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Elio11

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  1. Elio11

    Osella FA1C

    A me interesserebbe, comunque. Se ritieni di avere il tempo necessario e la possibilità, sarebbe gradevole leggere nel dettaglio la storia.
  2. L'art. 12 è molto interessante. - la data del 1 Gennaio 1903 è in riferimento al momento dell'istituzione dell'AAA, avvenuta nel 1902. Di solito, in questi casi è consono trovare la decorrenza di determinati effetti a partire dal primo giorno dell'anno successivo rispetto a quello dell'atto costitutivo; - salta all'occhio la distinzione, a questo punto ufficiale, fra 'meeting' e 'event': spesso l'uso di 'event' e 'meeting' è promiscuo, in quanto l'ultimo lo si ritrova per indicare luogo e data in cui una o più competizioni motoristiche sono destinate ad avere luogo. Qui si allude, invece, a una differenziazione ma non ho capito se qualitativa (es. il grado di importanza della gara/insieme di gare) o quantitativa-numerica (es. numero di iscrizioni pervenute). Potrebbe alludere alla distinzione fra gare ufficiali in calendario (unicamente a queste sarebbe riservato la qualifica di 'event') e gare extra-campionato. A questo proposito e contrariamente a questo assunto, la letteratura giornalistica non sembra preoccuparsi troppo di distinguere; - la norma tratta dal secondo comma/paragrafo è illuminante. Il partecipare, da parte dell'iscritto (vettura e 'operatore', come viene chiamato il pilota in questo testo), a gare non sanzionate dall'AAA comporta una squalifica 'di diritto', cioè, automatica, senza che ci sia bisogno di instaurare un giudizio da parte dell'organo giudicante dell'ente. L'efficacia di tale squalifica, si legge, era destinata a protrarsi nel tempo fino al momento dell'eventuale e sopravvenuto provvedimento formale di segno contrario emanato dallo stesso organo. L'esistenza di questa regola, credo, possa chiudere la 'questione di Hemery', il francese indicato da Catlin come campione AAA 1905 (la 'Vanderbilt Cup' non venne disputata sotto l'egida dell'AAA, come sappiamo).
  3. Sì, intendo il messaggio che pubblicai in data 1/11/2017, sarebbe da inserire, precisamente, prima della scritta in grassetto 'Morris Park Race 1'. Avrei voluto aggiungere anche il calendario delle prove ma bisognerebbe fare ricerche aggiuntive e capire con precisione quando e perché alcuni eventi furono depennati. Finora ho trovato soltanto bozze, tra l'altro, discordanti fra loro. A proposito di modifiche, proprio grazie a 'leopnd' qualche giorno fa ho potuto modificare il contenuto del messaggio del 18 Novembre 2017 con riferimento a: 1) Time Trials - Flying Mile (Non propriamente gara ma prove sulla distanza di 1 Miglio) Ho migliorato la mappa aggiungendo nuovi riferimenti e una descrizione più particolareggiata della prova tenutasi.
  4. Una piccola, grande parentesi. Il regolamento A.A.A. pubblicato su 'Motor Age' Vol.VII, N.18 del 4 Maggio 1905, pagg. 8-9. Se si potesse aggiungere al primo messaggio della discussione sarebbe ottimo:
  5. V) John Glenn Printz e Ken McMaken (e Gordon Kirby); Bob Russo J.G. Printz e Ken McMaken, scomparsi da poco e a poca distanza di mesi l’uno dall’altro, sono gli autori dell’annuario ‘CART Media Guide’ del 1985, edito da Gordon Kirby. È considerato il loro lavoro più importante ai fini della diatriba in esame e gran parte del merito del successo a posteriori riscosso, andrebbe attribuito a Gordon Kirby per avere permesso la pubblicazione di un lavoro considerato quanto mai scomodo a quei tempi. Gordon Kirby è un noto giornalista canadese, editore della rivista ‘Autocourse’ a partire dagli inizi degli anni Settanta. Ha collaborato alla stesura delle autobiografie di alcuni piloti USAC e CART (Mario Andretti, Rick Mears, Emerson Fittipaldi, Bobby Rahal, Tony Bettenhausen, la dinastia Unser), e ora svolge mansioni di direzione del mensile ‘MotorSport Magazine’. Le prime critiche mosse da entrambi a Catlin risalirebbero, da quello che ho potuto ricercare e leggere, al 1981: ‘Mr. McMaken e io nel 1981 siamo stati i primi ad avanzare dubbi su ciò che ritenevamo storicamente inesatto, affermando che fossero notizie senza fondamento di verità, riferendoci ai campionati dei periodi incriminati. Fino a quel momento, nessuno aveva sospettato nulla quanto all’esistenza di eventuali falle e pecche. Era unanimemente riconosciuto, a partire dal 1946, che un titolo nazionale ‘AAA’, basato su un sistema a punti, avesse preso vita a partire dal 1909 e che tale situazione fosse perdurata da quel momento in avanti’ (da: ‘Nostalgia forum’, Autosport – discussione ‘Russ Catlin’ - 9 Aprile 2012). In realtà, l’autore utilizza l’espressione ‘anachronistic entities’ ma non sembra peregrino avallare l’interpretazione per cui abbia voluto riferirsi ai campionati, dato il contesto in cui viene inserito il messaggio. Continua con queste parole: ‘Le prime nostre critiche a questo mito ‘Means/Haresnape/Catlin’ apparvero nell’annuario della CART del 1981 (‘1981 PPG Indy Car World Series Annual’) a pagina 127,129 e 136. Bob Russo non riuscii mai ad accettare l’idea che le classifiche e i campioni nazionali AAA del 1909-1915 e 1917-1919 fossero realtà artificiali (retrospective and post-facto creations è l’esatta espressione utilizzata ndr) create successivamente negli anni Venti da Arthur H.Means. Fummo accusati, verso la fine del 1985 da John Evenson della CART (ora sta riferendosi al polverone alzatosi in maniera decisiva ed esplicita a seguito della pubblicazione della ‘CART Media Guide’ del 1985, quattro anni più tardi ndr), di avere inventato tutto e di aver agito senza che la CART ne fosse potuta venire a conoscenza. Evenson mi urlò contro: - ‘Avete messo in ridicolo l’operato degli organismi istituzionali della CART di fronte agli occhi di tutti e non permettiamo a nessuno di fare ciò!’