendere il 2012 e la costruzione del Circuit of the Americas, un autodromo messo in piedi appositamente per la Formula 1, per rivedere il circus negli States. Ed è lo stesso Hamilton, quattro anni dopo l’addio di Indianapolis, a vincere davanti a Vettel ed Alonso. Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino Passione a 300 all'ora
  9. [col][/col][col]2013 Formula 1 Etihad Airways Abu Dhabi Grand Prix - Yas Marina 895° Gran Premio Round 17/19 1-2-3 Novembre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,554 km Giri da percorrere: 55 Distanza totale: 305,355 km Numero di curve: 21 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: soffice/media RECORD Giro gara: 1:40.279 - S Vettel - Red Bull Renault - 2009 Distanza: 1h34:03.414 - S Vettel - Red Bull Renault - 2009 Vittorie pilota: 2 - S Vettel Vittorie team: 2 - Red Bull Pole pilota: 2 - L Hamilton, S Vettel Pole team: 2 - McLaren, Red Bull Km in testa pilota: 478 - L Hamilton Km in testa team: 561 - McLaren Migliori giri pilota: 2 - S Vettel Migliori giri team: 3 - Red Bull Podi pilota: 3 - J Button, S Vettel Podi team: 4 - McLaren, Red Bull[/col][col]Orari del Gran Premio di Abu Dhabi Venerdì 1 Novembre 13:00-14:30 (10:00-11:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1 17:00-18:30 (14:00-15:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1 Sabato 2 Novembre 14:00-15:00 (11:00-12:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1 17:00-18:00 (14:00-15:00) Qualifiche - Sky Sport F1 Domenica 3 Novembre 17:00 (14:00) Gara - Sky Sport F1 Tra parentesi gli orari per l'Italia. Differita delle Qualifiche su Rai Due alle 18:00 Differita della Gara su Rai Due alle 21:00[/col] Archiviato il Gran Premio d’India, anzi forse l’ultimo Gran Premio d’India, con lo scontato trionfo di Vettel che si è aggiudicato gara e titolo iridato, la Formula 1 sbarca ad Abu Dhabi per la terz’ultima prova del campionato 2013. Con i titoli già assegnati le ultime tre gare determineranno le posizioni di rincalzo. In India la Mercedes ha scavalcato la Ferrari nella classifica costruttori. Il cavallino è quattro punti dietro la casa di Stoccarda. Ventiquattro invece i punti che separano la Ferrari dalla Lotus in netto recupero. A New Delhi Vettel ha messo la ciliegina su una stagione dominata: dieci vittorie su sedici gare fin’ora disputate. La Red Bull è una macchina da guerra pressoché imbattibile: fa quello che vuole, come vuole e quando vuole. Il prossimo anno ci sarà una mini-rivoluzione regolamentare, ma se gli avversari non troveranno soluzioni degne nel 2014 si assiterà al replay degli ultimi anni. Il Gran Premio di Abu Dhabi si disputa sul circuito di Yas Marina. I primi piani per un secondo Gran Premio nel medio oriente iniziarono a nascere subito dopo l’ingresso nel circus del Gran Premio del Bahrain nel 2004, i contratti economici furono formalizzati nel 2007 e l’anno seguente iniziarono i lavori di costruzione. Il debutto di Abu Dhabi nel circus è datato 2009, ad imporsi su tutti gli altri fu Vettel su Red Bull che concesse il bis, con annesso trionfo iridato nel 2010. L’edizione del 2011 fu vinta da Hamilton su McLaren. A vincere lo scorso anno è stato Raikkonen, alla prima vittoria dopo il ritorno in Formula 1. Caratteristica unica della gara di Abu Dhabi è quella di iniziare con la luce del Sole e terminare sotto le luci dei riflettori in modo da permettere ai telespettatori europei di godere del consueto orario pomeridiano. L’installazione delle luci artificiali è stata curata dalla Musco Lighting che ha già provveduto ad illuminare il tracciato di Losail in Qatar, utilizzato dal motomondiale. Il tracciato si trova su un’isola artificiale costruita nella baia dell’emirato, a poco meno di mezz’ora dal centro della città . L’isola di Yas non ospita solo l’autodromo ma anche vari campi da golf e il Ferrari World, un parco a tema completamente dedicato alla Ferrari che sorge proprio a ridosso del tracciato, con precisione dietro alle tribune della curva 7. Il circuito, costruito dalla Aldar Properties, conta 21 curve, gira in senso antiorario e si caratterizza per la presenza di due lunghi rettilinei (il secondo a dire il vero piega leggermente verso sinistra) e da un’estrema tortuosità soprattutto nell’ultima parte. Siamo sì in un autodromo permamente, ma nei fatti sembra di trovarsi su un circuito cittadino con i muretti molto vicini e tante curve e curvette da prima e seconda marcia. E’ sostanzialmente un tracciato piatto che non offre mai gare particolarmente interessanti. A riaccendere gli appassionati delle quattro ruote sarà l’ultima prova del campionato di GP2 che giunge a conclusione il prossimo weekend. Si giocheranno il titolo Fabio Leimer e Sam Bird separati da sette punti. Al termine del Gran Premio il circus si trasferirà nel continente americano per gli ultimi due appuntamenti negli Stati Uniti e in Brasile. Domenico Della Valle Passione a 300 all'ora
