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Elio11

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  1. FantaIndyCar Series 2018

    Non ho mai assistito a una concentrazione di eventi così nefasta abbattersi su due piloti.
  2. FantaF1 World Championship 2018

    Sarei quasi tentato di fare una 'Defenestrazione di Praga' in salsa olandese se non fosse per la penalità ...
  3. Prima di scrivere circa il meeting fuori campionato tenutosi il sette Maggio a Delmar, St Louis in Missouri, volevo riportare alcune notizie di mercato che mi sembrano rilevanti per una migliore comprensione del quadro generale. La prima riguarda quella che potremo chiamare 'Scuderia Hollander & Tangeman', che, se ricordate bene, mise a disposizione dello sconosciuto Louis Chevrolet una delle sue FIAT in tempo utile per le gare del 20 Maggio a Morris Park. Autocitazione da un precedente messaggio scritto per commentare una notizia del quotidiano 'The Sun' di New York del 28 Maggio, pag.11: b) la FIAT 90 cavalli guidata da L.Chevrolet viene detta essere di proprietà di 'Hollander & Tangeman' nelle fonti inerenti all'appuntamento di Morris Park del mese di Maggio; mentre si trova scritto che lo svizzero corse per Major C.J.S. Miller in quello del dieci Giugno. Il tassello mancante è qualcosa che accade a fine Maggio: Miller era proprietario della Renault 30 cc, già di appartenuta a W. Gould Brokaw e condotta da Joseph Tracy in varie gare (vedasi 'The Automobile' 25 Maggio 1905 colonna sinistra in basso). In seguito, questi decise di acquistare la FIAT degli importatori di New York, dando la possibilità a L. Chevrolet di guidarla in eventi ufficiali e riservandosi di disputare con la Renault gare a livello amatoriale. La compravendita sembra essere avvenuta Mercoledì 24 Maggio. Si danno notizie precise sulla consegna della merce. Sembra fosse in procinto di essere imbarcata con destinazione Worcester, dove si sarebbe tenuta una gara di salita. Tuttavia, per volere dell'acquirente, fu fatta trasferire a Chicago per le gare di fine Maggio. Ebbene, a proposito di Hollander & Tangerman, sempre da 'The Sun' ma in data 6 Maggio possiamo trarre queste informazioni dettagliate: 1) nessuno prima dell'avvento di Hollander & Tangeman si era organizzato con così tanto dispiego di risorse umane, tecniche e finanziarie nel mondo delle competizioni motoristiche: la scuderia viene definita 'la scuderia dalle più grandi proporzioni mai viste' ('greatest racing team ever known') attiva su tracciati di vario genere: sabbiosi (gare del genere di Ormond Beach, Florida), stradali aperti alla circolazione e circuiti chiusi (fra cui rientrano gli ovali, quelli destinati all'ippica e quelli appositamente costruiti per ospitare gare automobilistiche); 2) Si snocciolano i nomi dei piloti e viene scritto che quattro di essi erano, già, famosisissimi (penso ci si riferisca a Lancia, Sartori, Cedrino e Nagel, la fama di quest'ultimo acquisita nel mondo parallelo delle corse su bicicli): - Charlie Meyers, di cui si dice che approntò la Mercedes centoventi cavalli da otto cilindri, la famosa ' Flying Dutchman ' di proprietà di Bowden, guidata proprio da quest'ultimo a Ormond Beach; - Fred Nagel, ciclista affermato negli anni immediatamente precedenti a quello di cui si discute; - Cedrino e Lancia alla guida di vetture FIAT (Hollander & Tangeman erano i più grossi importatori di FIAT su suolo statunitense); - William Wallace, destinato a condurre la vettura di sua proprietà, probabilmente un'altra FIAT; - Paul Sartori avrebbe corso con la FIAT di proprietà di Alfred G. Vanderbilt. 