. Evenson era stato ingaggiato come ‘buttafuori’ della CART verso la metà del 1985. Dichiarò poi che la CART aveva ricevuto più di settantacinque lettere di lamentele per le nostre affermazioni illogiche senza capo né coda. John disse anche di essersi consultato personalmente con altri due, Donald Davidson e Chris Economaki, e conclusero che non avevamo possibilità di riuscire a provare alcunché. Bob Russo, curiosamente, non fu mai menzionato. Capii subito che John stesse mentendo. Il ‘sistema’, evidentemente più grande di noi, doveva continuare la sua esistenza come se niente fosse. Comunque, capimmo di essere stati tagliati fuori dai progetti lavorativi futuri’. Delle carte usate da Printz non se ne conosce la fine, di quelle di McMaken si sa che sono state vendute all’asta. Infatti, inizialmente lavorarono a parte e soltanto in un secondo momento furono messi in contatto per razionalizzare e omogeneizzare i dati e gli appunti accumulati fino a quel momento. Quel che è certo è che Printz ebbe modo di consultare fonti essenziali, quali gli articoli dei quotidiani degli anni in questione, portando a sostegno delle sue asserzioni prove documentali che Catlin non era stato in grado di fornire se non in minima parte. McMaken concentrò il suo contributo nel redigere tabelle dei risultati di gare ufficialmente facenti parte di un campionato AAA, lavoro che negli anni Settanta doveva apparire quasi un’impresa. Quale fosse stata la reazione di Catlin al leggere ciò che veniva prefigurato da Printz e McMaken non è dato saperlo. Printz, in un messaggio rilasciato sul forum di Autosport, scrisse di non avere mai incontrato di persona Catlin né di avere mai avuto con lui corrispondenza o conversazioni telefoniche o altra tipologia di contatti. Però, lo stesso Printz ci fa sapere che Catlin prese sicuramente conoscenza dei contenuti delle ricerche del primo. Si è detto che Printz non ebbe mai contatti personali con Catlin. Però, andrebbe aggiunto per precisione che tale assunto non significa necessariamente che a costui difettò occasione di conferire direttamente con Catlin. In un messaggio scritto in data 21 Ottobre 2008, sempre nella discussione intitolata ‘Russ Catlin’su Nostalgia Forum, afferma: ‘Ebbi due o tre opportunità di incontrare il signor Catlin nei primi anni Ottanta, in occasione di un convegno organizzato da Firestone, dal titolo ‘Old Timer’s Banquet’. Veniva organizzato il giorno successivo a quello in cui solevano concludersi le qualifiche a Indianapolis (quindi, Maggio ndr). Nonostante tutto, declinai gli inviti. Non vedevo quale giovamento avrei potuto trarre dall’incontrare Russ quando questi si trovasse già in pessime condizioni di salute (Catlin morirà nel 1983 ndr). In aggiunta a ciò, già a partire dalla metà degli anni Settanta, mi ero formato un’idea negativa sul contenuto dei suoi articoli pubblicati da ‘Speed Age’ riguardanti la storia dei campionati nazionali tra il 1909 e 1917. Era di scarsa qualità e fuorviante. Non mi sono mai pentito di quella decisione’. Comunque, al di là di ciò che si è appena riportato, ebbe rapporti amichevoli con persone vicine a Catlin, i quali glielo descrissero come persona affabile che sapeva farsi volere bene. In più, proprio in quegli anni, lo stesso Catlin, il quale pubblicava ancora e, stavolta, per ‘Automobile Quaterly’, scrisse a più riprese circa i suoi studi passati. Questo è quanto Catlin mise nero su bianco in un articolo pubblicato per ‘Automobile Quaterly’ nel 1982 a proposito del modo di operare degli storiografi degli anni Sessanta-Settanta: ‘Oggigiorno i ricercatori stanno tentando di fare una collazione delle notizie conclamate, in modo tale da creare un unicuum, riempiendo quei vuoti che sono venuti a crearsi circa i campionati nazionali e le gare disputate. Nell’accingersi a ciò utilizzano i quotidiani e i resoconti dei periodici dell’epoca, al fine di cementare le loro tesi. Di certo, è quasi irrefutabile il tenore delle prove ivi contenuto. Alcuni affermano che prima del 1916 non vi sia stato campione nazionale alcuno, riconosciuto dall’AAA. Vi sarebbe stato dal 1920 in poi. Tutti gli altri campioni, a loro detta, furono semplicemente il frutto di sondaggi popolari della stampa di settore (omissis). Tecnicamente sono nel giusto, ma storicamente non lo sono. Il nocciolo del problema può essere rintracciato nelle decisioni prese da William Schimpf e Richard Kennerdell del Contest Board (erano i ‘Chairmans’ dell’epoca, cioè nei primi due decenni del secolo XX ndr), i quali, durante il loro mandato, rifiutarono di rivelare qualsivoglia informazione sulle attività amministrative del Contest Board. Stando alle loro parole, dobbiamo prendere atto che l’AAA e il Contest Board abbiano affrontato una feroce concorrenza sia da parte dell’ IMCA che della WAAA , durante quel periodo. Non la diedero vinta ai rivali’. Da Russ Catlin, "Controversy Continues for AAA Contest Board," Automobile Quarterly, 20, no. 4 (Fourth Quarter, 1982), pag. 446. Questo breve passaggio ci fa capire alcuni aspetti