  10. Mezz'ora al Gran Premio d'India, gara che assegnerà il titolo 2013 a Vettel.
  11. [col][/col][col]2013 Formula 1 Airtel Indian Grand Prix - New Delhi 894° Gran Premio Round 16/19 25-26-27 Ottobre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,125 km Giri da percorrere: 60 Distanza totale: 307,249 km Numero di curve: 16 Senso di marcia: orario Mescole Pirelli: soffice/media Apertura farfalla: 56% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:27.249 - S Vettel - Red Bull Renault - 2011 Distanza: 1h30:35.002 - S Vettel - Red Bull Renault - 2011 Vittorie pilota: 2 - S Vettel Vittorie team: 2 - Red Bull Pole pilota: 2 - S Vettel Pole team: 2 - Red Bull Km in testa pilota: 615 - S Vettel Km in testa team: 615 - Red Bull Migliori giri pilota: 1 - S Vettel, J Button Migliori giri team: 1 - McLaren, Red Bull Podi pilota: 2 - F Alonso, S Vettel Podi team: 3 - Red Bull[/col] [col]Orari del Gran Premio d'India Venerdì 25 Ottobre 10:00-11:30 (06:30-08:00) Prove Libere 1 - Sky Sport F1 14:00-15:30 (10:30-12:00) Probe Libere 2 - Sky Sport F1 Sabato 26 Ottobre 11:00-12:00 (07:30-08:30) Prove Libere 3 - Sky Sport F1 14:00-15:00 (10:30-11:30) Qualifiche - Sky Sport F1 Domenica 27 Ottobre 15:00 (10:30) Gara - Sky Sport F1 Tra parentesi gli orari per l'Italia. Differita delle Qualifiche su Rai Due alle 15:15 Differita della Gara su Rai Uno alle 15:30[/col] Anche quest'anno la Formula 1 torna in India per la sedicesima prova del mondiale 2013. Appuntamento che, a meno di cataclismi, dovrebbe assegnare il titolo mondiale a Sebastian Vettel. Anche in caso di successo di Alonso, a Vettel basterà il quinto posto per poter festeggiare il quarto alloro iridato. La Formula 1 arriva in India reduce dal Gran Premio del Giappone, che ancora una volta ha visto il trionfo di Vettel. La Red Bull si è imposta con una doppietta davanti al francese della Lotus Grosjean. Sfortunatissima ancora una volta la gara di Hamilton, finita al via per la foratura della posteriore destra a causa di un contatto proprio con Vettel. Estremamente negativa anche la prova di una Ferrari ormai definitivamente concentrata sul 2014. Sebbene le crescenti prestazioni della Lotus abbiano messo molta pressione alle case di Maranello e Stoccarda, il secondo posto nella classifica costruttori non è solidissimo come ci si poteva aspettare e i due team devono reagire se non vogliono perdere la piazza d'onore (con i relativi guadagni garantiti da Ecclestone). Tutto ciò non tange minimamente la Red Bull che, come Vettel, potrebbe festeggiare il titolo se dovesse guadagnare almeno ventiquattro punti sulla Ferrari. Il Gran Premio d'India ha fatto il suo esordio nel dorato mondo della Formula 1 nel 2011 e ha avuto una lunga e travagliata genesi. Fin dal 1997 si era inziato a discutere della possibilità di portare il circus nel sub-continente indiano, un bacino di un miliardo e mezzo di persone in piena espansione economica, tuttavia le cose non si erano messe affatto bene, era difficile trovare finanziatori e i governanti locali sembravano ben poco interessati ad avere la Formula 1 in casa. Da queste parti lo sport nazionale è il cricket e la Formula 1 attirava ben poco interesse. Si giunse quindi al 2007, quando ci si accordò per la costruzione di un nuovo autodromo permanente alla periferia sud di New Delhi, capitale dello stato. Il progetto fu come sempre affidato all'architetto tedesco Tilke, già padre degli altri tracciati di nuova generazione. I lavori di costruzione sono stati funestati da continue proteste degli agricoltori locali che si sono visti espropiare i terreni per permettere la realizzazione dell'impianto, costata la bellezza di 400 milioni di dollari. Un ulteriore problema si ebbe con le tasse imposte dal governo locale all'evento. La legislazione indiana esenta dal pagamento di determinate imposte solo gli eventi sportivi e, a detta dei politici locali, la Formula 1 non rientrava nella categoria essendo classificabile come spettacolo di intrattenimento. I team avevano addirittura pensato di boicottare l'evento, la minacca fu in seguito ritirata grazie alla mediazione degli organizzatori che avevano garantito il pagamento di ogni tassa imposta alle squadra. Che comunque questo Gran Premio non sia molto amato non è un mistero, il pubblico non ha mai risposto con entusiasmo e per il prossimo weekend sono stati venduti appena 20.000 biglietti, praticamente niente, complice anche il fatto che il mondiale ha perso di interesse. L'anno prossimo inoltre il Gran Premio d'India non si disputerà per tornare, forse, nel 2015. Il tracciato è caratterizzato, nella prima parte, da tre rettilinei, di cui uno molto lungo, mentre nella seconda parte, si trovano curve lente e medio-veloci tra le quali anche una sopraelevata. Il tracciato non è affatto anonimo rispetto ad altri. A sfavore dell'impianto c'è la solita sede stradale larghissima, tipica dei circuiti moderni, e le solite vie di fuga chilometriche asfaltate. Con entrambi i titoli praticamente già assegnati, tutte le attenzioni sono sulla lotta per il secondo posto nel mondiale costruttori: la Lotus sta prepotentemente emergendo e se Ferrari e Mercedes non si danno una mossa potrebbero anche perdere il posto... Domenico Della Valle Passione a 300 all'ora
  12. Tra mezz'ora il via del GP del Giappone. Sostituiti in via precauzionale i kers di Vettel e Alonso.
  13. [col][/col][col]2013 Formula 1 Japanese Grand Prix - Suzuka 893° Gran Premio Round 15/19 11-12-13 Ottobre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,807 km Giri da percorrere: 53 Distanza totale: 307,471 km Numero di curve: 18 Senso di marcia: orario Mescole Pirelli: media/dura Apertura farfalla: 67% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:31.540 - K Raikkonen - McLaren Mercedes - 2005 Distanza: 1h23:53.413 - F Alonso - Renault - 2006 Vittorie pilota: 6 - M Schumacher Vittorie team: 9 - McLaren Pole pilota: 8 - M Schumacher Pole team: 9 - Ferrari Km in testa pilota: 1.804 - M Schumacher Km in testa team: 3.095 - McLaren Migliori giri pilota: 4 - M Schumacher Migliori giri team: 8 - McLaren, Williams Podi pilota: 9 - M Schumacher Podi team: 25 - McLaren[/col][col]Orari del Gran Premio del Giappone Venerdì 11 Ottobre 10:00-11:30 (03:00-04:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:30 (07:00-08:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Sabato 12 Ottobre 11:00-12:00 (04:00-05:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:00 (07:00-08:00) Qualifiche - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Domenica 13 Ottobre 15:00 (08:00) Gara - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Tra parentesi gli orari per l'Italia.