Comunque Hamilton, dopo una metà abbondante di stagione sottotono e qualche errore di troppo, alla fine mi ha convinto. Anzi mi ha sorpreso: l'ho reputato sempre un manico della Madonna ma con un carattere sostanzialmente introverso e fragile, difensivamente auto-pompato da divismi messianici per rafforzarsi l'autostima scricchiolante. Lo vedevo sconfitto in partenza contro la strafottenza, la freddezza e l'ego coriaceo di verstappen, specie a 37 anni, con 7 titoli e il peso di avere tutto da perdere in reputazione, nel caso di sconfitta nella prima sfida dura dopo anni di dominio tecnico. Invece quando pareva spacciato ha trovato una determinazione e una concentrazione nell'evitare incidenti, nell'ammortizzare gli alti e bassi di prestazioni tecniche e giudizi degli arbitri, nel non perdere la testa in situazioni davvero critiche. Prendiamo solo l'ultima gara: pole quando l'altro sembrava averne di più, bidone della prima bandiera rossa, 2 restart, un paio di incidenti evitati con max, alettone sbreccato. Ok, la Mercedes a un certo punto ne aveva di più, ma un Vettel avrebbe ceduto di schianto parecchio prima. Comunque vada se l'è giocata fino alla fine mostrando una voglia e una tenuta mentale che probabilmente non moltissimi gli avrebbero riconosciuto. Chapeau.