del modo di operare di Catlin: 1) in primis, ci fa intendere che l’autore abbia sviluppato il proprio pensiero senza attingere assiduamente, nell’ambito delle ricerche condotte, alle notizie insite negli articoli di quotidiani né, tantomeno - e ciò appare ancora più sorprendente -, a quelle tratte dai resoconti di settimanali e mensili come ‘Motor Age’, ‘The Automobile’, ‘The Horseless Age’, ‘Automobile Topics’, ‘MoTor’ ed eventualmente altri; 2) è costretto a riconoscere l’utilità delle fonti succitate e loda il metodo meno empirico utilizzato dalla nuova generazione di studiosi (uso dell’espressione ‘tecnicamente sono nel giusto’); 3) non ha ben chiaro, tuttavia, che cosa sia ciò di cui sta scrivendo, quando mette per iscritto questa serie di parole: ‘Tutti gli altri campioni, a detta degli altri studiosi, furono semplicemente il frutto di sondaggi popolari della stampa di settore’. Infatti, non ci fu alcun sondaggio popolare, bensì solo le opinioni degli scriventi. Cioè le dichiarazioni formalizzate, contenute negli articoli in questione, di Sinsabaugh e di coloro che lo hanno imitato. Esse sono il frutto della loro arbitraria coscienza, formatasi senza l’apporto di elementi estrinseci; 4) sembra affermare presuntivamente e molto rischiosamente che la realtà sia ben diversa da quella prospettata dai giornalisti dei primi anni del Novecento (e portata alla luce dalla nuova generazione di storici): sta, forse, dicendo che, contrariamente a ciò che si è creduto e si crede tuttora, un sistema di punteggio statuito ufficialmente dai vertici dell’AAA sia realmente esistito ma mai reso noto? E per quale ragione? ‘Tecnicamente (la nuova leva degli studiosi) sono nel giusto, ma storicamente non lo sono’. Perché ‘non lo sono’ e non utilizzare, invece, ‘potrebbero non esserlo’? Quali sono le ragioni che hanno spinto Catlin a utilizzare un modo temporale, quale l’indicativo, sinonimo di certezza assoluta? Per quale ragione, poi, si sarebbero dovute creare disposizioni regolamentari inerenti al punteggio per poi nasconderne l’esistenza? L’unico timido argomento che Catlin porta alla sua tesi esposta implicitamente, è un attacco ai diretti responsabili della direzione del Contest Board, rei di essersi dimostrati pavidi; 5) non dimostra di avere una conoscenza storica ferma in quanto l’International Motor Contest Association (IMCA) venne ad esistenza nel 1915 e, logicamente, non avrebbe potuto arrecare del fastidio all’AAA negli anni esaminati dallo stesso Catlin, mentre la W.A.A. si dimostrò un ente dall’esistenza flebile, dacché dopo tre mesi decorrenti dalla sua istituzione fu inglobato nell’AAA. Per la WAA valgono le stesse considerazioni finali già esposte per l’IMCA. Quando divenne noto, a fine 1984, che Printz e McMaken avrebbero dedicato un intera sezione alla storia del campionato nazionale nella ‘CART Media Guide’ del 1985, Bob Russo esternò il suo punto di vista ai funzionari della CART, creando allarmismi sulla inaffidabilità e approssimazione del materiale in preparazione per via di presunti errori di valutazione e di natura statistica: lo scopo era impedirne la pubblicazione. Dopo diversi colloqui, Russo credette, alla fine, di averla spuntata, ma Jan Shaffer, l’editore della ‘guida’, fece ugualmente stampare lo studio e ciò gli costò caro a livello professionale, in quanto andò incontro venne sollevato dall’incarico di direttore delle comunicazioni. In più, i vertici della CART la fecero, in un certo senso, pagare a Printz e McMaken, dando carta bianca a Russo nel correggere i loro presunti errori, per assicurarsi dell’ ‘accuratezza storica’ della edizione 1986 dell’opuscolo. A questo punto, di fronte al problema di correggere dati che, in realtà, erano esatti, Russo si limitò a eliminare le spiegazioni inserite a giustificazione dei calcoli, depennò le gare non valevoli per il campionato e ridusse tutto al minimo, così da dare spazio unicamente a meri scarni dati statistici, senza rendere argomentazioni o indizi didascalici sul significato degli asterischi. Ad esempio, McMaken aveva menzionato l’esistenza del campionato 1905 ma Russo decise di occultare il fatto storico: all’epoca rappresentò una scoperta eccezionale ma fu silenziata senza contraddittorio, senza che se ne potesse parlare più ampiamente. Soltanto verso la metà del primo decennio degli anni duemila si è cominciato nuovamente a discutere circa l’esistenza di un campionato nazionale nel 1905. Russo, cambiò nuovamente il nome al campione 1920: Tommy Milton prese il posto di Gaston Chevrolet dopo la breve parentesi tra il 1985 e 1986. In tutto ciò, agì in modo sleale, lasciando i nominativi di Printz e McMaken in qualità di autori di tale rivisitazione posticcia, così da legittimare il lavoro di Catlin e facendo apparire agli occhi di tutti la rivisitazione come un presunto ‘pentimento’ dei primi. Sempre a proposito del campionato AAA del 1920, in seguito, Russo pubblicò un articolo sulla questione per la rivista ‘Indycar Racing’ (Bob Russo, “The 1920 Championship,” Indy Car Racing, Volume IV No. 4, Gennaio 1987, pagg. 43-45). Esordì ponendo questa domanda: ‘Chi fu, in realtà, il campione nazionale AAA nel 1920?’