[/col] Nemmeno il tempo per tirare il fiato che subito il circus della Formula 1 si ritrova a Suzuka per il Gran Premio del Giappone, quindicesima prova del mondiale 2013, appuntamento che potrebbe già assegnare il titolo piloti. In Corea è andato in scena l'ennesimo monologo di Vettel, una gara che ha avuto molto poco da raccontare sul piano sportivo, se non la bella rimonta di Raikkonen e l'ottima performance di Hulkenberg, ma ha raccontato tanto dal punto di vista organizzativo. Si è assistito ad uno spettacolo davvero comico: tra il trentasettesimo e il trentottesimo giro la Red Bull di Mark Webber va a fuoco, l'australiano parcheggia nella via di fuga della curva 3, quando dall'altro capo del rettilineo imbocca la pista del tutto impropriamente una Jeep dei pompieri! Panico in pista con i piloti che si ritrovano la vettura davanti e la direzione gara costretta a fare uscire la Safety Car, rientata appena il giro prima. Uno spettacolo comico che dimostra ancora una volta come la ricerca spasmodica del danaro abbia portato la Formula 1 a correre in luoghi che nulla hanno a che fare con la tradizione motoristica, e che sono nelle mani di organizzatori del tutto incapaci, oltre che non coadiuvati da uno staff di commissari all'altezza. Il circus si riconcilierà con la storia nel prossimo weekend. Il Gran Premio del Giappone si disputa sul circuito di Suzuka, una delle piste più belle, tecniche ed impegnative del calendario. Il tracciato ha una caretteristica unica nel panorama dei circuiti che compongono il calendario: è l'unico che disegna un "otto", dall'intersezione delle due curve Degner e la 130R. La pista è molto bella, il punto più impegnativo è senza dubbio la serie di "esse" opposta al rettilineo del traguardo. Uno dei punti deboli di Suzuka è la difficoltà di effettuare sorpassi, difficoltà non mitigata (e verrebbe da dire "per fortuna") nemmeno dal DRS. La sede stradale è abbastanza stretta e anche le vie di fuga non sono molto ampie. Fino al 2003 il tracciato era utilizzato anche dal Motomondiale, che tuttavia ha abbandonato Suzuka a seguito della tragica morte di Daijiro Kato del quale, lo scorso 20 Aprile è ricorso il decennale della scomparsa. Sebbene il Gran Premio del Giappone sia stato inserito nel Mondiale per la prima volta nel 1976, la tradizione automobilistica del Paese è anteriore di oltre un decennio, basti pensare che la pista di Suzuka fu inaugurata nel 1962 come circuito di prova della Honda, mentre il tracciato del Fuji è più giovane di tre anni. Fu proprio la pista del Fuji a ospitare le prime due edizioni del Gran Premio nel biennio 1976-77. Il recente film di Ron Howard, “Rush”, ha riportato all’attenzione degli appassionati la famosa gara che decise il Campionato 1976, quando il controverso ritiro di Lauda sotto il diluvio favorì in extremis il titolo mondiale di James Hunt (che vinse l’edizione successiva, caratterizzata dall’incidente tra Villeneuve e Peterson costato la vita a due persone). Passò un decennio prima di rivedere la Formula 1 in Giappone: dal 1987 in poi (con l’eccezione del biennio 2007-2008 sul rinnovato Fuji) il Gran Premio si è sempre corso sulla pista di Suzuka, che per i cinque anni successivi divenne la gara decisiva del Mondiale, vista anche la sua collocazione nel calendario. Indimenticabili in particolare gli anni della “faida” Senna-Prost, che spesso risolvevano la contesa iridata a suon di incidenti e reciproche sportellate (1989-90). Il pilota più vincente in questo Gran Premio è Michael Schumacher con sei vittorie (la prima su Benetton, le altre su Ferrari), la più emozionante delle quali resta quella del 2000, quando finalmente riuscì a vincere gara e titolo spezzando l’ultraventennale digiuno iridato di Maranello. Anche Damon Hill (1996) e Mika Hakkinen (1998-99) hanno ottenuto i loro titoli mondiali vincendo la gara sul suolo nipponico. Tra i campioni del mondo in attività , tutti hanno nel palmares almeno un’affermazione nel Gran Premio del Giappone, con Vettel ben tre volte vincitore nelle ultime quattro edizioni, e Alonso che è anche l’unico pilota ad aver vinto sia a Suzuka sia al Fuji, mentre Raikkonen, Hamilton e Button vantano una vittoria ciascuno. A parte le sette affermazioni della Ferrari, l’albo d’oro annovera un po’ di gloria anche per i piloti italiani: nel 1989 Alessandro Nannini (Benetton Ford) fu dichiarato vincitore dopo la controversa squalifica di Senna, mentre nel 1992 Riccardo Patrese con la Williams Renault vinse il Gran Premio suggellando la sua stagione da vice-campione del mondo. Così come illustri predecessori, Vettel potrebbe confermarsi campione già a Suzuka nel caso dovesse vincere la gara e Alonso, attualmente secondo in classifica, dovesse finire la gara oltre il nono posto. Vettel ha già detto di non credere nell'arrivo del titolo già in Giappone, molto più realisticamente i festeggiamenti saranno rimandati alla fine del mese quando si disputerà a New Delhi il Gran Premio d'India. Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino Passione a 300 all'ora
  14. ***WARNING: POST AD ALTO CONTENUTO VITTIMISTICO*** "Finalmente!" è l'esclamazione più gridata all'annuncio di una certa Scuderia riguardante la coppia piloti della stagione 2014, che comprenderà Alonso e Raikkonen. "Finalmente quella maledetta pippa se ne va!!" è l'esclamazione di chi è riuscito a non cedere alla commozione, alla gioia, subito dopo la prima parola. L'Italia probabilmente sarà di nuovo così concorde neanche se facessero un referendum sull'abrogazione della figa, neanche quello raggiungerebbe il 99,9% delle risposte della stessa opinione. E questo è forse il tuo più grande successo, cattivone Brasiliano: l'aver unito nell'odio un popolo storicamente diviso su tutto! Evviva! Per questo ringrazierò per sempre la stampa di regime (Rai, Mediaset, Sky, Gazzetta, AS, Corriere, eccetera) propiziata dal grande burattinaio, che tutto vede e tutto controlla (non serve dirlo, giusto?). Lo stile è sempre lo stesso, i modi anche. Possono cambiare i piloti, poi chiamarti Villeneuve, puoi chiamarti Schumacher ed aver vinto un ciccinin con Colei-Che-Non-Deve-Essere-Nominata, puoi chiamarti Alesi, puoi chiamarti Raikkonen, puoi chiamarti Berger, ma lo stile non cambia. Se Lei ti dichiara guerra a mezzo stampa, sei finito. Da pilota amato, in certi casi, oppure accettato senza problemi, in altri, diventi nemico pubblico numero uno dello Stato e dell'Impero (sì, perché questa è una guerra, nella trincea di Imola si lanciavano le pietre verso i soldati avversari), e i tuoi giorni sono contati. Ogni singolo problema diventa colpa tua. L'Innominabile non è in grado di sfornare un'aereo da titolo mondiale 6 leggasi SEI anni e la colpa è tua. Gli avversari viaggiano a mezzo secondo/un secondo al giro più forte, danno mezzo minuto e centinaia di punti al tuo compagno che è un Campione con la C maiuscola e se Colei Che Tutto Sa e Tutto Può non vince il Costruttori è colpa tua. Ti sorpassano col DRS ed è colpa tua che non sai tenere giu il piede quanto basta. Ti lasciano trentordici giri fuori con le Super Soft Bubble Gum Pirelli che dalle posizioni di vertice ti fanno sprofondare a metà gruppo ed è colpa che non sai importi col team, nonostante siano tutti concordi che nella F1 di oggi sia il team a decidere le strategie e il pilota si adatti. Ti tamponano nel muso posteriore ed è colpa tua che non eri più avanti per evitarlo. Ti si rompe qualunque cosa e dicono che non sei capace a sterzare, a frenare, a scalare marcia, che sei in grado di stamparti in rettilineo a Montecarlo. Insomma, sei proprio una persona male, se La Speranzosa ti dichiara guerra. E quando poi sbagli o vai male per davvero, perché è capitato più volte purtroppo negli ultimi anni, apriti cielo. àˆ l'apocalisse. Opinione comune ti vede futuribile come la VHS. Poco importa se nonostante i quintali di merda che hai dovuto ingoiare in quanto a gestione hai sempre speso parole d'elogio per team, compagni e tifosi, gli stessi tifosi che ti rovesciano insulti addosso a ogni ora del giorno. Poco importa se ogni volta che ti è stato chiesto ti sei messo a disposizione degli ordini di Scuderia senza fare storie come il tuo predecessore che ancora oggi millanta di presunte torture e privazioni durante il suo periodo Colorato Come Il Perugia Calcio. Anche andantone continui a parlare bene di colei che prima di tradirti così ti ha preso dalla Sauber e portato quasi in cima al mondo, non fosse stato per un caos a Singapore e una stramaledetta Biella fatta male a Budapest. Ma tanto la colpa è tua perché ti giravi in rettilineo sul bagnato, no? Loro avrebbero fatto la replica di Donington 93, mentre tu, Malefica Entità Brasiliana, hai saputo buttare via il mondiale e pregiudicarti la carriera con solo quella gara. Ho scritto "tradito", sì. Tradito è la parola