3) La scuderia avrebbe avuto a disposizione ben dieci vetture: tra cui le centoventi cavalli partecipanti al Gordon Bennett Trophy (di cui non si specifica la marca e alcuni elementi mi portano a pensare che si trattasse di vetture iscritte per qualificarsi in vista della Gordon Bennett ma non ho le fonti in mano per acclarare tutto questo); due FIAT da novanta cavalli del 1903; e due vetture, sempre FIAT, da impiegare sui 'fast tracks', cioè gli ovali, delle quali una è definita 'senior', da cinquanta cavalli, e l'altra 'junior', da ventiquattro. Queste ultime due avrebbero avuto (si usa volutamente il tempo verbale futuro, in quanto erano state commissionate ma non ancora effettivamente costruite) il volante posizionato a sinistra. 4) Sotto, putroppo da me sbadatamente tagliata male, c'è una breve notizia sulle due Pope-Toledo ufficiali che la 'Pope Company' avrebbe avuto intenzione di schierare nel corso della stagione 1905. Si scrive che sarebbero state pronte entro l'inizio di Giugno. La parte tagliata si riferisce proprio alla volontà di far disputare a queste due vetture la stagione agonistica 1905, mentre già abbiamo visto un pilota di nome Van Sickles in pista a Morris Park proprio con una Pope-Toledo, probabilmente di vecchia fattura. 5) In mezzo una notizia su Peugeot che riguarda, in realtà, la produzione automobilistica su strada. Si parla di sistema di ignizione e novità in materia di trasmissione. Ancora, sempre da 'The Sun' del 6 Maggio 1905, pag.11, si riportano le parole di una breve intervista a Alfred Duerr sui benefici che le competizioni automobilistiche avrebbero potuto apportare, a livello tecnico, alle vetture circolanti su strada quotidianamente:
  4. Indycar 2018 - Round 02 Phoenix [Ovale]

    Ho visto la gara poco fa, per la prima volta mi sono dovuto accontentare del commento in spagnolo. Al di là dei complimenti a Newgarden, mi incuriosiscono davvero le prestazioni di Wickens. È vero che dalla sua ha, ormai, molta esperienza maturata facendo gavetta ma erano tanti anni che non guidava una monoposto, perlomeno, in pianta stabile. Per giunta, si trattava della prima volta su ovale! Spero rimanga a lungo nella serie, abbiamo bisogno di lui, Rossi, Newgarden e Jones. A proposito di quest'ultimo, i commentatori parlavano di un qualche problema imprecisato alla Ganassi come causa della toccata a muro, si è saputo nulla? Nota a metà fra il serio e il tono scherzoso: Leist voleva attentare alla vita del commissario di pista?
  5. Altri due articoli, molto interessanti che fanno il paio con quello pubblicato sopra. Uno è tratto da 'New York Tribune' ed è un resoconto, per molti versi coincidente, di tutti gli appuntamenti di Brighton Beach del sei Maggio. Un altro è preso dal quotidiano newyorkese 'The Sun' ma riguarda unicamente la prova di Wridgway ,aggiungendo ulteriori interessanti e curiosi dettagli. 'New-York Tribune' (New York [N.Y.]), 7 Maggio 1905, pag.7 Il titolo mette subito in chiaro che non è stato fatto segnare alcun record di velocità e che è avvenuto un incidente dalle conseguenze non eccessivamente negative per il pilota. In realtà, gli incidenti avvenuti in quei giorni sono stati due: uno in gara ed è quello cui ci si riferisce, e l'altro in prova a Sartori la sera precedente. In più, i 'record' cui si fa riferimento sono quelli su pista per vetture, diciamo, in assetto da corsa non 'endurance' come diremmo oggi. In particolar modo ci si attendeva che Joe Nelson con la 'Lightning Bug' detronizzasse il record sul miglio che, all'epoca dei fatti che si stanno raccontando, apparteneva ancora a Barney Oldfield. In prova, il Venerdì, aveva fatto segnare un 53 e 4-5 speranzoso in questi termini, secondo quanto riporta 'Motor Age', una notizia fatta 'girare' dalle agenzie di stampa, mentre qui sotto si scrive '54, 4-5 secondi'. Sembrano confermati differenti aspetti, tanto atmosferici che di altro genere caratterizzanti quella giornata: 1) Una fitta nebbia che si tramutava in alcune ore del dì in pioggia, aleggiava, in particolar modo, in alcuni punti del tracciato. Come vedremo, anche qui si è d'accordo con quanto pubblicato su 'Motor Age' alcuni giorni dopo: - presenza della nebbia fin dalla sera precedente quando è in corso la prova di Wridgeway. Da 'The Sun', articolo pubblicato alla fine del messaggio: 'Prima del