- Continuò affermando che fin dal 1951 (anno in cui Catlin fece cambiare il nome del campione) ‘gli storiografi e coloro che hanno mostrato interesse nel tracciare la storia del più antico e prestigioso titolo iridato degli sport motoristici americani, hanno tentato di ricercare una qualche risposta logica a questo quesito (...) Perché, dopo trent’anni, c’è stato un cambio di rotta improvviso senza apparente giustificazione a vantaggio di Milton? Uno di questi indagatori (riferimento celato a Printz ndr) suggerisce che i fatti presentati fin qui siano frutto di un’alterazione artificiale avallata da due impiegati del Contest Board degli anni Venti , che si presero la briga di cancellare il nome di Chevrolet e far risaltare quello di Milton. La verità è che, in virtù della formula di punteggio in uso a quel tempo (1920 ndr secondo Bob Russo), egli vinse davvero il titolo’. Russo, ancora, scrisse che l’errore fu scoperto sei anni dopo (1926 ndr) e che il merito di aver fatto ufficializzare il dato fosse da tributare all’iniziativa di Catlin che si adoperò in tal senso nel 1951. ‘La decisione di Catlin non è mai stata fondata su argomentazioni claudicanti’ e ancora ‘Se Chevrolet non fosse deceduto in occasione dell’incidente a fine stagione, non ci sarebbe stata controversia alcuna’. Per Russo, l’origine del contenzioso era da ravvisare nelle prese di posizione del direttore del Contest Board dell’epoca, Richard Kennerdell ‘persona che prendeva, talvolta, decisioni senza convinzione’: a supporto di ciò Russo cita quanto avvenne durante il ‘Grand Prize 1916’ organizzato dall’ACA a Santa Monica, dove Johnny Aitken e Dario Resta, i due contendenti al titolo, furono costretti al ritiro. Aitken subentrò a Howard Wilcox, leader della corsa nella Peugeot n.26, nel momento in cui questi fu costretto al rifornimento. Aitken vinse la gara ma non venne premiato con alcun punto ai fini della classifica. Grazie a ciò, Resta rimase al comando con 660 punti di vantaggio sul vincitore del Grand Prize. Con in programma una sola corsa rimanente, quella di Ascot Park del 30 Novembre, con soltanto seicento punti assegnabili, fu chiaro a tutti che Resta poté laurearsi campione prima del tempo sperato. La ragione per cui ad Aitken fu precluso di essere remunerato con i punti, secondo Russo, è da rintracciare nel fatto che Kennerdell, in un momento imprecisato della gara, lo avrebbe dichiarato meritevole di conquistare i punti conseguenti al trionfo. La voce si diffuse fra gli addetti ai lavori e Resta si convinse a venire a patti per sostituire Earl Cooper sulla Stutz n. 8, trovandosi questi in seconda posizione, nel momento in cui gli perveniva tale richiesta. Resta aveva guidato una Peugeot in quella gara e fu costretto al ritiro dopo diciannove giri. Venuto a conoscenza di ciò, Kennerdell ritornò sui suoi passi e decise di non assegnare alcun punto. Russo scrisse che Kennerdell ‘era stato sconfessato, e da quel momento in poi, quando possibile, evitò di rilasciare dichiarazioni sui punti non assegnati ai fini del campionato’. Fonte: Bob Russo - “The 1920 Championship,” Indy Car Racing, Volume IV N. 4, Gennaio 1987, pag. 44. Dai resoconti contemporanei emerge che Aitken non ricevette punti essendovi stato un precedente nel corso della stessa stagione, capace di fare ‘giurisprudenza’: Eddie Rickenbacher sostituì un altro pilota, Pete Henderson, durante il corso di una gara. Per non entrare troppo nello specifico e per non deviare dall’argomento principale si rinvia la trattazione in apposita sede. Le fonti sull’episodio del 1916, comunque, sono: “Santa Monica’s Record Classics,” The Horseless Age, 1 Dicembre 1916, pag. 387; “Peugeots Win Road Classics,” The Automobile, 23 Novembre 1916, pag. 872; “Wilcox-Aitken Car Winner,” The Automobile, 23 Novembre 1916, pagg. 872-873; “Wilcox-Aitken Capture the Grand Prize,” Motor West, 1 Dicembre 1916, pag. 6.
  6. IV) Charlie Brockman e Carl Hungness Printz afferma di avere saputo tra il 1978 e il 1979 dal suo collega Ken M. McMaken che il tentativo di Catlin risalente al 1952 fosse, allo stato delle conoscenze allora attuali, il primo, in ordine cronologico, dei ‘riconoscimenti dei campioni nazionali’ 1902-1908. La ‘lista Catlin’ fu, a questo punto, incorporata nell'edizione del 1958 dell'annuario USAC (‘1958 USAC Yearbook’) da un funzionario avente la qualifica di ‘USAC Publicity Director’, Charlie Brockman. Costui, in seguito, divenne telecronista tv in occasione della 500 Miglia di Indianapolis del 1965 e, poi, presidente USAC dal 1969 al 1972. Viene ricordato anche per essere stato uno dei membri dell’organo collegiale chiamato a decidere sul ricorso presentato da Penske in ordine alla penalità comminata a Bobby Unser nella 500 Miglia di Indianapolis del 1981. Quindici anni dopo, nel 1973, quest'informazione fu fornita da un altro funzionario USAC, tale Dick Jordan al giornalista Carl Hungness, affinché questi la potesse utilizzare nella prima edizione di una serie di annuari incentrati sulla 500 Miglia di Indianapolis, i celebri ‘Yearbooks’. Questo passaggio è fondamentale perché rappresenta la divulgazione di massa del ‘metodo Catlin’, come possiamo scherzosamente definirlo. Le posizioni prospettate divennero dati di fatto, dogmi, conoscenze acquisite in quanto accettate passivamente, difficili da vagliare ed, eventualmente, contestare mancando la possibilità (e la volontà in primis) di farlo. Dopotutto, anche Brockman o Jordan, che possiamo definire i fautori indiretti di questo stato di cose, in quanto autori materiali della diffusione più marcata di tale movimento di pensiero, non avrebbero potuto avere ragione di mettere in discussione le informazioni presentate non essendo di professione storici.
  7. Elio11