giusta. Hanno tradito te e le loro ambizioni di avere due piloti di vertice. La decisione di tenerti nel 2009, che oggi dai tifosi è ricordata come Napoleone ricorda Waterloo, era allora del tutto sensata, dato che ai tempi stavi ampiamente battendo il figliol prodigo (ex Licenziato, ora Riassunto). Forse tu hai un difetto, quello che se la squadra non ti sostiene cali un po' di rendimento. La squadra ti ha sostenuto fino all'estate 2010. All'inizio tenevi il ritmo, tenevi il passo di Alonso, anche se quella maledetta molla il danno l'aveva fatto, ma c'eri. Hockenheim è stata una tranvata sui denti, è stata una pugnalata alle spalle, è stata l'inizio delle ostilità . Dopo quella gara, basta, non c'era più storia. Alla Scuderia Santa e Beatificata ufficialmente interessava solo un pilota, l'altro era un inutile orpello da dover tenere per regolamento. Ma di te, inutile pippa dalle origini Italiane, non interessava più nulla. E così iniziasti a calare progressivamente. Contemporaneamente, iniziavano a succederti qualsiasi tipo di problematiche. Le strategie erano sbagliate il 90% delle volte. I guasti capitavano solo a te. Gli incidenti idem. Nel 2011 la Macchina dalla Sigla Populista non era minimamente da vertice. Tu stavi per vincere in Cina, quando una folle strategia ti ha fermato, ma importa a qualcuno? No. Importa forse a qualcuno che, sempre a inizio 2011, quasi ad ogni cazzo di gara almeno un pit stop ti andava male, nel senso che dovevi restare fermo a prenderti un cappuccio con cornetto mentre finivano di avvitare dadi in fase di sciopero? Importa forse a qualcuno la quantità notevole di punti persi per contatti con qualcuno troppo esuberante e con una preoccupante ammirazione per un cane (al tempo preferiva la passera, ha solo cambiato specie)? No, non importa. Tu, Crudele Usurpatore Brasiliano, hai fatto una stagione disastrosa. Non starò qua a dire che è stata invece ottima, perché non lo è stata. Ma è stata disastrosa, sicuramente, non vorrei trovarmi la polizia sotto casa domani. A inizio 2012 hai corso proprio male eh. Lì sì, dvvero. Però poi.. a Monaco si sono visti i primi segni di miglioramento, li andavi quanto Fernando. Gara ignorata dai più. Ignorano anche Silverstone, ma poi a fine estate cambia qualcosa. Forse il rapporto tra Fernando e il Paradiso si sta incrinando. Forse tornano a calcolarti un po' pure a te. Guarda che strano, ricominci ad andare forte! La sfiga ovviamente non manca, sia mai. Chi poteva mai centrare Petrov a Singapore dimenticandosi di frenare? Ma te, of course! Però se l'avesse fatta uno a caso tra gli altri Top Driver la rimonta che hai fatto te, starebbero ancora lì a segarsi. Ma pure dopo quella gara si continuava a dire che dovevi essere appiedato. Tu sopporti, così come sopporti in Corea dove ne avevi più di Fernando ma ti fermano, è giusto, lui lotta per il Campionato e tu l'accetti volentieri, perché sei Malvagio e Brasiliano. Si arriva alla farsa più totale, ad Austin, ma tu sopporti ancora, perché lui lotta per il campionato. Ma che nervi hai? Io li avrei gia sfanculati. Non una parola di conforto dai tifosi, alcuni dicono anzi che dovevi andare per aver accettato ciò. La chiamano coerenza, non lo so, io sono un poco di buono visto chi tifo. Tu rimonti pure lì. In Brasile di nuovo lo aiuti a sorpassare Vettel e di nuovo ti fanno un casino dai box, così che dalla zona podio ti ritrovo a un minuto. Rimonti di nuovo, arrivi a podio con una grande gara. I commenti? Che Alonso ha perso il Mondiale perché il Satana Verdeoro non ha rubato punti a Vettel. Sopporti. A questo punto molti avranno gia detto "sopportiamo pure noi"... ma fa niente. Nel 2013 per motivi oscuri corri ancora con la Suprema e Beatà Casa Italiana, ma di gare brutte non ne fai manco una. Forse forse in Ungheria e Corea, ma nulla a che vedere con certe corse del triennio precedente. Ma ormai la guerra è al culmine, e tu sei come la Germania nella primavera del 1945: arrivano attacchi da tutte le parti, sei spacciato. Dal lato sfiga ne succedono di ogni: ti esplodono circa 304 gomme Pirelli (mai pensato al libro dei record?); i cambi si rompono solo a te; le strategie in 9 gare su 10 sono folli e al limite della malafede (non è oggettivamente possibile vedere scempi come la mossa di Singapore, non è accettabile, ma pure lì è stata una tua brutta gara parrebbe). Tutte cose che da vicino/davanti a Fernando ti fan finire molto lontano. Ma sei tu che sei ormai bollito! Poco importa che questa è la tua migliore stagione dal 2009 a oggi, i tifosi urlano che il Costruttori è andato per colpa tua un'altra volta, e ormai sono sul piede di guerra, stanno per far partire la rivoluzione, e quindi la Sacra Benedetta Suprema Casa non può più attendere: il tuo contratto non verrà rinnovato. In realtà io sono contento, era da due anni che volevo vederti andare in altro team. Tante grazie a Lei e solo Lei, ovviamente, ma solo fino a metà 2010. Era ora di cambiare. Ma loro non sono contenti invece. Dopo i primi giorni dove c'è stata una festa che manco dopo i Mondiali del 2006, sono ripartiti all'attacco e all'insulto, e non solo non ti vogliono più vedere in F1, ma non vogliono nemmeno che ti permetti di restare in F1, sia mai, o Millantatore di Velocità Inesistenti Sudamericano! Sarà , io intanto spero gli venga un travaso di bile entro fine anno e vederti in un top team l'anno prossimo. Gia, perché tu sopporti, ma sopportiamo pure noi poveri imbecilli che continuiamo a tifarti, o che ti tifano dal 2003, età 13 anni, come il sottoscritto, che forse merita il titolo di Gran Visir di tutti gli Imbecilli, che ha atteso di vedere quella velocità innata mostrata in Sauber regolata da un po' di testa, che ha gioito nel leggere l'annuncio dell'ingaggio come titolare al fianco di Schumacher nel 2006, che ti ha difeso dalle prime critiche arrivate dopo le prime gare (perché diciamo la verità , i tifosi non ti hanno mai accettato totalmente), che ha goduto tanto in Turchia e ha iniziato a godere con più regolarità nel 2007, quando un massacro annunciato è stato vinto da Raikkonen solo dopo il tuo ritiro di Monza, che era in prima linea in difesa dopo le prime due gare del 2008 e ha visto salire migliaia di persone sul carro nel corso dell'anno, che ha dovuto digerire quelle tranvate sui denti a Singapore e Budapest, che stava per togliersi delle MONTAGNE dalle scarpe a Interlagos, ma l'inculata è arrivata nel modo più doloroso, perché proprio tu non dovevi vincere. E che ha notato, tra i pochi, che nel 2009 hai corso da Campione la tua miglior stagione, che non avevi più nulla da invidiare agli altri fenomeni della F1, che si stava consumando dalla preoccupazione quel sabato di Luglio 2009.. e che adesso vuole vedere questa carriera continuare, in barba a tutti i tifosi d'Italia. Ma in un Top Team, non in una piccola squadra, perché se la squadra ti supporta e non ti da strategie folli o non fa esperimenti tecnici, puoi ancora dire la tua. Forse non sarai più veloce come nel 2009, ma potrai dire la tua. Ma anche in quel caso ci sarà da ridire, perché tu, Felipe Massa, dovrai essere criticato sempre e a prescindere. Tu che sei in F1 e hai passato tanto tempo in Quella Bellissima Scuderia solo in virtù di qualche sorta di complotto che coinvolge tipo tutte le persone più cattive del mondo, senza nessun merito sportivo, sia mai. Queste righe probabilmente non piaceranno, probabilmente riceveranno critiche e accuse di autocommiserazione (assolutamente, è vero), probabilmente se le postassi su Facebook inventerebbero il tasto "Non mi piace", ma semplicemente non mi importa. Quello che dovevo dire l'ho detto. Qualcuno si sente offeso? Qualcuno si sente defraudato? Qualcuno si sente danneggiato? E allora? Fine pianto.