calare dell'oscurità notturna, il Venerdì sera la recinzione interna del tracciato è stata approntata in modo tale da ospitarvi centoquarantaquattro lanterne emananti un chiarore incandescente ma la nebbia si è dimostrata talmente persistente che il bagliore è risultato a più riprese indistinguibile'. Al di là del numero delle lampade riportato dall'articolo del 'New York Tribune' del 6 Maggio, - centoquarantaquattro invece di trecento - anche qui si punta il dito contro l'agente atmosferico. Confrontiamo: 'A partire dalle undici di sera una persistente nebbia, proveniente dal mare, si è soffermata in loco. In circa mezz'ora le luci disposte nel punto estremo dell'ovale, per conseguenza, si sono parzialmente affievolite ....' - la nebbia persiste anche la mattina seguente ed è pressocché identica la descrizione resa dall'articolo riportato qui sotto con quella presente su 'Motor Age' in occasione dell'incidente di J.Nelson. 'Rendeva il rettilineo opposto al punto di partenza totalmente invisibile, tanto che ci si poteva rendere conto della posizione di una vettura in quella parte del tracciato unicamente dal rumore del motore e, addirittura, anche questo veniva puntualmente affiochito. Le circa settecento-ottocento persone presenti durante la prima fase di gare della giornata, poterono assistere alle competizioni avendo a disposizione la visuale libera di un solo mezzo miglio'. Quanto a Nelson, viene scritto che viene letteralmente risucchiato dalla nebbia dopo aver percorso un quarto di miglio in quindici secondi e che nessuno poté scorgerlo fintantoché riuscì a uscirne a circa tre quarti di giro. Da Motor Age: 'Da qui in poi ha incontrato un banco di nebbia che lo ha accompagnato suo malgrado per tutto il rettifilo opposto. Il torpedo terrestre si poteva a malapena distinguere mentre filava via di corsa lungo la pista lasciando dietro a sé una lunga scia di vapore'. Dall'articolo del 'New York Tribune' : 'Alcuni secondi prima che il pubblico si aspettasse la sua riapparizione, all'incirca nei pressi della curva da cui si usciva dal rettilineo opposto, riemerse improvvisamente'. Si scrive in alcuni casi 'quarter pole', in altri 'quarter post' e, al di là della metonimia, credo che per davvero fossero installati pali o qualcosa di simile a indicare le distanze e le 'zone'. 2) Un'affluenza del pubblico molto bassa, minore rispetto alle aspettative e, in generale vengono resi commenti negativi sull'andamento delle gare: - 'Non vi erano che pochi presenti al momento in cui Wridgway terminava la sua prova stabilendo il primato, e da quel momento fino a quando si ebbero a correre alcune gare in appuntamento, iniziarono a giungere altri spettatori ma pochi e lentamente ...'; - 'Se le corse su tracciato devono continuare a fare presa sul pubblico di New York spetta a Morris Park, Empire City e Brighton Beach fare decisamente meglio rispetto a quanto mostrato in occasione di questo inizio Maggio'. Si tratta della frase chiosa dell'articolo di 'Motor Age'. Morris Park si sarebbe dovuto disputare il venti Maggio come sappiamo; Empire City era uno degli appuntamenti clou della stagione agonistica, una serie di gare centellinate in più giorni a fine Maggio, anche durante il 'Decoration Day,' il quale sarebbe l'antesignano del 'Memorial Day'; quando ci si riferisce a Brighton Beach nuovamente si intendono alcune altre gare che erano in programma, credo a Giugno; - 'Gli altri eventi - 'altri' rispetto sia alla gara a handicap di cui, all'interno dell'articolo, si parla nel paragrafo precedente, che al tentativo di Nelson ndr - sono state caratterizzate da partenze molto lente e da un parco partenti di gran lunga numericamente ridotto rispetto alle previsioni e a quanto annunciato dal programma fatto pubblicare per l'occasione. Ciò si è rivelato profondamente veritiero in relazione all'ultima gara in programma, dacché delle ben quattordici vetture promesse dal manifesto ufficiale, se ne sono presentate soltanto