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Emeryson cars


v6dino

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Negli anni '30, il meccanico londinese George Emery cominciò a costruire nel suo atelier – che conduceva con il suo socio Alan Brown – vetture da competizione, usando per le proprie "creature" il nome "Emeryson Cars". Fu però suo figlio Paul che assicurò lo sviluppo del marchio raccogliendo la sua eredità nell'immediato dopoguerra. Gli Emery assemblarono la loro prima Special nel 1947, una Grand Prix – ovvero una vettura di F.1 – con cui Eric Winterbottom vinse subito a Gransden Lodge.  La successiva storia della Emeryson e del suo originale e vulcanico proprietario è costellata da tentativi più o meno riusciti, di budget esigui e di soluzioni innovative e coraggiose: vista la scarsità dei mezzi a disposizione Paul partì con buon successo dalla F.3  per poi passare alla F.2 e alla F.1. Nel 1956 iscrisse la sua monoposto al GP di Gran Bretagna, senza però ottenere risultati. A fine anni '50 inaugurò la lunga serie delle sue "collaborazioni" contribuendo al progetto Connaught-Alta per la scuderia allora guidata da Alan Brown e poi al restyling della "Type C" tentato da Valerio Colotti. Provò anche a montare un motore Alta ad una Cooper T51 per creare la poco riuscita "Cooper-Connaught". Nel 1961 la scuderia nazionale belga – Equipe National Belge – gli commissionò la costruzione di alcune monoposto di F.1 per partecipare soprattutto ad eventi fuori campionato: quelle vetture spinte prima dal motore Maserati  e poi dal più moderno Climax FPF furono le prime Emeryson costruite in esemplare multiplo. I risultati furono però deludenti e, complice le difficoltà economiche della scuderia belga, all'inizio del 1962 tutto il materiale sportivo fu ceduto all'americano Hugh Powell. Emery abbandonò da allora la Formula Uno ma continuò a preparare e costruire vetture con il figlio Peter per ogni tipo di competizione, concentrandosi soprattutto sulle serie turismo e Junior.

 

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