  15. Tra cinque minuti il via del GP di Corea.
  16. Tra pochissimo le qualifiche del GP di Corea.
  17. [col][/col][col]2013 Formula 1 Shell Belgian Grand Prix - Spa-Francorchamps 889° Gran Premio Round 11/19 23-24-25 Agosto 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 7,004 km Giri da percorrere: 44 Distanza totale: 308,052 km Numero di curve: 19 Senso di marcia: orario Mescole Pirelli: media/dura Apertura farfalla: 70% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:47.263 - S Vettel - Red Bull Renault - 2009 Distanza: 1h20:39.066 - K Raikkonen - Ferrari - 2007 Vittorie pilota: 6 - M Schumacher Vittorie team: 16 - Ferrari Pole pilota: 4 - J Fangio, A Prost, A Senna Pole team: 13 - Ferrari Km in testa pilota: 1.806 - M Schumacher Km in testa team: 5.501 - Ferrari Migliori giri pilota: 6 - A Prost Migliori giri team: 17 - Ferrari Podi pilota: 9 - M Schumacher Podi team: 44 - Ferrari[/col][col]Orari del Gran Premio del Belgio Venerdì 23 Agosto 10:00-11:30 Prove Libere 1 - Sky Sport F1 14:00-15:30 Prove Libere 2 - Sky Sport F1 Sabato 24 Agosto 11:00-12:00 Prove Libere 3 - Sky Sport F1 14:00-15:00 Qualifiche - Sky Sport F1 Domenica 25 Agosto 14:00 Gara - Sky Sport F1 Differita delle Qualifiche su Rai Due alle ore 18:00 Differita della Gara su Rai Due alle ore 21:00[/col] Le vacanze sono finite! Dopo circa un mese di riposo, il circus della Formula 1 torna a scaldare i motori. Appuntamento con il Gran Premio del Belgio sulla leggendaria pista di Spa-Francorchamps, nel cuore della foresta delle Ardenne. Proprio in questa zona si svolse l’ultima offensiva tedesca sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale e nel prossimo weekend ripatirà l’assalto dei rivali al fortino Red Bull. Si giunge a Spa dopo una gara insolitamente bella in Ungheria. In quel di Budapest si è imposto su tutti Lewis Hamilton, alla prima vittoria in Mercedes dopo aver conquistato una straordinaria pole position al sabato, ai danni di Sebastian Vettel. Dopo una fase iniziale di adattamento, il pilota inglese ha preso in mano le redini della sua nuova squadra e i risultati si vedono. La vittoria sarebbe forse potuta arrivare già a Silverstone se non fosse stato per l’esplosione della gomma posteriore sinistra. Molto negativa ancora una volta la prova della Ferrari, mentre brillante è apparsa la Lotus con Raikkonen che, giungendo secondo, ha superato anche Alonso nel mondiale. Ottimo terzo posto in chiave iridata per Vettel, che ora guida la classifica con 38 punti di vantaggio sul finlandese. In classifica costruttori la Red Bull consolida il primato e la Mercedes allunga un po’ sulla casa di Maranello, ora distanziata di 14 punti. àˆ con grande trepidazione che i piloti, i tifosi, gli appassionati e tutti gli addetti ai lavori attendono ogni anno l’appuntamento belga. Il tracciato è leggendario, unico nel suo genere, si affrontano saliscendi, curvoni, lunghi rettilinei, cambi di direzione continui. Se il mondiale di Formula 1 fosse un percorso di studi, Spa senza dubbio sarebbe l’Università , e una di quelle toste! Un pezzo prezioso nella collezione di vittorie di ogni pilota. Subito dopo il traguardo si affronta il tornate de La Source, una stretta curva a gomito da 60 km/h, poi un breve allungo in discesa che porta all’Eau Rouge-Raidillon, forse il punto più spettacolare dell’intero campionato. Proprio in questo punto la pista è attraversata dal fiume Eau Rouge, che in realtà è poco più di un torrente, che si va poi a gettare nell’Ambleve. Superata l’Eau Rouge i piloti percorrono il lungo rettilineo del Kemmel in fondo al quale si raggiungono le velocità più elevate della gara. Si entra così nel “cuore” di Spa: si affrontano la chicane Les Combes e le curve Malmedy, Rivage, e Bruxelles. Dopo un breve tratto rettilineo si arriva al curvone Pouhon, che si affronta ormai in pieno a circa 300 km/h. Inizia qui la discesa verso le due curve Fagnes e la curva Stavelot, rinominata qualche anno fa Paul Frere, pilota, scrittore e giornalista belga deceduto nel 2008. Dopo la doppia curva Stavelot si percorre un lungo rettilineo che piega verso sinistra, al centro del quale troviamo la curva Blanchimont, uno dei tratti più veloci del circuito. Si arriva poi alla chicane ‘bus stop’ che immette di nuovo sul traguardo. Il Gran Premio del Belgio sin dalle origini è legato al circuito di Spa-Francorchamps, seppure esso fosse molto diverso e molto più lungo dell’attuale: infatti nel 1925, anno in cui per la prima volta le vetture da Gran Premio misero le ruote sull’asfalto delle Ardenne, il tracciato misurava circa 14 km. L’idea di costruire un circuito automobilistico nella zona si deve a Jules de Their, proprietario del quotidiano locale La Meuse, e a Henri Langlois Van Ophem, presidente dell’automobile club belga che pensarono di ricavare un tracciato unendo le strade che collegavano le cittadine di Francorchamps, Malmedy e Stavelot (nomi che ci sono a tutt’oggi familiari). Il circuito fino a pochi anni fa in alcuni tratti era ancora aperto all’ordinaria circolazione stradale, fino a quando non è stata costruita una nuova arteria di collegamento tra le cittadine di Francorchamps e Malmedy e così il circuito di Spa è diventato a tutti gli effetti un autodromo permanente, utilizzato ovviamente anche per tante altre categorie automobilistiche. L’edizione inaugurale venne vinta dall’Alfa Romeo di Antonio Ascari con una tale superiorità che, durante il rifornimento, i dirigenti dell’Alfa prepararono addirittura una tavola imbandita ai box per rifocillare i piloti ma soprattutto per zittire il pubblico, ostile e furente per il largo successo delle “odiate” macchine italiane. Fino al termine del secondo conflitto mondiale il Gran Premio spesso non rispettò la cadenza annuale. Nei primi anni ’30 vi è la prevalenza delle francesi Bugatti, con assi come Chiron, Dreyfus e “Williams” (quest’ultimo era anche agente segreto britannico, poi giustiziato dai nazisti nel ’45), mentre gli italiani tornano ad affermarsi solo nel 1933 quando Nuvolari con la sua Maserati, pur partendo ultimo, domina la gara sin dal primo giro, quando si presenta già in testa al plotone. Le tre edizioni prima del conflitto, dal 1935 al 1939, vedono l’indiscusso dominio di Case e piloti tedeschi, con