sei'. Tra queste 'assenti' spicca quella di proprietà dei Vanderbilt, guidata dall'infortunato Sartori, che conta su una valida giustificazione al suo forfait, mentre delle altre non si dice nulla e anche l'articolo si chiede quale sia il perché del dileguarsi delle altre. - 'Il giovane Joe, con il portare in scena la 'Lightning Bug', ha svegliato gli spettatori dal letargo in cui erano immersi. Vi erano caduti in virtù delle lunghe attese e di un modo di correre blando con pochi colpi di scena'; 'Con l'uscita di scena della Lightning Bug il meeting è rimasto privo di stelle'; 'La giornata di gare si è rivelata un'esibizione che ha visto un miscuglio di vetture in assetto da turismo affrontarsi, con il veterano Vaughn (scritto qui 'Vaughan') su Decauville l'unico corridore degno di particolare menzione ... Ha vinto la competizione aperta a tutti e quella per vetture da peso medio ed è risultato il più veloce sul miglio con il tempo di un minuto'; 3) A proposito della disaffezione vorrei approfondire il discorso iniziato da 'Motor Age' a proposito della 'gara a handicap'. Nell'articolo da loro pubblicato troviamo scritto 'Gli handicap, come al solito, si sono dimostrati insoddisfacenti e stranamente utilizzati in gara in modo non consono'. 'Insoddisfacenti' ('unsatisfactory') si riferisce al procedimento che avrà portato alla determinazione e quantificazione degli stessi, e, probabilmente, non si sono tenuti nel giusto conto alcuni criteri e situazioni del caso di specie. L'espressione 'corsi/utilizzati in modo inusuale e inappropriato' ('unusually badly run off') appariva di contenuto molto vago e non sapevo spiegare il perché. Alcune delucidazioni emergono dall'articolo del New York Tribune: 'Le vetture che hanno preso la partenza nella quarta gara - cioè la 'Gara a handicap da cinque miglia ' ndr - hanno girato attorno all'ovale per quattro volte di seguito - l'ovale di Brighton, che poi sarebbe una pista per cavalli, misura un miglio - fino a quando i giudici si sono ritrovati a scoprire di avere concesso, nel concreto, gli abbuoni erroneamente. Per questo motivo hanno preso la decisione di ricominciare daccapo la competizione'. 4) La descrizione dell'incidente di Nelson coincide in gran parte con quanto scritto su 'Motor Age': all'ingresso del rettifilo principale dove si trova l'arrivo, si riscontrano problemi con la scatola dello sterzo, il che costringe il pilota a stringere troppo verso l'interno fino a toccare le barriere laterali. Si scrive 'further curve', riferendosi a quella che 'nasceva' dal rettilineo opposto, coperto dalla nebbia, e 'moriva' sul rettifilo finale. La si qualifica 'further' in quanto, probabilmente, similmente a Morris Park i luoghi di partenza erano fissati in punti non equidistanti da entrambe le curve. Tra l'altro, tutte le partenze a Brighton Beach avvengono 'da fermo'. L'impatto avviene a due miglia all'ora nel punto dove la strada si raddrizza. Nello stesso luogo era avvenuto l'incidente di Sartori. A questo punto, Nelson si protrae in avanti per potersi abbassare e nascondere la testa così da evitare infortuni di una certa rilevanza al momento del contatto con oggetti taglienti ai bordi della strada in particolar modo questo: 'upper rail of the double horizontally barred fence'. La vettura fuori controllo, sradica due paletti che sostengono le reti metalliche prima di terminare le sue piroette trenta iarde più avanti con il muso ben piantato dentro la terra battuta. Il conduttore della vettura esce incolume e si dirige verso le tribune dove lo attendono una dozzina di medici intenti ad accorrere verso il luogo dell'incidente per accertare le condizioni dello sventurato. 