Quest'anno il primo quesito da risolvere non è inerente la bontà della vettura o quello del pilota, bensì la variabile pneumatico che, in troppe occasioni, si è dimostrata fondamentale. Ma il problema "gomme", ormai, è assurto allo status di "atavico". Nell'ultimo decennio questo elemento è stato quello che ha determinato più di tutti il salto di qualità . Lo ha fatto soprattutto quando non c'è stato il "monogomma", ovvero le stesse calzature per tutti, ma lo fa ancora oggi a causa di scelte cervellotiche dei gommisti. Una buona vettura con gomme che rendono poco andrà sempre più lenta di una vettura non eccelsa che monta pneumatici performanti. Oggi gli pneumatici sopportano le sollecitazioni longitudinali quasi o più delle sollecitazioni verticali. Cose fisicamente quasi impossibili.
In queste condizioni diventa difficile capire quale sia la vettura migliore; anche perché non sempre le gomme sembrano essere uguali per tutti e, comunque molto dipende da come il pacchetto pilota/meccanica riesce a sfruttarle.
In un contesto del genere diventa quasi impossibile determinare il valore di un pilota valutando la sola prestazione velocistica, ma, per farsi qualche idea, ci si deve basare su un periodo di tempo abbastanza lungo e che, possibilmente, comprenda le formule minori.
Quanto incide il pilota rispetto alla vettura? Io credo che se contasse poco non ci sarebbero team disposti a sborsare molti soldi al fine di accaparrarsi le prestazioni di un driver piuttosto che di un altro. In fondo la vettura, per quanto diversa da quelle del passato, va portata al limite, e se la guidabilità delle F1 odierne è più semplice (lo è davvero?) rispetto a quelle del passato, lo è anche per i piloti più scarsi. Quindi, per prevalere, bisogna limare decimi, come sempre è accaduto nel mondo del motorsport.
Se, però, il discorso è: "si può vincere un mondiale guidando un mezzo meno performante?" il discorso diventa un po' diverso. Per me Alonso è stato il miglior pilota di stagione (credo che lo sia anche in senso assoluto). Nella mia personalissima classifica al secondo posto arriva Hamilton e poi Vettel. Il tedesco, da qualche gara, guida il mezzo migliore, ma Alonso è sempre là . Lui ci mette sempre una pezza anche quando la concorrenza è evidentemente in una posizione di superiorità tecnica. Vettel, invece, fa il vuoto quando il mezzo è perfetto. Il problema è che se Alonso è meglio di Vettel, il tedesco è comunque un gran bel mastino, uno che con la sua vettura è difficilmente battibile, anche da un pilota più completo. Se ci fossero due Webber sulle lattine austriache si potrebbe più facilmente vincere un mondiale facendo affidamento più sul talento del pilota che sulla competitività del mezzo, ma se sul mezzo migliore corre anche un pilota superdotato diventa difficile.