Caracciola primo nel 1935 (mentre il suo compagno in Mercedes, Fagioli, abbandona la macchina perfettamente funzionante in segno di protesta con gli ordini di squadra del DS Neubauer), mentre nel 1937 è il giovane Rudi Hasse su Auto Union a prevalere dopo una tremenda lotta a tre con Stuck e con Lang. Quest’ultimo vince a Spa nel 1939 in quella che fu la prima occasione in cui il tracciato di gara utilizzò l’Eau Rouge (divenuto poi uno dei simboli della pista) abbandonando per sempre il tratto dell’Ancienne Douane. Negli anni ’40 del dopoguerra torna ad affermarsi la scuola francese, con Chabod su Delage vittorioso nel 1946 e Louis Rosier su Talbot nel 1949. Tra i due, va ricordata la grande vittoria di Wimille, forse il più grande pilota di quell’epoca, che con l’Alfetta trionfa nel 1947. Il Gran Premio del Belgio entra subito a far parte del neonato Campionato Mondiale, che nei primi anni vede la prevalenza di macchine italiane con le vittorie di Alfa, Ferrari e Maserati, e di piloti come Ascari (due vittorie nei suoi anni iridati, 1952-53) e Farina, mentre Fangio piazza una tripletta al volante di tre auto diverse (Alfa nel 1950, Maserati nel 1954 e Mercedes nel 1955). Col tramonto degli anni ’50 termina anche la superiorità degli italiani e comincia il predominio di macchine e piloti di scuola inglese. Tragica l’edizione 1960: mentre Jack Brabham su Cooper vince la gara, i due giovani piloti Alan Stacey e Chris Bristow muoiono in due incidenti distinti. Il dominatore di Spa negli anni ’60 è indiscutibilmente Jim Clark, che coglie con la sua Lotus ben quattro vittorie consecutive tra il 1962 e il 1965 benché, strano a dirsi, lo scozzese abbia sempre detto di detestare il circuito belga, proprio a causa di quella duplice tragedia di inizio decennio. Nel 1966 la gara viene immortalata dalla troupe del famoso film “Grand Prix”, che cattura con dovizia di particolari il tremendo incidente multiplo che al primo giro mette ko ben sette vetture su quindici, tra cui quella del giovane Jackie Stewart. Lo scozzese, rimasto ferito a una spalla, comincerà da qui la sua campagna a favore della sicurezza. L’anno successivo è da ricordare per un avvenimento che non accadeva dal 1921: per la prima volta da 46 anni un Gran Premio viene vinto da un’accoppiata USA, grazie a Dan Gurney, pilota e costruttore della sua vettura, la Eagle-Weslake. In prova, le nuove Formula 1 da 3000 cc arrivano a velocità mai viste a Spa: oltre 320 all’ora. Il 1968 è anno di grandi cambiamenti anche nel piccolo circus dei Gran Premi: la Ferrari porta a Spa una vettura munita di strane appendici, chiamate “iposostentatori”. Sono gli alettoni, che cambieranno per sempre la progettazione e il pilotaggio delle vetture. A vincere la gara è di nuovo un pilota-costruttore, Bruce McLaren, che porta per la prima volta al successo in un Gran Premio la sua McLaren Ford. Per via delle sempre crescenti proteste dei piloti in materia di sicurezza, la gara non viene disputata nel 1969, mentre nel 1970 si corre per l’ultima volta sul tracciato di 14 km: Pedro Rodriguez porta alla vittoria la sua BRM a 12 cilindri dopo uno storico duello con la March di Amon. Esclusa per il momento Spa dal giro iridato, il Gran Premio del Belgio trasloca per sole due edizioni sull’anonimo circuito di Nivelles (1972 e 1974) che vede entrambe le volte la vittoria di Emerson Fittipaldi (vincitore del titolo in quelle due stagioni), ma soprattutto a Zolder, dove si corrono dieci edizioni fino al 1984: l’unico a vincere due volte su questo circuito è Niki Lauda (1975-76) mentre Gunnar Nilsson vi ottiene il suo unico successo in F1 nel 1977 (lo sfortunato svedese morirà l’anno successivo per un tumore) e Didier Pironi la sua prima vittoria nel 1980. Ma Zolder è legato anche a ricordi drammatici: nel 1981 un meccanico dell’Osella, Giovanni Amadeo, muore cadendo tra le ruote della Williams di Reutemann nella corsia box durante le prove, mentre alla partenza del Gran Premio un altro meccanico, Dave Luckett, viene investito dall’Arrows di Stohr, rimediando diverse fratture. E come dimenticare l’ulteriore tragedia, l’anno seguente, che porta via per sempre Gilles Villeneuve: il canadese gira in pista verso la fine delle qualifiche, ma un maledetto malinteso con Jochen Mass innesca il gravissimo e spettacolare incidente che rimane indelebile nella memora di tutti gli appassionati. Nel 1983 Prost su Renault vince la prima edizione (e farà bis nel 1987) sul rinnovato circuito di Spa, che torna nel Mondiale con la configurazione che dura ancora oggi, salve alcune modifiche apportate negli anni. Dopo la vittoria di Alboreto su Ferrari nel 1984, che segna l’ultima apparizione di Zolder come sede del Gran Premio, la gara torna definitivamente a Spa. Si afferma in quegli anni la stella di Ayrton Senna, primo per ben cinque volte: dopo il trionfo del 1985 su Lotus Renault, tra il 1988 e il 1991 il brasiliano (con la McLaren Honda) piazza un poker tra le curve delle Ardenne, lanciandosi ogni volta verso il titolo o comunque gettando le basi per la volata finale. Nel 1992 Michael Schumacher, ad un anno dal suo debutto, coglie a Spa con la Benetton la sua prima vittoria in Formula 1: inizia così la lunga serie di vittorie del tedesco, capace nel decennio seguente di vincere per ben sei volte sul circuito belga, anche in condizioni meteo difficili, caratteristica permanente del piovoso tracciato. Nel 1994 Schumacher viene squalificato dopo aver tagliato ancora una volta il traguardo per primo, e la vittoria passa a Damon Hill (primo anche nel 1993), che nel 1998 farà tris a Spa regalando anche la prima vittoria a Eddie Jordan, nel giorno di una delle peggiori carambole alla partenza nella storia della Formula 1 e delle polemiche per l’incidente tra Schumacher (Ferrari), che guidava la corsa, e Coulthard (McLaren Mercedes): lo scozzese, doppiato, fatica a farsi da parte e all’uscita di una curva rallenta improvvisamente rendendo inevitabile il tamponamento del ferrarista. Ai box si sfiora la rissa. L’ultimo re di Spa è Kimi Raikkonen, vincitore per ben quattro volte (due su McLaren e due su Ferrari) nell’ultimo decennio. Il finlandese sfiora la vittoria anche nel 2008, quando esce di strada nelle battute finali durante una