'Motor Age' scrive che l'incidente avviene nei pressi dell'ultima curva poco prima di raggiungere il rettilineo terminale. Con una differente locuzione ' made a dive for the inner fence' al posto di 'held into the angle of the further curve' si allude all'atto del contatto 'all'interno'. Anche qui esiste il riferimento ai due paletti rimossi forzatamente per caso di forza maggiore e al corpo della vettura inviluppata nelle reti metalliche previamente asportate. Coincide anche quanto viene detto a proposito dei medici: si dice che la folla (quindi, presumibilmente anche i medici), subito dopo l'incidente, inizia a mobilitarsi per dirigersi verso la pista, incuriosita e preoccupata per le condizioni del pilota, e che, prima di potervi giungere, assiste all'uscita del pilota dall'abitacolo con le proprie gambe apparentemente incolume. Quindi, viene portato di fronte alle tribune così che gli spettatori possano sincerarsi delle sue condizioni. 5) Prova contro il tempo da un miglio, definita 'exhibition mile': avrebbe dovuto parteciparvi Nelson con la vettura incidentata ad inizio giornata. Prende il suo posto il già citato Walter Christie tentando due volte di ridurre il record fatto segnare a Ormond Beach da Frank Croker, fallendo. 6) L'ultima parte dell'articolo è dedicata a Wridgway: - termina la prova in venticinque ore, cinquanta minuti e un secondo, riducendo il precedente prima di quattro ore, ventotto minuti e trentasei secondi; - l'ultimo miglio viene percorso in 1' 28'' 1-5 decimi. 'The sun' (New York [N.Y.]), 7 Maggio 1905, pag.11: Questo articolo contiene molte curiosità, vediamole nel dettaglio: - Wridgway termina la prova poco prima di mezzogiorno, precisamente alle ore 11h:28':01''; - anche qui si confermano le modalità per il computo del tempo: un cronometro marino e altri sei ('stop watches') azionati manualmente; - veniamo a sapere con incredibile precisione ciò che ha mangiato e bevuto Wridgway durante la prova: pollo, panini al prosciutto e caffè come vitto, e due bicchieri di whiskey come stimolante; - i rifornimenti di gasolene sono stati fatti mentre il pilota era intento a mangiare. A proposito, viene scritto 'when he stopped for food', però, qualche riga più sopra ci imbattiamo in queste parole: 'Wridgway drove his car, without having the engine stop at any time'; - per via della nebbia, calata la sera e poi la notte, Wridgway si toglie la protezione per gli occhi per potere avere una migliore visuale e discernere la pallida luce dei lampioni posizionati a bordo pista. Però, la nebbia, il vento e la sabbia hanno la meglio sul suo coraggio. A questo punto si fa largo ciò che viene definita 'una felice pensata' dall'articolista: uno dei giudici ha l'accorta idea di farsi prestare un velo da una donna e lo porta al cospetto del pilota consigliandolo di coprirsi il viso con esso. Wridgway, all'inizio stupito ed esterrefatto (reagisce, infatti, con una risata), accetta il consiglio e lo mette in pratica. Deciderà di rimuoverlo soltanto alla fine, a corsa completata; - le ultime centosettanta miglia sono percorse senza soste per il cibo e rifornimenti a velocità sostenute; - a ottanta miglia dal termine avviene un contrattempo che cagiona la perdita di alcuni minuti preziosi: la vettura perde un pezzo dal tubo di scappamento e il pilota viene avvisato mediante i megafoni approntati in pista per dare le comunicazioni. Gli viene intimato di fermarsi e di procedere alle riparazioni opportune; - veniamo a conoscenza del nome di uno dei due meccanici che hanno assistito Wridgway, precisamente colui che gli è stato a fianco per il maggior numero di miglia: Roy Wasson. Si scrive che 'c'è sempre stato qualcuno seduto accanto a Wridgway per tutto il corso della prova'. C'è un riferimento a un'interferenza da parte delle forze dell'ordine ma non ho capito bene a cosa ci si riferisca. Dovrebbe trattarsi di leggi della contea oppure statali o federali in materia di circolazione automobilistica. Al tempo erano molto rigidi in materia e non di rado comminavano sanzioni pesanti tanto penali che amministrative pecuniarie; - al termine un resoconto degli tempi: nella colonna a sinistra le miglia e in quella di destra i tempi provvisori relativi nell'ordine di ore, minuti e secondi.