    FantaF1 World Championship 2018

    Per fortuna, questo strazio è finito. Ora testa alla prossima sessione di mercato, sperando di potervi partecipare che non lo so mica ...
  8. Elio11

    Spa Francorchamps

    Da 'MotorSport' Febbraio 2015, pagg. 74-78:
  9. III) Chi è Russell Catlin? Russell Catlin (1908-1983) è stato un giornalista sportivo, ex giocatore di football americano, appassionato di motori e automobilismo. Fin dal 1947 iniziò a pubblicare per conto della testata ‘Speed Age’. Nel periodo immediatamente precedente all’avvento degli anni Cinquanta - anni in cui si ritrovò a dover dare il proprio contributo - godeva già di una certa considerazione in qualità di storico del settore. Di sicuro, da quanto si legge, è comune opinione che dovesse essere in possesso di una preparazione in materia sopra la media per i canoni di quel periodo, quantunque non avesse ancora legato il proprio nome al presunto lavoro che l’avrebbe reso celebre. Utilizzo l’aggettivo ‘presunto’, perché a partire dai primi anni Ottanta, quando la fama del soprammenzionato si ritrovò ad essere preponderante, al punto tale che nessuno osava mettere in discussione con vaglio critico le sue asserzioni, iniziarono a farsi timidamente sentire le prime rimostranze nei confronti della metodologia, a quanto pare, non propriamente cristallina e rigorosa seguita da Catlin. Entro la fine degli anni Quaranta le notizie sulle origini dei campionati nazionali sembravano già perse nella foschia del passato, situazione precaria particolarmente diffusa anche tra gli addetti ai lavori. Secondo Printz, in questo lasso di tempo, Catlin iniziò a rovistare gli archivi dell'AAA, dal momento che in quel lasso di tempo stava predisponendo ed elaborando i testi sulla storia dell’AAA per conto di‘Speed Age’, i quali avrebbero visto la propria stesura qualche anno più tardi e anche una parziale pubblicazione. Indi, presentò la proposta, accettata dall’AAA, che i campioni ‘inventati’ da Means and Haresnape fossero dichiarati campioni nazionali ufficiali per le relative stagioni. Nel 1952 cadde il cinquantesimo anniversario di vita dell’ A.A.A. All'inizio di quell’anno, Catlin decise di fornire anche i ‘campioni nazionali’ per ognuna delle stagioni dal 1902 al 1908: l’elenco fu pubblicato in occasione della "International 500 Mile Sweepstakes" del 1952 in un articolo della lunghezza di una pagina intitolato "Auto Racing's Golden Jubilee." Curioso e indicativo è il fatto che in quel periodo Catlin ricoprisse la carica di ‘director’ del ‘Contest Board’ (in quell’articolo viene citato come "Director of the AAA Contest News Bureau"). Inoltre, Catlin stesso riconobbe la qualità meramente ‘ufficiosa’ dei campioni 1902-1903 e 1907 ma non scrisse o fece intendere riguardo alle altre annate, che i criteri da lui adottati fossero discrezionali. In quest’articolo Catlin espresse una serie di affermazioni di dubbio valore: “A partire dagli anni seguenti (al 1902 e 1903 ndr) la Vanderbilt Cup determinò il vincitore del titolo nazionale (utilizza il termine ‘Championship’)”. Fu un espediente per ‘coprire’ i dubbi esistenti sul 1904, 1905 e 1906. Grave fu la mancata conoscenza di ciò che avvenne nel 1905 e cioè l’indizione e lo svolgimento di un campionato nazionale a livello ufficiale con tanto di proclamazione di un titolato alla fine dei giochi. Ancora, scrisse che l’assegnazione di un titolo, basato sull’attribuzione dei punti, avvenne la prima volta nel 1909. Le reali cause furono da ascrivere sia a un atteggiamento soggettivo di negligenza e imperizia manifestatosi nella mancata volontà di indagare criticamente, quanto alla progressiva perdita, nel corso degli anni, di interesse per la conoscenza storica degli avvenimenti, condizione deteriore diffusa in cui si versava genericamente parlando e di cui si è fatta già menzione. A ciò va aggiunta un’altra causa oggettiva, la gravemente difettosa conservazione dei documenti probatori contemporanei all’epoca in discussione, attestanti il reale corso degli eventi, cagionata dalla svogliatezza con cui furono serbati da chi di dovere e dall’atteggiamento cinico e pratico di chi volle considerare tale incartamento non troppo meritevole di considerazione. Catlin cadde nell’errore di considerare i documenti di Means come autentici, ufficiali e risalenti alle stagioni coperte e analizzate dallo stesso. Tra il 1949 e il 1954 lavorò, dunque, nell’ambito del ‘Contest Board’ dell’AAA e più precisamente: ‘Dal 1951 fino alla scorsa estate (1954 ndr) è stato a capo dell’ufficio stampa del Contest Board, una posizione che gli ha permesso di venire a stretto contatto con gli annali dimenticati delle corse automobilistiche’ (da ‘Speed Age’ del Novembre 1954, pag. 27). Nel 1951 Catlin convinse l’AAA a sostituire i nomi di due ‘campioni’ (scelti da Haresnape) con quelli da lui selezionati. Si trattò delle stagioni 1909 e 1920: George Robertson soppiantò Bert Dingley e Tommy Milton prese il posto di Gaston Chevrolet (il fratello di Louis) negli annali: a) Per la scelta operata da Russ Catlin a favore di Robertson si veda: Russ Catlin “The History of the AAA National Championship Racing: Chapter 1, Robertson or Dingley? 