entusiasmante lotta sotto la pioggia con la McLaren Mercedes di Hamilton, che taglia per primo il traguardo ma viene retrocesso per un taglio all’ultima chicane: la vittoria passa così alla Ferrari di Massa in un mare di polemiche. Hamilton si rifarà trionfando sotto la pioggia nel 2010. Nelle ultime due edizioni la vittoria è andata ad altri due iridati in attività , Vettel e Button. Proprio Vettel punterà certamente alla vittoria per allungare in classifica e proiettarsi così verso il quarto titolo di fila. La Ferrari invece ha già promesso battaglia e forse questa per la casa di Maranello sarà la prova d’appello. Fallire anche a Spa, giunti a questo punto della stagione, sarebbe un colpo durissimo per le ormai flebili speranze del Cavallino di portare a casa il titolo. Potrà dire la sua in quel di Spa anche la Mercedes ovviamente che viene da una serie di ottimi risultati e magari la conformazione del tracciato belga potrà essere d’aiuto alla casa di Stoccarda. Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino Passione a 300 all'ora
  18. [col][/col][col]2013 Formula 1 Korean Grand Prix - Yeongam 892° Gran Premio Round 14/19 4-5-6 Ottobre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,615 km Giri da percorrere: 55 Distanza totale: 308,630 km Numero di curve: 18 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: supersoffice/media Apertura farfalla: 62% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:39.605 - S Vettel - Red Bull Renault - 2011 Distanza: 1h36:28.651 - S Vettel - Red Bull Renault - 2012 Vittorie pilota: 2 - S Vettel Vittorie team: 2 - Red Bull Pole pilota: 1 - L Hamilton, S Vettel, M Webber Pole team: 2 - Red Bull Km in testa pilota: 859 - S Vettel Km in testa team: 859 - Red Bull Migliori giri pilota: 1 - F Alonso, S Vettel, M Webber Migliori giri team: 2 - Red Bull Podi pilota: 2 - F Alonso, L Hamilton, S Vettel, M Webber Podi team: 4 - Red Bull[/col][col]Orari del Gran Premio di Corea Venerdì 4 Ottobre 10:00-11:30 (03:00-04:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1 14:00-15:30 (07:00-08:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1 Sabato 5 Ottobre 11:00-12:00 (04:00-05:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1 14:00-15:00 (07:00-08:00) Qualifiche - Sky Sport F1 Domenica 6 Ottobre 15:00 (08:00) Gara - Sky Sport F1 Tra parentesi gli orari per l'Italia. Differita delle Qualifiche su Rai Due alle ore 14:00 Differita della Gara su Rai Due alle ore 14:00[/col] Archiviato l’appuntamento in notturna a Singapore, il circus si sposta nella penisola coreana per il Gran Premio di Corea, quattordicesimo appuntamento del mondiale 2013, un mondiale che ormai ha davvero molto poco da raccontare. A Singapore il campione del mondo in carica Sebastian Vettel si è imposto, per l’ennesima volta, su Alonso e Raikkonen e ha consolidato così il proprio già consistente vantaggio in classifica. Ormai è solo questione di tempo e si potranno iniziare a fare i calcoli su quando arriverà il prossimo mondiale. La superiorità mostrata dal team austriaco a Singapore è stata impressionante. Totalmente annichiliti gli avversari, con Vettel che ha guidato dall’inizio alla fine un Gran Premio senza storia. Da notare solo le rimonte di Alonso e Raikkonen scattati settimo e tredicesimo. A gara finita Alan Permane, storico tecnico della Benetton prima, della Renault poi e della Lotus ora, si è detto molto scettico sulle possibilità degli avversari di recuperare il gap con la Red Bull anche nella stagione prossima, nonostante i notevoli cambiamenti regolamentari in programma. E magari sarà suonato l’allarme ai piani alti, preoccupati di un possibile nuovo mondiale dall’esito già scritto con conseguenze non proprio felici da un punto di vista televisivo, tant’è che a stretto giro è arrivata una quasi-risposta di Ecclestone. Mr E ha avvertito che i cambiamenti regolamentari per il 2014 saranno così radicali che il dominio della Red Bull potrebbe giungere al termine. In settimana a Dubrovnik, in Croazia, si è svolto il Consiglio Mondiale, che ha ratificato il nuovo patto della Concordia e stilato la bozza del calendario 2014. Il quale conta ben 22 gare con l’uscita dell’India (che potrebbe rientrare nel 2015) e le new entry New Jersey, Russia e Messico. Il calendario definitivo sarà come sempre approvato nella seduta del consiglio mondiale di Dicembre, che si terrà contestualmente al Galà di premiazione dei vincitori dei vari campionati FIA. Il Gran Premio di Corea si disputa sul Korean International Circuit, un tracciato che nell’idea degli organizzatori dovrà divenire semi-permanente con la costruzione di una vera e propria città attorno alla parte sud dell’impianto, sebbene i lavori di costruzione non siano ancora nemmeno cominciati. Il circuito si trova nella provincia della Sud Jeolla, poco a sud della cittadina portuale di Mokpo. Per la costruzione sono stati impiegati ben 264 milioni di dollari, tutti messi a disposizione da investitori privati. Il disegno dell’impianto è stato affidato, come sempre, all’architetto tedesco Tilke, già padre di tutte le altre piste di nuova generazione presenti in calendario. Il Gran Premio di Corea avrebbe dovuto debuttare a fine 2009, tuttavia problemi burocratici ed organizzativi hanno ritardato i lavori protraendoli fino al Settembre 2010, poche settimane prima del Gran Premio inaugurale. Il tracciato si caratterizza per la presenza di un lunghissimo rettilineo che si conclude con una curva a gomito verso destra e un successivo nuovo allungo, più breve, che dà inizio alla parte permanente del tracciato: una serie di curve e curvette medio-veloci. Il Gran Premio ha fatto il suo esordio nel 2010, con una vittoria inaspettata di Fernando Alonso su Ferrari. Vittoria che lo rilanciò in modo prepotente per la lotta al titolo di quell’anno, che poi comunque finì nelle mani di Vettel e alla Red Bull. L’edizione 2011 è da ricordare per le qualifiche: fu infatti l’unica pole position non Red Bull dell’anno: ad imporsi al sabato fu infatti Hamilton su McLaren. Dopo la vittoria del 2011 Vettel ha concesso il bis anche l’anno scorso con una gara dominata fin dalla partenza. Anche in Corea la Red Bull dovrebbe confermare il suo eccellente stato di forma, per cui il Gran Premio non dovrebbe riservare troppe sorprese. A questo punto del mondiale l’aspetto più interessante da seguire è chi prevarrà , per il secondo posto nel mondiale costruttori, tra Ferrari e Mercedes: a Singapore il team di Maranello ha allungato di quattro punti sulla casa di Stoccarda che ha già preannunciato battaglia per la gara di Yeongam! Domenico Della Valle Passione a 300 all'ora