  6. La Targa Florio

    Al di là di chi sia e che riguardi lo sport motoristico è una bella fotografia.
  7. 'New-York tribune' (New York [N.Y.]), 6 Maggio 1905, pag. 10: Un resoconto abbastanza dettagliato di come Wridgway sta procedendo nel suo tentativo. Si scende abbastanza nei particolari: - percorre le prime cento miglia in due ore, nove minuti e quarantaquattro secondi, cioè quasi quaranta minuti di vantaggio sul precedente record; dopo duecento miglia il vantaggio sale a un'ora e diciannove minuti circa; alle dieci di sera del sei Maggio era già stata coperta la metà del percorso e il vantaggio sul record precedente era di poco meno di tre ore; - vengono riportati i nominativi di giudici di gara e cronometristi, fra cui uomini della 'Packard' la casa costruttrice che avrebbe ricevuto un beneficio dal fallimento del tentativo; - per assicurare la massima precisione ci si dota della migliore tecnologia tra cui un cronometro marino; - le lanterne rosse disposte lungo il percorso ammontano a trecento; - a bordo della vettura ci sono almeno due meccanici che si danno il cambio a intervalli precisi nell'espletare le loro funzioni e, in più, svolgono mansioni di guida della vettura nei moment in cui Wridgway è impegnato a rifocillarsi; - le vivande vengono passate attraverso un lungo bastone da una vettura che si affianca; - completate le duecento miglia, Wridgway lascia temporaneamente la vettura per cimentarsi in una esibizione dalla distanza di un miglio, completando la prova in un minuto e quindici secondi. Joe Nelson lo compie in cinquantaquattro secondi e 4-5 decimi; - al termine delle prime trecento miglia (percorse in sette ore, quattro minuti e quaranta secondi, cioè due ore, trentadue minuti e tre secondi di vantaggio sul record del millenovecentoquattro) arriva il momento delle ricognizioni, sette minuti di sosta per montare un nuovo pneumatico e fare il pieno. È durante la sosta di Wridgway che avviene l'incidente con protagonista Sartori. Charles riesce a riprendere il via senza ulteriori dilazioni, in quanto la strada viene pulita in tempo. Siamo all'incirca verso le cinque di pomeriggio; - nel periodo compreso fra il tardo pomeriggio e la mezzanotte la vettura ha un'andatura costante: le quattrocento miglia sono state coperte in nove ore, venticinque minuti e diciannove secondi, cioè tre ore e quattro minuti di vantaggio sul precedente primato. Percorse le quattrocentocinquanta miglia si ha una battuta d'arresto e, di conseguenza, il vantaggio scende a due ore, quarantotto minuti e ventotto secondi. Arrivati a cinquecento miglia, 'perde' ulteriori sette minuti. Ciò si spiega in quanto si ha la staffetta fra i macchinisti e la sostituzione della posteriore destra. Durante le ore notturne viene tenuta una linea conservativa e l'andatura è di circa quaranta miglia orarie. Wridgway si dice fiducioso ma, causa sia la stanchezza che i pericoli delle ore notturne, intende, più che incrementare, conservare il vantaggio acquisito. Alle undici di sera cala una fastidiosa nebbiolina che offusca parzialmente la luce delle lanterne rosse lungo il tracciato. La luce fioca è compensata dall'intensità di quella dei fanali delle vettura. A mezzanotte, completate seicentocinquanta miglia, il vantaggio ammonta a due ore, trentasette minuti e cinquantuno secondi, cinquanta miglia dopo cala di dieci minuti. All'una di notte inizia a scendere una pioggerellina primaverile. Le fotografie più rilevanti: in alto una bella vista laterale della Peerless ventiquattro cavalli di Wridgway e in basso a destra un frontale della 'Lightning Bug' di Joe Nelson.
  8. Adesso inizio a capire il tuo pessimismo ...
  9. 02. Gran Premio del Bahrain 2018 | Sakhir

    È già stato evidenziato che Alfa Romeo torna a punti dal lontano 1984? Magari Sky ...
