Sai quale credo sia il problema? Da 25 anni a questa parte, quando l'utilizzo della safety car è stato esportato al di fuori degli Stati Uniti, la mentalità del pilota è diventata "Se c'è una reale situazione di pericolo chiamano la safety car, nel frattempo io continuo a spingere". In passato, viceversa, la bandiera gialla per il pilota aveva un significato molto più ampio: poteva indicare una macchina ferma in fondo alla via di fuga a 50 metri dalla pista come anche la presenza di un mezzo di soccorso sulla sede stradale.
Di più: negli ultimi anni con le bandiere gialle i piloti non rallentano perché "ne va della sicurezza mia e degli altri", ma perché "se non rallento abbastanza mi penalizzano". La normativa legata all'incidente di Bianchi è lampante: con le doppie bandiere gialle è necessario perdere mezzo secondo su ciascun microsettore che compone la pista. Solo un depensante può aver scritto una norma del genere, uno che verosimilmente non ha mai appoggiato il culo su una macchina da corsa; come se i piloti fossero in grado di sapere "ad occhio" se stessero rallentando a sufficienza o meno.
La situazione è stata parzialmente risolta con la VSC, che però a mio avviso permette ancora ai piloti di andare troppo velocemente: dando loro una certa libertà sul modo in cui possono perdere tempo all'interno di ciascun settore, si rischia che passino nella zona di effettivo pericolo a velocità relativamente sostenuta