  19. [col][/col][col]2013 Formula 1 SingTel Singapore Grand Prix - Singapore 891° Gran Premio Round 13/19 20-21-22 Settembre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 5,073 km Giri da percorrere: 61 Distanza totale: 309,316 km Numero di curve: 23 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: supersoffice/media Apertura farfalla: 44% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:45.599 - K Raikkonen - Ferrari - 2008 Distanza: 1h56:06.337 - L Hamilton - McLaren Mercedes - 2009 Vittorie pilota: 2 - F Alonso, S Vettel Vittorie team: 2 - Red Bull Pole pilota: 2 - L Hamilton Pole team: 2 - Ferrari, McLaren Km in testa pilota: 497 - S Vettel Km in testa team: 497 - Red Bull Migliori giri pilota: 2 - F Alonso Migliori giri team: 2 - Ferrari Podi pilota: 4 - F Alonso Podi team: 5 - Red Bull[/col][col]Orari del Gran Premio di Singapore Venerdì 20 Settembre 18:00-19:30 (12:00-13:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 21:30-23:00 (15:30-17:00) Prove Libere 2 - Sky sport F1/Rai Sport 1 Sabato 21 Settembre 18:00-19:00 (12:00-13:00) Prove Libere 3 - Sky sport F1/Rai Sport 1 21:00-22:00 (15:00-16:00) Qualifiche - Sky sport F1/Rai Due Domenica 22 Settembre 20:00 (14:00) Gara - Sky sport F1/Rai Uno Tra parentesi gli orari per l'Italia[/col] Salutata l’Europa col Gran Premio d’Italia, la Formula 1 si sposta in Asia per il Gran Premio di Singapore, sul circuito di Marina Bay, tredicesimo appuntamento del mondiale 2013. A Monza ha vinto, e posto la definitiva ipoteca sul mondiale, Sebastian Vettel. Il pilota della Red Bull, scattato dalla pole, ha svoltato primo alla prima variante e lì è rimasto fino al termine della gara. Dietro di lui sono giunti Fernando Alonso e Mark Webber. Tra il pilota di Heppenheim e il mondiale si frappongono davvero poche gare: Alonso non potrebbe strappargli il titolo neanche se vincesse tutti i Gran Premi da qui alla fine della stagione. Al tedesco, infatti basterebbe, concludere sempre in seconda posizione e comunque porterebbe a casa il quarto alloro iridato. La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalla vera e propria “bomba” di mercato scoppiata mercoledì. In realtà se ne parlava da giorni, ma l’ufficialità è arrivata solo in settimana: Kimi Raikkonen, attuale pilota Lotus e ultimo campione del mondo al volante della Ferrari tornerà a Maranello il prossimo anno affiancando Fernando Alonso. Il cavallino schiererà così la coppia di piloti più forte. Si spera per loro che il team possa mettere a disposizione una vettura competitiva. Massa lascia la Ferrari dopo otto stagioni e undici vittorie. Il Gran Premio di Singapore si disputa sul Marina Bay Street Circuit, un circuito cittadino che si snoda tra i punti più belli e caratteristici della città -stato del sud-est asiatico. Il circuito è un cittadino vecchio stampo: totale assenza di vie di fuga, muretti vicinissimi e piloti molto inclini all’errore per le varie “trappole” disseminate lungo il percorso. àˆ, a nostro giudizio, il migliore tra i Gran Premi di recente introduzione, la mancanza di tradizione motoristica del luogo è ampiamente compensata dalla difficoltà intrinseca di questa gara. Lewis Hamilton ha affermato che guidare a Singapore è due volte più difficile che a Monte Carlo. Come tutti i nuovi circuiti, le curve non hanno denominazione, solo nel 2009 a seguito di un concorso indetto tra la locale popolazione, tre curve sono state “battezzate”. La prima, conosciuta come Sheares Corner dal nome del secondo presidente di Singapore; la settima, Memorial Corner in onore delle vittime della Seconda Guerra Mondiale; la decima, la Singapore Sling dal nome del famoso cocktail tipico della città . A proposito della curva 10, è stato deciso di apportarvi delle modifiche: in parole povere non si tratta più della micidiale chicane con i cordoli a “tartaruga” (come disse Massa) che ha fatto vittime illustri nel corso degli anni. Sono stati infatti tolti i cordoli e la chicane è diventata una vera e propria curva. Si pensa che la modifica possa abbassare il tempo di percorrenza sul giro di circa un secondo, il che vuol dire risparmiare circa un minuto sulla distanza totale della gara. Tuttavia l’estrema tortuosità del circuito e la probabile entrata della Safety Car porta comunque la durata del Gran Premio a sfiorare il limite massimo delle due ore. Caratteristica principale del Gran Premio di Singapore è il suo svolgimento in notturna, in modo da permettere agli spettatori europei di godere del classico orario di trasmissione pomeridiano. L’impianto di illuminazione del circuito è stato realizzato dalla ditta italiana Valerio Maioli di Ravenna. Nella prossima stagione anche il Gran Premio del Bahrain si disputerà in notturna. L’annuncio ufficiale è arrivato pochi giorni fa. In cinque edizioni fino ad ora disputate si sono imposti tre piloti: due volte Alonso, nel 2008 su Renault (nella famosa gara del crash-gate) e nel 2010 (su Ferrari), due volte Vettel (2011 e 2012), e una volta Hamilton (2009). Proprio a Singapore lo scorso anno la Red Bull, che sembrava fuori dai giochi iridati dopo il doppio ko di Monza, seppe imprimere un netto cambio di rotta che portò Vettel ad imporsi in quattro gare consecutive andando così a vincere il terzo mondiale. A Singapore la Ferrari tenterà l’ultimo assalto a Vettel e alla Red Bull con un nuovo pacchetto di aggiornamenti. Qualora si rivelassero non sufficienti il cavallino inizierà a concentrare tutti gli sforzi in ottica 2014. Da tenere d’occhio anche le Mercedes che a Monte Carlo aveva fatto molto bene. Domenico Della Valle Passione a 300 all'ora
  20. Tra cinque minuti il via del GP di Singapore!
  21. Tra 15 minuti le qualifiche (dall'esito pressoché scontato) del GP di Singapore.
  22. Tra dieci minuti le prime prove libere del Gran Premio di Singapore!
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