  10. 'Evening times-Republican.' (Marshalltown, Iowa), 6 maggio 1905 Pag. 1: L'eco dell'impresa di Wridgway giunge fino in Iowa e questo quotidiano ne rende conto. Dall'articolo riusciamo a sapere che le condizioni atmosferiche erano favorevoli e che l'orario di partenza coincide con quanto riportato da altre fonti, però si tratta del cinque Maggio e non del sette, come avevo scritto in precedenza. Quindi, la prova terminò la mattina del sei Maggio, un Sabato. Infatti, sotto, riporto un articolo di un altro quotidiano, pubblicato in data 3 Maggio, un Mercoledì. Al tempo in cui l'articolo fu scritto Wridgeway non aveva ancora completato la prova. Veniamo a sapere che il precedente primato apparteneva a Charles Schmidt che lo aveva stabilito con una Packard a Grosse Point, Detroit nell'Agosto 1904 con un tempo prossimo alle trenta ore. Il nome della vettura di quest'ultimo viene scritto in un articolo del 'New York Tribune' del 6 Maggio. 'New-York Tribune' (New York [N.Y.]), 3 Maggio 1905, pag. 5: Wridgway aveva fatto allestire una serie innumerevole di lanterne che emanavano una luce rossastra, atta a illuminare il percorso da compiere nelle ore notturne, e non contento di ciò, il suo meccanico a bordo disponeva di un potente riflettore. Altre cautele vennero approntate dispiegando personale di pubblica sicurezza, sei uomini, che avrebbero supervisionato per tutto il corso della prova, pronti a impedire sul nascere interferenze non gradite. Una intera squadra di meccanici era stata allertata per intervenire in caso di necessità. Erano presenti anche giudici e cronometristi, cinque dei quali assoldati a tempo pieno e rappresentanti di diversi club automobilistici. Il resto lo pubblico fra un attimo.
  11. Brighton Beach 6 Maggio (Gare non valevoli per il campionato) Qui un articolo tratto dalla sempre puntuale rivista 'Motor Age' Vol. VII, N.19 pagg.1-2, pubblicato in data 11 Maggio 1905. A quanto pare non vi fu una grande affluenza di pubblico, le gare non furono un granché - "ill-run and unsatisfactory races" - il tempo era nuvoloso e Vaughn era, tra quelli in lizza, il pilota con la migliore nomea. È interessante notare che a inizio articolo ci si riferisce alle gare di Brighton in questi termini: "the opening meet of the metropolitan track racing season". La prima colonna è dedicata alla cronaca di un incidente che vide coinvolto Joe Nelson, fratello minore del più noto Johnny Nelson, al suo debutto con una vettura soprannominata 'Lightning Bug'. Si tratta della vettura a vapore costruita da Louis S. Ross, con cui lo stesso vinse la neonata 'Dewar Cup' a Ormond Beach nel Gennaio appena trascorso. Tale vettura, viene detto, al tempo delle gare di Brighton, era passata in proprietà di Charley Heineman. L'incidente, avvenuto nella cosiddetta 'Calamity Curve' (così viene scherzosamente ribattezzata dall'articolista), curva sita nella sezione orientale del tracciato, da cui ci si immetteva nel rettilineo principale, non sembrò essere eccessivamente cruento e il povero Joe se la cavò con un grosso spavento dopo essersi rannichiato all'interno della vettura al tempo dell'impatto. Dopo avere perso il controllo della vettura affrontando la curva, si schiantò sulle protezioni laterali, riprendendo la strada piroettando nel mezzo del rettilineo. Per conseguenze, si riscontrarono numerose ammaccatture e tanta apprensione. Si accenna ad altri incidenti avvenuti nel passato nello stesso punto ma con protagonisti diversi: a un certo Albert Champion, alla guida di una Gray Wolf, il contatto con le barriere laterali costò settimane di riposo forzato in ospedale; Charles Wridgway - qui chiamato 'Charley', forse il soprannome o un errore di battitura - nel millenovecentoquattro se la cavò per un pelo; il giorno precedente la FIAT di Alfred Vanderbilt cugino del più celebre William, guidata da Sartori, si