1909” Speed Age, Volume 8 N. 3, Dicembre 1954, pagg. 39-46. b) Quanto al 1920, per la precisione, Catlin non pubblicò mai in vita un resoconto dettagliato sulla stagione 1920, ma il giornalista Bob Russo (1928-1999), continuatore delle idee del primo – lavorarono assieme in redazione ai tempi di ‘Speed Age’, a partire dai primi anni Cinquanta -, diede alle stampe l’articolo intitolato “Indagine sul campionato 1920’, inserito nella rivista ‘Indycar Racing’ (Gennaio 1987, pagg. 43-45), in cui si segue pedissequamente la visione di Russ Catlin. In questo saggio di fine anni Ottanta, presentò la ricostruzione offerta da Catlin come ‘ricostruzione di fatti storicamente avvenuti’. L’unica pubblicazione di Catlin sull’argomento 1920 è rappresentato da un articolo pubblicato nella rivista ‘Automobile Quaterly’ Vol.20, No.4 pagg. 408-413 del 1982, poco prima di morire. L’opera omnia di Catlin, per quel che ci interessa in questa sede, è, appunto, Russ Catlin – ‘The history of AAA National Championship Racing, 1909 to 1917’. Pubblicata in più parti, a cadenza determinata, nell’ambito della rivista mensile ‘Speed Age’ a partire da Dicembre 1954 fino ad Agosto 1955, copre gli anni dal 1909 al 1917, come da titolo. Significativo è questo passo del numero di ‘Speed Age’, del mese di Novembre 1954, tratto dalla pagina numero 27, il quale anticipò l’uscita alle stampe degli scritti, proclamandone la prossima pubblicazione e volendone dare un certo grado di pubblicità: ‘Incominciando con il capitolo dedicato al 1909, ‘Speed Age’ pubblicherà le tabelle complete della classifica punti di ogni AAA Contest Board da quella data a oggi’: quindi, inizialmente l’opera avrebbe dovuto prendere in considerazione tutte le stagioni dal 1909 al 1954 e, in più, dal lessico utilizzato, si fa intendere che tutte le stagioni fossero state caratterizzate dalla presenza di un campionato piloti, con riguardo al quale un punteggio fosse stato eretto in qualità di criterio sistematico di selezione ai fini dello stilare un ordine classificatorio per individuare il maggiormente meritevole di premiazione. Ciò che sappiamo non essere avvenuto storicamente. Considerazione che va portata alla luce, tralasciando il discorso sulle forme di esternazione e i modi di concessione in concreto di tali punti, argomenti che tale articolo non ebbe la pretesa e l’intenzione di trattare più diffusamente. Infatti, l’uso della locuzione ‘AAA Contest Board’ contribuì a mettere ‘Speed Age’ – e quindi, Catlin di rifesso – in una posizione scomoda e difficilmente rimediabile: credere e asserire implicitamente che anche durante i periodi 1909-1915 e 1917-1919 si fosse corso per un titolo da assegnare al termine di ciascun anno. Non a caso il resoconto da cui si decise di partire è quello relativo al 1909, non quello relativo al 1916. In aggiunta ciò, iniziare la trattazione a partire dal 1909 è indice dell’ignorare bellamente il 1905: a difesa di Catlin si potrebbe argomentare che fino al 2015-2016 sono perdurate ambiguità e ombre sul destino di quel campionato. Queste considerazioni potrebbero essere rafforzate da quel che si scrive subito dopo: - ‘Per la prima volta da quando esistono le pubblicazioni sull’argomento, ‘Speed Age’ presenterà le liste complete, di cui è autore Catlin, di ogni gara mai corsa facente parte di un campionato nazionale (‘every National championship race ever run’)’. Scopriamo anche che ‘gli articoli troveranno pubblicazione in questa sede per i prossimi tre anni e la storia dell’automobilismo qui raccontata sarà la prima ad potersi definire compiuta e, inoltre, è quella approvata (recognized) dall’AAA’. Il lavoro di Catlin, dunque, era stato fatto proprio dall’AAA che lo aveva ‘istituzionalizzato’, o al contrario e maliziosamente, si potrebbe dire che Catlin stesso, approfittando del suo ruolo istituzionale e degli incarichi direttivi goduti in seno all’AAA, ricoperse di crisma di ufficialità il proprio lavoro. Quanto ai ‘tre anni’ si deve porre l’attenzione che i propositi non trovarono pedissequa manifestazione. “The history of AAA National Championship Racing” terminò, anzitempo, con il capitolo nono dedicato alla stagione 1917. I motivi sono abbastanza oscuri e si disse all’epoca che ‘Speed Age’ non fosse più interessata a continuarne la pubblicazione per la scarsa capacità di presa sui lettori (si è detto del mancato rinnovato interesse per un passato che appariva qualche decennio più tardi, fumoso e vago, quindi data la notevole difficoltà di accesso alle fonti, caratterizzante gran parte del Novecento). Anche Printz aggiunge un particolare e ci fa sapere che Catlin stesso smise di inviare alla redazione i suoi articoli sull’argomento per il mancato pagamento del corrispettivo dovutogli. Quel che è certo è che Catlin scrisse anche riguardo agli anni successivi al 1917: nei primi anni Ottanta, James O’Keefe, all’epoca in cui stava ancora dando il suo contributo personale nell’ambito degli annuari di Gordon Kirby, ottenne una copia stampata di un capitolo della storia di Catlin mai divulgato. Si trattava del capitolo