In questi casi, purtroppo, c'è solo da aspettare. Spesso, per molto tempo. E sperare che vada tutto per il meglio, per quanto possibile.
Quando al silenzio, non stupiamoci: lo stesso Schumi è sempre stato molto attento alla privacy e mi pare comprensibiel che ora sua moglie e il suo clan abbiano chiuso il rubinetto della comunicazione. Ma il fatto che i media (e dunque, di riflesso, anche noi) non siano informati non significa che in quella stanza nulla accada. E' tutto possibile, ma trovo che abbia ragione Corinne a volere che i medici siano lasciati lavorare in pace.
Ripeto, aspettiamo e speriamo, un giorno vicino o lontano, di rivedere Schumi almeno in grado di fare una vita quanto più prossima a quella che conduceva sino al momento dell'incidente.