ribaltò in modo spettacolare e l'italiano ne uscì con le fattezze temporaneamente sfigurate. Nella terza colonna della prima pagina, in alto, c'è una breve ma dettagliata descrizione di come doveva apparire, integra, la famigerata 'Lightning Bug' al suo debutto in quelle che chiamandosi 'gare metropolitane', iniziavano già a distinguersi da quelle di durata. La parte bassa della medesima colonna e la prima colonna della seconda pagina sono dedicate alla cronaca dell'incidente avvenuto durante il tentativo di stabilire il record del mondo sulla distanza di due miglia: sembrò che Joe Nelson stesse procedendo abbastanza bene, dal momento che percorse il primo quarto di miglio in quindici secondi, mantenendo la media e arrivando a fare fermare l'orologio sul tempo di cinquantotto secondi a metà tentativo, quindi un miglio. Tuttavia, le notizie non sono precise. Gara per stock cars a gasolene: quattro batterie a seconda della classe, tutte sulla distanza da un miglio e una finale. I quattro vincitori delle batterie avrebbero disputato la 'finale', una gara a handicap da cinque miglia. Nella prima classe, vettura da non più di nove cavalli si qualificò la Cadillac di Oliver Light, per una mancanza, non precisata, di avversari. Nella seconda, destinata a vetture da dieci-dodici cavalli, vinse Camacho su AASC Franklin. In questa batteria corse anche Mitchell su Decauville, un altro tra i piloti 'incontrati' a Morris Park nelle nostre cronache. Nella terza manche per vetture da tredici a venti cavalli, si impose A.S. Robertson su Queen del magnate newyorkese A.Duerr, anche lui rimasto senza concorrenti. Nella quarta, per vetture fino a quaranta cavalli, O.E. Bush sulla britannica Daimler da venti cavalli ebbe la meglio sulle più quotate Thomas 40, guidata da Montague Roberts, e Royal con alla guida Mcllvoid. Mitchell trionfò alla fine della fiera. Gara da cinque miglia, iscrizioni aperta a tutti: Guy Vaughn vinse su Decauville ufficiale da quaranta cavalli con il tempo complessivo di cinque minuti e diciassette secondi. Da menzionare la partecipazione della Franklin di proprietà del colonello E.H.R. Green con alla guida W. Winchester. Nell'articolo si bolla quest'ultima come partecipazione fallimentare: "It was a disappointment. Perhaps it was too new to have been tuned up sufficiently'. Gara da cinque miglia per vetture dal peso non superiore a 1432 'pounds': anche qui Guy Vaughn e Winchester furono i protagonisti principali. Si segnalano anche gli intertempi fatti segnare dal primo. Gara con handicap da cinque miglia: McIlvoid su Royal trentotto cavalli, di proprietà Duerr, vinse battendo la Daimler e una Cadillac ufficiale da sei cavalli guidata da Winslow. Prove 'contro il tempo', rispettivamente da cinque e un miglio: i tentativi ebbero entrambe come protagonista un altro nome a noi già noto, cioè Walter Christie sulla sessanta cavalli di propria costruzione. Sulla distanza da cinque miglia, fece segnare il tempo di cinque minuti, undici secondi e 1-5 decimi. Nell'altra, non riuscì ad andare sotto il minuto ma ci fu vicino con il tempo di un minuto e due secondi. Prova contro il tempo da due miglia: Charles Wridgway la disputò su Peerless ventiquattro cavalli. Il tempo fu di due minuti e trentuno secondi. Proseguirò con le scansioni dei quotidiani.
  12. Storia dei campionati automobilistici

    Adesso che ho rimesso a posto il pc recuperando tutto quanto, posso ricominciare con le discussioni che avevo lasciato in sospeso a Dicembre: 1905, Catlin e tutto il resto.
  13. Indycar 2018 - Round 02 Phoenix [Ovale]

    Questo circuito ricorda vagamente il Bahrein di Vettel 'leopnd'©
  14. FantaIndyCar Series 2018

    $1.000.000 Sébastien Bourdais, Ryan Hunter-Reay
  15. Verizon Indycar Series 2018

    "... start your Go Daddy ('s engine)!"
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