quattordicesimo, riguardante la stagione 1922. O’Keefe, a quel punto – facciamo un salto fino ad arrivare al 1982 - la spedì a Printz: “James O'Keefe venne in possesso, non saprei dire come, di una copia a stampa del capitolo XIV coprente la stagione 1922 e me la spedì il 26 Luglio 1982”. Questo è stato il primo dei resoconti di Catlin a ‘uscire’ allo scoperto. Per molti anni non si sono avute notizie sullo stato di conservazione dei capitoli dal decimo al tredicesimo. Oggi, non solo sappiamo essere esistenti questi altri numeri ma, addirittura, siamo in grado di consultarli anche se allo stato di bozze in fase di revisione. Trattasi più esattamente dei capitoli dal decimo al tredicesimo, relativi al 1918, 1919,1920 – quest’ultimo in due versioni, una del 1955 e l’altra del 1958 – 1921, 1923 e 1924. Sono scritti a macchina e recano correzioni apportate dallo stesso Catlin. Il resoconto relativo al 1918 consta di quindici pagine, come quello del 1920 (ed. 1955); diciassette pagine formano quello relativo al 1919; sedici quello riguardante il 1921. Il resoconto del 1920 ed. II (1958) è stato snellito rispetto alla prima stesura. Delle bozze riguardanti il 1923 e 1924 non saprei dire nulla dal momento che non ho potuto darci un’occhiata. Per questa scoperta dobbiamo essere grati allo storico Donald Capps, il quale, spinto dalla curiosità ingenerata dalla lettura dei testi, cartacei o meno, di Printz ha compiuto in questi ultimissimi anni delle ricerche fruttuose. Ad oggi, non siamo venuti a conoscenza della presenza di eventuali altri capitoli successivi al sedicesimo. Interessante è ciò che Printz dice: “Sulla ‘History’ di Catlin sono state create dicerie e tutte, più o meno, con fondamento di verità. Alcuni dissero che Russell avesse trattato tutte le stagioni fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, altri che si fosse spinto, addirittura, fino alla fine degli anni Quaranta. Venne affermato anche che Catlin avesse provato a raccogliere tutti questi articoli con lo scopo di farne un libro, e si disse pure che i vari editori si fossero rifiutati di assecondare le sue richieste per via del suo modo di scrivere un po’ banale. Joe Scalzo una volta mi confidò di considerare i suoi articoli un ottimo esempio di come i giornalisti dovrebbero comporre i loro pezzi, gli piaceva il suo stile. Delle persone mi hanno riferito che quando a Catlin giungevano domande specifiche sugli eventi di quegli anni, generalmente replicava di stare lavorando a una ‘storia completa’ delle corse patrocinate dall’AAA e che non avrebbe fatto gli altri partecipi delle informazioni in suo possesso, copie di documenti o altro materiale a lui utile, fino alla effettiva pubblicazione di questo famigerato libro”. Con il numero di Novembre 1954 la rivoluzione copernicana ‘catliniana’ ebbe inizio e Catlin non disdegnò di prendere una posizione attiva difendendo le tesi prospettate nei suoi articoli affermando che le notizie ivi contenute, in gran parte, fossero sue proprie scoperte. Probabilmente, però, verso tarda età iniziò ad avere dubbi sulla provenienza del materiale da lui utilizzato, accorgendosi del ‘falso storico’. Per Printz, Catlin iniziò a mostrarsi timoroso di essere sconfessato e, per questo motivo, adottò una tattica difensiva la quale contribuì a generare un ‘perserverante oscurantismo’. Printz parla di ‘quattro fondamentali indizi’ che dovrebbero aiutare a capire come l’atteggiamento di Catlin fosse divenuto ‘difensivo’: 1. Iniziò a lodare in modo eccessivo, smodato e inopportuno l’attività di Means e Haresnape. Secondo Catlin, avrebbero messo in salvo tutte le carte ufficiali AAA che sotto la gestione di Kennerdell erano state conservate in modo poco consono e avrebbero ricostruito in modo intellegibile la storia degli ‘anni bui’. In realtà, il loro operato, comunque da apprezzare enormemente, deve essere riconsiderato e meglio contestualizzato alla luce delle nuove informazioni; 2. Russ Catlin screditò sempre e in modo esplicito la tendenza a usare giornali e riviste dell’epoca come materiale per le ricerche. Le reputava inaccurate, piene di inesattezze, prive di informazioni imparziali. Il materiale trovato negli uffici del Contest Board e da lui reputato ‘ufficiale’ (si trattava, come si è detto, di studi compiuti su informazioni ricavate, paradossalmente, dalla stessa stampa denigrata da Catlin) per lui era l’unica fonte attendibile; 3. Per Catlin l’unico responsabile su cui addossare tutte le colpe della situazione caratterizzata da incertezza era Richard A. Kennerdell. Costui era stato a capo del ‘Contest Board’ dal Gennaio 1914 all’Ottobre 1921, e poi, ancora, in un secondo tempo da Marzo 1924 a metà 1926. Gli rimproverava l’avere tenuto un comportamento di dubbia diligenza in ordine alla custodia dei registri storici. Per Catlin, Means dovette ‘ricostruire’ il vecchio sistema punteggio in uso. Così scrivendo, implicava l’esistenza di un vero e proprio sistema a punti oltre che di campionati. In realtà, oggi sappiamo bene che fosse una ricostruzione fittizia, frutto di un mito creato ad arte da Catlin stesso (o meglio, da Means); 4. I risultati così come erano conosciuti al tempo di Catlin, per il solo fatto di promanare dal Contest Board, dovevano essere non contestabili, quindi inappellabili. Printz, il più grande critico di Catlin attribuisce a questi il merito di aver lavorato con solerzia in questo suo tentativo di ricostruire il passato, obiettandogli, però, la mancanza di una preparazione storica approfondita. Definisce il suo operato, a più riprese, ‘fallace, impreciso e menzognero’ nei suoi messaggi pubblicati sul forum di Autosport sezione ‘Nostalgia’. La summa è, forse, racchiusa in questa asserzione pubblicata nella discussione ‘Russ Catlin’, di cui al messaggio inviato il 17 Gennaio 2012: ‘Catlin fraintese e ricostruì approssimativamente i dati raccolti da Means e Haresnape nel 1926-1928 e, non contento di ciò, aggiunse nuovi convincimenti sull'era AAA del 1902-1920 del tutto frutto della sua fantasia. Per quanto ne so, si suppone che uno storico debba scoprire cosa è effettivamente accaduto nel passato e, quindi, registrarlo. Invece, Catlin ha creato di sana pianta sette nuovi titoli del campionato nazionale AAA per il periodo dal 1902 al 1908 e ha inventato ciò che avvenne nel 1920. Accettò anche l’ idea erronea che l'AAA avesse ufficializzato campionati per i periodi 1909-1915 e 1917-1919 , mal interpretando i ‘materiali Means-Haresnape’ risalenti al 1926-1928. Russ ha anche scritto un libro su Ted Horn alla fine del 1948 (la prima edizione risale al 1949) e non conosceva quale vettura questi avesse guidato nel 1945 o che nel 1946 l’AAA avesse considerato ai fini dei punti iridati anche le settantuno gare sprint, oltre ai sei eventi già previsti, ai fini dell’assegnazione dell’AAA National Driving Title’. Il suo giudizio finale sulla ‘History of AAA National Championship Racing” è, comunque, benevolo: - ‘Ognuno dovrebbe darci almeno un’occhiata’. Delle nove stagioni inizialmente sotto la lente di ingrandimento di Catlin, soltanto nel 1916 era stato istituito un campionato nazionale sotto l’egida dell’AAA (AAA National Championship). Le tabelle della distribuzione dei punti utilizzati in quelle carte di Catlin erano largamente derivate da quelle create a più riprese, tra il 1926 e il 1928, dal funzionario dell’ AAA Arthur H. Means,. E’ sempre grazie a D. Capps che oggi possiamo disporre dei fogli di lavoro autografi di Arthur Means relativi agli anni 1918-1920, consultati da Catlin. Tuttavia, sembrerebbe che Catlin non fosse venuto a conoscenza di questo particolare. Reputava di potere disporre sulla sua scrivania nell’ufficio del Contest Board con sede a Washington D.C.di tutto il materiale allora esistente, anzi, credeva addirittura che quelle carte fossero gli atti ufficiali dell’AAA. Questo spiegherebbe l’avere snobbato le altre informazioni raccolte nel corso degli anni dai suoi colleghi giornalisti, reputate da lui fonti secondarie e di non sicura affidabilità. Ciò che segue è stato scritto da Jan Shaffer nella prefazione alla ‘Cart News Media Guide 1985’ pag. 2: “La fragilità dell’esistenza della documentazione registrata serbata negli archivi della Indycar è impressionante. Lo storico Bob Russo di Covina, California, ci racconta la storia del salvataggio dei resoconti AAA, avvenuto nel 1950: - ‘Norris Friel, il direttore tecnico dell’AAA, ebbe modo di scoprire documenti di ogni tipo nei sotterranei dell’edificio dove aveva sede l’AAA. Quelle stanze nel seminterrato facevano parte del sistema di fognature di Washington D.C. L’AAA decise di trasferire gli uffici del Contest Board in un’altro fabbricato e si era formata la ferma convinzione di dover bruciare quei documenti. Catlin e Norris si armarono di cappotti e guanti e andarono a rovistarli facendo una cernita. Russ salvò le carte che trattavano delle gare e Norris quelli di carattere tecnico-amministrativo”. In più, Catlin stesso in ‘Automobile Quaterly’ Vol.22 No.2 pag. 223 scrisse ‘le stanze erano piene zeppe di incartamenti fino al soffitto’. Il lavorio sembrerebbe essere proseguito alla luce fioca di torce durante ogni fine settimana per sei mesi circa’. Questo del presunto ritrovamento delle carte è, comunque, un filone della stessa storia su cui converrebbe soffermarci in maniera più approfondita più in là, trattandolo a parte.
  10. Elio11

    FantaF1 World Championship 2018

    Primo Pilota: Bottas (900.000) Secondo Pilota: Leclerc (900.000) Team: Red Bull (1.000.000) Ps: in questa sessione è davvero un terno a lotto. "Quelli che posteranno prima delle 22:00 verranno bannati."
  11. Elio11

    FantaF1 World Championship 2018

    “Uàu” (cit. Marc Gené)
  12. Elio11

    FantaF1 World Championship 2018

    Oggi ho imitato la Spagna (Ricciardo, Bottas, Hamilton).
  13. Elio11

    FantaIndyCar Series 2018

    Bourdais e Pagenaud.
  14. Elio11

    08. Gran Premio di Francia 2018 | Paul Ricard

    "Ehhh ... mi raccomando ... ehrrr ... mi straraccomando ... ehrrr ... guardate che, poi, quest'opera non la trovate più eh! ... ehrrr"
  15. Elio11

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    Sono in modalità '©Tom Sneva 1978'.
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